Venerdì 10 Febbraio 2012
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Patronati nel mirino

Così il Governo sta cercando di mettere le mani nelle tasche dei sindacati

5 Luglio 2010

A quanto pare, nel caso che segnaliamo non si è verificato alcun refuso, come è capitato, invece, a prendere in parola il Governo, nella vicenda dell’emendamento alla manovra riguardante l’applicazione dell’adeguamento automatico all’attesa di vita anche al pensionamento di anzianità con il requisito dei quarant’anni di versamenti e a prescindere dall’età anagrafica.

Il relatore Antonio Azzollini ha presentato un emendamento (comma 12 terdecies) che taglia il finanziamento pubblico ai Patronati sindacali.

Prima di illustrare le modifiche proposte è bene descrivere la normativa attualmente in vigore. Le disposizioni in materia di finanziamento sono state modificate dalla legge n.152 del 2001, in senso di maggiore stabilità e di sostanziale crescente apporto a favore dei Patronati, rispetto alla precedente disciplina (dlgs c.p.s. 29 luglio 1947 n.804).

A decorrere dal 2001, il finanziamento pubblico ai Patronati (che è ripartito secondo criteri ragguagliati all’attività svolta) è costituito dal prelevamento dell’aliquota dello 0,226% sul gettito dei contributi obbligatori incassati da tutte le gestioni amministrate dall’Inps, dall’Inpdap, dall’Ipsema, dall’Inail. In precedenza non era fissata l’aliquota e il gettito imponibile escludeva talune gestioni del pubblico impiego. Nella nuova normativa, dunque, si è stabilizzata l’aliquota di prelevamento, allargata la base imponibile, la quale è in costante aumento essendo il gettito contributivo, in via di fatto, in evoluzione crescente. Il finanziamento è così ripartito: 89,90% all’attività, 10% all’organizzazione, lo 0,10% per il controllo delle sedi all’estero. E viene riconosciuto ai singoli Patronati sulla base delle pratiche svolte e del punteggio assegnato alle diverse tipologie di prestazioni.

Gli Istituti possono altresì ricevere eredità, donazioni, legati e lasciti, erogazioni liberali, sottoscrizioni volontarie, contributi e anticipazioni del soggetto promotore e delle sue strutture periferiche. Gli Istituti stessi, poi, sono in regime di convenzione con i maggiori Enti previdenziali per i quali svolgono – a titolo oneroso - compiti sussidiari nell’assistenza ai pensionati e ai lavoratori.

Quali sono le modifiche apportate nell’emendamento? La disposizione prevede che, a valere sul gettito dei contributi previdenziali obbligatori incassati per l’anno 2010, l’aliquota di prelevamento sia rideterminata dallo 0,226 per cento allo 0,178 per cento e che per l’anno finanziario 2011 gli specifici stanziamenti iscritti in via previsionale siano ridotti del 22 per cento con recupero negli esercizi finanziari nei quali sono erogate, in termini rispettivamente di acconto e di saldo, le somme riferibili ai contributi previdenziali obbligatori trasferiti al bilancio dello Stato a seguito della modifica di aliquota prima richiamata. In parole più semplici, il taglio viene applicato anche alle risorse degli anni precedenti non ancora erogate.

Quanto si risparmierà con questo intervento? La stima contenuta nella relazione tecnica a cura della Ragioneria generale dello Stato è pari ad 87 milioni nel 2011 che serviranno a compensare gli effetti che sarebbero derivati dall’applicazione dell’incremento retributivo pari allo 0,019 per cento previsto nella legge n. 247 del 2007. Anche questo passaggio deve essere meglio spiegato.

Il Governo Prodi nella passata legislatura si accanì – su sollecitazione dei partiti comunisti e della Cgil – per superare il cosiddetto scalone (da 57 a 60 anni) voluto dalla legge Maroni del 2003 in tema di pensioni di anzianità. L’operazione ebbe un costo pari a 7,5 miliardi di euro in un decennio. Una delle voci di copertura sarebbe dovuta provenire da misure di razionalizzazione da parte dei maggiori enti previdenziali. Poiché l’operazione non era molto credibile, Tommaso Padoa Schioppa chiese di introdurre una misura alternativa (appunto l’incremento dello 0,019 per cento di tutte le aliquote a partire dal 2011) nel caso in cui i risparmi promessi a quel titolo non fossero poi così certi (come evidentemente si è verificato). Così, proprio per evitare un aumento generalizzato del costo del lavoro in un periodo di crisi come l’attuale, il relatore, d’accordo con il Governo, ha pensato bene di tagliare il finanziamento pubblico dei Patronati sindacali.

La relazione tecnica spiega in modo esauriente la portata dell’operazione. Poiché nel bilancio consuntivo dello Stato per il 2009 risultano contabilizzati 397 milioni di euro a favore dei Patronati, i meccanismi introdotti nell’emendamento consentono di risparmiare quegli 87 milioni idonei ad evitare l’applicazione dell’incremento contributivo nel 2011.

E’ la prima volta, a memoria d’uomo, che un Governo mette sotto tiro le risorse destinate ad organismi parasindacali, la cui consistenza ha un peso di rilievo nell’ambito della vita e dell’attività quotidiana delle confederazioni e non solo di quelle dei lavoratori, essendo quasi tutte le organizzazioni sociali ed economiche (anche del mondo dell’impresa) promotrici di un Patronato che concorre, in base alla sua attività di assistenza, alla ripartizione del finanziamento pubblico.

Sarà interessante vedere come andrà a finire questa storia. E se il Governo riuscirà a "mettere le mani nelle tasche" dei sindacati.

 

Commenti
letterato
05/07/10 11:57
Spero proprio che il governo
Spero proprio che il governo non faccia marcia indietro. i sindacati sono stati una delle cause dello sfacelo, non solo dell'economia, ma anche del vivere sociale degli ultimi quarant'anni.
dillinger
05/07/10 16:21
Li conosco bene i patronati:
Li conosco bene i patronati: covi di faccendieri ed avvocaticchi di mezza tacca che si ingrassano dietro il paravento della funzione sociale. Si vuole recuperare evasione? Bene, si faccia un controllo meticoloso sugli addetti sociali e sui legali convenzionati che, in teoria, dovrebbero fornire assistenza gratuita ma, spessissimo, lucrano consistenti compensi in nero.
Mario
05/07/10 16:52
Mistificazione
Ancora una volta si mistificano le notizie, si perdono continuamente occasioni per descrivere le cose per il loro giusto verso. Confondere Sindacato e Patronato è una storia vecchia come il mondo. I servizi svolti dai patronati sono assolutamente non retribuiti dal singolo cittadino ma giustamente a carico dell’intera collettività lavorativa. Il Patronato offre servizi a tutti indipendentemente dal colore politico e delle tessere di appartenenza ponendosi a difesa degli interessi dei cittadini più deboli, non considerando che per il lavoro svolto solo una minima parte rientra nei finanziamenti. Peccato, i diritti sono costantemente revocati e continuiamo a mistificare le cose.
Federico da Miami
06/07/10 00:06
Diciamola tutta
Caro Mario son molto lontano da te (fisicamente) ma anche da qui' riesco a vedere che sei di parte. Naturalmente dici cose verissime, ma non ti sembra di tralasciare "qualcosina" che, se raccontata, non bilancerebbe le tue osservazioni?
giuliano cazzola
06/07/10 06:38
articolo mio sui patronati
nel mio articolo sui patronati sindacali mi sono limitato a raccontare i fatti e a spiegare l'emendamento, senza dare giudizi sui patronati e sulla loro attività.
Mario
06/07/10 11:25
Il patronato e i servizi
Mistificazione I Patronati svolgono un ruolo di sostegno, certamente con molte sfaccettature e a volte non gradevole, ma confonderne i presupposti e i meriti appare massimalistico. Ad una pubblica amministrazione si chiede efficienza, qualità, disponibilità verso gli utenti e risoluzione in tempi brevi delle problematiche, cosa oggi purtroppo non riscontrabile nei tempi e nei metodi dei servizi rivolti alle esigenze dei cittadini. Per conoscere il ruolo e i servizi che svolgono i patronati sarebbe opportuno consultare i cittadini che ne hanno apprezzato i servizi, le statistiche degli Enti che erogano prestazioni con riferimento alle pratiche patrocinate dai Patronati. I servizi e le attività svolte dai Patronati hanno consentito una sempre maggiore celerità e qualità nelle erogazioni di prestazioni che vanno dalla semplice richiesta di un controllo della situazione contributiva alla trasmissione telematica e al relativo calcolo di una pensione. Quanti cittadini hanno la possibilità di essere messi in condizione di essere certi delle comunicazioni trasmesse dai vari Enti ecc ?? La ricezione di un provvedimento, in quanti possono controllarne la sua correttezza ?? Questo è quello che fanno i Patronati. La riforma dal 2008 ha disciplinato il ruolo e la funzione dei Patronati considerandoli a supporto qualitativo dei cittadini escludendo la fase legale e ampliando l’elenco delle prestazioni dall’attività non riconducibile al finanziamento . Un maggiore controllo nella fruizione dei servizi affidati è opportuno, revocare o sospendere l’autorizzazione al Patronato scorretto è giusto, ma considerarne la non utilità è spiacevole. Una Pubblica Amministrazione efficiente e vicina ai cittadini è un obbiettivo da raggiungere ma nel frattempo garantiamo che i diritti non vengano negati.
vanni
06/07/10 13:41
Patronati sindacali e sindacati sindacati
Non confondiamo dunque patronati e sindacati. Si operi pertanto per elaborare una bella normativa dietetica pure per i sindacati sindacati.
Stef55
06/07/10 14:32
Considerazione ...............
Gent.le Cazzola, ho letto con molta attenzione l’articolo in cui ha riportato parte dell’emendamento sui patronati sindacali e altrettanto il suo commento che cita testualmente ” ……… sui patronati sindacali mi sono limitato a raccontare i fatti e a spiegare l'emendamento, senza dare giudizi sui patronati e sulla loro attività”. Colgo l’occasione come semplice cittadino, di rivolgermi a Lei ma, anche ai responsabili della testata giornalistica per esprimere una mia considerazione su come oggi più che mai i giornalisti, editorialisti o meglio ancora, divulgatori di notizie, dovrebbero trasferire la notizia stessa, senza capziosità, in modo tale che al lettore giunga un quadro chiaro del problema affrontato. Secondo un mio modesto parere, come giornalista o divulgatore di notizie, non deve limitarsi alla sterilità del problema, ma dovrebbe mettere in condizione il lettore a seguito di una serie di considerazioni, di lasciare dedurre e approfondire l’argomentazione posta. Per esempio in merito all’emendamento; perché non chiarire che qualora venisse applicato un taglio ai patronati il riflesso occupazionale si tramuterebbe in una perdita di migliaia di posti di lavoro e che nel contempo i servizi gratuiti dei patronati riducono fortemente le spese della Pubblica Amministrazione che non è in grado di far fronte in modo diretto ai bisogni del cittadino e ecc e ecc……………. Mi fermo qui, rivolgendomi ancora una volta a lei quale rappresentante della categoria, in un Paese in cui dovrebbe esistere la libertà di pensiero e di espressione, non si può focalizzare l’attenzione sulla legge bavaglio dimenticandosi ……………….. che il bavaglio, viene messo tutti i giorni al cittadino comune su argomentazioni che gli stessi che sposano i principi di libertà sono i primi che per interessi sia esi politici, economici, etici e ecc…, calpestano quotidianamente.
flaminio cozzaglio
07/07/10 13:16
gigino371
07/07/10 13:54
i sindacati
la colpa che do ai sindacati e sindacalisti tutti non escludo nessuno,che fino ad ora hanno saputo solo dire dobbiamo avere e mai dobbiamo dare. la colpa tanti sindacalisti distaccati temporaneamente al sindacato percepiscono lo stipendio da due parti. una proposta perchè non fare che il dipendente o l'operaio paga ogni mese la retta mensile? a Di Vittorio lo fanno rigirare ancora nella tomba,lui il sindacato lo vedeva in modo diverso. i patronati poi sono proprio illegali secondo me,quando una persona si rivolge a loro anche per una pratica di pensione ,quando arriva la liquidità esiste una richiesta eccome. quanti sindacalisti hanno trovato poltrona migliore nel governo? tanti
maria
07/07/10 15:31
sindacati e patronati
Credo che gli italiani conoscano perfettamente la differenza tra queste organizzazioni sindacati e patronati .La loro esistenza è dovuta ad un errato funzionamento della pubblica amministrazione.se quest'ultima svolgesse correttamente il suo ruolo non avremmo bisogno di organi di "sostegno".
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