Venerdì 10 Febbraio 2012
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Il destino della Nato

Europa e America devono restare unite per evitare un comune declino

16 Marzo 2010

Ci risiamo: negli Stati Uniti ricomincia la stagione anti-europeista. Quando la stagione inizia (solitamente nel secondo anno di una mandato presidenziale, quando alla Casa Bianca abbisognano di un capro espiatorio), frunzionari del Governo e analisti cominciano con le critiche: “Gli europei non collaborano; non si impegnano a dovere”.

L’articolo di Andrew Bacevich Let Europe be Europe ne è solo l’ultimo esempio. La sua tesi prende la forma di un romanzo: gli Stati Uniti dovrebbero abbandonare una NATO mal funzionante per lasciarne i resti a quei pacifisti degli europei. L’articolo di Bacevich, così come tutta questa attività stagionale, smarrisce un punto fondamentale: USA ed Europa sono i migliori alleati che entrambi possano avere. Certo, hanno tradizioni simili, condividono i medesimi valori e vantano una lunga storia di cooperazione alle spalle. Ma soprattutto sono sullo stesso lato della linea geopolitica divisoria attuale: sono entrambe potenze in declino.

Benché europei ed americani godano di uno standard di vita invidiabile rispetto al resto del pianeta, la realtà del “doppio declino” è indiscutibile. Malgrado il declino stia verificandosi a ritmi diversi, non vi è alcun dubbio nel prevedere che USA ed Europa continueranno a scivolare verso l’irrilevanza. L’Europa vantava un quarto della popolazione mondiale nel 1900 e circa il 15% nel 1950; oggi solo il 7%.  Le stime ci dicono che entro il 2050 questa percentuale scenderà al 5%. La quota globale della produzione complessiva dell’Unione Europea è scesa dal 28% del 1950 al 21 percento odierno e, secondo documenti interni dell’Unione, questa  soglia potrebbe ridursi al 18% nel 2050.

Il declino degli Stati Uniti non è così rapido, ma la repentina crescita di Paesi quali Cina, India e Brasile comporterà l’inevitabile messa all’angolo statunitense. Questi fatti vengono oggi negati da una strana alleanza stretta dagli studios hollywoodiani, il Partito Repubblicano e nostalgici europei. Questi gruppi continuano la loro predica, proclamando finti miti circa il potere senza limite dell’Occidente. La verità è molto più sconfortante. Eppure sono i fatti veri – non il numero di truppe europee impegnate in Afghanistan – che dovrebbero guidare il dibattito riguardo le relazioni transatlantiche ed il futuro della NATO.

La lotta contro i talebani è importante ma non infinita – gli elettori non lo permetteranno. Prima o poi i soldati americani ed europei torneranno a casa. Si spera che il ritiro dei contingenti avverrà dopo una vittoria (comunque verrà a definirsi), ma ciò non è chiaramente dato per scontato. Poche delle persone che hanno ascoltato il discorso del Presidente USA Barack Obama tenuto lo scorso dicembre a West Point sono rimaste col dubbio che l’impegno statunitense non sia limitato nel tempo. Sembra che il Presidente afghano Karzai creda che le forze NATO non rimarranno nel suo Paese per altri 9 anni. Karzai ha consolidato di recente il suo potere sull’importante commissione elettorale all’interno dell’Esecutivo, in precedenza controllata dalle Nazioni Unite; questa mossa segnala il suo interesse nello stroncare l’opposizione post-americana nei confronti della corruzione e delle frodi governative ed elettorali. In altri termini, gli Stati Uniti e l’Europa se ne andranno, presto o tardi, e Kabul si sta già preparando per il dopo.

Giudicare gli Alleati sulla base della loro volontà di unirsi alla lotta NATO contro i talebani è una visione miope. Immaginate se gli Stati Uniti avessero in passato scelto gli alleati esclusivamente in base alla loro volontà di combattere a fianco dell’82mo gruppo aviotrasportato. Ciò avrebbe significato abbandonare un’alleanza con la Gran Bretagna nel 1966 dopo che l’allora Primo Ministro Harold Wilson rifiutò di inviare truppe inglesi nella Guerra del Vietnam.

