Venerdì 10 Febbraio 2012
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Il rapporto Goldstone

Dall'Onu un bel regalo al terrorismo

19 Ottobre 2009
hamas

Una volta qualcuno ha detto che prima o poi l’Onu voterà a maggioranza che il mondo è quadrato, e che questa diventerà una inviolabile risoluzione. Il rovesciamento della realtà all’Onu succede continuamente, in realtà, dato che questa organizzazione e tutte le strutture che ne derivano come il Consiglio dei Diritti umani hanno una maggioranza automatica formata da Paesi islamici e Paesi cosiddetti non allineati antiamericani e antisraeliani che votano qualsiasi cosa venga deciso a priori dai loro interessi, ovvero dagli interessi di fatiscenti e nuove dittature, senza nessun riguardo per la verità e con una perversa interpretazione del tema dei diritti umani. Ed essi sono tanto più diritti e tanto più umani quanto più fanno comodo ai loro interessi.

Ma adesso siamo tutti a rischio. Il voto che due giorni fa ha promosso il rapporto del giudice Goldstone che descrive a modo suo la guerra di Gaza per 575 pagine è, anche se siamo abituati al peggio quando si tratta di Israele, un amaro pasto che ci rimangeremo per i prossimi anni a tutte le latitudini in cui si presenti un conflitto non convenzionale; una guerra, cioè, in cui non siano due eserciti a fronteggiarsi, ma un esercito da una parte e dall’altra milizie fanatizzate e terroriste che ritengono loro diritto e, anzi, loro dovere fare uso della popolazione civile per condurre la loro guerra. Immaginiamo per esempio che in queste ore l’esercito pakistano nella sua offensiva anti-Al Qaida e anti-talebana, indispensabile per evitare che le bombe atomiche (90) di quel Paese finiscano all’estremismo islamico, sia regolato da norme che proibiscono categoricamente di affrontare il nemico se per caso si nasconde dentro strutture a uso civile, case, moschee, scuole.

Immaginiamo che in Afghanistan sia impossibile, pena la condanna morale e anche penale, per gli Usa, l’Inghilterra, la Francia, l’Italia, creare dei posti di blocco, magari fitti, e circondare un territorio così da impedire che ne escano terroristi carichi di esplosivo. Immaginiamo che tutto questo sia definito una patente violazione dei diritti umani, una persecuzione «volontaria» della popolazione civile, proibita secondo la legge internazionale e quindi un reato da essere giudicato prima al Consiglio di Sicurezza e poi dal Tribunale internazionale dell’Aia, perché è questo l’iter che adesso dovrebbe compiere l’adozione della risoluzione di Goldstone, finendo per allineare sul banco degli imputati i militari israeliani.

Figuriamoci anche che queste decisioni debbano basarsi sulle bugie preferite delle organizzazioni che professionalmente sono impegnate a distruggere Israele e a farne il nemico pubblico numero uno: questi sono i testimoni scelti da Goldstone per costruire il suo rapporto. E quindi le realtà che vi sono descritte sono semplicemente balle: per esempio, i testimoni negano sempre la presenza di combattenti di Hamas in certe zone, per spiegare che Israele ha sparato sulla gente. Ma proprio là, il sito stesso di Hamas si vanta della bella battaglia ingaggiata dai suoi. Il rapporto nega l’uso delle ambulanze per trasportare armi, l’uso come trincee degli edifici dell’Onu e di case private, come riferito da molti testimoni, nega che tutto lo stato maggiore di Hamas si fosse acquartierato sotto un ospedale, ignora l’uso delle moschee come depositi d’armi... e ignora soprattutto, e questo interessa particolarmente al mondo libero, che la guerra sia stata una reazione a anni di persecuzioni terroristiche, a una decina di migliaia di missili.

Israele si sa, è il boccone più prelibato dell’Onu, quello cui è dedicato un terzo delle risoluzioni di condanna del consiglio di sicurezza mentre emeriti violatori seriali di diritti umani come Yemen, Libia, Iran, Cuba, Sudan, quasi tutti i Paesi arabi, la Cina, tutti quelli che costruiscono eserciti di bambini soldato (300mila), quelli che buttano i loro nemici giù dai tetti, come Hamas, se ne vanno in giro indisturbati.

Infine: nessuno venga più a dire che vuole la pace. Per stringere un accordo che cede territorio, Israele deve prendere rischi enormi in nome della sua gente, che, come hanno dimostrato i ritiri da Gaza e dal Libano, resta alla mercé dei missili del nemico. Se le si toglie il diritto a difendersi, come potrà farsi ancora più piccola a favore del nemico?

Tratto da Il Giornale

Commenti
Anonimo
19/10/09 15:38
Ricordo quando ero uno
Ricordo quando ero uno studente e, in un corso di storia delle relazioni internazionali, la Nirenstein ci ha tenuto una lezione sulla nascita di Israele. Come prima cosa ha distribuito foto di Ben Gurion sorridente, e ha passato circa 15 minuti a dire quanto fosse simpatica quella faccia di quell'uomo con la sua barba...a un certo punto nessuno di noi studenti era più in grado di dire se si stesse parlando di Ben Gurion o di Babbo Natale...c'è anche chi, uscendo dall'aula, era diventato improvvisamente anti-islamico perchè era convinto che tutti gli arabi volessero farla finita con Santa Claus
vanni
19/10/09 16:46
Buon gusto e buon senso
Egregio Anonimo delle 16:38, perché manda in vacca cose serie come queste?
Autores
19/10/09 19:47
XVanni
io non mando in vacca niente perche'costa troppo,senti che cosa ti dico al commento:Questo blog e'stato creato per abbinamento a Berlusconi di cui da sempre ha fatto pensare o ha lasciato far credere che,per colpa dei altri non si puo'sostituire ai RE e ai Governatori dei Stati Terroristici come se le persone non li conoscessero,non ci hanno fatto i figli assieme,la storia,la guerra o molto altro.Ti sembra che abbiamo bisogno del ONU per ricordare che berlusconi MAI potrebbe sostituire dei RE o governatori che esistono da sempre,e che tra l'altro da sempre molti hanno a che fare o altro,da sempre.?
Anonimo
19/10/09 22:33
Onu sì, Onu no
caro Anonimo delle 16.30, Onu sì quando approva la nascita di Israele, Onu no quando non pone il veto alla richieste di Israele....
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