Venerdì 10 Febbraio 2012
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L'uovo di giornata

Abbasso i bavagli! (anche per Dell'Utri)

1 Settembre 2010

Scendono in strada gridando che in Italia non c’è libertà di parola. S’impadroniscono delle piazze coprendosi la bocca con un bavaglio perché, dicono, è giusto che l’Italia sia un Paese intercettato e che il Grande Fratello ci ascolti. Sono anni che la sinistra italiana si erge a paladina di chi non ha la parola con i suoi giornali e mezzibusti catodici, i suoi rappresentanti politici, la gilda degli attori e dello spettacolo.

Hanno quasi convinto gli italiani che l’informazione è controllata, in un’epoca in cui se c’è qualcosa che difficilmente si può bloccare o contenere è proprio il diritto di dire la nostra su qualsiasi argomento. Ma alla fine dei giochi il loro passato di veri liberali riemerge sempre. La loro storia non tradisce. Perché vengono da una cultura che quella libertà di parola l’ha vista col cannocchiale.

E lo dimostrano, puntualmente. Com’è successo l’altra sera al senatore Marcello dell’Utri. Era stato invitato a Como nell’ambito della rassegna culturale il “Parolario”, non per parlare delle intercettazioni né per pubblicizzare i risultati ottenuti dal governo Berlusconi. Voleva solo presentare un’altra delle sue misteriose chicche bibliografiche, i diari segreti di Mussolini. Dell’Utri si è trovato di fronte duecento “arrabbiati” che non si sono limitati a contestarlo ma gli hanno impedito di parlare accusandolo di essere un mafioso. Il Senatore è sceso dal palco, si è infilato nell’auto ed è andato via senza proferire verbo.

“Avevamo dichiarato che secondo noi la presenza di Dell’Utri a Parolario non era opportuna – ha detto il capogruppo del Pd in consiglio Regionale, Luca Gaffuri – Credo che i cittadini comaschi abbiano dato un segnale in questo senso”. Per non dire di Antonio Di Pietro, che con il solito tatto ha aggiunto "Iniziamo a zittire quelli come dell'Utri in tutte le piazze d'Italia, perché non è lì che dovrebbero stare, ma in galera". E così è arrivata anche la benedizione politica nel censurare l’avversario che non mi piace e che quindi non deve neppure parlare, al massimo finire in manette. Ma come, ci chiediamo, per mesi i democratici hanno fatto le barricate in parlamento per sterilizzare la “legge-bavaglio” e adesso aizzano la folla quando vuol chiudere bovinamente la bocca a qualcuno? Evviva la libertà di parola.

Commenti
Anonimo
01/09/10 16:58
Fosse per me
non ci sarebbe proprio andato, perchè sarebbe in galera.
Cyb
01/09/10 20:08
Si alle contestazioni ...
... per chi si becca 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa ed ha ancora l'arroganza di rimanere in parlamento. Forse sfugge all'estensore dell'articolo che anche la contestazione è espressione di libertà.
DeadMan87
02/09/10 00:57
Dell'Utri è un mafioso,
Dell'Utri è un mafioso, punto. Cos'altro c'è da aggiungere per motivare la giustissima protesta di Como?
Il Filarete
02/09/10 08:46
Le chiacchiere stanno a zero
Chiedere coerenza e onestà intellettuale alla sinistra militante, a Di Pietro che si faceva dare soldi dai suoi inquisiti, a Fini, a questi casi umani che anche qui hanno avuto il becco di bronzo di sostenere la tesi che la libertà di parola varia a seconda di chi la indossa, non è solo inutile - è dannoso. A questi non si chiede nulla, ci si oppone sempre e comunque a partire dalla vita civile, continuando nei seggi elettorali e per finire (se occorre) in piazza. Servono le parole per cialtroni che inneggiavano a Greganti beccato con le mani nel sacco? Cosa si può ancora dire di ragionevole a Deadman87, a cyb, ad Anonimo? E la libertà di Dell'Utri di parlare e di girare incolume va difesa anche con la forza. a calci in culo. A brigante, brigante e mezzo.
Giuseppe
02/09/10 09:20
Libertà d'espressione è
Libertà d'espressione è anche libertà di contestazione! E' un dovere battersi per garantire la libertà di espressione di ogni libero ed onesto cittadino, di qualsiasi orientamento politico o religioso, e non centra nulla col contestare un cittadino macchiato da gravi accuse che ha l'enorme libertà, anzi il privilegio, di parlare da seggi d'onore come se fosse un uomo virtuoso da cui prender lezioni. Ecco perchè non c'è la contraddizione che l'autore di questo articolo vuol forzatamente sollevare. G.F.
Euplio Franco
02/09/10 09:28
In realtà nessun commento...
... perché basta leggere i commenti lasciati dagli altri (i democratici, diciamo così) per capire come viviamo in Italia. IO non posso neppure parlare, spiegare, discutere, difendermi. Perché non sono di sinistra. Ma quando riusciremo a spazzare via questi assassini ? (sì, assassini: negli anni `70 usavano la P38, ed adesso usano quello che hanno) Con quale faccia questa feccia apre bocca, con quale coraggio ? I loro leader neppure si possono inquisire, altrimenti la piazza insorge. I loro amici, colpevoli di delitti, sono sempre vittime, processi farsa e poi condanne ridicole. Ma quando mai riusciremo a liberarci di voi? MA NON AVEVATE PROMESSO DI ESPATRIARE SE AVESTE PERSO LE ELEZIONI? CHE DIAVOLO CI FATE ANCORA QUI ?
Silvano
02/09/10 10:11
Intolleranza
La libertà di parola per tutti è la prima regola della democrazia. Mafiosi o non mafiosi, delinquenti o assassini, bianchio o neri, buoni o cattivi. L'intolleranza è un sottile male che pervade la società italiana da sempre. Comunque la si pensi, spiace dover constatare che oggi la sinistra (o presunta tale) italiana è impazzita e si fa paladina di questi tristi episodi.
vanni
02/09/10 12:56
Agibilità politica
Quanti frusti sessantottini vecchi e nuovi, bolliti di comunismo e fascismo, ancora in giro. Si danno da fare come i matti, piazza rivoluzionaria e manganello, sempre più imbestialiti e rauchi. Ma pare che non basti, mondo crudele.
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