Ripubblico in calce a queste righe un mio articolo apparso sull’Occidentale del 14 luglio 2008, il giorno stesso dell’arresto di Ottaviano del Turco, non per vanità, non per dire “l’avevo detto!”, ma per dimostrare che chiunque avesse avuto un minimo di ratio politica, di senso dello Stato, di sensibilità democratica, avrebbe compreso allora –come io feci- quello che oggi è chiaro: Del Turco è innocente, il suo accusatore è un millantatore, e i magistrati che l’hanno arrestato hanno commesso un enorme –ennesimo- errore giudiziario e soprattutto che i dirigenti del Pd, Veltroni in testa –ma anche D’Alema, anche Marini- si sono comportati allora in modo vergognoso e imbelle. Bastava notare quel che notai: i Pm di Pescara avevano affibbiato a Ottaviano del Turco il reato di “associazione sovversiva”, una enormità e assieme un trucco palese che permetteva però loro di arrestare Ottaviano per costringerlo alle dimissioni e alla confessione; mossa tipica di chi non ha nessuna prova in mano e spara un accusa enorme e abnorme per avere il tempo di procurarsela, di riffa o di raffa. L’eccellente articolo di Fabio Martini sulla Stampa di oggi spiega come si apre il processo all’ex governatore dell’Abruzzo: nonostante le due proroghe per le indagini chieste e ottenute, la Procura di Pescara non ha trovato la minima traccia di un euro, tra i milioni che l’accusatore di Del Turco afferma di avergli dato personalmente a casa sua. Manca dunque il minimo riscontro delle dichiarazioni dell’accusa. Non solo: la Procura è stata finalmente costretta a depositare in tribunale un rapporto dei Carabinieri e uno della Guardia di Finanza che suonano come una esaltazione dell’azione virtuosa e riformista di Del Turco nel campo della Sanità, con un risparmio per l’erario di decine di milioni di euro, e un pesante atto d’accusa nei confronti dell’accusatore di Del Turco, per la sua gestione delle proprie cliniche. Oggi, dopo queste risultanze, finalmente, i dirigenti del Pd si svegliano e esprimono con un anno e mezzo di ritardo una timida vicinanza a un loro dirigente che hanno lasciato lapidare sui giornali come “ladro socialista” per settimane, senza battere ciglio (tanto che del Turco lasciò polemicamente il Pd che pure –unico leader socialista di rilievo- aveva contribuito a fondare). Ora si aprirà il processo e siamo certi che alla fine Ottaviano Del Turco riavrà in pieno il suo onore. Ma intanto è stato massacrato e infangato. Ma intanto la giunta dell’Abruzzo si è dovuta dimettere (accadde anche nel 1994: tutti gli assessori arrestati all’alba, poi, dopo anni, sono stati tutti, tutti assolti!). Intanto gli elettori sono dovuti tornare al voto (e ha vinto il centrodestra, ovviamente). Responsabilità di una magistratura con scarsa professionalità e fuori controllo? Sicuramente. Ma soprattutto responsabilità di una leadership del Pd che di fronte alla giustizia e ai magistrati, qualsiasi danno facciano, qualsiasi palese ingiustizia commettano, si comporta sempre con servile complicità.
Del Turco arrestato all'alba e Veltroni è solo "stupito"
(l'Occidentale, 14 luglio 2008)
Il “pericoloso delinquente”, dirigente di una notoria “associazione sovversiva” Ottaviano Del Turco è stato finalmente arrestato, all’alba, come si conviene, umiliato con manette, infangato su tutti i media del paese: ladro, ladro, ladro… Tutto questo ha dell’incredibile, ma è successo. E’ successo oggi, 14 luglio 2008, non nel 1992. E ancora più incredibile e che sino a tutto il tardo pomeriggio gli unici che si sono indignati per la gogna, per l’oltraggio a Del Turco, sono stati Silvio Berlusconi e Stefania Craxi. Del Turco non è del centro destra, è uno dei più specchiati dirigenti del centrosinistra. Veltroni però, tace per ore. D’Alema, però, tace. E con loro tacciono Rutelli e Fassino.
Un silenzio eloquente, drammatico: prima di esporsi vogliono controllare, sapere, verificare. Politicamente vili come sono, non hanno ancora imparato alla loro tenera età a indignarsi per la palese violazione delle norme del diritto e dell’etica civile di questo arresto. Non sospettano neanche di essere impegnati in una doverosa solidarietà morale e personale con Del Turco.
Finalmente, alle 17.51, con straordinaria prontezza di riflessi, Veltroni si sveglia. Ma non si sbilancia, fa il pesce in barile: esprime “stupore e amarezza”. Ma, naturalmente, esprime piena fiducia nella magistratura. Non una parola, non una, per l’arresto, così palesemente offensivo, così palesemente immotivato, per le manette al vecchio militante socialista. Non un accenno alla evidente pretestuosità di quell’imputazione di “associazione sovversiva” – che è quella, l’unica, che permette l’arresto- usata come grimaldello per fare e strafare dai magistrati. Il buon Veltroni è “stupito”. C’è da non crederci.
Del Turco è un galantuomo notorio, è stato ministro delle Finanze, è stato segretario generale della Cgil, è stato l’uomo che ha sfidato – e purtroppo vinto - Bettino Craxi, diventando segretario del Psi in piena Mani Pulite. Ma di questo i vertici del Pd si fanno un baffo. Fanno manovrine, fanno gli opportunisti, temono l’ira di Di Pietro.
Naturalmente, della biografia rispettabile e pubblica di Del Turco, ai magistrati di Pescara non importa nulla – anzi,! - e calpestano il codice. Nulla, nulla li autorizza a sostenere che vi è una delle condizioni per l’arresto: non il pericolo di fuga, non la reiterazione del reato, non l’inquinamento delle prove. La prima condizione è esclusa dalla limpida e alta biografia di Del Turco, le seconde, sono evitabili con un avviso di garanzia e pochi, semplici, atti investigativi. Ma per loro l’importante è stabilire l’imperio del loro comando e –inpuniti- lo esercitano.
L’arresto di Ottaviano del Turco è l’ennesimo, orrendo schiaffo alla democrazia formale e sostanziale da parte di una magistratura ormai fuori controllo. E’ un arresto mediatico, in funzione dei giornali, attuato con le più odiose e persecutorie modalità della peggiore stagione forcaiola di questo paese. Di Pietro esulta. Veltroni e D’Alema tacciono. O si “stupiscono”. Un nuovo, terribile sintomo dell’agonia culturale e morale della sinistra italiana.


CARO PANELLA, NON ERI SOLO A DIRE QUELLE COSE
Amara soddisfazione
Caro/aYanez non sono
e per fortuna che era innocente