Venerdì 10 Febbraio 2012
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Opinioni

Meglio trattare con i finiani che cadere nella trappola del governo tecnico

2 Agosto 2010

Proprio perché nel PdL non esiste il precetto del “credere, obbedire e combattere” ci prendiamo la libertà di esprimere qualche riserva – ovviamente a titolo assolutamente personale – sulle vicende che, la scorsa settimana, hanno portato alla nascita di un nuovo gruppo parlamentare all’interno della maggioranza (sempre che esista ancora). Che la situazione fosse ormai divenuta difficilmente sostenibile era a tutti evidente; che si dovesse arrivare ad un momento anche traumatico di chiarimento lo era altrettanto. Ma c’è modo e modo.

Innanzi tutto, era proprio necessario infilarsi in questo tormentone alla fine di luglio, un attimo dopo che la Camera aveva varato la manovra? E ancora, non bastava deferire ai probiviri i deputati più esposti, senza attaccare direttamente il Presidente Gianfranco Fini con una reprimenda (il documento) parecchio discutibile? Bastava avere occhi ed orecchie in Transatlantico per accorgersi che una buona parte dei c.d. finiani non sarebbe stata disponibile a “morire per Danzica”, trattandosi della sorte di Bocchino, Granata e Briguglio. Ma  non era difficile immaginare che, espellendo, Fini si sarebbero promosse ben più ampie solidarietà.

Evidentemente al presidente non sono arrivate informazioni corrette. Ad uscire non sono stati “quattro gatti”, ma 33 deputati in grado di costituire a Montecitorio un gruppo di tutto rispetto. In sostanza, Fini è diventato il Ghino di Tacco della Seconda Repubblica. Come presidente (inamovibile) è in grado di condizionare i lavori della Camera; come leader di un gruppo ha la possibilità di negoziare, nelle Commissioni e in Aula, i contenuti di ogni provvedimento. Molto di più di quanto avessero fatto, lui e i suoi, fino ad ora. Già prima del “botto” di giovedì scorso, la sicurezza della maggioranza dipendeva in larga misura dall’atteggiamento dell’Udc. Quando il partito di Casini votava con l’opposizione la maggioranza se la cavava, spesso, solo per pochi voti.

Oggi – si dice – che ci sono i numeri per governare anche senza la pattuglia dei finiani (i cui ministri e sottosegretari vengono pregati di continuare a far parte dell’esecutivo). Sarebbe anche vero, a condizione però di raccogliere i voti di alcuni gruppuscoli parlamentari, abbastanza mobili ed irrequieti, e soprattutto non alieni a porre delle condizioni per il loro appoggio. C’è poi un altro aspetto evidentemente sottovalutato. Qualcuno, vicino al Cavaliere, si è posto il problema delle ricadute in periferia, nelle assemblee elettive del Paese? Quante maggioranze nelle Regioni, nelle Province e nei Comuni potrebbero andare in frantumi?

Ma è inutile piangere sul latte versato. Molto meglio aggiustare – Berlusconi se ne è convinto subito, per fortuna – ciò che non è rotto definitivamente, evitando ulteriori polemiche e più pesanti insulti, prestando invece attenzione alle posizioni articolate e diverse all’interno del gruppo di “Futuro e Libertà” affinché non si compattino tutte intorno a quelle più radicali. Insomma, meglio negoziare una convivenza ancor più difficile, piuttosto che sfasciare tutto. Basti pensare – la cosa è paradossale, ma è comunque un segnale – che i finiani sono usciti dal gruppo ma non dal partito. Poi è chiaro che si andrà a votare prima della fine della legislatura. Nelle attuali condizioni non si andrebbe da nessuna parte; bisognerebbe durare almeno fino alla prossima primavera. Ed andare al voto con la legge in vigore (anche se cercheranno di impedirlo e di fare anche dei “ribaltoni” pur di cambiarla).

Attenzione, però: se il quadro politico dovesse precipitare scatterebbe, infatti, la trappola dell’esecutivo tecnico in nome della governabilità del Paese. Se il PdL vi si opponesse non sarebbe capito dall’opinione pubblica sulla quale potrebbe fare presa l’esigenza di tenere sotto controllo la crisi ed accompagnare la ripresa.

Alla fine di tutto, dovremo pure interrogarci sul perché gli effetti della più clamorosa vittoria elettorale degli ultimi anni – quella del 2008 – si sono consumati in un tempo così breve. Che i nemici di Berlusconi abbiano messo in campo delle forze oscure, potentissime e spietate è sicuramente vero. Ma ci saranno pure stati degli errori anche da parte nostra?
 

Commenti
daniele
02/08/10 09:51
Indubbiamente fu una grande
Indubbiamente fu una grande vittoria.Ma se si guardano i numeri.....Alla camera il centrodestra aveva 344 seggi,solo 28 in più dei 316 necessari,tanto che qualche volta l'udc è stata utile.Al senato 174,12 oltre il minimo.Però,indipendentemente dai numeri l'operazione andava fatta.Nessun partito,nessun governo,può subire la "cura" finiana.Era una situazione grottesca.Come è grottesco che oggi fini si eriga a custode del programma,visto che tutto cominciò quando defini il programma, votato poco prima dagli elettori,obsoleto.Sarebbe curioso, comunque, che un fini fuori fosse,come sembra,un fini più forte e pericoloso.Fini sa che, con l'attuale legge elettorale,andrebbe poco avanti,anzi che,molto probabilmente andrebbe in pensione.Avrà tutto l'interesse a creare le condizioni per un ribaltone,al solo scopo di fare una legge elettorale che ci ripiombi nelle condizioni della prima repubblica.E questo sarebbe l'unico amalgama per le varie forze di opposizione.La gente non capirebbe il rifiuto di un governo tecnico?Non so se ci sono sondaggi in proposito.Io credo che non capirebbe il contrario,E Berlusconi sarebbe proprio fesso se ricadesse nell'errore del 1994.Un governo chiaramente ribaltonista?Non credo che,avendone i numeri, avrebbero problemi diciamo "morali" a farlo.E non servirebbero a niente né manifestazioni né i fantomatici 20 milioni evocati da Bossi.Servirebbero invece le dimissioni in massa di tutti i parlamentari del centrodestra.Sarebbe un altro golpe e dovrebbe essere fatto di tutto per evitarlo.Si dice sempre che gli elettori non sono così stupidi come pensano i politici.Di certo,a caldo,non sarebbero contenti di vedere quanto conti in questo paese la sovranità popolare.Dopo il 1994 ci vollero due anni e,soprattutto,una legge assurda,per far vincere la sinistra.Che vinse nonostante avesse meno voti della sola cdl.
Luciano Cecchini
02/08/10 09:58
Trattare ? Forse ora è il male minore.
Lucida, come sempre, l’analisi di Giuliano Cazzola. E per me condivisibili anche le sue considerazioni. Ma inquietanti appaiono gli “errori” strategici prospettatici dall’Illustre Professore. E se così è, alcune riflessioni, sembrano doverose. Ci si dovrebbe innanzitutto domandare se è adeguata al ruolo ed al momento la squadra di “consiglieri” del Capo del Partito e del Governo. Sono convinto che se Silvio Berlusconi giudicasse freddamente, con la Sua logica di imprenditore, rifletterebbe seriamente sulla permanenza nel ruolo dei Collaboratori che hanno così grossolanamente sbagliato quanto meno : 1) Sulla stima del numero dei deputati “finiani” (ma il Capogruppo e i “Colonnelli” ex AN che dicono ?); 2) sul contenuto del “documento” (ma le stesse cose non si potevano prospettare diversamente ?). Poi, tratto comunque il dado ma viste le conseguenze, chiaramente non ben valutate prima, sono anche io convinto che il male minore ora è la trattativa. E’ vero, come dice Gaetano Quagliariello che il PDL le elezioni non le vuole ma se le può permettere. Ma, per altro verso, non sarebbe drammatico concedere qualche cosa (sacrificando qualcuno ed anche, perché no, perdendo una battaglia intermedia per vincere la guerra) soprattutto per fare le riforme più qualificanti, per portare più avanti possibile la legislatura, per non dissipare la grande vittoria elettorale. E, se elezioni anticipate ci debbono poi essere, ci si presenterebbe con i punti qualificanti del programma “fatti”. All’opera, dunque, i molti Gianni Letta che ci sono nel PDL !
