Venerdì 10 Febbraio 2012
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Il silenzio di Franceschini

Dieci proposte di Draghi attendono risposte dalla sinistra

2 Giugno 2009
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La Relazione del governatore della Banca di Italia non ha suscitato le risposte da parte della classe politica, che ci si dovevano attendere, soprattutto perché la sinistra non sembra in grado di adottare  una chiara linea in relazione alle misure  anti congiunturali e alle riforme richieste da Mario Draghi.

L’opposizione e i grandi giornali d’opinione che, più o meno la fiancheggiano, pertanto hanno preferito incalzare la maggioranza con la polemica sulla vita privata del presidente del consiglio, con toni aspri e ingiuriosi, che hanno trovato una eco nella grande stampa internazionale. Alcune mancate risposte coinvolgono  anche la maggioranza di governo. Ma quasi tutte le proposte del governatore rientrano nei suoi programmi, anche se a volte essa le sostiene troppo timidamente.

Il governatore Draghi ha delineato un quadro dell’economia italiana molto difficile, che va migliorando solo nel senso di un non peggioramento. Non è detto che la diagnosi sia del tutto esatta  perché la situazione è in continua evoluzione e la disamina di Draghi riflette dati raccolti nello scorso mese, soprattutto riferiti al primo trimestre. Tuttavia è evidente che è necessario adottare nuove misure allo scopo di  irrobustire la politica anti recessiva.

Innanzitutto occorre accrescere la disponibilità di fondi per il finanziamento delle imprese per sopperire alla scarsità del credito da parte del sistema bancario  Ed è necessario anche adottare nuove misure ad effetto rapido per sostenere l’industria delle costruzioni, mediante il piano di edilizia residenziale, l’accelerazione del completamento dei cantieri già aperti degli enti locali e lo snellimento delle procedure riguardanti le grandi opere. Inoltre occorre estendere gli ammortizzatori sociali mediante congrui mezzi di finanziamento. Su questi cinque temi, riguardanti le  misure per migliorare la finanza delle imprese, le misure ad effetto ravvicinato per rilanciare l’economia edilizia  e l’ampliamento  degli ammortizzatori sociali, mancano le risposte de della sinistra. Esse invece potrebbero essere decisive per gli interventi in questione perché riguardano competenze delle  Regioni e gli enti locali che essa controlla e le organizzazioni sindacali che la fiancheggiano. 

Come prima cosa, fra le misure per dare maggior finanziamento alle imprese il governatore Draghi ha proposto la sospensione dell’ obbligo di devoluzione all’Inps delle quote di TFR non destinate a fondi pensione di previdenza integrativa. Si tratta, su base annua, di uno 0,3 per cento del Pil, ossia di  un importo di4,5 miliardi di euro. E’ disposta la sinistra ad accettare questa deroga all’infausto provvedimento varato dal governo Prodi, che ha tolto alle imprese mezzi liquidi destinati al loro autofinanziamento, per alimentare l’INPS, che si vanta di avere avanzi di bilancio?

Una seconda misura, proposta da Draghi, che esige una risposta chiara della sinistra riguarda il varo del piano di edilizia di abitazione, che il premier aveva immaginato e che potrebbe mobilitare lavori edilizi per un 30-40 miliardi di euro, svolti soprattutto da piccole e medie imprese. Quelle che hanno un più alto coefficiente di lavoro sul  fatturato. Sino ad ora questo piano è stato bloccato dalla opposizione delle  Regioni, capeggiate dall’Emilia Romagna e dalla Toscana, cioè dalle corazzate rosse. E’ disposta la sinistra a rinunciare alla sua opposizione e ad accettare questo piano di rilancio?

Il terzo tema riguarda le misure di ampliamento degli ammortizzatori sociali per la parte dei lavoratori che non ne sono ancora coperti. Si tratta di provvedimenti che, a differenza dei primi due, comportano per l’erario un costo elevato. Questo  secondo Mario Draghi non può essere coperto da imposte, ma da interventi di riduzione della  spesa pubblica , sia pure scaglionati nel tempo. E’ disposta la sinistra a questo scambio, che appare inevitabile se non si vuole accrescere oltre misura in prospettiva il nostro debito pubblico od elevare una presone fiscale con effetti che sarebbero dannosi per la  ripresa e lo sviluppo? 

Veniamo al completamento dei cantieri già aperti e alla realizzazione delle opere a livello locale, molte delle quali, dice Draghi , per la loro contenuta dimensione possono essere avviate in tempi brevi . Che risposte concrete dà l’Anci, la associazione dei comuni italiani, dominata dalla sinistra  a queste due proposte del governatire della Banca di Italia?

Ed infine lo snellimento delle procedure che ritardano la attuazione delle grandi e medie opere pubbliche a cui si oppongono le organizzazioni ambientaliste e le burocrazie della programmazione urbanistica. Le sinistre accetterebbero un decreto legge che desse al Ministero delle Regioni, a quello delle infrastrutture, alla Presidenza del Consiglio poteri i sostitutivi per sopperire ai ritardi e alle inerzie delle amministrazioni regionali e locali?

