Martedì 22 Maggio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
Record di ascolti per Raitre

Fazio e Saviano vincono la serata ma perdono l'occasione di parlare all'Italia

9 Novembre 2010
fazio-saviano.jpg
Fabio Fazio e Roberto Saviano

Negli “eventi” tivù coniati dal progressismo di casa nostra (dei Serra, Dandini, Crozza, Fazio) c’è un senso – perenne - di sovrabbondanza; se mancassero di un pezzo si rivelerebbero quasi perfetti, e ad applaudire il prodotto sarebbero anche mani “non conformi”. Quella goccia in più che fa tracimare il vaso sgorga dal rubinetto dell’antiberlusconismo asfissiante. E ormai stucchevole.

Se capissero, i demiurghi di questi show, che l’impegno non è solo strillo contro la “censura” o predica sulla mafia con rami meneghini, gli spettacoli non avrebbero un tasso “di sinistra” minore, e sarebbero più liberi, ariosi, non così banalmente prevedibili. Potrebbero parlare di mafia, di lavoro, di libri, di teatro con una impronta politica chiara, onestamente partigiana, difendendo la credibilità di quei messaggi con l’ammettere una evidenza che purtroppo è da sottolineare: che il cancro criminale, la crisi e le donnine nei letti presidenziali non li ha inventati il Cavaliere.       

Ma il format dell’impegno rose’/violetto (secondo le tinte dell’opposizione truculenta a Berlusconi) ahinoi paga appieno, se è vero che ieri la prima puntata di “Vieni via con me”, il programma-manifesto di Fazio e Saviano, è stato visto da 7 milioni e 600mila italiani, con un fenomeno mediatico ancora vitale come il Grande Fratello fermo a meno di 5 milioni. Numeri che fanno pensare (facciano pensare chi governa il servizio pubblico e i gestori della comunicazione cavalleresca) e permettono al ticket molto politically correct di stabilire il primato di programma più visto su Raitre negli ultimi dieci anni.     

Fazio, Saviano, Benigni, Vendola vincono su tutta la linea, ma si scindano i numeri dal contenuto, perché se lo spettacolo merita una qualche attenzione, il buono che è al fondo dell’idea si spreca – un esempio su tutti - con le preci dello scrittore napoletano. Ha talento l’autore di Gomorra, ma le “macchine del fango” (ovviamente azionate dal presidente del Consiglio e dai suoi bravi, a detrimento di chi contraddirebbe) sono retorica spendibile solo con chi è digiuno di storia repubblicana.

Allora Saviano non smetta i panni del bravo denunciatore di metastasi mafiose per indossare quelli del “censurato” di mestiere, ché a fare i Fazio e i Santoro si guadagnano (anche con merito) miliardi, ma l’autorevolezza di un giovane scrittore che sa essere di esempio annegherebbe nell’opposizione qualunquista. Se però decidesse di vestire definitivamente gli abiti dell’”infangato a prescindere”, ce lo dica da adesso e ci risparmi l’afflato messianico per non scadere nella caricatura ingiuriosa: non si dimentichi, infatti, che chi in questo Paese, dal ’46 in avanti, è morto di silenzio proviene da tutt’altra parte.

In conclusione, riflettano – come prima si diceva – i guardiani della comunicazione berlusconiana. La storia del boicottaggio del programma (fatta di dispettucci puerili, che hanno amplificato il “martirio” dei due) ha avuto contorni patetici, disvelando tutta la debolezza della gestione destrorsa di antenne e progetti. Bisogna saperla fare la (sempre orribile) censura, castrando la vittima nel chiuso di un garage, non negandole biglietti aerei, alberghi, paghe legittime, consentendole di denunciare agli infiniti megafoni progressisti quanto sia soffocante il regime del capo. Bisogna saperli fare i dirigenti del servizio pubblico. Bisogna saperli fare gli “eventi” tivù, cacciando dalla naftalina gli “intellettuali” (che non sono roba sovietica), gli autori, le idee che sappiano “di Destra” sapida e non solo di promozione per primato di inchini.

ps. Se Fini o qualcuno dei suoi sodali osa raccontarci che hanno levato le tende proprio per queste ragioni, vadano a tingersi la faccia di vergogna in posti lontani da questi.

Commenti
Girolamo
09/11/10 16:45
Saviano fazioso
Grande articolo, complimenti. Ma con che faccia Saviano ci viene a raccontare di fabbriche di fango quando da anni è a libro paga del più grande e moderno stabilimento Italiano per la produzione di liquami con concessione governativa per segreti istruttori che nebulizza quotidianamente su supporto cartaceo o tubo catodico di stato. Ma ci faccia il piacere Saviano
Giovanni Manzo
09/11/10 17:51
Fazio, "fazioso" ma bravo
Niente da dire, Fazio sarà fazioso ma la sa fare la tv. Condivido la critica di Giorgio Demetrio (complimenti per l'ottimo articolo) a questo tipo di programmi, i quali, se non fossero costantemente dei veicoli dell'antiberlusconismo, sarebbero anche utili oltre che divertenti. Io, pur apprezzando in parte (parte piuttosto piccola ultimamente) l'operato del nostro presidente del consiglio, non mi considero un filoberlusconiano. Evidenziato ciò, trovo oramai insopportabile questo continuo attribuirgli tutte le colpe di tutti i problemi del mondo. Come se i signori Bersani, D'Alema, Veltroni, Rosy Bindi, Fassino ecc. ecc. non avessero alcuna colpa per lo stato in cui versa la nostra povera Italia.
Anonimo
09/11/10 18:54
Tutto vero....
Ma se qualcuno può farci dimenticare per una sera il grande fratello, amici e X factor merita comunque un plauso.
10/11/10 07:55
Ottimo articolo, acuto e
Ottimo articolo, acuto e centrato. Il premier farebbe bene - ma lo farà mai? - a pensare meno a far cassa con programmacci tipo gf, e pensasse ad utilizzare le sue tv per far conoscere alla gente che una cultura di destra pur esiste. Non si combatte il sinistrese con la censura, ma con alternative conservatrici che guardano al futuro, con retroterra tradizionali, non certo come dis-farefuturo e finiane voltagabbane. È possibile che ci dobbiamo far insultare da questi guitti del pensiero debole, esuli figli di Marx - che non è più citato, ma vaga intorno al cadavere del comunismo. I piagnistei di Santoro, Fazio, gli sberleffi di quel pagliaccio di uomo e di artista di Benigni - sarò l'unico, ma non lo sopporto nemmeno scritto - rispondono tutti al 'chiagni e fotti' partenopeo. Credo che sia più che evidente la manovrina para**** di tali tribuni 1/16. Rispondere al culturame di sinistra con i valori, i principi di destra. Ma vi sono donne e uomini capaci di tanto? L'Italia ha bisogno urgente di storia, di cultura della memoria.
Andy
10/11/10 11:36
Ho visto il programma
Ho visto il programma intero, è stato un grande e ottimo spettacolo, con un Benigni supremo. Al di là dell'antiberlusconismo (che attrae da quando è sceso in campo ogni sorta di sarcastica battutaccia, ma in fondo se le è cercate tutte, ma proprio tutte il cavaliere), che è normale in un paese dove il suo partito governa da 15 anni quasi ininterrottamente, e con risultati pessimi, sono contento che la Rai sia uscita vittoriosa da questa competizione con Il Grande Fratello (che ti uccide il cervello)... Buono l'articolo!
10/11/10 13:27
Mi prendo il merito
Per una volta, mi prendo il merito di una piccola grande vittoria politico-mediatica: lunedì ho trascinato fuori a cena un gruppetto di amici, prevalentemente di sinistra, che si erano scordati del Grande Evento. 7000000 meno 4: tiè, Raitre!
10/11/10 15:21
Allora da un lato, come
Allora da un lato, come abbondantemente provato dalle maledette (x la destra) intercettazioni telefoniche abbiamo un Masi che risponde direttamente al Presidente del Consiglio (ma non eravate voi i liberali???) e che dovrebbe chiudere la bocca a certe persone dall’altro la trasmissione fa guadagnare la Rai anche a scapito di Mediaset quindi un bravo a Masi come direttore (involontario ovviamente) ma un cattivo a Masi come servo del Berlusca. Sinceramente dal vostro punto di vista dovrebbero rimuoverlo al piú presto ... vuria mai che qualcuno di destra attivi i due neuroni rimastigli dopo Calcio/Veline e GDF e magari inizi a cercare notizie un po’ diverse da Minzolini & Co. Capitolo cultura di destra (????) beh potreste rispondere con un bel programma di barbareschi (ah noh quello e di Fli adesso) .. potreste rispondere con .... con chi potreste rispondere??? Ah Bondi ecco usate Bondi ! consiglio subito dopo il GDF (cosí nessuno si sorprende che sia il Ministro della Cultura)
Anonimo
12/11/10 00:19
x ANGELO CICCARELLA
Se tieni tanto alla cultura di destra ti dovevi trasferire in Cile ai tempi di Pinochet... così magari adesso non saresti qui a sparare stupidaggini...
Paolo Radicati
12/11/10 10:28
Egregio Direttore So bene di
Egregio Direttore So bene di non essere nessuno, ma lo stesso gradirei molto veder pubblicato questo mio sfogo contro Saviano e le sue sentenze. Il nome con il quale scrivo è il mio e può verificare, ma ugualmente la pregherei di firmarmi solo con il nome di battesimo. J'accuse Voglio anch'io provare l'ebbrezza di lanciare un j'accuse contro quella che un tempo si sarebbe chiamata la Repubblica delle Lettere, oggi una sorta di work-shop per il packaging di letture. Come è possibile che uno dei nostri più blasonati scrittori possa avere la faccia tosta di sputare sentenze sulla Fabbrica del Fango quando da anni è a libro paga del più futuristico stabilimento per la propalazione di fango al quale, per giunta, è garantita una sorta di esclusiva per la diffusione di segreti istruttori? Come è possibile che nessuno dei fortunati membri della nostrana Repubblica delle Lettere abbia il coraggio di urlare a gran voce che non è tollerabile che sia un collaboratore di Repubblica ad arrogarsi il diritto di stabilire quale è la composizione del fango? Come è possibile che nessuno ricorra a motti di senso comune come il cencio che dice male dello straccio o il bue che da del cornuto all'asino? E il senso comune mi dice che gli italiani per lo più sarebbero d'accordo ad usare simili perle di saggezza popolare. Per tutto questo accuso la Repubblica delle Lettere di menzogna, distorsione della realtà, disprezzo di ogni pudore, sudditanza ai luoghi comuni, eccessiva riverenza nei confronti di onorificenze a meriti letterari. Ben venga una discussione sui miasmi puzzolenti del dibattito politico, ma ben altri devono essere i giudici. Le menzogne dovrebbero avere le gambe corte ma, se si concede una tale spudoratezza ad uno dei più blasonati membri della nostra miserabile Repubblica delle Lettere, evidentemente quel detto non dev'essere vero. Certe menzogne paiono aver gambe molto lunghe e diventa sempre più difficile non pensare alla solita spudoratezza intellettuale che ha fatto si che una delle più odiose tragedie del secolo scorso, l'Holodomor, sia, in questo povero stivale, ricordata solo da una nota quanto odiosa battuta.
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl