Venerdì 10 Febbraio 2012
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Paolo e Diego

La camorra può ucciderti in un bar tra l'indifferenza rassegnata della gente

2 Novembre 2009

Caro Paolo,

sono ancora sconvolto dal video che riprende l’uccisione di stampo camorrista avvenuta a Napoli . Al di là del disgusto che provoca vedere la morte di una persona per mano di un altro, il clima che fa da sfondo ad un fatto del genere è da fantascienza, a dir poco “distopico”. Sembra provenire da un'altra geniale “prolessi” tipo 1984, in cui il mondo è talmente cambiato da obbligare le persone al più estremo personalismo per sopravvivere. Purtroppo tutto ciò è reale, ed è avvenuto nella mia nazione, una nazione democratica , non una del terzo mondo fuori dalla civiltà.

L’indifferenza più completa attorno ad una esecuzione vera e propria, consumata alle porte di un bar, con diverse persone dentro, molte  delle quali si allontanano frettolosamente senza accertarsi delle condizioni dell’uomo o chiamare aiuto. Nessuna scossa isterica, niente.  Rassegnazione. Non ho altre parole per definire la reazione ad una realtà del genere che porta addirittura a soffocare i più istintivi gesti dell’uomo. La paura, il terrore per quanto accade quotidianamente , sono talmente penetrati nelle teste di queste persone da costringerle a trasformarsi in bestie.

Non mi sento di giudicare questi atteggiamenti, ne prendo solamente atto . Ci sono zone afflitte da tumori, come ci testimonia questo video. Ricercarne le origini, le cause risulta impossibile e inutile. Ma ignorane gli effetti è veramente preoccupante. Bisogna fare qualcosa. Non si possono pretendere atti di eroismo dalle persone per sconfiggerlo. Se questo cancro è così forte è perché si è diffuso capillarmente, e quindi ogni persona che ha a cuore i suoi cari, ci pensa più volte prima di fare qualcosa che non assecondi i piani delle “mafie”.  Ma una scena del genere va contro ogni principio umano prima ancora che democratico. E qualcosa si dovrà pur fare per evitare che ci siano tutti i giorni.

Se all’estero ci dipingono come “mafiosi”, abbiamo la coscienza a posto?

Commenti
fede
02/11/09 09:55
Il ministro Maroni ha detto
Il ministro Maroni ha detto che è stato un errore pubblicare quel video. Forse perchè ora si troverà in difficoltà a spiegare ai suoi dei miliardi di euro che andranno al sud e che, molto presubilmnete, finiranno nelle tasche dei capi di quel personaggio così efficiente?
vanni
03/11/09 13:59
Tumori e commenti
Di zone afflitte da tumori del tipo indicato nell'articolo ce ne sono dovunque, nel sud dell'Italia ce ne sono di più? Bene, ma non è comunque un'esclusiva. Per dire, può capitare perfino in Francia che una donna sia stuprata ben in vista sul marciapiede mentre la gente continua il suo passeggio senza curarsene. Certamente ricordo benissimo come un rapito sfuggito ai suoi aguzzini, sia stato al tempo - in un paese del sud – oscenamente riconsegnato ai suoi aguzzini da qualche onesto cittadino, a scanso di guai (e ancora più oscenamente il fatto fu archiviato in fretta dalla stampa). E siamo tutti a conoscenza del fatto che intere aree sono sotto giurisdizione e controllo di poteri estranei allo stato, ma non solo in Italia. Ma il commento di “fede”, troppo superficialmente razzista e troppo futile ed eccentrico nella tendenziosità delle sue argomentazioni, mi pare sintomo di una mentalità fuorviata e pregiudizievole, e non si può accettarlo. Pensi “fede” alla collocazione politica di tanti famigerati (dirigenti!!!) eletti alla guida di province e regioni, lanciati da clientelismi e amorevolmente protetti da propaganda di parte, e alle loro limpide gesta (non alludo alle vicende dello sciagurato Marrazzo). Vivo in una città del nord che è di frequente inserita ai primi posti nelle graduatorie di merito (quelle che vagliano le frequenze a teatro, gli asili nido più belli del mondo, i libri venduti e simili arcadiche delizie); be' le metastasi qui sono già arrivate, e da un po'. Fra i cittadini che di ciò sono consapevoli, molti - contro ogni tradizione locale - hanno dato la preferenza alla parte del ministro Maroni.
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