Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
Mulini a vento

Evviva le correnti del Pdl! Solo se Fini fa pace con se stesso e col suo ruolo

22 Aprile 2010

Alla fine, dopo una gestazione lunga ma soprattutto dolorosa, è finalmente nata. Ieri ha visto la luce la prima corrente interna al Popolo della Libertà. Ovvero la prima corrente di quel soggetto politico che proprio in virtù del suo assetto carismatico, del suo linguaggio innovativo, della sua organizzazione leggera, del suo ideale di “democrazia degli elettori” contrapposto a quello della “democrazia dei partiti” che aveva dominato la scena per cinquant’anni, ha cambiato in profondità la politica italiana a destra, come a sinistra, come al centro. 

La domanda che sorge spontanea, e che crea disorientamento nella parte di opinione pubblica che ha dato corpo al nuovo corso della politica italiana, è ovvia. Si tratta di un bene o di un male? Ma prima ancora di tentare una risposta è necessaria una considerazione. In realtà, l’evento era inevitabile. A sedici anni dalla rivoluzione berlusconiana che ha portato prima alla nascita di un partito del tutto nuovo (Forza Italia) e poi al battesimo di un partito unico, a vocazione maggioritaria, nel quale si riconoscono i moderati, i liberali e i riformisti, è naturale che le differenti storie e le differenti sensibilità presenti al suo interno comincino a radicarsi ed a strutturarsi politicamente. 

Ma se questo è vero, occorre allora dire che la nascita di una corrente non è - in sé - né un bene né un male. Tutto dipende da come sarà declinata in concreto. Certo, se l’idea dei finiani è quella di tentare di rianimare un modello di partito, di politica e di istituzioni simile a quello che ha dominato gli ultimi trent’anni della Prima Repubblica non ne sentiamo affatto la nostalgia. Erano tempi nei quali l’organizzazione correntizia dei partiti dominava la politica. Nei quali l’organizzazione in correnti si basava su una militare attività di tesseramento (che finiva per ricomprendere anche i defunti). Nei quali la gestione del potere era ancorata ad una rigida ripartizione del potere sulla base di precise percentuali correntizie. Nei quali si teorizzava che, proprio per garantire il precario equilibrio fra le correnti, il Segretario della Democrazia cristiana non potesse essere anche Presidente del Consiglio. 

Ma se tutto questo è vero è vero anche che le correnti politiche possono svolgere anche un ruolo positivo nella vita di un partito, perché – proprio come i partiti rispetto alla politica nel suo complesso – consentono di organizzare le posizioni politiche dei singoli e di veicolare i processi di aggregazione delle opinioni. E ciò è tanto più vero in un grande partito a vocazione maggioritaria come il PdL. Certo la presenza delle correnti dovrà, nel caso di specie, trovare forme e strumenti per essere compatibile con la presenza di una leadership carismatica. Ma non crediamo che fra le due polarità (correnti e leader carismatico) vi sia incompatibilità assoluta. Certo la presenza di un leader carismatico riduce di molto lo spazio per le correnti. Ma è perfettamente compatibile con la presenza di correnti, tipicamente di minoranza, che contestano alcuni aspetti della linea politica ma mantengono una sostanziale lealtà di fondo (basti pensare alla vicenda della sinistra socialista durante la segreteria Craxi del PSI). 

Sul più concreto terreno della politica contingente vi è un altro vantaggio da considerare. Nei primi due anni di legislatura Gianfranco Fini ha sempre mantenuto un atteggiamento di distinzione e distinguo da Berlusconi. Su punti decisivi dell’azione di governo come su aspetti meno centrali ma ai quali lui è riuscito a far assumere forte valenza simbolica (si pensi al tema della cittadinanza) ha spesso marcato una posizione fortemente autonoma. Però, lo ha fatto spesso utilizzando in modo improprio la sua funzione istituzionale, senza assumersene mai fino in fondo la responsabilità politica. Da ieri non è più così. Ha legittimamente gettato via la maschera e rivendicato il proprio diritto di iniziativa politica. Il che non può che essere un bene per la trasparenza della politica italiana. Ma naturalmente la scelta compiuta ha conseguenze impegnative in primo luogo per Fini stesso. E’ infatti evidente che costituirsi in corrente di minoranza da un lato consente di chiedere un rigoroso rispetto delle procedure democratiche interne al partito ed ai gruppi parlamentari ma dall’altro implica che la minoranza, che non riesca a convincere la maggioranza, si adegui alle decisioni di quest’ultima. Salvo che sulle materie di coscienza (che peraltro sono di competenza dei singoli individui e non delle correnti). E, naturalmente, salvo che il dissenso non raggiunga un livello tale da rendere impossibile la propria permanenza nel partito. Il che equivale a dire scissione: ciò proprio ciò che Fini ha nettamente escluso di voler fare. L’idea di una minoranza interna ad un partito che ritenga di avere le mani libere e di negoziare di volta in volta il proprio appoggio al Governo è la negazione della stessa concezione della democrazia responsabile e governante.

Tutto bene dunque? Tutto (quasi) bene. Salvo un dettaglio: la posizione istituzionale di Fini. La presidenza delle Camere è una funzione delicata nel concreto svolgimento della dialettica istituzionale. Funzione che deve essere esercitata con grande rigore nel duplice obiettivo di consentire al Governo ed alla sua maggioranza di realizzare il proprio programma di governo ed all’opposizione di ottenere il rispetto delle procedure e la visibilità delle proprie proposte. Per questo motivo, siamo convinti che (come accade ad esempio in Gran Bretagna) sarebbe meglio affidare tali incarichi a personalità politiche autorevoli ma non immediatamente coinvolte nella dialettica politica. Ma la politica italiana sembra aver imboccato un'altra strada: far presiedere le assemblee parlamentari da leader del partito o della coalizione di maggioranza. Sarebbe però molto grave se Fini dovesse ingenerare l’impressione di esercitare questo ruolo non come arbitro ma come leader di una componente interna del PdL con l’obiettivo di massimizzare il risultato politico di tale componente. Sarebbe una distorsione della sua funzione istituzionale ed un suicidio politico.

