Martedì 9 Febbraio 2010
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L'uomo della pace

Dalla guerra preventiva di Bush al nobel preventivo di Obama

9 Ottobre 2009

Un Nobel ridicolo, tragicomico: questo è l’unico commento possibile alla notizia dell’attribuzione del premio per la pace a Barack Obama. Obama, infatti, non ha fatto ancora nulla, proprio nulla, non foss’altro che per la brevità del suo mandato, di soli otto mesi scarsi. Per la prima volta dunque, il Nobel viene assegnato non ai meriti, ma alle intenzioni, un’innovazione di enorme impatto mediatico, il trionfo planetario del politically correct, l’utopia della pace attenuta con i buoni sentimenti.

Una svolta che esalta al massimo la negazione stessa del messaggio che Obama incarna e manda al mondo il messaggio forte di una: deresponsabilizzazione totale. Tutti noi siamo chiamati da questo messaggio non già a fare, a concludere, a portare a casa risultati, vincere delle mediazioni, stipulare dei compromessi, edificare vuoi cattedrali, vuoi piccoli giardini. Tutto questo, ci spiegano gli accademici scandinavi è inutile, superfluo. Basta dominare una robusta retorica –e Obama è un grande retore- basta suscitare grandi sentimenti, basta negare le differenze, anche quelle drammatiche, sul rispetto dei diritti dell’uomo, basta usare “toni” nuovi, e vieni premiato, esaltato, portato ad esempio delle generazioni future.

Una bestialità, sotto ogni profilo, una involuzione culturale, prima ancora che politica, di straordinario impatto negativo, che per di più danneggerà pesantamente lo stesso Obama. L’Iran di Khamenei e Ahmadinejad si è già fatto carico di ridicolizzare il discorso del Cairo del 4 giugno scorso, dimostrando nel sangue delle strade di Teheran, che non solo il terrorismo, ma il suo fondamentalismo è il vero nemico della pace oggi. Fondamentalismo che lega il massacro degli oppositori, alla proposta antisemita rinnovata, alla prospettiva di uso della bomba atomica non solo per una politica regionale di potenza, ma anche e soprattutto per esportare la rivoluzione khomeinista nel mondo. L’Iran, nei prossimi mesi, più ancora e prima di Israele e Palestina, dimostrerà l’inutilità totale della politica estera impostata solo sui “toni” e su un multilateralismo che è solo un metodo non un fine. L’Iran, è opinione di tutti gli analisti seri –in primis quelli progressisti- costruirà la sua bomba atomica e Obama si troverà nella scomoda posizione di essere il presidente degli Usa che ha dato a Khemenei pace e libertà piena di concludere il processo atomico, impegnandolo solo in alcuni, ridicoli, appuntamenti diplomatici sul lago Lemano.

Quando Obama inciamperà, e tutto indica che inciamperà, sul nucleare iraniano, come sul fallimento delle trattative tra Israele e Palestina, come su una guerra in Afghanistan al cui proposito non sa neanche decidere se attuare una escalation, o una de-escalation, questo Nobel apparirà per quello che è: grottesco e infantile.

 

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Commenti
mj23
09/10/09 11:45
"esportare la rivoluzione khomeinista nel mondo"???
Ma mi chiedo, quando si scrivono certe assurdità, si riuscirà mai a scriverle rimanendo seri? Mah... Non so, mi pare che la qualità degli articoli del sig. Panella peggiori in maniera esponenziale con il passare del tempo... Anche questa ossessione di voler a tutti i costi rappresentare Obama come una specie di cancro che distruggerà l'America e l'Occidente intero mi sembra sinceramente una "boiata pazzesca", per dirla con Fantozzi. Ah, dimenticavo: forse l'anno prossimo si potrebbe proporre George W. Bush come Nobel per la Pace... Sempre che non venga sconfitto dalla concorrenza spietata del nostro presidente del consiglio...
Massimo V.
09/10/09 12:05
Si vis pacem para bellum
Ha detto bene Panella, il Nobel è stato assegnato alle intenzioni e non ai meriti, bisogna pero' vedere se queste intenzioni sono realizzabili e se si è in grado di realizzarle, è lì sta il merito che eventualmente si sarebbe dovuto premiare un giorno. Allo stato attuale non è stato realizzato ancora nulla e si prospettano diversi scenari contrastanti: i colloqui falliscono e in prossimità del punto di non ritorno Obama passa all'opzione militare; i colloqui si protraggono all'infinito e intanto l'Iran raggiunge i suoi obbiettivi; i colloqui hanno successo e l'Iran rinuncia al nucleare. Il premio è stato assegnato dando per scontata la piu remota delle possibilità, quando di tratta con i lupi sappiamo che chi vuole la pace deve prepararsi alla guerra, questo Obama non l'ha fatto e non vedo quale possibilità di successo possa avere. E' ormai chiaro che il premio Nobel è uno strumento politico di condizionamento, il suo valore è pari a quello di un telegatto.
Sergio
09/10/09 12:20
Il commento di Berlusconi
Tralascio i commenti sull'ormai ridicolo premio Nobel, cito invece il commento di Berlusconi nel sottolineare la sua approvazione: "..ora (Obama) sarà tenuto a un comportamento ecumenico nei confronti di tutti". Della serie: porgi l'altra guancia Se adesso la pace la chiamiamo sottomissione ai dittatori siamo a posto. Se si fosse semplicemente complimentato sarebbe stato molto piu coerente.
Callisto
09/10/09 13:24
Per una volta sono d'accordo con Panella
A parte il mare di solite fandonie sugli arabi che uno non può non aspettarsi da Panella, per una volta sono pienamente d'accordo con lui su una cosa: come si dice a Roma, so' boni tutti a fa' promesse davanti a un microfono. Se prometto che troverò la cura per il cancro credete che mi daranno il Nobel per la medicina?
09/10/09 14:14
meglio di altre volte ...
Perchè prendersela così con i sapientoni del premio Nobel? In fondo, stanno vistosamente migliorando: in passato l'hanno dato a terroristi (Arafat), capi dei servizi segreti (Gorbaciov), perfino a registi di fantahorror ... dai, che la prossima volta candidano Topolino!
Riccardo
09/10/09 14:50
Non sono stupito.Barack
Non sono stupito.Barack Hussein Obama sta in ottima compagnia con Carter ed Arafat!
vanni
09/10/09 15:00
Incensodipendenza
Certamente d'accordo con quanto osservato da Ikzus; vorrei aggiungere che dopo la delusione delle Olimpiadi, qualcosa per Obama andava pur fatto per mantenerlo bello caldo, vista la sua facilità ad andare in crisi d'astinenza se non gli si fornisce di frequente qualche bello spinello di incenso.
09/10/09 15:03
Il Nobel a Obama ha innalzato l'ipocrisia, l'ha divinizzata
Il Premio Nobel di quest'anno, è andato al Presidente americano Barak Obama: i suoi sforzi per ignorare la pulizia etnica nel Darfur e, le criminali pretese iraniane, sono stati premiati da un Onu, sempre più ipocrita, che oscura i veri diritti umani e legittima con il proprio silenzio ogni crimine commesso dai dittatori, mascherandoli sotto il simbolo della pace. Per questo motivo, Obama, che è sempre così, squallidamente attento a non irritare i massacratori del Sudan, ha meritato in pieno questo premio Nobel. Lo ha meritato anche perché in un mondo only-image, lui, è l'incarnazione più potente dell'immagine, visto che, Obama, non rappresenta né l'Africa dei poveri, né il Mondo islamico, né l'Occidente. Obama rappresenta solo sé stesso.
Callisto
09/10/09 15:22
Dell'inutile premio Nobile
Dell'inutile premio Nobile all'inutile Al Gore ne vogliamo parlare? Aggiungerei che tra i terroristi a cui è stato conferito il premio Nobel per la pace c'è anche Manachem Begin. Obama avrà di che vantarsene.
Claudio
09/10/09 15:43
Nobel (ALfredo) ed Obama (Barak)
x "mj23"...complimenti ! Finalmente un bel nobel per la pace ad un grande statista che, NON ricevendo il Dalai Lama,ha messo finalmente in secondo piano quei terroristi di Tibetani che quotidianamente aggrediscono la grande Cina Capital-comunista e perfino giungono ad autotorturarsi giusto per infangarne il nome, dando inoltre una mano a Pechino anche per quanto riguarda i giusti interessi cinesi in Darfur, che , come tutti sanno, sono assolutamente di tipo umanitario...si sentiva la mancanza di un commento come il tuo: continua così, vedrai che daranno anche a te il nobel...
Y
09/10/09 16:26
Fioccano i premi
STOCCOLMA - Dopo il premio Nobel per la Pace per avere fatto dei discorsi in cui auspicava la pace, il mai abbastanza lodato Presidente BHO è già nella terna dei favoriti per i seguenti riconoscimenti: la medaglia Fields per la matematica, per aver annunciato che dimostrerà l'ipotesi di Riemann; il premio Oscar per aver predetto che dirigerà personalmente un film in cui Ben Affleck reciterà da dio; l'edizione 2009 di X-Factor, per aver preconizzato che interpreterà magistralmente "Le mille bolle blu"; il campionato dei pesi massimi, per aver dichiarato "Io Tyson me lo mangio a colazione"; la beatificazione, per aver promesso la guarigione a ben 15 ciechi e un paralitico; il titolo di Miss Italia 2010, sempre per i discorsi sulla pace.
mj23
09/10/09 16:37
per claudio
Guarda, per quanto mi riguarda l'istituzione del Nobel per la Pace è una colossale farsa, perchè quando vengono premiati personaggi come Ahtisaari, Gore, Begin e tanti altri, che sono l'antitesi del concetto di "pace", abbiamo già detto tutto. Se non altro Obama ha mostrato buona volontà, soprattutto per quando riguarda il difficile disgelo con la Russia dopo il delirio di onnipotenza di Bush. Di certo non sarà il nome di Obama a rappresentare uno scandalo nella lista dei "pacifisti" del Nobel, anzi! Obama è il primo Nobel che abbia un minimo di senso da qualche anno a questa parte. Pensare che prima di lui è stato premiato uno come Martti Ahtisaari, un personaggio spudoratamente colluso con i terroristi islamici albanesi dell'Uçk, fa rabbrividire. Quanto ai tibetani, inviterei a non strumentalizzarli per fini meramente politici. Il vero motivo per cui negli ultimi anni c'è stata tanta (ipocrita) attenzione al Tibet è da ricercare solo ed esclusivamente nella contrapposizione Cina-Stati Uniti. Per quanto mi riguarda sono sempre stato dalla parte dei tibetani in questa loro lotta pacifica per vedere riconosciuti i propri diritti. Da questo punto di vista bisogna certamente essere fermi con la Cina per spingerla a essere più tollerante con chi manifesta in maniera pacifica come i tibetani. Lo stesso non si può dire nel caso dello Xinjiang, in cui i terroristi islamici uyghuri al soldo della Cia vengono giustamente soffocati dal pugno di ferro cinese. Insomma, quello che intendo dire è che è senz'altro giusto battersi per i diritti dei tibetani, a patto però che il fine ultimo di queste battaglie sia davvero il bene del popolo tibetano. Perchè se si intende in qualche modo fargli fare la fine dei georgiani o degli ucraini, per cui in nome della "realpolitik" si tradiscono i nobili intenti di libertà che vengono sbandierati a destra e a manca, allora mi dispiace ma non intendo in alcun modo prestarmi a questo gioco sporco. Una signora ucraina un giorno mi disse: "è legittimo desiderare l'autonomia e la libertà rispetto alla Russia, ma se questo deve significare diventare carne da macello da sacrificare sull'altare degli interessi economici e militari dell'America...". Ogni riferimento alla farsa della "rivoluzione arancione" è puramente voluto... Saluti.
Ritvan Shehi
09/10/09 17:16
Iran
X Callisto Quello che Panella scrive sulle ambizioni del regime degli ayatollah non è, purtroppo, una “fandonia”, bensì un’inquietante realtà. E gli iraniani non sono “arabi”.
Anonimo
09/10/09 18:17
Obama ha intenzioni migliori
Obama ha intenzioni migliori del suo predecessore, non vi è dubbio, ma questo premio lo mette in una condiz.scomoda: doverselo guadagnare "sul campo", visto che a intenzioni e parole sono buoni tutti. E qui sta il trappolone, perché ora Obama dovrà dimostrare di esser degno di tal premio. La prima e saggia mossa da fare sarebbe di aprire subito un canale di dialogo con i Talebani, che ci stanno facendo un mazzo nero e non potranno essere sconfitti militarmente nemmeno in 20 anni!
Autores
09/10/09 19:48
EX Unione Sovietica
io ho fatto cadere la Russia e sono una Cara amica dei generali del EX Unione Sovietica,altro.anche Berlusconi anche Berlusconi merita il Premio Nobel per la Pace.E la Palestina merita la comunicazione ai altri stati e popoli e anche l'informazione adeguata ale frazioni e citta',non tutti sono a conoscenza di quello che e' accaduto tra i Fatah e Hamas e di cio'che progredisce la Palestina unita.non si deve permettere che i villaggi siano nelle mani di autorita' tiranne o che spariscano dalla carta geografica ma solo sotto il controllo delle loro autorita' come per la Russia.la comunicazione deve essere aperta a tutti e per tutti e anche l'informazione. autores
ecumenic
10/10/09 06:37
raccoglimento religioso
non siamo fascisti,ma il berlusconismo eredita la grande Italia latina e mediterranea,compreso il Nostro Gheddafi e i respingimenti degli immigrati,che Ci vedono in prima linea nel mondo e contro l'asse Fini-Napolitano. Dall'America al contrario vogliono difendere il loro Obama,anche in Germania,attraverso l'amicizia tra inglesi e francesi E QUINDI il rincuoramento personale che Berlusconi fa bene a trarre dalla Comunione coi poveri compatrioti che Lo amano è SOLO l'inizio
ecumenic
10/10/09 08:59
tutti padreterni
infarciti di belle parole,premi e pataccate,ma Fini è anatra zoppa,perchè Napolitano si vergogna di incontrare Berlusconi,disertando e disprezzando il lutto nazionale
Grisostomo
10/10/09 09:08
Obama ci farà molto male
Non so nulla dei premi Nobel scientifici: spesso sono troppo specialistici perchè uno se ne faccia un'idea chiara in un tempo ragionevole. Però i premi Nobel per la letteratura e per la pace rasentano ormai da un pezzo, e costantemente, il ridicolo. Basti pensare ai premi dati a dario Fo, a Saramago, a Grass, oppure ad Al Gore, a Jimmy Carter, ad El Baradei, a Yasser Arafat, per capire che il club che si riunisce a Stoccolma è un manipolo di ubriachi forse politicamente e certo alcolicamente corretti. Obama è un musulmano ed agisce per conto di musulmani. Il suo compito è quello di demolire definitivamente i sentimenti base della resistenza occidentale all'invasione musulmana. Quando il leader della maggiore democrazia occidentale dice che non è nostro compito esportare la democrazia come forma di governo, ha semplicemente eliminato il motivo per il quale giustifichiamo la nostra presenza nel mondo, ha cancellato nei soldati la ragione per la quale combattono e muoiono, ha ridotto le nostre presenze militari nelle aree di maggior pericolo islamico a bande di pirati che assassinano i civili per il saccheggio ed il soldo. Pagheremo, tutti insieme, molto cara la sua elezione che, a dispetto tragico del Nobel degli ubriaconi, ci costerà guerre, lutti, sofferenze, dolori e, nell'immediato, sconfitte su sconfitte. Fino a quando qualcuno non si risveglierà. Brinderei alla fortuna se, come usano spesso gli americani, questo tragico buffone venisse fatto fuori per le spicce.
Anonimo
10/10/09 12:50
Grisostomo in che modno
Grisostomo in che modno vivi?Secondo te gli egiziani si lamentano per non aver conservato il culto dell'antico Egitto? I Greci sono forse tristi per non adorare più Zeus e compagnia? Secondo te dunque tra 100-200 anni, quando l'Europa sarà a maggioranza musulmana e il resto ateo convinto,a qualcuno interesserà che due secoli prima si pregava il Cristo?Io so che tra un secolo saremo mischiati, che moschee sorgeranno accanto a chiese, che i figli non avranno più un colore, che l'identità sarà un'amalgama di culture, che nasceranno nuove forme di umanità. Lo intravedo già oggi,vivendo a Torino. Bimbi extracomunitari a braccetto con bimbi italiani,italiani che comprano nei negozi stranieri ed etnici, stranieri che danno lavoro ad italiani, ragazzini extracomunitari amoreggiare con ragazzine italiane...insomma, ci siamo quasi...ed è un bene, non deve far paura, è progredire,crescere, evolversi....
Pierpaolo
10/10/09 14:35
Spernacchio a Bush
Mi pare evidente che l'intenzione del Comitato non è stata tanto quella di consacrare Obama quanto quella di spernacchiare Bush, non ancora ben digerito, evidentemente. Spernacchiamento altamente scientifico, al livello che nemmeno Totò.
Grisostomo
10/10/09 15:20
Auguri, Anonimo!
Anonimo, non credo nel tuo scenario. Non perchè esso non abbia elementi di evocazione anche simpatici e constatabili anche oggi (anche io vivo a Torino e non mi fa nessun problema, anzi, la presenza di persone di diverse razze, religioni, etnìe, ecc...) Secondo me, se posso dirlo senza offendere nessuno, ciò che tiene in piedi questo quadro idillico è la nostra civiltà e non la civiltà islamica. Devo farti un rosario di esempi? Proprio adesso ho letto la notizia che tre dissidenti di Ahmadinejad verranno impiccati. Quando la civiltà islamica avesse il sopravvento che tu (speri o) temi tutto questo si volgerebbe in violenza, solitudine separatezza e dolore. E' l'Occidente greco-romano ebreo e cristiano che permette la coesistenza dei singoli e la loro assoluta libertà nella società. Perchè è questo Occidente che ha stabilito la primazia dell'Uomo (figlio di Dio, come in tutte e tre le religioni è più o meno detto -il politeismo greco, l'ebraismo e il cristianesimo-). Primazia sulla natura, sulle cose, sulla conoscenza. Primazia e quindi grande valorizzazione e tutela della dignità dell'uomo. I bambini bianchi e di colore si abbracciano perchè questo è il nostro mondo. Nell'Islam non vi è che morte, fame e violenza e assoluto asservimento dell'Uomo ad un Dio inconoscibile e astratto nella sua sconfinata, inarrivabile, ontologica assolutezza. Avere come Presidente della più grande potenza del mondo, quella più colpita dall'atroce ed essenziale terrorismo islamico, un filo arabo -oltretutto abbastanza balossone e buono a nulla, a quanto pare- è, per me, fonte di grave preoccupazione. Avrai anche capito che non credo affatto che il Cristianesimo e l'Ebraismo spariranno. Anzi penso proprio che quando la lotta si farà più dura scatteranno quei meccanismi di appartenenza che ora paiono non esserci (se non negli esaltati come me). Auguri comunque. Ciao
Massimo V.
10/10/09 20:47
al terzomondista che si crede progressista
Caro Anonimo (ma perchè non ti scegli un nome? è gratis), la tua è una visione terzomondista in cui la nostra civiltà viene assimilata fino a scomparire, ma io ho una visione ben piu promettente per l'umanità, dove il miscuglio di razze e culture a te caro porterà i seguaci dei falsi profeti a rompere finalmente le catene che li tengono legati al medioevo. La tua visione è molto statica, non c'è evoluzione ma solo un movimento di masse che si mischiano e che portano alla prevalenza di una civiltà su un'altra. Io vedo una evoluzione che parte dal risveglio delle coscenze di chi per secoli è rimansto oppresso in nome di una religione che affonda le sue basi sull'ignoranza e sulla paura. Questo sta gia succedendo, sono sempre di piu i musulmani che vivono in Occidente, e non solo, che si distaccano e rinnegano la loro religione ma per noi queste trasformazioni sono ancora invisibili perchè nella stragrande maggioranza dei casi l'allontanamento dall' Islam o l'apostasia vengono tenuti segreti per paura di essere emarginati dalle loro comunità, per paura della loro incolumità e per il quieto vivere. Noi dobbiamo aiutare e incoraggiare questo processo perchè nessuna evoluzione puo essere ostacolata dalla paura e dall'emarginazione. Vedo due fasi, la prima che porta ad un progressivo rifiuto di aderire a qualsiasi religione da parte di chi abbandona l'Islam e ad un processo di secolarizzazione nei paesi islamici che li porterà fuori dal medioevo nel quale vivono ora e nei quali fioriranno cultura e scienza come risultato del libero pensiero. Una seconda fase di riavvicinamento al cristianesimo in occidente, perchè l'uomo non puo stare troppo a lungo senza credere in un Dio che dia un senso e una continuità alla sua esistenza, e quando l'uomo è libero da schemi e da imposizioni socio culturali è logico che scelga una religione che insegue il culto della vita e non quello della morte. Non parlo di un riavvicinamento al cristianesimo come di un auspicio, semplicemente è quello che penso succederà in un futuro lontano. Non so se sarà fra cento o duecento anni ma non ti aspettare di vedere cosi tante moschee in occidente ma soprattutto non credere che la maggioranza della popolazione sarà musulmana (ma poi perchè dici che il resto sarà ateo? è un auspicio?) Certo le moschee sorgeranno, ma a meno che non siano fatte di travertino e diventino monumenti storici prima o poi invecchieranno e saranno sostituite da altre piu piccole e cosi' via, fino a scomparire. Vedi,la Chiesa nel corso dei secoli di porcate ne ha fatte tante ma si tratta di deviazioni dell'uomo in contrasto con l'insegnamento del Vangelo, mentre l'Islam queste porcate le contiene nei suoi sacri testi ed è per questo che non puo sopravvivere al medioevo culturale. Il suo massimo profeta sarà allora ricordato come il predicatore molto vendicativo e un po' pervertito, così come noi oggi ricordiamo la chiesa ai tempi dell'inquisizione. Allora, caro anonimo, inizia a pensare che chi si oppone ai cambiamenti da te auspicati lo possa fare anche perchè ha una visione piu moderna e lungimirante della tua, dove non c'è una maggioranza (oggi cristiana domani musulmana?) a dettare leggi e una minoranza che si deve adattare, dove gli uomini non siano divisi dalla religione, e che questi cambiamenti sono graduali e richiedono tempo, volere bruciare i tempi significa fare danni irreparabili e consegnarsi a chi non ha ancora maturato la stessa visione, compromettendo il futuro degli uni e degli altri.
Zhuge
11/10/09 00:08
Wow!
Wow! Certo che la lungimiranza dei norvegesi produce cose meravigliose! Se posso permettermi un suggerimento, l'anno prossimo onorino del Nobel alla pace Ahmadinejad o Kim Jong Il per rendere il loro premio una vera bomba (e questa volta atomica, non alla dinamite)! All'amico anonimo che profetizza la nuova umanità: se essa nascerà dalla morte del Cristianesimo in favore di ateismo e Islamismo (due religioni piuttosto contrapposte) io spero vivamente di essere morto; da un pezzo.
G.Carli Ballola
11/10/09 00:22
Nobel preventivo
D'accordo sui contenuti dell'articolo, ma attenzione alle sviste: non è la prima volta che viene assegnato un Nobel per la Pace alle intenzioni (lo prese Lech Walesa anni prima che il suo movimento avesse gli effetti che poi ha avuto) e lo conferisce un comitato esterno che non ha nulla a che vedere con gli accademici di Stoccolma.
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