L’unico che l’ha capito è D’Alema. Il PD senza una stagione di veleni, nella quale rimescolare ogni cosa, non va da nessuna parte. Se Franceschini mostra ottimismo e cavalca il ronzino per arrivare alla meta, salvando il salvabile, a D’Alema non basta. Ha un tavolino baffino ed è lesto di mano.
La “scossa” entrerà nel linguaggio politico come la parola magica che avrà il potere di rivoluzionare i giochi. Al lui è infatti bastato pronunciare questa parola per occupare la scena. L’ha fatto evocando smottamenti politici che possano coinvolgere l’opposizione a responsabilità di governo, incurante degli elettori che col voto hanno già legittimamente fatto le loro scelte. “Il PD si tenga pronto” – avverte - e Franceschini è subito oscurato dal protagonismo dell’ex premier che gioca in anticipo sul post-elezioni e sul prossimo congresso.
La tornata elettorale è arrivata come una legnata sul PD. La tattica di ridurre l’attenzione su quella che è la logica dei numeri non può ritenersi sufficiente a suturare le ferite subite. Oltre 2.100.000 voti in meno rispetto a 5 anni prima alle europee non giustificano nessun ottimismo, cauto o incauto che sia.
Aver bloccato l’ascesa del Pdl non può bastare a trasformare una sconfitta in una tenuta del partito. La sinistra non può gioire per la mancata esplosione del partito di Berlusconi, bloccato da una campagna mediatico - giudiziaria senza precedenti. Sarebbe come dire che in un maledetto incidente si poteva perdere la vita ma si è finiti sulla sedia a rotelle. Una fortuna nella sfortuna, ma pur sempre un disastro!
Oltre a Di Pietro ed alla Lega, ha vinto il partito di Repubblica. Se i vincitori delle elezioni sono stati i partiti alleati rispettivamente di PD e di Pdl, i vincitori politici sono stati il Governo, che ha tenuto, e l’armata Repubblica – L’Espresso, che ha tracciato la linea. Il gruppo editoriale di De Benedetti & C. si è reso protagonista di una campagna si stampa che ha diretto e sottomesso ai suoi input Di Pietro ed il PD.
Quella del partito di Franceschini è una soddisfazione, che non avrebbe alcun dignitoso motivo d’esserci. Non risulta che la segreteria del Partito Democratico si sia già trasferita nella sede dell’antiberlusconismo editoriale, abdicando sia dalla sua funzione di partito autonomo che dal suo progetto politico. E non ci pare che sia questa la volontà dei molti galli del pollaio della sinistra con vocazione moderata del Paese. Vorremmo dar loro credito di altri progetti, piuttosto che essere agli ordini del gruppo Repubblica - L’Espresso. Soddisfatti di cosa? D’aver subito una batosta elettorale e morale?
Il Pdl non è arrivato al 40% perché è stato battuto dall’astensionismo e non dagli avversari. Il gruppo editoriale ha bloccato una dilagante vittoria, ma non ha sconfitto nessuno.
Non c’è da gioire! La pioggia che non è scesa è nel cielo, tra le nuvole, e non è svanita.
Un’ulteriore legnata alla sinistra è poi arrivata col primo turno delle amministrative. Si attende il secondo turno per valutare la portata finale della ferita inferta. Il bottino lasciato sul campo è già sufficiente per parlare di tracollo, ma in prospettiva è un tracollo che può allargarsi ancora di più. Un colpo ulteriore potrebbe anche minare la tenuta dell’intero partito di Franceschini. Il PD è alla canna del gas. E’ asfittico, senza fiato e senza progetti. I suoi dirigenti si arrampicano sugli specchi nel solo tentativo di limitare le perdite. L’obiettivo sembra essere la sopravvivenza, per provare a rilanciarsi su un diverso progetto politico, allargando le intese con l’Udc o aprendo a sinistra o tutte e due le cose.
Quello del PD è un progetto fallito nei fatti. Proveranno a rilanciarlo modificando la squadra e la tattica di gioco. Come in una campionato di calcio, l’attacco che si mostra impacciato ed incapace di affondare ed andare in rete, si prova a rinforzarlo inserendo ora giocatori di centrocampo, ora punte più avanzate, ovvero assieme gli uni e gli altri. Casini sembra pronto a scendere in campo. La sua strategia è far cadere il centrodestra per rimettere tutto in discussione. La stessa di D’Alema.
Buttiglione si prepara così ad un altro giro di valzer. Ci sarà anche Cuffaro? Ed Emanuele Filiberto?
Il Paese ed il buon lavoro del Governo non importa a nessuno. Per Casini conterà solo rientrare nel gioco politico e sventare il progetto bipolare. Il PD gli darà una mano.
D’Alema si appresta a riaprire e gestire il Luna Park della politica. E’ dietro ad un tavolino ed ha in mano tre carte: questa vince e questa perde. E se lo faranno ancora giocare, a perdere sarà sempre il Paese.