Per fortuna, i decisori politici statunitensi non ragionarono in questi termini. Al contrario: dopo la Seconda Guerra mondiale cercarono di cementare un’alleanza di scopo, basata sia sui valori che sugli interessi. Conoscevano l’importanza di guardare oltre la guerra del momento. Forse la fine della Guerra Fredda sarebbe stato il momento opportuno per sciogliere la NATO, ma le crisi balcaniche negli anni Novanta e le sfide post-11 Settembre relative alla sicurezza dimostrano che l’alleanza era ancora necessaria. Lo stesso discorso vale oggi. L’alternativa, cioè a dire sostituire la NATO con una alleanza ad hoc (America, Canada, Danimarca e Gran Bretagna) darebbe agli Stati Uniti una smisurata potenza di fuoco per le guerre odierne, ma li priverebbe della legittimità e flessibilità offerte dalla NATO.

Certamente, la NATO deve cambiare, e Bacevich ha ragione quando sottolinea le tante deficienze presenti in seno all’alleanza. In modo particolare, l’Europa deve aumentare gli investimenti nel campo della difesa se vuole che gli USA rimangano fedeli al Patto Atlantico. Qui gli Stati Uniti dovrebbero essere d’aiuto, e non suonare la ritirata. Gli Stati membri dell’UE (comprese Francia e Gran Bretagna) hanno perso – senza più recuperarla  - la capacità di autofinanziamento per tutte le risorse necessarie. Solo la cooperazione intra-europea può eliminare l’incredibile spreco associato alla duplicazione di risorse da parte dei Paesi UE e aiutare a trasformare le forze armate europee in corpi militari moderni in grado di contribuire alla sicurezza globale. L’Amministrazione americana dovrebbe sostenere pubblicamente questi sforzi.

Qualora favorissero una maggior cooperazione europea nel settore della difesa, gli Stati Uniti otterrebbero molto probabilmente l’alleato di cui hanno bisogno. Insieme, Stati Uniti ed Europa possono gestire e forse anche decelerare il loro declino comune. Agendo da soli, invece, rimangono entrambi sotto tiro. 

