Venerdì 10 Febbraio 2012
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Le accuse sono crollate

Del Turco è innocente. Noi l'avevamo detto già due anni fa

8 Gennaio 2010

Ripubblico in calce a queste righe un mio articolo apparso sull’Occidentale del 14 luglio 2008, il giorno stesso dell’arresto di Ottaviano del Turco, non per vanità, non per dire “l’avevo detto!”, ma per dimostrare che chiunque avesse avuto un minimo di ratio politica, di senso dello Stato, di sensibilità democratica, avrebbe compreso allora –come io feci- quello che oggi è chiaro: Del Turco è innocente, il suo accusatore è un millantatore, e i magistrati che l’hanno arrestato hanno commesso un enorme –ennesimo- errore giudiziario e soprattutto che i dirigenti del Pd, Veltroni in testa –ma anche D’Alema, anche Marini- si sono comportati allora in modo vergognoso e imbelle. Bastava notare quel che notai: i Pm di Pescara avevano affibbiato a Ottaviano del Turco il reato di “associazione sovversiva”, una enormità e assieme un trucco palese che permetteva però loro di arrestare Ottaviano per costringerlo alle dimissioni e alla confessione; mossa tipica di chi non ha nessuna prova in mano e spara un accusa enorme e abnorme per avere il tempo di procurarsela, di riffa o di raffa. L’eccellente articolo di Fabio Martini sulla Stampa di oggi spiega come si apre il processo all’ex governatore dell’Abruzzo: nonostante le due proroghe per le indagini chieste e ottenute, la Procura di Pescara non ha trovato la minima traccia di un euro, tra i milioni che l’accusatore di Del Turco afferma di avergli dato personalmente a casa sua. Manca dunque il minimo riscontro delle dichiarazioni dell’accusa. Non solo: la Procura è stata finalmente costretta a depositare in tribunale un rapporto dei Carabinieri e uno della Guardia di Finanza che suonano come una esaltazione dell’azione virtuosa e riformista di Del Turco nel campo della Sanità, con un risparmio per l’erario di decine di milioni di euro, e un pesante atto d’accusa nei confronti dell’accusatore di Del Turco, per la sua gestione delle proprie cliniche. Oggi, dopo queste risultanze, finalmente, i dirigenti del Pd si svegliano e esprimono con un anno e mezzo di ritardo una timida vicinanza a un loro dirigente che hanno lasciato lapidare sui giornali come “ladro socialista” per settimane, senza battere ciglio (tanto che del Turco lasciò polemicamente il Pd che pure –unico leader socialista di rilievo- aveva contribuito a fondare). Ora si aprirà il processo e siamo certi che alla fine Ottaviano Del Turco riavrà in pieno il suo onore. Ma intanto è stato massacrato e infangato. Ma intanto la giunta dell’Abruzzo si è dovuta dimettere (accadde anche nel 1994: tutti gli assessori arrestati all’alba, poi, dopo anni, sono stati tutti, tutti assolti!). Intanto gli elettori sono dovuti tornare al voto (e ha vinto il centrodestra, ovviamente). Responsabilità di una magistratura con scarsa professionalità e fuori controllo? Sicuramente. Ma soprattutto responsabilità di una leadership del Pd che di fronte alla giustizia e ai magistrati, qualsiasi danno facciano, qualsiasi palese ingiustizia commettano, si comporta sempre con servile complicità.

 

Del Turco arrestato all'alba e Veltroni è solo "stupito"
(l'Occidentale, 14 luglio 2008)

Il “pericoloso delinquente”, dirigente di una notoria “associazione sovversiva” Ottaviano Del Turco è stato finalmente arrestato, all’alba, come si conviene, umiliato con manette, infangato su tutti i media del paese: ladro, ladro, ladro… Tutto questo ha dell’incredibile, ma è successo. E’ successo oggi, 14 luglio 2008, non nel 1992. E ancora più incredibile e che sino a tutto il tardo pomeriggio gli unici che si sono indignati per la gogna, per l’oltraggio a Del Turco, sono stati Silvio Berlusconi e Stefania Craxi. Del Turco non è del centro destra, è uno dei più specchiati dirigenti del centrosinistra. Veltroni però, tace per ore. D’Alema, però, tace. E con loro tacciono Rutelli e Fassino.

Un silenzio eloquente, drammatico: prima di esporsi vogliono controllare, sapere, verificare. Politicamente vili come sono, non hanno ancora imparato alla loro tenera età a indignarsi per la palese violazione delle norme del diritto e dell’etica civile di questo arresto. Non sospettano neanche di essere impegnati in una doverosa solidarietà morale e personale con Del Turco.

Finalmente, alle 17.51, con straordinaria prontezza di riflessi, Veltroni si sveglia. Ma non si sbilancia, fa il pesce in barile: esprime “stupore e amarezza”. Ma, naturalmente, esprime piena fiducia nella magistratura. Non una parola, non una, per l’arresto, così palesemente offensivo, così palesemente immotivato, per le manette al vecchio militante socialista. Non un accenno alla evidente pretestuosità di quell’imputazione di “associazione sovversiva” – che è quella, l’unica, che permette l’arresto- usata come grimaldello per fare e strafare dai magistrati. Il buon Veltroni è “stupito”. C’è da non crederci.

Del Turco è un galantuomo notorio, è stato ministro delle Finanze, è stato segretario generale della Cgil, è stato l’uomo che ha sfidato – e purtroppo vinto - Bettino Craxi, diventando segretario del Psi in piena Mani Pulite. Ma di questo i vertici del Pd si fanno un baffo. Fanno manovrine, fanno gli opportunisti, temono l’ira di Di Pietro.

Naturalmente, della biografia rispettabile e pubblica di Del Turco, ai magistrati di Pescara non importa nulla – anzi,! - e calpestano il codice. Nulla, nulla li autorizza a sostenere che vi è una delle condizioni per l’arresto: non il pericolo di fuga, non la reiterazione del reato, non l’inquinamento delle prove. La prima condizione è esclusa dalla limpida e alta biografia di Del Turco, le seconde, sono evitabili con un avviso di garanzia e pochi, semplici, atti investigativi. Ma per loro l’importante è stabilire l’imperio del loro comando e –inpuniti- lo esercitano.

L’arresto di Ottaviano del Turco è l’ennesimo, orrendo schiaffo alla democrazia formale e sostanziale da parte di una magistratura ormai fuori controllo. E’ un arresto mediatico, in funzione dei giornali, attuato con le più odiose e persecutorie modalità della peggiore stagione forcaiola di questo paese. Di Pietro esulta. Veltroni e D’Alema tacciono. O si “stupiscono”. Un nuovo, terribile sintomo dell’agonia culturale e morale della sinistra italiana.

 

Commenti
Fabio Raja
08/01/10 19:22
CARO PANELLA, NON ERI SOLO A DIRE QUELLE COSE
Da Legnostorto- 20 Luglio 2008 Ladro e Socialista. Scritto da Fabio Raja (alias lupodellasteppa) Sunday 20 July 2008 Erano passate solo poche ore da quando le agenzie avevano battuto la notizia dell’arresto di Ottaviano Del Turco e di mezza giunta Regionale, che già ciascuno aveva avuto modo di formarsi il proprio pregiudizio. I manipoli dello squadrismo giustizialista esultavano. Giustizia sommaria, l’unica che comprendono, è fatta! Tornano i bei tempi di Tangentopoli. Degli arresti all’alba, dei suicidi, dei potenti pallidi in ginocchio senza cintura e senza cravatta davanti al PM di turno. Antonio Di Pietro si frega le mani: è la prova che di Lui c’è ancora bisogno, e tanto! C’è bisogno della sua opera moralizzatrice, delle squadracce in Piazza Navona, dei Travaglio, dei Flores: insomma di tutta la compagnia di giro dei manganellatori a colpi di manette e carcerazioni facili. Le schiere del garantismo di centrodestra si indignano. Berlusconi parla di “teoremi giudiziari”, salvo negarlo subito dopo, come è sua inguaribile abitudine. E’ la prova del protagonismo, addirittura del golpismo, di una certa parte della magistratura! Si sprecano gli attestati di stima e solidarietà per l’avversario politico, di cui si riconosce, la specchiata moralità. Il Presidente emerito Cossiga parla di avvertimento trasversale dei Magistrati ai vertici del PD. L’unico ad avere né giudizi né pregiudizi è proprio il Partito Democratico è il suo Leader, Walter l’evanescente. Non può dare ragione a Di Pietro, che così facendo accuserebbe un autorevole membro del suo partito e ammetterebbe che anche il PD non è estraneo alla questione morale né può schierarsi in difesa di un compagno di partito contro i Magistrati, che si troverebbe sulla stessa sponda del Caimano. Con l’occhio lacrimoso farfuglia qualche frase di circostanza e poi getta uno sguardo attorno, come a dire:- “i soliti socialisti!”. Il capo dell’associazione a delinquere, il governatore Ottaviano del Turco, viene sbattuto in galera, in isolamento per tre giorni. Perché solo tre giorni? Cosa è accaduto dopo tre giorni che ne giustificasse la revoca? E’ la tecnica Di Pietro. Si voleva giungesse all’interrogatorio distrutto, frastornato, terrorizzato, pronto a vuotare il sacco. Forse qualche elettrodo sui testicoli potrebbe risultare più utile alla bisogna. Si comincia a conoscere qualcosa della ponderosa inchiesta. Solo per l’ordinanza ben cinquecento pagine. Manco fosse Guerra e Pace. E si apprende che tra le prove schiaccianti, parola del Procuratore capo, mancano quelli che durante un processo a Berlusconi, il PM Bocassini chiamò con una dotta e lieve espressione, i “piccioli”. Dove sono i soldi? Eppure non si tratta di poche lire che possono essere occultate sotto un mattone. Non si vedono le favolose ville acquistate con le tangenti versate dall’imprenditore Angelini. Bel tipo questo Ras delle Case di Cura Abruzzesi! Riempie i suoi racconti di dettagli insignificanti (le mele, le tasche dei giacconi) per renderli più attendibili e poi dimentica date, luoghi, persone e soprattutto i soldi. Forse erano centomila, no mi pare cinquecentomila. Se invece di fare fotografie a sacchetti pieni di danaro prima e di frutta dopo, se invece di registrare conversazioni, dimenticando di farlo proprio quando parla con Del Turco e gli passa i piccioli. avesse chiamato la Finanza, forse oggi non staremo a dubitare delle sue parole e della professionalità di alcuni magistrati. Sì perché a questo punto una delle due: o Del Turco è un farabutto, e con lui la gran parte dei compagnucci dei vertici del Partito Democratico Abruzzese, o Angelini è un millantatore, un calunniatore che si è inventato tutto per vendetta e perché si è sputtanato i soldi che dice d’aver dato ai politici e non sa come venire fuori da questa situazione, e allora quei Magistrati ………
09/01/10 00:09
Amara soddisfazione
Amara soddisfazione, dire, aver ragione in questo caso. Verrebbe voglia di vedere il PdL (non il Pd, ovviamente) offrire a Del Turco un dovuto risarcimento politico, no?
Anonimo
10/01/10 09:32
Caro/aYanez non sono
Caro/aYanez non sono socialista ma le persone perbene,corrette,i Galantuomini Per intenderci li so riconoscere perche'mi piace seguire la Politica.Quando il Senatore Del Turco venne arrestato ,conoscendo la sua storia, ho pensato che era semplicemente impensabile attribuirgli i capi di imputazione! Da tale Persona no me la sarei proprio aspettato e francamente ne sarei rimasto deluso!Oggi finalmente si scopre come e' andata.Purtroppo la giustizia viene amministrata cosi',fatti un salto sul blog di Di Pietro o di De magistris a leggere qualche riga e soprattutto i commenti.Se non ci fosse da mettersi a ridere bisognerebbe piangere e in realta' qualche brivido in fondo alla schiena viene.Oggi pero' sembra questa la Sinistra prevalente in politica cioe' forcaiola massimalista con slogan che oggi nel 2010 con un mondo che viaggia alla velocita' della luce ,a 60 anni dalla fine della guerra si possono definire paranoici(la guerra dei padroni ,masse proletarie ,e poi con una Magistratura veramente troppo forte tanto da essere addirittura autoreferente).Ce ne fossero di Avversari alla Delsarebbe sinistra ! Cresimi sarebbe veramente difficile e molto faticoso competere e vincere le competizioni elettorali!Alla Sinistra Riformista la soluzione.
papi
29/11/10 22:23
e per fortuna che era innocente
Del turco: A giudizio ex governatore regione abruzzo L'ex presidente della Regione Abruzzo, Del Turco, e' stato rinviato a giudizio per presunte tangenti nella sanita'. Ad accusare Del Turco l'ex titolare della clinica privata 'Villa Pini' di Chieti, Vincenzo Angelini, che rivelo' ai magistrati di aver pagato tangenti per un totale di circa 15 milioni di euro ad alcuni amministratori regionali in cambio di favori .
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