Anonimo
02/08/10 12:08
Fine
Trattare e risanare è ormai impossibile. La sbruffonaggine di Berlusconi e di molti suoi cattivi consiglieri ha distrutto tutto. Alea iacta est. Berlusconi è ormai politicamente finito. Il PDL è franato miseramente e la colpa è soltanto di Berlusconi e dei berlusconiani-cortigiani che hanno di fatto reso il PDL un partito schiacciato su un uomo, ossia un partito personale, proprietà di Berlusconi, il quale lo considera la sua personale “Signoria” (insieme all’Italia). Per Berlusconi (e per i suoi cortigiani) il PDL è soltanto un mezzo per realizzare i propri interessi personali, a discapito del bene pubblico, dell’Italia e di tutti gli italiani, in sfregio al programma ed alle promesse sbandierate da anni (che molti suoi elettori vorrebbero vedere realizzate e che giustamente pretendono). Ciò che ha distrutto tutto è stato il fanatismo-servilismo pro Berlusconi. Un fanatismo-servilismo becero, stucchevole e squallido. Un fanatismo-servilismo che inebria la mente e induce chi ne è schiavo a considerare Berlusconi un vero e proprio Sovrano. Un fanatismo-servilismo che impedisce di pensare che il PDL possa essere qualcosa che non coincide con il suo Signore-Sovrano, che non è proprietà del suo Sovrano. Questo miserabile e squallidissimo fanatismo ha rovinato tutto. Ma, soprattutto, ha deluso tanti elettori intelligenti, esigenti e critici (critici in senso buono e positivo). Un partito del genere (che non è in grado di andare oltre Berlusconi) non può avere futuro. Con un simile pseudo-partito (che qualcuno ha giustamente definito da Sud America) non sarà mai possibile costruire una destra moderna che possa realizzare un progetto politico e difendere determinati valori (libertà. meritocrazia, legalità, liberalismo). Berlusconi raccoglierà ciò che ha seminato. Berlusconi ha seminato solo il culto della propria personalità fondato sulla propria immagine: una personalità-immagine. Ma se una personalità è fondata sull’immagine anziché sui valori, sui principi, sui fatti concreti e sulle promesse mantenute, allora una siffatta personalità-immagine non potrà che crollare. Una simile finzione prima o poi crolla (e non basterà un lifting o una calzamaglia posta dinanzi ad una telecamera a rinnovare la finzione). Purtroppo è lo stesso Berlusconi ad essere stato schiavo della propria personalità-immagine e della sua presunzione-arroganza. E quando si è schiavi della propria immagine, allora si è irrimediabilmente schiavi del presente e non si è in grado di guardare oltre l’oggi. Una simile malattia è grave e perniciosa per ogni uomo. In un politico è fatalmente mortale. Berlusconi (insieme al suo pseudo-partito) volge al tramonto. Il tramonto (inevitabile) di chi vive nell’immobilismo del presente ed è incapace di pensare e guardare al futuro. Fini ed altri hanno capito che un simile progetto (anzi, sarebbe meglio chiamarlo un “non-progetto”) è destinato al naufragio, in quanto si tratta di un “non-essere”, un “non-futuro”. L’ “essere” non riposa sul presente, ma si alimenta del “futuro”.
francesca varese
02/08/10 12:49
@ Anonimo
@ Anonimo APPLAUSI! Condivido totalmente quello che ha espresso l'Anonimo sopra. Una disamina perfetta che il popolo dell'amore non riuscirà mai ad elaborare completamente cloroformizzato come si ritrova. berlusconi è ormai un dead man walking, e lo hanno applaudito al duomo la scorsa settimana quando con l'altro fedito cadavere parlante illustra come si potrà vivere fino a 120 anni! Grazie Gianfranco, preso il Futuro dell'Italia sarà la Libertà dal giogo dell'oppressore della verità!
daniele
02/08/10 12:58
Chiaramente molti così
Chiaramente molti così detti finiani,che si ritrovano nei commenti sui vari giornali vicini al centrodestra,il pld non lo hanno mai votato.In tutti questi anni cosa avrebbero votato?Hanno letto i programmi che,via via,avrebbero votato?Ma per favore!Berlusconi è sempre se stesso e vuol fare quello che ha sempre detto e per il quale è stato votato.Fini non può certo dire lo stesso,anzi tutto il contrario.Se quello che è successo con le intercettazioni è il prototipo di quello che significa "collaborare" con fini, è ovvio che le elezioni siano l'unica cosa possibile.E nessuno può seriamente mettere in dubbio che con fini fuori,il pdl sia ritornato ad essere sé stesso,almeno nella volontà di rispettare programma ed idee fondanti.
Anonimo
02/08/10 13:47
Agli antiberlusconiani dei
Agli antiberlusconiani dei commenti sopra dico di stare attenti a non scambiare i loro sogni per la realtà. Berlusconi non è finito, per niente. O arriva ad un accordo più o meno solido con Fini e termina alla meno peggio la legislatura, o non ci arriva, e ha abbastanza senatori da impedire la formazione di un governo di parte avversaria, tecnico o politico che sia. In quest'ultimo caso si va ad elezioni anticipate e staremo a vedere se Fini raggiunge il 10-12% di voti che gli serve per avere più di 30 deputati alla camera
Anonimo
02/08/10 16:52
...ai cultori di sogni......
se qualcuno degli anti-berlusconiani ragionasse potrebbe facilmente dedurre che il gruppo dei finiani ha tutto l'interesse a mantenere in piedi la legislatura avvalorando ciò che fa il governo per tre semplici motivi: 1) i benefici che perderebbero in quanto non ancora completato il periodo minimo di legislatura 2) quanti di loro, ammesso che Fini li candidi tutti, potranno mai essere eletti con il loro presunto e fantapolitico 10% 3) è sicuro che Fini possa ancora giocare su due tavoli?....a giorni se ne vedranno delle belle sul presunto moralista....
quelsin
02/08/10 21:13
moderazione
finalmente la moderazione non bisognava dare spazio ai falchi delle due parti anzi probabilmente bisogna ....espellerli fanno solo danni specie quando promettono trattamenti speciali,
03/08/10 04:34
Fini dentro o fuori è sempre lo stesso.
Berlusconi ha preso una decisione inevitabile e a mio parere il guadagno per lui è netto. Fini infatti devasta e ricatta oggi fuori come prima dentro. In sostanza, sotto questo profilo, non cambia niente. Può invece cambiare molto nella vita interna del partito. Fini, vecchio politicante, è un raccoglitore di tessere ben più efficiente di Berlusconi e in un eventuale congresso tradizionale risulterebbe sovrarappresentato rispetto al suo peso elettorale effettivo. Oggi dovrebbe essere più facile per Berlusconi fronteggiare questo pericolo. Carlo
Anonimo
03/08/10 13:02
al solito
La solita mania che prende molti di litigare con quelli che sono dalla propria parte, di non saper ascoltare e far parlare chi vede le cose da un'altra visione, pur condividendo la sostanza. E poi gli abominevoli secondi che fanno i succubi del padrone e mordono gli altri della propria parte, invece sull'avversario ..........
Gianfranco
03/08/10 18:43
Bene così!!!!!!!!!!!!!! Non
Bene così!!!!!!!!!!!!!! Non era possibile andare avanti con delle serpi in seno!!! Ed ora subito alle elezioni;non dare tempo ai rinnegati di organizzarsi . Un governo tecnico o balneare ? voglio vedere se il Capo dello Stato se la sente di andare così palesemente contro la volontà degli elettori ! Loro hanno decretato il successo di Berlusconi e solo loro ne potranno decretare la fine: qualsiasi altra soluzione avrebbe un solo nome: COLPO DI STATO . Gianfranco.
Anonimo
04/08/10 20:30
Non trattare con i finiani
Era ora ; macchè trattare. La base dell'elettorato del Pdl voleva la rottura. Andiamo avanti o elezioni !!!! Roby
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