Tratto da Foreign Policy

Traduzione di Emanuele Schibotto

Commenti
mj23
16/03/10 11:55
è vero il contrario...
Altrochè uniti, l'Europa deve separarsi il prima possibile dagli Stati Uniti, anzi, avrebbe dovuto farlo già anni fa. L'Europa è in declino proprio perchè è schiava degli Stati Uniti. Se vanno male gli americani andiamo male anche noi, se vanno bene loro non sempre andiamo bene noi. Tutto questo deve finire. La NATO va abolita al più presto, in quanto non è affatto uno strumento di sicurezza per l'Europa, ma al contrario è un fattore di destabilizzazione proprio a danno dell'Europa. Non si può pensare di essere padroni del proprio futuro se la sicurezza militare viene continuamente delegata a un paese terzo, che oltretutto opera in direzione diametralmente opposta (vedi le continue arroganti provocazioni americane nell'Est Europa contro Russia e Serbia, e a cui spesso si prestano anche i governi europei totalmente asserviti e docili come cagnolini impauriti). L'Europa deve fare fronte comune con la Russia e dotarsi di un sistema di difesa pan-europeo. Gli Stati Uniti in tutto questo devono restarne fuori una volta per tutte. Saluti.
vanni
16/03/10 15:17
Un fosco futuro possibile?
Capitasse mai che in futuro USA e Russia dovessero allearsi: per alcuni un dramma esistenziale.
Nikita
16/03/10 15:30
concordo con mj23
Concordo con mj23. Pur non avendo nessun sentimento anti yankee la dignità di una persona come quella di una nazione passa attraverso l'indipendenza. Trovare una aggregazione su valori comuni richiede tempo e noi europei ne sappiamo qualcosa. Quindi nessuna ostilità verso le ex colonie britanniche e francesi ma neppure sudditanza.
Francesco
16/03/10 17:10
Cosa ne sarebbe?
Cosa ne sarebbe dell'Europa se, come alcuni utenti si augurano, si verificasse un distacco degli USA dalla Nato? Certo, chiunque abbia un minimo di patriottismo si augurerebbe che il proprio Paese (o in questo caso l'Unione) fosse effettivamente indipendente nel campo che storicamente caratterizza la sovranità nazionale, ovvero la propria capacità di difendersi. Tuttavia a questo punto sorge spontanea un'altra domanda...come mai ad eccezione di proclami con fini per lo più elettorali (come è capitato spesso in Grecia) NESSUNO Stato europeo ha mai deciso di separarsi dalla Nato? La risposta è ovvia quanto banale: perchè in cambio magari di qualche manciata di voti ultranazionalisti, si avrebbe la successiva necessità di dotarsi di un sistema di Difesa indipendente e questo distrarrebbe ENORMI risorse economiche da altri settori (quali il Welfare, la Sanità e tutto ciò che contribuisce a differenziare il modello europeo da quello a stelle e striscie). Da patriotia italiano e da fervente europeo, temo profondamente il giorno in cui gli USA si renderanno conto che l'Europa che hanno contribuito a ricostruire dopo il secondo conflitto mondiale, è passata dall'esser la patria di epici eroi, nobili pensatori e illuminati artisti ad una pavida terra di pusillanimi, pacifisti e brucia-bandiere. Dio ce ne scampi.
mj23
16/03/10 17:19
il mondo dei sogni, caro vanni...
Russia e Stati Uniti alleati? Caro vanni, credi che a me non piacerebbe? Peccato che sia semplicemente impossibile, guardare l'era Eltsin per credere. Il concetto di "alleato" per gli Stati Uniti è pressochè sinonimo di "servo/schiavo". Non può funzionare, non funzionerà mai così. Finchè gli States non capiscono che per essere più sicuri loro stessi e per non essere guardati in cagnesco dal resto del mondo, devono per forza di cose scendere a compromessi nei fatti e non nelle chiacchiere, devono rinunciare ad avere pretese e interessi in ogni sperduto angolo del pianeta, devono rinunciare a una buona parte del loro soffocante potere economico-militare, eccetera, eccetera, finchè l'America non capisce tutto questo dicevo, non potrà MAI avere "alleati" di peso, ma solo schiavetti scodinzolanti e lecca-fondoschiena. Ergo, la Russia non sarà mai un alleato. Ed è proprio per questo che dopo aver distrutto l'Unione Sovietica e la Jugoslavia che incarnavano il "mostro comunista", negli ultimi vent'anni in America ci sono forze che studiano e lottano in tutti i modi per distruggere l'integrità territoriale e nazionale anche della Russia odierna. Ecco il perchè dell'accerchiamento della NATO ai confini della Russia, ecco il perchè dei colpi di stato pilotati in Ucraina, Georgia e Asia centrale, ecco il perchè dello scudo missilistico "anti-Iran" in Polonia (!!), ecco il perchè del bombardamento della Serbia e della secessione illegale del Kosovo, ecco il perchè della schifosa guerra in Ossezia nell'estate 2008, ecco il perchè del criminale atteggiamento tenuto da Saakashvili e dai suoi media televisivi che pochi giorni fa hanno diffuso la falsa notizia di un'invasione della Georgia da parte della Russia risoltasi con l'assassinio dello stesso Saakashvili per mano dei russi (il che ha provocato una vera e propria ondata di panico generalizzato, con gente terrorizzata per le strade e persone che addirittura sono morte per attacco cardiaco, il tutto nell'indifferenza generale degli scandalosi media occidentali!), eccetera, eccetera... Caro vanni, la politica internazionale è "leggermente" più complicata rispetto a come la vedi tu, sai? Saluti.
Mak
17/03/10 01:31
Kissinger la pensa
Kissinger la pensa diversamente: secondo lui gli Stati Uniti e la Russia hanno interesse a collaborare e gli USA non dovrebbero intromettersi nelle faide interne russe rischiando di bloccare questa collaborazione. Kissinger non mi sembra uno stupido o inesperto di politica internazionale. Non credo comunque che l'Europa debba scegliere tra la chiusura alla Russia o l'abbandono degli USA, entrambi possono essere nostri partners e alleati.
penner1960
17/03/10 09:09
Usa Europa e NATO
Molti articoli di politica internazionale elaborano in modo apparentemente raffinato aspetti del tutto secondari e sorvolano allegramente sulle questioni centrali, ed il presente ne e’ piena conferma. Condivido pienamente l’opportunita’ che USA ed Europa mantengano e sviluppino una relazione intima, ma se gli USA dichiarano unilateralmente guerre (ingiuste ed illegittime) quali in particolare quella contro l’Iraq, continuano ad adottare una strategia stragista nei confronti dei civili –vedi l’uso delle bombe a grappolo, delle bombe al fosforo ed i continui bombardamenti indiscriminati sui civili che hanno alienato il sostegno della popolazione afghana e rafforzato sia la resistenza talebana che il sostegno al terrorismo- e decidono sempre unilateralmente questioni quali lo scudo missilistico in Polonia e Repubblica Ceca, non possono che ridurre la NATO ad una loro dependance, piu’ o meno riottosa, e pertanto giustificano pienamente le resistenze europee. L’articolista in sostanza chiede un contribito maggiore da parte dell’Europa alle guerre unilateralmente decise dagli USA (!!!). Delle due, l’una: O le guerre ed altre questioni centrali (quali la condotta verso i civili) vengono decise insieme nella NATO, e l’Europa allora dovra’ avere un ruolo molto piu’ attivo, O vengono decise unilateralmente dagli USA, come continua ad accadere, e pertanto la situazione attuale di timidezza o resistenza dell’Europa e’ assolutamente giustificata. E’ l’unilateralismo degli USA ad avere condannato la NATO, che come minimo deve essere ampiamente riformata. Poiche’ e’ piu’ che evidente che gli USA non intendono minimamente rinunciare al loro unilateralismo -che il Presidente Bush padre aveva almeno attenuato con l’alleanza contro l’ Iraq – le resistenze europee sono dal mio punto di vista non solo giustificate, ma logiche ed auspicabili.
vanni
17/03/10 11:12
A ciascuno il suo
Egregio mj23, ho letto il suo secondo scritto: poche parole per la fretta: mi giudichi buontempone, ma non maleducato. Alleato come sinonimo di servo/schiavo? Se non le viene il torcicollo, provi a girarsi da un'altra parte rispetto agli Stati Uniti. E così provi a guardare con occhi diversi le mille guerre e guerricciole di “liberazione” e di “patrioti” finanziate dall'URSS fino al suo sfinimento (indecente il coinvolgimento dei cubani in Angola, lo ricorda?) e ai bei tempi i fraterni interventi – sollecitati dai popoli naturalmente – in Europa e altrove. E leccaculi, per piacere o per paura ce n'erano anche prima dell'Hotel Lux. La politica internazionale è sicuramente più complicata di come la vedo io, e pure la propaganda è sicuramente più complicata, non bastano le “forze che studiano e lottano” (la reazione in agguato nell'ombra?) o Sakashvili che fa morire d'infarto la gente per strada. In quanto ai sogni, cosa vuole che Le dica, ognuno si tenga i suoi.
mj23
17/03/10 17:49
per vanni
Egregio vanni, io non la considero affatto maleducato, stiamo semplicemente discutendo avendo legittimamente due opinioni opposte. Detto questo, l'errore che a mio avviso lei fa è quello di portare come argomenti a pseudo-discolpa del "paradiso" yankee, vicende del passato morte e sepolte. Per parlarci fuori dei denti, l'Unione Sovietica non esiste più e pensare di identificarla con la Russia di oggi è quanto di più fuorviante si possa immaginare. L'URSS era una potenza mondiale, che gareggiava alla pari con gli Stati Uniti, mentre la Russia di oggi è un paese che sta faticosamente cercando di risollervarsi dopo il terribile decennio di liberismo selvaggio made in vodka-Eltsin. Ed è sulla difensiva, terribilmente sulla difensiva. Capisce la differenza, egregio vanni? Mentre lei si preoccupa del "pericolosissimo" orso russo, l'unica vera potenza mondiale (cioè gli States) si permette di fare il bello e il cattivo tempo in ogni angolo del pianeta. E per quanto mi riguarda, da europeo, è arrivato il momento di darci un taglio con questo andazzo. Saluti.
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