Giovedì 9 Febbraio 2012
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Draghi & Co.

Chi sono i maghi della finanza che vorrebbero far fuori Berlusconi?

30 Giugno 2009

Lo statuto del Financial Stability Board recita: “Il FSB è stato istituito (nel 1999, ndr) per monitorare la vulnerabilità dei mercati, sviluppare ed implementare politiche regolamentari nell’interesse della stabilità dei mercati” Il FSB è presieduto dal 2006 da Mario Draghi, il Governatore della Banca d’Italia.

Chi, quindi, se non questo santuario dell’establishment finanziario globale avrebbe dovuto non dico prevenire, ma almeno preventivare la crisi finanziaria scoppiata nell’autunno scorso? Ebbene, non si conosce alcun paper o report o semplice monito (tipico rigurgito politically correct con venature moraliste lanciato normalmente da cariche istituzionali) uscito dalle sacre sale del FSB nel biennio precedente la crisi. Assieme a quel museo di mummie in grisaglia che è la BCE, fino al luglio 2008, definivano infatti i fondamentali dell’economia europea sostanzialmente solidi e la bolla immobiliare americana, un evento sotto controllo. Tutto ciò che sono riusciti a fare durante la crisi, è cambiar nome da Financial Stability Forum a Financial Stability Board appunto, sciorinare previsioni con l’accuratezza di una cartomante da tv locale e proporre la solita omelia sulla necessità di regole globali.

Questi sono i cosidetti organismi economici nazionali e internazionali che il Presidente Berlusconi in uno dei suoi quotidiani sussulti antidemocratici avrebbe arrogantemente apostrofato e ai quali vorrebbe mettere il silenziatore. A tale proposito Repubblica, direttamente dalla penna del suo direttore, ci dice che appunto l’establishment finanziario e politico internazionale, ne avrebbe abbastanza di Berlusconi e tiferebbe per un governo tecnico, magari guidato dal Governatore Draghi.

Non vorrei usare, però, la facile e giusta argomentazione già sostenuta dal ministro Tremonti un paio di giorni fa, per la quale anche i governi tecnici hanno bisogno dei voti in Parlamento, anche se ieri alcuni giornali parlavano di almeno 100 parlamentari del PdL “finiani” pronti a dare l’ultimatum al governo in carica.

Vediamo invece cosa questo famoso establishment finanziario nazionale ed internazionale ha combinato per il nostro Paese negli ultimi quindici anni.

Era il 1992, mentre la magistratura partiva all’attacco della Prima Repubblica, il capitalista che piace tanto alla sinistra, George Soros, indusse una svalutazione della lira del 30%, che l’esperto di finanza C.A.Ciampi non solo non riuscì ad arginare, ma, nel tentativo di farlo, prosciugò le riserve in valuta estera della Banca d’Italia: ben 48 milirdi di dollari. Erano i tempi del Governo Amato, colui che nottetempo rapinò i conti correnti di tutti gli italiani con l’ormai famigerato 6 per mille.

Stranamente pochi mesi prima di questa speculazione criminale, per l’esattezza il 2 giugno 1992, avvenne un incontro segreto a bordo del panfilo reale della regina Elisabetta II, il Britannia, al largo di Civitavecchia. A bordo vi erano esponenti del mondo bancario e finanziario e lo scopo era quello di complottare la completa privatizzazione delle partecipazioni statali e dell’industria di Stato a prezzi stracciati a seguito proprio della svalutazione della lira provocata da Soros & Co. Nel mega yacht vi salirono i rappresentanti delle banche Barings, Warburg, Barclays, ecc.; personaggi come Mario Draghi, il direttore generale del ministero del Tesoro dell’epoca, Beniamino Andreatta, George Soros e la stessa regina Elisabetta che si occupò dei saluti ufficiali (a tal proposito, preferisco di gran lunga villa Certosa al Britannia e le veline alla Regina)

Fu così che partirono le privatizzazioni in Italia (con Draghi presidente del Comitato per le Privatizzazioni dal 1993 al 2001). Una vera e propria svendita dell’industria pubblica italiana in mani straniere (Buitoni, Invernizzi, Locatelli, Ferrarelle), condita con i soliti favori ai capitalisti italiani senza capitali (sempre il nostro Draghi, con la sua legge omonima, introdusse nel 1998 la normativa sull’OPA che consentì, guarda un po’, a Colaninno di acquisire, senza soldi, Telecom). Queste furono le privatizzazioni, regali all’establishment di monopoli di fatto, privatizzazioni, mai precedute da liberalizzazioni, gestite quasi in esclusivamente da Goldman Sachs, della quale Draghi fu vice-presidente nei primi anni del nuovo secolo.

Nel frattempo, sempre il duo Ciampi-Draghi (Ministro e Direttore Generale del Tesoro) portarono l’Italia nell’euro grazie all’eurotassa (mai completamente restituita) e a un accordo di comcambio lira/euro, per il quale, noi e le nostre aziende, stiamo ancor pagando le conseguenze.

Questo è l’establishment che vorrebbe rovesciare il governo Berlusconi, con la grancassa del Times e dei cloni esteri di Repubblica, l’establishment abituato a salire al Quirinale senza aver mai preso un voto, ora vuole, nello stesso modo, anche Palazzo Chigi.

C’è un sola cosa da fare per impedirlo, fare esattemente quello che chi brama il governo tecnico non vuole: le riforme.

Riforme, riforme, riforme, non c’è più tempo per aspettare, a partire dal Dpef. 

 

 

Commenti
Grisostomo
30/06/09 11:54
Sommesso parere, wishful thinking
....e licenziare Draghi?.....
Anonimo
30/06/09 12:00
cavolate
ma quante cavolate..............LA FININVEST ??e' pubblica o privata?
vanni
30/06/09 12:20
Maghi e stregoni
Egregio Milton, può essere che Lei sia un gran semplificatore: nei suoi riferimenti ad intese più o meno segrete raggiunte in abboccamenti più o meno segreti da conventicole più o meno segrete, ci sarà pure la suggestione perversa – inchiodata con la malvagia tenuta del miglior Bostik a qualche fatto incontrovertibile - del complottismo, che tanto titilla la nostra immaginazione contorta... ma quello che Lei scrive mi piace proprio.
F Salerno
30/06/09 14:21
Caro Milton, le sue teorie
Caro Milton, le sue teorie complottistiche sono sicuramente interessanti. Io, che avendo vissuto 5 anni in Inghilterra mi sento di esprimere un'opinione in materia, sono propenso a credere che alla base delle boiate riportate dalla stampa inglese, ci sia una cosa soprattutto: l'incompetenza. Il secondo aspetto che mi preme sottolineare è il seguente: i giornali UK sono autorevoli solo per i nostri provinciali governanti. In Inghilterra Il FT è considerato poco più che il foglio con le notizie da leggere la mattina prima di entrare al lavoro. Tipo Milano Finanza per i broker nostrani, per intenderci. Autorevole? Ma non ci facciano ridere
tacitus
30/06/09 15:17
Scenario plausibile,anzi
Scenario plausibile,anzi probabile,un governo ad hoc potrebbe consentire ai soliti capitalisti senza capitali di mettere le mani sull'argenteria di famiglia rimasta :ENI,ENEL e Finmeccanica.
Manzella Francesco
30/06/09 16:04
Caccia alle streghe.
Se continueremo in questo modo ad informare ed interpretare l'evolversi della situazione poliica italiana, adremo incontro ad u risultato certo ma infruttuoso, l'erigere un muro contro muro. A questa serie di notizie di questo articolo, qualche comunista di cui io non faccio asolutamente parte, potrebbe obiettare dicendo che, il tanto vituperato Giuliano Amato proveniva da quell'area politica socialisa di cui Craxi era il factotum, e che Berlusconi non disdegnava la sua amicizia e simpatia inltre Mastella fautore della caduta, per fortuna, del Governo Prodi è stato ben ricompensato con uno scranno all'Europarlamento. Quindi, se tutti gli organi di informazione, che per semplificare elenco i due estremi, Repubblica ed Il Giornale non tornano ad un'accurata e corretta informazione, avremo un'esacerbazione degli animi, che avrà dei risvolti negativi per i soliti noti.
fede
30/06/09 16:54
riforme
Si alle riforme da subito basta che siano utili all'azienda Italia e non solo ad una parte. Perchè, , se si dicesse " chi è senza peccato scagli la prima pietra!": in tanti, troppi, rimarrebbero con il sasso in mano! vedi Altalia, ad esempio!
giancarlo
30/06/09 17:19
Maghi......?
E ciò che anche io mi stavo chiedendo: perchè non licenziare Draghi? -
30/06/09 23:02
finanza poteri tecnici ed esercito di franceschinello in rotta
la storia dei tecnici che " pompati" da poteri in cerca di scorciatoie volevano saltare a piè pari la fase necessaria delle elezioni , del bagno di sovranità popolare che solo da legittimità é una storia antica e non ancora ben scritta ma la cosa più comica é vedere la scossa di d'alema finire per scuotere solo il pd e l'esercito sbandato di francaschiniello leggi qui http://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/06/30/ma-quale-scossa-contro-berlusconi-la-scossa-lhanno-avuta-loro-che-sono-un-esercito-di-franceschiniello-in-rotta/
Anonimo
01/07/09 11:55
.. condordo in parte
Carissimo Milton Concordo in parte. Sicuramente il governo Berlusconi da' fastidio ad una certa finanza, quella dei Soros e C, se non altro come dimostrazione che si può governare senza truffare il denaro alla gente e senza megapiani inflazionistici alla Obama. Concordo anche che una parte dei "Politici di professione" del Pdl probabilmente metterebbero il loro leader maximo volentieri alla porta. Però la visione complottistica della crisi del '92 è eccessiva. Per crearla bastò l'incompetenza di Ciampi e l'avidità di Amato....
Anonimo
02/07/09 17:45
Condivido: è un'analisi e
Condivido: è un'analisi e un pò azzardata con una ricostruzione da brivido, ma non mi sembra priva di fondamento, e se poi fosse vera... peggio ancora.
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