Venerdì 10 Febbraio 2012
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Caccia all'uomo

Dietro i fatti di Milano ci sono responsabilità politiche precise

15 Dicembre 2009
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Dopo i fatti di Milano, si profila una mistificazione che respingiamo con forza. Secondo l'interpretazione che si cerca di imporre, ci si troverebbe di fronte a un generalizzato clima di odio che tutti, vittime e carnefici senza distinzione, dovrebbero impegnarsi a superare.

Le cose non stanno così. Il centrodestra non ha criminalizzato alcun avversario. In questi mesi di polemiche durissime, invece, il gruppo dirigente del PdL ha dovuto difendere il proprio partito, e soprattutto il proprio leader, da un attacco concentrico, dissennato e barbaro. Un attacco a lungo alimentato dalla fabbrica di fango che ha girato a pieni motori alla vigilia delle elezioni europee e amministrative dello scorso giugno, e che nelle ultime settimane, come in troppi fingono di non vedere, ha fatto registrare un salto di qualità. In particolare, e non a caso, dopo la bocciatura del lodo Alfano.

Il pronunciamento della Corte costituzionale ha infatti rimesso in moto vecchi processi, con relativa grancassa mediatica, e ha determinato la possibilità di un contrasto tra una eventuale sentenza di primo grado e l'espressione della sovranità del popolo.

Allo stesso tempo, con straordinaria sincronia, attraverso una sentenza civile si è sferrato un attacco micidiale al patrimonio imprenditoriale della famiglia Berlusconi, fissando un risarcimento che non ha precedenti nella storia della finanza italiana a vantaggio dell'editore capofila della campagna di delegittimazione contro il presidente del Consiglio.

Infine, dopo un lungo rullare di tamburi, sono state introdotte in un pubblico dibattimento le accuse incontrollate di un sedicente pentito, preparate da un'intensa campagna mediatica di accreditamento per assicurare i riflettori del mondo sull'attesa deflagrazione di una bomba atomica che al dunque si è rivelata un petardo, e una settimana dopo si è trasformata in un boomerang. Senza però che gli effetti sull'immagine internazionale del nostro Paese e del capo del governo, accusato addirittura di essere corresponsabile della strategia stragistico-terroristica messa in campo dalla mafia nei primi anni Novanta, fossero meno rovinosi.

La consecutio degli eventi è sotto gli occhi di tutti. E laddove persistessero dubbi sulla non casualità di tante straordinarie coincidenze, per fugarli basterà rievocare lo scadenzario delle manifestazioni contra personam che hanno accompagnato i passaggi salienti di questa aggressione concentrica. La "tripletta" della bocciatura del lodo Alfano, della sentenza civile sul lodo Mondadori e della manifestazione per la libertà di stampa, ad esempio. O ancora il "No-B Day" programmato per il "day after" dello Spatuzza-show.

Il giudizio sulla sentenza della Corte costituzionale, dunque, è e resta gravissimo, perché essa si è assunta la responsabilità di riaprire in Italia il conflitto sulla legittimità del potere che ha già segnato fasi drammatiche della nostra storia. E anche perché la Consulta, contraddicendo il suo pronunciamento precedente, ha consapevolmente infranto il principio di leale collaborazione fra le istituzioni, sviando l'attività legislativa del Parlamento e traendo in inganno lo stesso Capo dello Stato.

Inoltre, la bocciatura del lodo ha riaperto la strada al rischio che la sacrosanta autonomia del potere giudiziario possa tramutarsi in sopraffazione da parte di frange di toghe militanti. E in questo quadro non può non preoccupare per la tenuta degli equilibri costituzionali l'allarmante e spesso improprio protagonismo degli organismi sindacali e istituzionali della magistratura: dall'Anm con i suoi proclami politici, al Csm con il suo continuo e strumentale ricorso alle cosiddette "pratiche a tutela" e ai pareri non richiesti sulle leggi in discussione in Parlamento.

A testimonianza ulteriore dell’esistenza di una pericolosa asimmetria, quando il Premier ha legittimamente posto nel dibattito il tema di una grande riforma costituzionale (compresa la modifica della composizione della Consulta, ritenuta oggi di parte) – valutazione evidentemente suscettibile di divergenti giudizi politici - essa è stata demonizzata anche da fonti autorevoli, che però non hanno aperto bocca quando il presidente del Consiglio è stato indegnamente attaccato sul fronte della mafia e del terrorismo.

Al contrario: Di Pietro si è prodotto in un attacco frontale chiamando, evocando e sollecitando un’esplosione di violenza. Una trasmissione della tv di Stato, col mirino fisso contro Berlusconi, lo ha accusato di mafiosità e di corresponsabilità nelle stragi. Lo stesso dicasi per la catena editoriale ispirata da Eugenio Scalfari. Altrettanto insinuano o affermano esplicitamente alcuni magistrati inquirenti, magari titolari di indagine proprio sul delicato terreno del rapporto mafia-politica.

Il cosiddetto disturbato mentale Tartaglia, le decine di migliaia che inneggiano alla sua impresa, sono i nipotini di questi cattivi maestri. Un Paese in cui sia possibile tutto ciò rinuncia innanzi tutto alla propria legittimità democratica. E allora aspettiamo ora di vedere se il Pd proseguirà nel suo abbraccio mortale con l'Idv, e se Casini continuerà a proporgli una sorta di CLN che a sua volta presupporrebbe l’esistenza di un regime totalitario da combattere con tutti i mezzi.

La vicenda non può essere liquidata come l’esplosione di un caso singolo di follia politica e con un generico ed ecumenico invito a cessare la campagna di odio. Perché la realtà è ben diversa e le responsabilità politiche di ciò che è avvenuto sono molto precise, anche se graduate nella loro manifestazione e pericolosità.

 

© Libero-l'Occidentale

 

Commenti
Anonimo
15/12/09 10:28
Analisi eccessiva. La
Analisi eccessiva. La responsabilità è unicamente di questo squilibrato. Sul clima di contorno, diciamola tutta, anche B. ha contribuito e contribuisce ad alimentarla. Aveva infatti appena finito il solito discorso contro il mondo, magistrati, istituzioni,... Il tema che non viene affrontato nell’articolo è questo: che ne è della sicurezza del premier? Che razza di scorta ha? O meglio, chi comanda questa scorta? Non credo siano dei militari/poliziotti perchè non si può lasciare un idiota a distanza di un metro prendere la mira, essere filmato/fotografato senza che nessuno di questi bodyguard non guardi in giro. Così come è indecente che a palazzo grazioli entrino ragazzine senza nessun filtro di controllo, facciano foto, ecc.. Qui c’è un problema di sicurezza, di procedure. O non ci sono oppure ci sono e lui/la scorta non le rispetta. Non solo. Una volta colpito è stato lasciato al premier di uscire dalla macchina alzandosi in piedi sulla portiera!! Cioè se c’erano in ballo armi da fuoco era fatta. In tutti gli attentati che ci sono stati la prima cosa è coprire la vittima, infilarla nell’auto ed uscire a tutta velocità. Invece qui il premier ha continuato ad esporsi senza che nessuno glielo impedisse. Possibile che nessuno si interessi di queste cose e parliamo di queste cose ammorbanti sul clima e Maroni si interessi ai cretini su facebook?
Simone Trinchero
15/12/09 10:42
Democrazia
Se un lodo è anticostituzionale la Corte Costituzionale non può far altro che giudicarlo tale. Se un vecchio processo è basato su fatti concreti la magistratura non può fare altro che celebrarlo. Se un processo civile si conclude con una condanna basata su fatti concreti non si può fare altro che accettare la sentenza. In democrazia funziona così. La vera domanda è: ma la destra, che ha il consenso popolare, davvero non è in grado di esprimere un leader con le stesse capacità di Berlusconi ma con qualche problema in meno a esercitare la sua funzione di governo? Davvero pensiamo che sia l'unto del signore, indispensabile e insostituibile? Io non credo.
15/12/09 11:16
Come è possibile che la
Come è possibile che la psichiatra che aveva in cura Tartaglia, sia arrivata subito in questura? Io a volte non trovo nel mio medico né i miei legali,né il taxi, qui invece tutto come un orologio, con la precisione di un cronometro spaccasecondi. Mah...
Alessandro T
15/12/09 12:35
@ Francesco Mangascià
"Come è possibile che la psichiatra che aveva in cura Tartaglia, sia arrivata subito in questura?" - Deontologia professionale?? Consapevolezza che sarebbe comunque stata convocata entro mezz'ora?? Paura di essere implicata legalmente oltre che personalmente?? Scelga lei... io al posto della dottoressa avrei fatto lo stesso.
Gastone
15/12/09 14:35
ho una curiosità
Siccome i 15 componenti della scorta del Premier sono stati sicuramente licenziati in tronco (e non oso pensare che non sia così), c'è qualcuno che mi sa dire se costoro abbiano già trovato lavoro come braccianti agricoli o se invece siano ancora disoccupati? Grazie fin d'ora.
daniele
15/12/09 15:25
Rimango sempre stupito che
Rimango sempre stupito che un giornale online,pochissimo commentato,abbia sempre commenti sinistrati.Che,come da dna,sono impenetrabili ai fatti ed alla logica.Ma anche questa è la differenza fra noi e loro.Convinto che,di questa differenza,nemmeno se ne accorgano.Sull'articolo tutto da sottoscrivere.Con alcune notazioni:la riforma della giustizia,che deve essere radicale,ha aspettato troppo.E non è colpa dell'opposizione.Molti dei comportamenti denunciati appartengono anche al presidente della camera.Che,inoltre, è riuscito ad imporre la sua personale agenda,mettendo al centro del dibattito cittadinanza e voto agli immigrati,che solo lui crede essere al centro degli interessi e dei bisogni dei cittadini.Ed anche questo è responsabilità del pdl.In quanto a Casini,sempre circuito,le sue affermazioni sono state gravissime.Perché ha praticamente avallato tutte le accuse fatte a Berlusconi sul piano della democrazia e della libertà.In quanto alla rai,anche questa è responsabilità della maggioranza.Ci si è spartiti la rai come ai vecchi tempi,e, come sempre,con una spartizione abbastanza fittizia,visto il prevalere,nella rai,della sinistra.Insomma,è vero che l'Italia ha una opposizione in gran parte delinquenziale,con mentalità squadristica,unica nel mondo occidentale,ma la maggioranza è stata eletta per cambiare il paese.E ne ha tutti gli strumenti.Basta usarli, al posto delle lamentele.
Anonimo
15/12/09 15:52
Se fosse accaduto a Bersani,
Se fosse accaduto a Bersani, a Dario Fo o a Beppe Grillo, magari dopo mesi e mesi di massacramento mediatico sul nulla, usando calunnie infamanti di ogni sorta e insulti pesantissimi come essere paragonati addirittura a Saddam Hussein; se fosse successo a uno di questi signori magari dopo essere stato impossibilitato a parlare da dei ""difensori della Costituzione"" (doppie virgolette) che, in modo davvero fascista e squadrista, con i loro fischi gli avevano impedito, a lui e ai suoi sostenitori, il sacrosanto diritto di fare e ascoltare un comizio: Cosa sarebbe successo? Lo immaginate? Ci sarebbero stati almeno tre giorni di sciopero generale (giusto); i sindacati si sarebbero stracciate le vesti in piazza (idem giusto); la vile aggressione sarebbe stata denunciata in ogni dove e puniti severeamente tutti i sostenitori virtuali e materiali di tale atteggiamento squadrista (sacrosanto). INVECE??? Già si dice che c'è una stretta autoritaria (evidentemente lasciare che prolifichino siti che incitano alla violenza e a delinquere va bene; se non si lasciano liberi i violenti di fare violenza siamo fascisti). A noi elettori del centro dx (e maggioranza degli Italiani, scusate se lo ricordo) dicono di abbassare i toni, che non va bene difenderci così imbufaliti (ecchè?? solo qualche calunnietta e insultuccio suvvia; anche noi del centro dx abbiamo comunque reagito e non va mica bene; manco noi possiamo scagliare la prima pietra perchè dovevamo stare zitti, Siamo noi, se rispondiamo, a fomentere il clima d'odio!). Al nostro Leader democraticamente eletto dal Popolo (anche questo Popolo con la P maiuscola, se permettete), nonchè al Presidente del Consiglio, calunniato e insultato e dileggiato e offeso in tutti i modi possibili, spedito in un letto di ospedale con 20 giorni di prognosi e con la faccia spaccata e tumefatta da una aggressione vile e fascistissima, si dice di non farla tanto lunga, che bene o male se l'è voluta lui. E' srolito degli iniqui, ribaltare l'evidenza e la realtà dei fatti accaduti, facendo passare il picchato e malmenato con sangue vero, che sporcava copioso Piazza del Duomo a Milano, per il malefico picchiatore. Viva l'Italia che vede solo il sangue versato da quelli della sua parte! A me pareva rosso e scorreva e era parecchio visibile anche quello di Silvio Berlusconi. Sarà perchè guardo troppo rete 4 e vomito alla vista di S.S.Santoro.
Anonimo
15/12/09 15:53
Se fosse accaduto a Bersani,
Se fosse accaduto a Bersani, a Dario Fo o a Beppe Grillo, magari dopo mesi e mesi di massacramento mediatico sul nulla, usando calunnie infamanti di ogni sorta e insulti pesantissimi come essere paragonati addirittura a Saddam Hussein; se fosse successo a uno di questi signori magari dopo essere stato impossibilitato a parlare da dei ""difensori della Costituzione"" (doppie virgolette) che, in modo davvero fascista e squadrista, con i loro fischi gli avevano impedito, a lui e ai suoi sostenitori, il sacrosanto diritto di fare e ascoltare un comizio: Cosa sarebbe successo? Lo immaginate? Ci sarebbero stati almeno tre giorni di sciopero generale (giusto); i sindacati si sarebbero stracciate le vesti in piazza (idem giusto); la vile aggressione sarebbe stata denunciata in ogni dove e puniti severeamente tutti i sostenitori virtuali e materiali di tale atteggiamento squadrista (sacrosanto). INVECE??? Già si dice che c'è una stretta autoritaria (evidentemente lasciare che prolifichino siti che incitano alla violenza e a delinquere va bene; se non si lasciano liberi i violenti di fare violenza siamo fascisti). A noi elettori del centro dx (e maggioranza degli Italiani, scusate se lo ricordo) dicono di abbassare i toni, che non va bene difenderci così imbufaliti (ecchè?? solo qualche calunnietta e insultuccio suvvia; anche noi del centro dx abbiamo comunque reagito e non va mica bene; manco noi possiamo scagliare la prima pietra perchè dovevamo stare zitti, Siamo noi, se rispondiamo, a fomentere il clima d'odio!). Al nostro Leader democraticamente eletto dal Popolo (anche questo Popolo con la P maiuscola, se permettete), nonchè al Presidente del Consiglio, calunniato e insultato e dileggiato e offeso in tutti i modi possibili, spedito in un letto di ospedale con 20 giorni di prognosi e con la faccia spaccata e tumefatta da una aggressione vile e fascistissima, si dice di non farla tanto lunga, che bene o male se l'è voluta lui. E' srolito degli iniqui, ribaltare l'evidenza e la realtà dei fatti accaduti, facendo passare il picchato e malmenato con sangue vero, che sporcava copioso Piazza del Duomo a Milano, per il malefico picchiatore. Viva l'Italia che vede solo il sangue versato da quelli della sua parte! A me pareva rosso e scorreva e era parecchio visibile anche quello di Silvio Berlusconi. Sarà perchè guardo troppo rete 4 e vomito alla vista di S.S.Santoro.
massimo
15/12/09 17:51
Premesso che l'apologia di
Premesso che l'apologia di reato e l'incitamento a commettere reati,sono reati, indipendentemente da come sono svolti;visto che ci si straccia le vesti,abitudine molto diffusa fra i sinistrati,per ventilate misure;mi chiedo quale sarebbe la loro reazione se, su facebook e simili, comparissero gruppi inneggianti alla mafia e alle stragi o delitti di mafia.O al fascismo,con i suoi delitti.Il comunismo invece è ammesso,essendo un nobile blasone nella storia di famiglia.
Ritvan Shehi
15/12/09 18:59
Solidarietà
Tutta la mia solidarietà umana al Presidente Berlusconi e auguri di pronta guarigione!
anonimo
15/12/09 22:09
Fini non si domanda,ma di
Fini non si domanda,ma di certo non lo fa,quanto le sue mancate solidarietà a Berlusconi,le sue prese di distanza e le sue battute,abbiano contribuito al clima che ora,in tanti e ipocritamente,condannano?Non a caso è una specie di "eroe" a sinistra.Se le scempiaggini le dice uno della maggioranza e con una carica così autorevole è ovvio che rafforzi l'opinione dei sinistrati di essere nel giusto.
Paolo
16/12/09 11:42
Dietro i fatti di Milano ci sono responsabilità politiche precis
è vero che Adriano Sofri e compagni, pur non avendo commesso materialmente il fatto, sono stati condannati perchè "mandanti" dell'omicidio del commissario Calabresi?. Possibile che nessuno veda analogie con i fatti di questi giorni? Una volta in più sembra prevalere il concetto che le responsabilità, politiche, ideologiche, criminali, sovversive, siano evanescenti e non attribuibili a PERSONE ed alle LORO azioni concrete in parole, scritti, dichiarazioni e commenti, bensì al cosidetto "clima", "situazione" o qualsiasi altra parolona che stabisce che le responsabilità sono di tutti (o tanti) e quindi di nessuno.
Alessandra
16/12/09 11:45
Facebook e Berlusconi
Solo per aggiungere un dettaglio che dimostra come questa violenza sia assolutamente gratuita e non abbia nulla a che fare con presunte "malefatte" della vittima: già qualche mese fa, una conoscente che era tra i miei contatti su facebook (da quel giorno non più) ha mandato ai suoi contatti una discussione che si intitolava "se avessi una pallottola il destinatario sarebbe..." e tra le persone "sotto tiro" l'elenco dopo l'inevitabile Berlusconi prevedeva anche il Papa. Al mio commento assolutamente stupefatto (trattasi di ragazza assolutamente "normale", studia per la seconda laurea, non è politicamente attiva) lei rispose seccata che aveva diritto di avere le sue opinioni. Volgio dire, questa cose sul web girano e non solo su Berlusconi, e la demenzialità preoccupante e pericolosa di simili blogs dà un'idea di quale sia lo "spessore" culturale e umano di questa gente. A quel punto, oscurare, sì, che altro? Questa è istigazione a delinquere, quindi si elimina e si punisce il mittente. Mi parrebbe normale, se la normalità fosse ancora contemplata da questo mondo impazzito. Cordiali saluti Alessandra
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