Sarà il ritorno del figliol prodigo all'ovile o piuttosto uno scontro al calor bianco? La cena che venerdì sera riunirà all'Aquila il premier Silvio Berlusconi e il segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone in occasione della Perdonanza celestiniana (http://www.perdonanza-celestiniana.it/), ossia l'indulgenza plenaria (remissione di tutti i peccati) concessa ogni anno a chi entri nella basilica di S. Maria di Collemaggio confessato e comunicato, potrebbe essere il momento per fare il punto sulle relazioni tra il Governo e la Santa Sede.
A invitare il Cavaliere alla Perdonanza è stato proprio Bertone. E le attese non sono poche da entrambe le parti del Tevere: all'Aquila Berlusconi arriva dopo un'estate in cui non sono mancate prese di posizione della gerarchia ecclesiastica sulle “indiscrezioni” a sfondo erotico pubblicate dall'Espresso e la polemica Vaticano-Lega sul tema dell'immigrazione. Non mancano, poi, allarmi nei sacri Palazzi a proposito del disegno di legge sul testamento biologico già approvato al Senato ma fortemente criticato dal presidente della Camera Gianfranco Fini, (che lo definisce un provvedimento “più da Stato etico che laico”) e gli attacchi all'ora di religione: un menu abbastanza spinoso per il presidente del Consiglio. Che sa però di avere un asso nella manica: la presenza del suo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, Gentiluomo di sua Santità dal 2008, vicino a Benedetto XVI e con buona possibilità di movimento in Curia. Un “ambasciatore” sui generis, accorto e felpato, che nel suo Abruzzo non mancherà di limare (come del resto sta facendo da tempo) le smussature e le scintille tra il Cavaliere e il Soglio. Inclusa l'ultima presa di posizione leghista che minaccia il Vaticano della revisione dei Patti Lateranensi, il concordato voluto da Benito Mussolini con la Chiesa cattolica nel 1929.
Il cardinal Bertone, però, sa che quest'incontro potrebbe essere l'occasione adatta per abbassare la tensione e far rientrare i toni della polemica ad un livello accettabile. Pur non perdendo di vista il suo ruolo di pastore, più che di diplomatico, cui è stato chiamato dal Papa.
Del resto in Vaticano non sono in pochi a sottolineare, ad esempio in tema di immigrazione, che l'atteggiamento della Chiesa non può essere condiscendente verso le parole della Lega né tacere sull'azione di governo se lede gli interessi cattolici. Non si può rinunciare alla dottrina morale e sociale della Chiesa, e Bertone lo sa, dicono dai Sacri palazzi. Ma aggiungono: il problema è fino a che punto i toni di questa contrapposizione possano limitare o addirittura danneggiare la capacità di dialogo e manovra della Santa Sede.
Si teme insomma che la polemica leghista, più che estiva, possa trasformasi in una specie di “trappola” capace di impedire eventuali prese di posizione sul testamento biologico e l'ora di religione. È per questo – sottolineano sempre da Oltretevere – che bisogna smorzare i toni pur mantenendo fermi i principi. Come nel caso nel testamento biologico, con un disegno di legge – quello approvato al Senato – in linea con le aspettative della Chiesa e su un tema su cui c'è stata comprensione da parte del Governo: già a febbraio di quest'anno, negli ultimi giorni di vita di Eluana Englaro, il Vaticano ha chiesto alla politica – per bocca del suo più alto esponente in tema di bioetica, monsignor Elio Sgreccia - di fare qualcosa contro la sospensione dell'alimentazione alla ragazza, in stato vegetativo da 17 anni a causa di un incidente stradale. E in quell'occasione Berlusconi non ha mancato di intervenire, proponendo un decreto legge per bloccare l'operato dei medici (bocciato preventivamente dal capo dello Stato Giorgio Napolitano) e dicendo: “Solo che l’idea che una persona possa morire perché privata del cibo e dell’acqua mi fa rabbrividire”.
Insomma, gli interlocutori si conoscono e stimano, ma hanno bisogno di parlare. Anche se c'è stata qualche frizione, è probabile che all'Aquila ci possa essere una “perdonanza” reciproca in nome di toni più distesi e un ritorno al dialogo. Quello che preme a entrambe le parti in vista di un autunno che si annuncia – sul tema cruciale del fine vita - già abbastanza caldo.


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