Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
Diego e Paolo

E' tornato un “medico in famiglia” e per fortuna senza nonno Libero

15 Ottobre 2009
nonno Libero.jpg

Caro Paolo,

è finalmente tornato un “medico in famiglia”. E come le altre serie, anche quella appena iniziata, la sesta per la precisione, riscontra un gran successo di pubblico. Come tu sai, sono un gran fan. Il clima familiare che si respira fra le mura della villa Martini, la costante serenità che pervade Poggio Fiorito, la tranquillità con cui si affrontano (e si risolvono ) i problemi, fanno di questa fiction una delle mie preferite per rilassarmi davanti la tv prima della nanna. Non scordiamoci gli attori, gran cast secondo me. Oddio, ci sono tanti personaggi e situazioni faceti che se fossero tolti renderebbero il tutto più realistico. In compenso ci si è finalmente liberati della cappa “mafiosa-sinistroide” che aleggiava sulla famiglia. Si respira aria più pulita dopo avere assistito (senza lacrime) alla dipartita di nonno Libero nelle prime puntate, anche se purtroppo, ogni tanto torna a fare visita alla famiglia.

Un plauso, Lino Banfi, se lo merita per avere dato una svolta ad una carriera d’attore veramente triste e poco invidiabile, passando da comico “volgarotto” ad un nonno, in diversi film tra l'altro, credibile ed a volte veramente toccante. Continuano ad esserci delle ricadute sia nel set di un medico in famiglia, sia in altri, vedi “un allenatore nel pallone”. Che si renda pure ridicolo. Affari suoi. Ma sfruttare la televisione per fare politica no, per favore.

Ha interpretato, durante le serie, il nonno amorevole, che sapeva chiudere un occhio quando necessario, coraggioso nel prendersi sulle spalle responsabilità anche troppo grandi per lui, (tanto da procurargli un infarto), ma non c’era una puntata, una scena, in cui non manifestasse con arroganza le sue idee politiche.

Partendo da piccoli aneddoti: questo povero uomo ha tanto da fare, ma cinque minuti per farsi riprendere mentre legge l’Unità o i diari di Gramsci li trova sempre. In una puntata cambia il nome di un canarino da Benito a Palmiro; ricorda spesso il suo passato da sindacalista mettendo in evidenza come una volta i sindacati facevano veramente il loro lavoro mentre ora..., in un dialogo su una ipotetica vincita alla lotteria un nipote propone l’acquisto di tutti i mass media, e il nostro ambasciatore fa dire al genero, con aria saccente, che qualcuno in Italia ci ha già pensato. E ce ne sarebbero degli altri.

Ma soprattutto l’atteggiamento nei confronti della società è ridicolo. Non va bene niente, è tutto una mafia, una “clientelarismo”. Il mondo è pieno di arrivisti senza scrupoli pronti ad impedire la normale evoluzione sociale dei suoi vanti, i tre rampolli, i nipoti. E' il primo ad impegnarsi affinchè le cose rimangano così però, è proprio lui. Intransigente con tutti , ma con i suoi cari mai. Ci si scorda ad esempio che Maria stava usufruendo di appunti “illegali” per superare il test di ammissione a medicina. Oppure, non mi sembra che abbia diseredato tutti quando, in seguito ad un offerta di un collezionista, si è sentito profumo di dollaro in casa Martini e nonostante si trattasse di un traffico illegale, hanno dato tutti un parere favorevole. Facciamo tanto gli onesti, e poi la clinica in cui lavorano i membri della famiglia è pieni di amici e parenti imbucati senza merito. Nonno, attenzione, controllo tutte le tue mosse. Non mi sei mai piaciuto.

Ogni volta che c'è qualcosa che non va, via, proteste e picchetti. I nipoti prendono brutti voti perché non studiano?(cosa anche normale, vista l'educazione permissiva impartita loro dal nonno), ci pensa Libero: si va a parlare con i professori che devono avercela coi suoi “bambini”, senza pensare che la colpa possa essere proprio di quest'ultimi. Figli che non vengono trattati da re sul posto di lavoro? In men che non si dica nonno Libero prepara una piattaforma sindacale per riformare lo statuto del lavoratori. Nonno, rilassati.

Tutti i ricchi sono dipinti come falsi e disonesti nella fiction. Soprattutto gli amici della famiglia “borghese” della nuora. La solita equazione “ricchi=stronzi”. E qui se c'è un imborghesito è proprio lui. Hanno una villa di 1000 mq e si lamentano sempre di non arrivare alle fine del mese. Ma chi te l'ha fatta comprare? Dillo che vuoi “mostrare” una condizione economica che non ti rispecchia.

Si prodiga tanto per la parità dei diritti e poi tratta le colfs ( e si perché può anche permettersi le donne di servizio) e relativi amici-parenti come sottoposti. Si fa dare del voi, e poi non possono fare un minimo sbaglio che li insulta a ruota libera. Nonno Libero, non facciamo i moralisti, tutti i valori possono portare a contraddizioni. Soprattutto se tu ti prodighi a difenderli.

Paolo, a me lo scambio sembra vantaggioso. Scarpati per Banfi mi sta bene.

Commenti
Claudia
16/10/09 16:09
Evviva Nonno Libero
Non riesco a comprendere l'astio dell'autore di questo articoletto verso un protagonista senz'altro positivo della nostra televisione. Io non credo che l'orientamento politico di Nonno Libero possa influenzare qualcuno a modificare le proprie idee (in tal caso non si dovrebbe parlare di idee...). Ha forse paura l'autore di un contagio "da comunismo" quando guarda le avventure di Nonno Libero? Io auguro a questo pseudo giornalista di occuparsi in futuro di politica vera, e di rilassarsi un po' dando ad una serie tv il giusto peso: è solo intrattenimento! Riguardo al Lino Banfi attore, non ammetto il disprezzo nei confronti di un'icona della commedia italiana, la cui lunga carriera è costellata da ottime interpretazioni, ma anche di film "sexy" che, tuttavia, sono apprezzati e conosciuti da tutti. Almeno da tutti quelli che al contrario del saccente "giornalista" possiedono il dono dell'umorismo.
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl