Martedì 22 Maggio 2012
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L'uovo di giornata

Fabrizio Gifuni non mangia mica i bambini

21 Giugno 2010

Si sono scandalizzati assai i giovanotti mondani del Pd sentendo l’attore Fabrizio Gifuni che, dal palco del Palalottomatica di Roma, esordiva con un “cari compagni e care compagne” d’antan. E loro, i signorini che ormai inorridiscono al solo pensiero della porchetta da azzannare alle Feste dell’Unità, hanno preso subito carta e penna scrivendo una lettera sdegnata al segretario Bersani, con la richiesta di abolire parolacce del genere dal vocabolario del partito, neanche Gifuni fosse lo spettro di Breznev. E si potrebbe anche capirli, ‘sti ragazzetti, che si muovono come i loro coetanei di destra in uno spaventoso vuoto post-ideologico dove la memoria storica è soltanto un optional.

Abbiamo invece dei forti dubbi nel comprendere i loro fratelli maggiori, deputati e onorevoli freschi di nomina, che hanno preso la palla al balzo criticando anche loro Bersani per aver dato la parola a Gifuni: l’attore, per i moderati del Pd, avrebbe spaventato i ceti medi e produttivi, nerbo di quel partito tanto vagheggiato ma che ancora non riesce a fare breccia in certi ambiti serbatoi elettorali. Ora, è vero che nel suo intervento – peraltro applauditissimo – Gifuni ha usato toni al limite dell’apocalittico, come quando ha spiegato di "avere paura di vivere in questo Paese perché sono tempi bui, opachi, molto pericolosi, perché il genocidio culturale di cui parlava Pasolini è compiuto". Ma genocidi a parte, fa un po' specie sentire i suoi critici – i Ceccanti piuttosto che le Serracchiani – lamentarsi del fatto che l'attore utilizzi parole d'ordine vecchie e senza appeal, mentre servirebbero "simboli nuovi" per andare avanti. Il partito democratico ormai esiste già da quattro anni e di questi simboli del cambiamento non è che ne abbia prodotti un granché, a parte una iniziale riverniciata del suo pantheon culturale.

Nel frattempo vogliamo difenderlo noi Gifuni: perché almeno ha avuto il coraggio di richiamarsi a una identità, sconfitta quanto si vuole dalla Storia, ma che ancora fa battere il cuore a qualcuno. Il mito del nuovismo fine a se stesso, invece, non produce altro che bubbole elettorali oltre che culturali. Che poi, a dispetto di quello che dice Giorgio Merlo ("I Gifuni di turno disegnano solo un ruolo di eterna opposizione"), sembra vero esattamente l'opposto: in questi anni la sinistra è riuscita a capitalizzare qualche vittoria solo quando è stata in grado di rielaborare con originalità la sua storia, com'è accaduto con Nichi Vendola, uno che si dichiara fieramente comunista senza terrorizzare la confindustria locale anzi vincendo le elezioni. Per cui, al Pd converrebbe seguire un adagio vecchio come il mondo: “parla come mangi”. In fondo, anche Saragat si rivolgeva ai suoi chiamandoli compagni… E certo non mangiava i bambini.

Commenti
Esatau
22/06/10 09:26
Corigetemi
Condivido e rispetto lo spirito ed i contenuti di questo articolo. E’ vero, abbiamo un problema di assenza di memoria storica e di vuoto post-ideologico. I ragazzetti dalla penna facile, sia a Sinistra come a Destra, sono solo una conseguenza. Come lo è l'opportunismo dei loro fratelli maggiori. La causa di questa spaventosa situazione mi appare piuttosto chiara, ma si va facendo non dicibile. Può essere che mi sbaglio; e se mi sbaglio mi corigerete.
Anonimo
22/06/10 13:49
non mangia i bambini
Ma chi se ne frega delle finte beghe di chi si crede comunista e non sa che non sta bene dirlo e di chi fa finta di non esserlo. Cerchiamo invece di fare un bel giornale!
Umberto
22/06/10 16:48
Condivido pienamente Il discorso di Giffoni.
Un discorso serio, arguto, basato su argomentazioni assolutamente vere e sottili. Esprimo la mia più assoluta condivisione sul discorso di Gifuni e credo che tutti gli operatori dello Spettacolo e della Cultura ne debbano cogliere spunti e riflessioni. Gifuni Attore ma qui portavoce di tutti coloro che considerano la cultura un bene prezioso della nazione. E coloro che si sono offesi per il "compagni e compagne" cadono nel ridicolo, è evidente che non hanno ascoltato il senso, la metafora del discorso. La mente chiusa di alcuni Pd porterà a far fuggire sempre più persone dallo stesso partito che doveva essere di larghe vedute...
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