Venerdì 10 Febbraio 2012
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Allarme fascismo

Cosa c'è dietro gli attacchi di Famiglia Cristiana al Cavaliere

14 Agosto 2008

Allarme fascismo in Italia. A lanciare il singolare, quanto eccezionale avvertimento, è Famiglia Cristiana che in un editoriale di Beppe Del Colle paventa un possibile ritorno del ventennio “sotto altre forme”. Si colora così di una nuova sfumatura lo scontro tra il governo e la rivista settimanale dei paolini, che ormai da mesi sta portando avanti un attacco sistematico contro l’Esecutivo e le sue iniziative.

Ad innescare le critiche di Famiglia Cristiana stavolta è stato il provvedimento deciso dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per contenere i fenomeni criminali legati all’immigrazione. In particolare a creare maggior sconcerto è stata la decisione di prendere le impronte ai bambini rom. Un misura giudicata “indecente”, scrive Del Colle, “perché da un lato basta censirli, aiutarli a integrarsi con la società civile in cui vivono marginalizzati, ma dall’altro bisogna evitargli la vergogna di vedersi marcati per tutta la vita come membri di un gruppo etnico considerato in potenza tutto esposto alla criminalità”. Un marchio che secondo la rivista cattolica riporterebbe alla memoria “l’orrore della discriminazione sociale delle minoranze: quella foto del bimbo ebreo nel ghetto di Varsavia con le mani alzate davanti alle Ss è venuta alla memoria come un simbolo”. Per questo, continua l’editoriale, “il Parlamento di Strasburgo e il Consiglio europeo hanno protestato. Esprit ha scritto: 'Gli italiani sono incredibilmente duri contro i romeni e gli zingari'. Sarà 'incredibile', ma è vero”. Parole dure, ma non meno della preoccupazione che “non si riveli mai vero il suo sospetto ( della rivista Esprit ndr ) che stia rinascendo da noi sotto altre forme il fascismo”.

Un attacco senza precedenti da parte di un giornale che, se da un lato non sta facendo passare una settimana senza puntare il dito contro il governo, adesso tira in ballo il fantasma del fascismo. Affondo che però è servito alla rivista diretta da don Sciortino anche per spedire al mittente le critiche che nei giorni scorsi il centrodestra aveva rivolto a Famiglia Cristiana. Accuse di “cripto comunismo” e “cattocomunismo” che dai paolini è stata sdegnosamente rifiutata facendo notare che “siamo e saremo sempre in prima linea su tutti i temi eticamente irrinunciabili”. Polemiche che però, comunque, non spiegano e sotto certi versi non giustificano l’allarme per un ritorno del fascismo.

Ed ecco che c’è chi come il capogruppo al Senato del Pdl, Maurizio Gasparri, che, oltre ad annunciare querela nei confronti del direttore don Sciortino per un’intervista rilasciata ieri su “La Stampa”, azzarda l’ipotesi del “crollo delle vendite” come motivo dei recenti attacchi. Crisi a parte secondo altri alla base degli attacchi di queste settimane al governo ed a tutta la classe politica, ci sarebbero non tanto problemi di natura economica, ma piuttosto questioni interne legate ai rapporti tra la stessa casa editrice ed il Vaticano. In sostanza i rumors parlano di un problema da risolvere e cioè di dover far dimenticare il passato, quello dove trovava largo spazio un giornalista come Guglielmo Sasinini ed i suoi strettissimi rapporti con Pio Pompa, l’uomo del Sismi. Una sorta di incubo nel quale si troverebbe la rivista e dal quale vorrebbe uscire al più presto ma senza pagare dazio.

In pratica gli attacchi al governo ed alla stessa maggioranza di centrodestra, ma anche al Partito democratico, avrebbero il significato di dare l’immagine di un settimanale con la schiena diritta, che non scende a patti con la politica. Che si tratti di difficoltà economiche o di immagine quello che è certo è che il livello dello scontro alzato da Famiglia Cristiana per ora non ha precedenti. Naturale che quindi dal Pdl si rigetti con sdegno le accuse della rivista paolina. Carlo Giovanardi, sottosegretario con delega alla Famiglia spiega infatti che “di fascista oggi in Italia ci sono soltanto i toni da manganellatore che 'Famiglia Cristiana' consente di usare a Beppe Del Colle”. E “per fortuna – continua Giovanardi - gli argomenti usati e le immagini evocate si squalificano da sole, mentre rimane il rammarico che un settimanale che entra in tutte le parrocchie italiane tenti di coinvolgere una parte del mondo cattolico in una campagna connotata da pregiudizi e livore ideologico senza precedenti”. Non meno duro il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che dice : “Questo giornale sta perdendo colpi. Il suo direttore se ne sta beatamente a cullarsi sulle onde di Marettimo e in questo contesto parla di pericolo fascista”. Per La Russa ritorna così alla mente “il tentativo di buttarla tutta sull’antifascismo quando la sinistra voleva a tutti i costi raggiungere il potere, magari con il compromesso storico con la Dc. Mi pare che è fuori tempo; riporti in avanti le lancette dell’orologio e si accorgerà che quelle che io reputo fandonie le può dire tranquillamente”. Fuori dalle polemiche rimane Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che archivia la vicenda con un laconico “io come sempre mi astengo dalle polemiche”.

Caustico, invece, il commento dell’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che in merito all’attacco di Famiglia Cristiana dice di non riuscire a capacitarsi “della meraviglia del governo e della maggioranza”. Secondo lui “è notorio anche nei più periferici ambienti cattolici che 'Famiglia cristiana' è stata sempre la punta della pubblicistica della sinistra cattolica, tanto che Giovanni Paolo II a cagione delle posizioni assunte anche su delicati temi morali, la commissariò per ben due volte”. A sua volta il direttore don Sciortino si difende spiegando di essere “sorpreso di queste reazioni perchè ogni cittadino dovrebbe poter valutare l’operato del governo. In un paese normale questo fa parte di un libero dibattito, di un libero confronto”.

Intanto il Vaticano prende le distanze. E per tramite del direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha precisato che il settimanale dei Paolini «non ha titolo per esprimere nè la linea della Santa Sede nè quella della Conferenza episcopale italiana. OAS_AD('Bottom1'); Il settimanale  - ha poi aggiunto padre Lombardi - è una testata importante della realtà cattolica. Le sue posizioni però sono esclusivamente responsabilità della sua direzione».

Intanto però il ruolo di difensori della rivista dei paolini ricade sull’opposizione dove il comunista Pino Sgobio afferma che “alcuni che stanno al governo pensano di essere ancora nel ventennio. Le reazioni scomposte, e nervose, di alcuni ministri e di alcuni esponenti della maggioranza di governo alle critiche del settimanale cattolico Famiglia Cristiana sui temi della sicurezza dimostra che siamo in presenza di un esecutivo autoritario e di una maggioranza antidemocratica”. Sostegno a Famiglia Cristiana e critiche al governo giungono pure dall’Udc dove Maurizio Ronconi giudica “incomprensibili e provinciali le critiche a Famiglia Cristiana”. Secondo l’esponente udiccino “la maggioranza invece di criticare gli editoriali del settimanale dovrebbe riflettere sulle note critiche molto vicine alle riflessioni del mondo cattolico più impegnato. Oggi Famiglia Cristiana è l’organo più attento nell’interpretare quei cattolici emarginati da un sistema politico di stampo risorgimentale”.

Unici a rimanere in silenzio gli esponenti del Pd che per la verità anche loro nelle scorse settimane sono stati sotto il fuoco di sbarramento di Famiglia Cristiana e per questo abbastanza freddi nei confronti della rivista cattolica. Un atteggiamento che per una vota ha evidenziato sintonia tra il Pdl ed il Pd. Una sintonia che è tutto merito degli articoli al vetriolo di Famiglia Cristiana che, purtroppo per lei, è davvero l’unico.

Commenti
Anonimo
14/08/08 12:47
forse questo attacco
forse questo attacco potrebbe essere collegato alle intenzioni del governo di sviluppare dei centri di aggregazione per i giovani per i quali sono stati stanziati dei fondi.l' iniziativa puo' dar fastidio agli oratori che rivestono una importanza notevole (e sicuramente meritevole) per la chiesa.
ciro beporretti
14/08/08 15:26
Non sottovaluterei la
Non sottovaluterei la portata della presa di posizione della Sala stampa vaticana e del p.Lombardi. E' una perentoria presa di distanza dalla linea politica di un settimanale che si vende nelle chiese e negli oratori: per quanto ancora? Una volta si diceva: Roma locuta.... e ne sarebbero scaturite le dimissioni del direttore
paolo
14/08/08 15:42
Non condivido ne la
Non condivido ne la posizione di Famiglia Cristiana, ne l'analisi di Caselli. La posizione di FC perché comodamente politically correct, quindi incapace di analisi della realtà per gli schemi ideologici pseudo-progressisti. La posizione di Caselli perché viziata dalla dietrologia che riduce il giornalismo a gossip. Dispiace che un settimanale cattolico con la diffusione che ha FC sia vittima del linguaggio politicamente corretto, linguaggio che esprime una mentalità viziata dall'ideologia e perciò incapace di vedere la realtà qual è. La sua grande diffusione aggrava questo errore perché ne favorisce la diffusione.
Sukran
14/08/08 19:01
Direi che quando un
Direi che quando un provvedimento contro la criminalità si traduce nella schedatura di un'etnia, non ci si può stupire se il direttore di un settimanale cristiano manifesta la sua perplessità mettendo in luce analogie con il fascismo.
tacitus
14/08/08 19:18
Poco fa le agenzie hanno
Poco fa le agenzie hanno riportato che le rilevazioni statistiche danno in sensibile calo i reati. La realtà si incarica di dare risposte a Famiglia Cristiana. Il settimanale paolino peraltro è libero come chiunque in democrazia, di criticare il Governo. Non è accettabile parimenti che le critiche trascendano in insulti.Avanzi, la redazione di FC, proposte concrete per aumentare la sicurezza che non siano in odore di fascismo. Quando una certa parte politica non è in grado di opporsi dialetticamente, ecco che puntualmente gratifica gli opponenti di fascismo, razzismo, xenofobia e simili nefandezze,vergogna!!!!
Anonimo
14/08/08 21:34
gli attachi di famiglia cristiana al cavaliere.....
Sono dati dal fatto che,a mio modesto "vedere" il vaticano: che si dissocia (come ha sempre fatto nella sua lunghissimna storia a parole ovviamente)da famiglia cristiana ,non vogliano una reale separazione delle cariere fra magistrati e giudici(questo è "probabilmente" il motivo degli attacchi costanti al cavaliere),perche con questa separazione delle carriere finirebbe quell'obbligatorietà dell'azione penale(cioè l'inquisizione,sempre "probabailmente" come direbbe Sartori!!!).Che come fece a suo tempo con i cancellati "templari",vorrebbe fare oggi con i politici che noi eleggiamo,ma purtroppo senza immunità parlamentare.........meno male che le quattro cariche più alte dello stato.......questo è tutto da inserire nel "probabilmente" ovviamente. saluti da Peterson(figliodipietro)
antonino marotta
14/08/08 21:53
famiglia cristiana ci fa
famiglia cristiana ci fa capire che l'italia sta cambiando, e contro il suo volere
Gianluca Belfiore
14/08/08 22:15
...che novità...
Famiglia cristiana è da parecchio tempo controllata da cattocomunisti, li sostiene, li appoggia. E' un settimanale drammatico quanto a contenuti, pubblicizza tesi teologiche che si squalificano da sole e gruppi e pratiche che non hanno nulla a che vedere con la Chiesa cattolica. Sarebbe ora che si prendesse atto di tutto ciò e si provvedesse - ad esempio - a smettere di vendere il giornale nelle Chiese, durante le Messe domenicali. Sarebbe ora che le persone di cultura e di fede smettessero di prestare la loro penna ad un giornale che sarebbe bene rimanesse invenduto nelle edicole.
Anonimo
14/08/08 23:15
Trovo gli attacchi di
Trovo gli attacchi di Famiglia Cristiana all'esecutivo del Governo un'acida quanto trita e ritrita polemica comunista, per cui tutto ciò che viene fatto e proposto dai presunti avversari politici è aprioristicamente da demolire. Neppure strumentali ma, a mio modesto parere, ridicoli i paventati e terroristici timori sul ritorno al fascismo. Che forse siano meno "fascisti" i bavagli che per esempio hanno posto certi compagni al Papa all'Università La Sapienza? Eppure in quel caso nessun insigne giornalista ha urlato al pericolo dell'insediarsi di una nuova dittatura sovietica! Credo, per finire, che certi ministri di Dio, attraverso i rispettivi periodici, potrebbero tornare a parlarci delle Verità eterne e della bellezza dello Spirito. Forse indurrebbero nei lettori maggior stupore e serenità, invece di nausearci con queste monotone, unilaterali, quanto aggressive polemiche politiche.
Antonio
14/08/08 23:22
Parzialità di certi giornalisti
Primo: come mai il giornalista di Famiglia Cristiana si è tanto preoccupato per i traumi che potrebbero causare i rilevamenti delle impronte digitali ai minori rom e pare invece preoccuparsi meno del fatto che questo intervento miri a proteggerli dallo sfruttamento e da certi abusi sessuali? Secondo: come mai lo stesso giornalista omette l'informazione sul fatto che dal primo gennaio 2010 le impronte digitali, oltre che ai bambini rom, saranno rilevate anche a tutti i cittadini italiani?
Dimitri Buffa
15/08/08 07:02
Preti e polli non sono mai satolli
Ben gli sta a chi crede che la poiltica si faccia in uno stato estero come il Vaticano. Dei preti non ci si deve mai fidare. Come diceva Trilussa, "preti e polli non sono mai satolli"
Nicola
15/08/08 09:42
Catto-progressisti sconfitti all'ultimo conclave
Mi permetto di aggiungere due motivazioni a quelle esposte da Caselli. La prima è più squisitamente legata alla realtà interna della Chiesa e del mondo cattolico: il giornale in questione, "cattolico" si fa per dire, esprime il punto di vista di quella parte della Chiesa (e parte di mondo cattolico annesso) che è uscita sconfitta dall'ultimo conclave. Anche se il giornale non attacca il Papa, è pur sempre un giornale catto-progressista che ha il dente avvelenato perché una certa visione post-conciliare della Chiesa e del mondo sta inesorabilmente perdendo colpi nella Chiesa ed all'interno del Cattolicesimo: l' "ermeneutica della discontinuità" (come l'ha chiamata l'attuale Pontefice in un celebre discorso alla Curia Romana nel Natale 2005). Si tratta della visione che esprime, appunto, una rottura con la Tradizione; dunque, il punto di vista dei catto-progressisti che vedono nel Vaticano II una sorta di nuova Rivelazione, praticamente intoccabile (mentre il Concilio è stato in realtà squisitamente "pastorale"). La visione che il Papa cerca di ripristinare con il suo grande pontificato (perché questo è e sarà un grande pontificato) è quella (corretta) dell' "ermeneutica della continuità" (il "presente" della Chiesa deve essere in perfetta sintonia, con il "passato" della Chiesa, senza rotture, ma nella continuità); ciò è evidente soprattutto nelle scelte operate da Benedetto XVI in ambito liturgico (ad esempio il motu proprio Summorum Pontificum). Ecco perché all'interno della gerarchia ecclesiastica ci sono dei cardinali e dei vescovi che fanno la "Fronda" al Pontefice: fanno di tutto per ostacolare il ripristino di un equilibrio che è stato rotto negli ultimi decenni da prelati folli e da sedicenti teologi e liturgisti. La seconda motivazione del livore del giornale è squisitamente politica: questa parte progressista della Chiesa e del mondo cattolico è schierata a sinistra (compresi non pochi cardinali, vescovi e preti) ed è profondamente infastidita dal fatto che una determinata classe politica sia all'opposizione (e probabilmente vi resterà per molto tempo). In conclusione: si tratta di una parte della Chiesa e del mondo cattolico che non ha più né "auctoritas", né "potestas"; non sopportano di essere stati battuti sia all'interno della Chiesa che nella società civile. Facciamoli rosicare ...
Malta
15/08/08 10:44
1. FC è l'espressione della
1. FC è l'espressione della chiesa parallela, quella postconciliare che Paolo VI chiamò "fumo nel tempio" e che predisse diventare forse maggioritaria nella Chiesa ma non esprimerà mai il pensiero della Chiesa. 2. Sui DICO intervistò la Bindi...mentre il Papa e la CEI erano evidentemente su posizioni diverse. 3. Secondo me il direttore - conoscendo la volontà del Vaticano a evitare scandali - si agita e attacca tutti perchè non vuole farsi rimuovere (cosa che è stata fatta col suo predecessore e amico da Ratzinger in persona per gli stessi motivi di cui stiamo parlando adesso).
Antonello
15/08/08 13:00
quanto autolesionismo!
Chissà se certi presbiteri cercheranno mai di spiegarci, e magari pure di spiegare a sé stessi, l'origine di tanto autolesionismo? Non sono mai riuscito a capire le posizioni dei catto-progressisti-comunisti, sembrano fare di tutto per rosicchiare e destabilizzare quella "casa" in cui loro stessi vivono! Come se non fosse loro palese quanto certe teorie sinistroidi contengano, per tradizione e per genetica, il seme dell'odio nei confronti delle religioni ed in particolare di quella cristiano cattolica! Antonello
Anonimo
20/08/08 11:57
tradizione della chiesa
Ma quale dovrebbe essere la tradizione della chiesa? La buona novella (Vangelo) o il potere temporale? Tradizione intesa come consuetudine (anche negli orrori) o come la sua derivazione latina traditiònem (deriv. da tràdere = consegnare, trasmettere)? Qual'è la tradizione della chiesa quindi? La pena di morte esitente fino al 2001 nella città del Vaticano o "Chi è senza peccato scagli la prima pietra"? "Quello che farete al più piccolo dei miei fratelli, l'avrete fatto a me!", cita ancora il Vangelo: è vero, Mussolini, Hitler, Berlusconi e Maroni sono tutti piccoli...
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