Commenti
carlocetteo cipriani
22/04/10 09:10
bene.
bene, finalmente parole sagge ed equilibrate. Non era possibile che in un partito grande come il PdL non ci fosse una dialettica interna. Le correnti, soprattutto se organizzate, forse fanno male, ma dare la possibilità di esprimere anche pareri differenti, fa veramente grande un partito. Accogliere i suggerimenti degli altri fa grandi i capi. I decisionisti ed i salvatori della Patria vanno bene per qualche mese/anno, poi devono sentire i pareri di chi gli sta più o meno vicino, tenendo in particolar conto non chi gli dà comunque ragione, ma chi avanza perplessità, evitando dunque di commettere errori. .
Anonimo
22/04/10 11:58
Con le idee di Fini sono d'accordo D'Alema e Vendola
Le correnti sono modus operandi e concezioni da Prima Repubblica. Anzi, sono una cosa proprio tipica degli imbacuccati e obsoleti "Parrucconi" della politica. Il dissenso interno al PDL c'è sempre stato, ripeto NEL PDL; per esperienza posso dire, con buonapace di chi ora invoca una "democrazia" che non ha mai dato, CHE CE NE ERA MOLTO MENO IN AN!! Come è giusto, la maggioranza, in democrazia, DECIDE. La minoranza, dopo aver espresso liberamente i suoi dissensi SENZA PERO'DANNEGGIARE IL PARTITO, poi si adegua. Punto. Inoltre non siamo affatto al traino della lega: Fini e i suoi sodali fanno finta di non sapere che CON LA LEGA SIAMO D'ACCORDO SUI PRINCIPI, VALORI, METODI, SOLUZIONI E PROGRAMMA; Con Fini no. Le nuove idee finiane, infatti, sono molto simili a quelle di Rosy Bindi e di Padellaro e non fanno parte per nulla del programma elettorale votato da milioni di Italiani. Quelle delle Lega, invece, ne fanno parte eccome. Si attua il programma del PDL VOTATO DAGLI ITALIANI, non le idde della Lega (che sono lo stesso!). Tutto qui. Rassegnatevi.
Federico
22/04/10 14:58
Chi non può adeguarsi siu dimetta
Come dice giustamente anonimo 12.58 la minoranza, dopo aver espresso il proprio dissenso senza danneggiare il partito, poi si adegua democraticamente alla decisione della maggioranza. Se il dissenso è talmente grande da non poter essere adeguabile, ci si dimetta e amen. Ma si lasci lavorare in pace chi ha una opinione diversa, è maggioranza nel partito e, come le elezioni hanno ampiamente dimostrato, anche nel Paese.
carlocetteo cipriani
22/04/10 16:33
grazie
Grazie all'anonimo, che capisco autorevole, per l'attenzione. Io non sono nel partito, ad alti livelli, ma da quel che vedo nei giornali-TV, di discussione vera nel PdL (centrale) non mi sembra ce ne sia stata molta. Che la minoranza si debba adeguare alle decisioni della maggioranza non v'è dubbio. Mi lascia però ben perplesso che una parte abbia sempre idee giuste ed un'altra sempre idee sbagliate. Ancora più perplesso mi lascia, solo l'affacciarsi dell'idea, che questo ''dividersi'' possa esser stabile. Se il PdL è formato da persone sagge e dedite al bene dell'Italia, su ogni singola questione dovrebbe trovarsi una maggiornaza variabile. Se io e lei, esimio anonimo, possiamo esser daccordo sull'inutilità di modificare le regole sul matrimonio, potremmo esser in disaccordo, chessò, sul prolungamento della caccia. Ma questo non deve creare inimicizia fra di noi nè che qualcuno debba esser messo all'angolino. Anche perchè, egoisticamente, le elezioni si vincono coi voti, e perdere 1.000 o 10.000 voti potrebbe far la differenza in una prossima elezione. Ed ancora: le persone che vengono accantonate tendono a divenire rancorose. Ed i più pericolosi sono gli amici che vengono allontanati.
carlocetteo cipriani
22/04/10 16:43
aggiungo ...
Agiungo che non sto difendendo Fini di cui mi lasciano ''perplesso'' alcune recenti uscite, nè altri. Se ci si parlasse di più direttamente e non per interposto portavoce-giornale, sarebbe meglio. Ed ancora di più se si sentissero le voci interne del partito, prima di decidere.
Rico
22/04/10 23:52
Credo che Fini sarà
Credo che Fini sarà presidente della Camera fino al prossimo congresso nazionale del PDL. Poi scenderà in prima persona in campo. Per le posizioni di Fini... credo che oggi giorno siano condivisibili largamente in europa da una destra liberale. In Italia, come al solito, arriviamo sempre ultimi. Cmq nn confonderei le posizioni di Vendola o della Bindy a quelle di Fini sono diverse più che sui contenuti...sui principi e nn è una cosa da poco.
Anonimo
23/04/10 08:56
Gent.mo Sig. Cipriani, forse
Gent.mo Sig. Cipriani, forse mi sono fatto prendere dalla passione politica e mi scuso se il mio tono è stato troppo aggressivo. Credo che alla fine sosteniamo la stessa cosa, solo che forse stabiliamo diversamente ciò che è una "corrente" e ciò che è "democrazia" dentro un partito. Nel PDL la democrazia c'è, ANCHE MOLTA PIU'CHE IN AN: secondo me Lei si sbaglia se afferma il contrario. Intanto nessuno ha mai censurato le tante esternazioni e, spesso, me lo consenta, le cretinate di Fini (Feltri gli ha risposto da par suo, come fa con tutti; anche Feltri ha il diritto di replica e la libertà di stampa. O no?) ANCHE QUANDO DANNEGGIAVANO GRAVEMENTE IL PARTITO. Per esempio quando Fini disse di voler creare un proprio movimento (addirittura!) pochi giorni prima delle elezioni. Ricorda? Se ciò lo avesse detto un iscritto a Sinistra e Libertà o al PDCI non so se gli avrebbero ritirato la tessera subito o no. Forse dopo qualche ora (poche). In secondo luogo, come hanno testimoniato MOLTI DI EX AN (La Russa e altri) NELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI il PDL discute su tutto e tutti esprimono con passione le proprie posizioni: OVVIAMENTE ANCHE QUELLE IN NETTO CONTRASTO CON QUELLE DI BERLUSCONI. Gli ex AN di cui sopra testimoniano che anche ultimanente BERLUSCONI E'STATO MESSO IN MINORANZA E, COME GIUSTISSIMO, SI E'ADEGUATO LUI ALLA MAGGIORANZA! Il problema è che Fini NON PARTECIPA DI PERSONA A QUESTE RIUNIONI..è il suo ruolo istituzionale che glielo impedisce. Quindi chiede che ci siano ALTRI LUOGHI DEPUTATI A DISCUTERE. ALTRI luoghi, OLTRE A QUELLI DOVE GIA'ORA SI DISCUTE E CI SI CONFRONTA. Che tali luoghi ci siano già lo si deve dire e riconoscere. Gent.mo Cipriani, non vede che Fini mente sapendo di mentire e, con menzogne come queste, dà la sponda a Di Pietro quando calunnia Berlusconi dicendo che è un dittatore? NON E'DANNEGGIARE IL PARTITO E MINARE LA LEADERSHIP, FARE QUESTO? SAREBBE QUESTA LA CORRENTE? Ma Fini chiede altri luoghi per discutere le proprie idee. Benissimo:Berlusconi ha detto infatti che è d'accordissimo..Ma questo Fini lo ha chiesto ieri. Giorni addietro ha detto DI VOLERSI STACCARE E FONDARE ADDIRITTURA IL PDL ITALIA! IL PDL SICILIA è stato (già) fatto da uomini vicino a Fini. Sarebbe anche questa una "corrente"? Per me questo è distruggere il partito dal di dentro. Altro che idee buone da valutare. Ma cosa è una corrente? Se è avere idee diverse e poterne discuterne nel PDL questo SI FA GIA' e ora si farà ancora di più. Fini secondo Lei sarà contento? Crede che ciò lo acquieterà? Oppure "corrente" è avere idee diverse e organizzarsi come dissidenti interni solo per logorare il partito e la leadership, dicendo sempre B o z quando Berllusconi dice A? O è mentire e dare la sponda ai calunniatori, facendo il loro gioco e quindi distruggendo tutto? Metastasi dei partiti le definì Fini stesso. Che intendeva dire? In tutti e tre i casi ribadisco che è roba da parrucconi della politica. Quelli che mai hanno lavorato in vita loro e sono avvezzi a tramare intrighi per avere potere. Grazie dell'attenzione e saluti.
Anonimo
23/04/10 09:14
ultima cosa
Aggiungo solo che, se alcune idee di Fini sono discutibili ma inaccettabili perchè in netto contrasto col programma del partito (come la cittadinanza revocabile tipo il Bancomat) altre SONO STATE PRESE SUBITO IN CONSIDERAZIONE, e con piacere, come la proposta finiana di convocare gli Stati Generali per l'economia. Quindi non è vero che non si prende mai in considerazione ciò che dice e non gli si da mai retta. Ciò non credo, comunque, che farà mai di fini un amico del partito. Ancora saluti.
Anonimo
23/04/10 14:29
ERRATA CORRIGE
Al posto di Commissioni Parlamentari (Errata)leggi Uffici di Presidenza (Corrige). Grazie.
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl