Venerdì 10 Febbraio 2012
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Considerare Saakashvili un intoccabile è un gravissimo errore strategico

19 Agosto 2008

Il politically correct dilaga anche nella politica internazionale. La Georgia di Saakashvili è diventata come la Madonna Pellegrina: intoccabile. Una sciocchezza. Di più: un errore strategico.

I fatti dicono che Saakashvili ha dato prova di avventurismo – ha ragione Cossiga – nella gestione dei rapporti con l’Ossezia. Non è certo una novità che questa regione si senta parte del grande impero russo ed abbia nostalgie neocomuniste. D’altra parte, lo stesso presidente della Georgia non brilla per equilibrio democratico e non si è insediato esattamente come un padre delle riforme liberali. Si tratta di un uomo che – parole di Salomè Zurabishvili, ex ministra franco-georgiana – ha perso credibilità e non può vantare credenziali internazionali di rilievo. Un neocomunista che fronteggia brutalmente l’orso neocomunista russo.

La Russia si sente incastrata tra un’Europa che si allarga e una Nato che si espande, rischiando di farla uscire dal grande giro dei territori cruciali per la circolazione del petrolio e del gas. Ciò non giustifica la reazione sproporzionata all’attacco georgiano dell’Ossezia, ma serve ad evitare di ridurre l’intero capitolo della crisi caucasica ad un referendum pro o contro la Russia. La politica internazionale risente delle nuove realtà nelle aree regionali del mondo e il Caucaso non è un’eccezione, anzi è, in qualche modo, una cartina di tornasole, insieme al Pakistan ed alla Cina.

Siamo di fronte ad un neocomunismo che vuole sfruttare il vantaggio competitivo nel settore energetico. La Russia si smarca dall’Occidente, secondo antiche tradizioni, ma con ragioni del tutto nuove. Gli USA sbagliano nel sostegno su tutta la linea alla Georgia. Ciò potrebbe addirittura non favorire la stessa Georgia, che ha bisogno, invece, di riqualificarsi secondo parametri occidentali. L’Europa si è mossa, ma non è la chiave risolutiva della crisi. Saakashvili ha trovato anche il tempo per metterla sotto accusa. La lettura di questa crisi non può prescindere dalla crisi strutturale delle regioni più esposte, come quella caucasica, e dal caos che pervade il mondo globalizzato.

Crisi periodiche, anche gravi, come quella del Caucaso, sono cicli di ristrutturazione dei mercati regionali più esposti. Ci vuole una strategia europea ed occidentale che sappia tirare dentro la Russia neocomunista. Se Putin è, per gli amici, un “sincero democratico” e, per i nemici, un tiranno postmoderno, Saakashvili impersona il volto vitalistico e tattico di un neocomunismo che parla lo stesso linguaggio, anche se con strumenti grottescamente inferiori. Per difendere un certo Occidente, ci si può ritrovare contro lo stesso Occidente. Agli USA capitò con i talebani, alla fine degli anni Settanta, quando fu l’URSS a combatterli, difendendo, in quel caso, anche l’Occidente. Gli USA sostennero il Pakistan in funzione anti-sovietica. Una scelta sbagliata. Anche in quel caso, dettata dal politically correct dell’epoca.

Commenti
nick
19/08/08 16:49
in parte d'accordo
sono in parte d'accordo con Iannuzzi su Saakashvili, avventurista mal consigliato, però non mi pare c'entri il comunismo o altra ideologia, ma interessi economici e politici. La Russia fa una politica di potenza, come qualsiasi stato in grado di permetterselo e non sopporta di essere circondata da ex-repubbliche filoamericane. Gli Stati Uniti sbagliano e gettano olio sul fuoco; non sbagliano per ideologia, ma perché sono megalomani e forse desiderano espandere la guerra, come nella loro tradizione. Sbagliano perché l'Europa non può permettersi la guerra in casa.Potrebbe essere l'occasione in cui l'Europa decide di dotarsi di una difesa.
vittorio
20/08/08 08:44
Non c'è nulla da
Non c'è nulla da commentare.Un articolo senza senso.L'autore si legga l'articolo di Bolton.La Georgia è un paese sovrano,che ha eletto democraticamente il suo presidente,l'Ossezia una sua provincia.
Orso
21/08/08 09:22
Ho seguito anche sulle tv
Ho seguito anche sulle tv satellitari di tutto il mondo russe comprese l'evolversi del conflitto. Ho visto la violenza inaudita dei georgiani contro i sud osseti quando la russia non era ancora intervenuta. Capisco gli interessi economici, ma non capisco le stragi.. quanto al Presidente della Georgia, se non ricordo male non è stato eletto proprio democraticamente, ricordo bene l'ex Presidente preso a forza di braccia nel Parlamento..
Pierpaolo
25/08/08 11:36
Puntare sui golpisti Saakashvili e Musharraf è stato un errore.
Però, mentre nel caso pakistano all'errore gli USA hanno già tentato di porre rimedio (con quanto successo, poi, è tutto da vedere), analoga decisione su Saakashvili deve ancora maturare. Anche gli investimenti (BP in prima linea) effettuati sulla pipe-line da Baku a Ceyhan sono stati altrettanto avventati. (vedasi l'articolo di John Bolton) I tempi per l'ammortamento si stanno prospettando molto, molto lunghi ed i ritorni finanziari improponibili. La stabilità e l'affidabilità politica dei territori su cui si vanno a fare investimenti del genere non possono essere quelli del livello del mangiacravatte (http://www.youtube.com/watch?v=LRnbOlhEZj0&feature=related)di Tiblisi.
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