Draghi ha anche enunciato cinque riforme strutturali, che, a suo avviso, sarebbero necessarie, per ridare energia e slancio alla nostra finanza pubblica e alla nostra economia italiana per la fuoriuscita dalla crisi su basi robuste. Per finanziare l’ampliamento degli ammortizzatori sociali e le spese pubbliche investimento, in presenza dell’aumento del deficit pubblico occorre comprimere l’espansione del rapporto della spesa corrente sul Pil, mediante l’elevamento dell’età di pensionamento per tutti sino a 65 anni. Ed è necessario tagliare le spese del pubblico impiego mediante la crescita di efficienza della pubblica amministrazione, con la riforma che il Ministro Brunetta ha predisposto. Che cosa risponde la sinistra per queste due riforme? 

La riforma del sistema di ammortizzatori sociali che Draghi prefigura comporta il sostanziale mantenimento della attuale dicotomia fra cassa integrazione e ed indennità di disoccupazione e il mantenimento della differenziazione dei contratti di lavoro, basata sulla loro varietà, cioè la riforma Biagi. Quale è la risposta della sinistra a questo riguardo? Draghi prospetta anche lo snellimento delle procedure e la riduzione degli oneri burocratici per le attività di impresa. Ciò comporta la semplificazione delle autorizzazioni urbanistiche, paesistiche, ambientaliste. Che cosa risponde la sinistra?

C’è infine il capitolo delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni delle imprese pubbliche locali, un altro ambito in cui sino ad ora la sinistra ha tenuto un atteggiamento negativo, temendo, ovviamente, di perdere le posizioni di potere che esse assicurano. Anche qui si attende una ridisposta a Draghi .Sino ad ora la sua posizione è stata, per altro, negativa, nonostante che queste privatizzazioni servano per ampliare la sfera del mercato nell’economia italiana, con effetti positivi per la crescita.

Dario Franceschini, segretario del Pd, accusa il governo di non fare abbastanza per la congiuntura economica e per la ripresa. Ma di fronte a queste dieci grosse domande riguardanti proprio questi problemi rimane in silenzio, probabilmente perché non è in grado di rispondere positivamente. Non sono dieci domande "rosa". Non riguardano gli affari privati di qualcuno (sopra o sotto le lenzuola). Riguardano i destini dell’azienda Italia. 

     

 

Commenti
Antonio Primaldo
03/06/09 09:04
Errori ed omissioni
L'articolo contiene una serie di errori ed omissioni. 1) il passaggio del TFR all'INPS è servito a finanziare il taglio dell'Irap. Le imprese hanno rinunciato ad un prestito (questo è il TFR) in cambio di una riduzione delle imposte (tecnicamente si chiama "svalutazione fiscale"). Occorre ricordare che il passaggio del TFR all'INPS non ha riguardato le piccole imprese. Bisognerebbe spiegare dove andremmo a prendere i 4,5 miliardi nel caso in cui si riportasse il TFR in azienda. 2) Riduzione della spesa pubblica. Qual è la differenza fra la riduzione della spesa e l'aumento delle imposte? L'uomo della strada non capisce perche' dovrebbe preferire veder ridotta l'Irpef di 50 euro annui per avere in cambio la prospettiva di non riuscire a sistemare il figlio nella scuola materna pubblica e dover spendere 800 euro al mese per una scuola privata. 3)Infine un'autentica chicca: "il capitolo delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni delle imprese pubbliche locali, un altro ambito in cui sino ad ora la sinistra ha tenuto un atteggiamento negativo". Ma dove vive Forte?
Rokko
03/06/09 11:18
Perché la sinistra ?
La domanda è : perché la sinistra ? Mi pare che a governare sia il centro destra, con una maggioranza tale da riuscire ad approvare in pochi giorni lodo Alfano, decreto sicurezza e quant'altro. Queste domande andrebbero rivolte al governo, non all'opposizione.
Antonio Primaldo
03/06/09 13:39
Errori ed omissioni
L'articolo del sig. Forte contiene alcuni errori ed omissioni. Il piu' rilevante riguarda il TFR. La devoluzione all'INPS del TFR (che non vale per le imprese di piccole dimensioni) ha consentito di finanziare la riduzione dell'Irap alle imprese. Quindi le imprese hanno rinunciato ad un finanziamento a tasso agevolato (questo è il TFR) per ottenere uno sconto che non dovranno restituire (si chiama "svalutazione fiscale"). Si noti che le piccole imprese hanno ottenuto lo sconto Irap senza dover rinunciare al TFR. Il sig. Forte pensa che il provvedimento sia infausto per le imprese o per i contribuenti? Se si dovesse nuovamente trasferire il TFR alle imprese occorrebbe reperire i 4,5 miliardi. Qualche proposta? E' ormai chiaro a tutti che risparmi di spesa significativi sono possibili solo riducendo le prestazioni. Al cittadino comune non è chiaro perche' dovrebbe preferire un taglio dei servizi ad un aumento delle imposte.
spirito libero
04/06/09 09:51
Di parte? no, è solo un'impressione
Questo articolo proprio non l'ho capito: capisco essere di parte però a tutto c'è un limite. Se Draghi fa degli appunti sulla situazione economica il primo che dovrebbe rispondere è chi prova a governare. Forse sarebbe il caso di darci TUTTI una calmata e cominciare a vedere le cose con un pò di obbiettività: esagerando con lo spirito di parte si rischia di non essere credibili.
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