Domenica 1 Agosto 2010
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Odio il lunedì

Caro Fini, il nuovo partito costruiamolo insieme

14 Settembre 2009

C'è un tentativo di avvolgere all'indietro la pellicola della politica italiana. Come se il voto dell'aprile 2008 non vi fosse mai stato. Come se un anno e mezzo caratterizzato dal consolidarsi del continuum governo-maggioranza, fosse passato invano.

Si vorrebbe tornare allo strapotere dei partiti che fanno e disfanno, interpretando a piacimento il verdetto degli elettori. Si avverte nostalgia per le formule alchimistiche. Per i repentini cambiamenti di fronte. Per i disarcionamenti violenti di chi sta in sella "solo" per volere degli elettori. E, nel solco provocato dai cumuli di immondizia scagliati con violenza sul dibattito politico, annunciano il loro ritorno presunti "cavalli di razza". Quelli che di politica s'intendono davvero. Quelli che hanno letto Machiavelli. Quelli "che ora basta con tutti questi dilettanti".

Fini con tutto ciò non c'entra niente. Lo ha chiarito a Chianciano: basta riascoltare cosa ha detto sull'ineluttabilità del bipolarismo. Ha ragione a chiedere un partito più presente a se stesso. E fa bene a pretendere che a chi dissente su una determinata questione venga assicurato il massimo rispetto, per il semplice fatto che in un partito del 35 - 40% capita a tutti, prima o poi, di trovarsi in minoranza. Non è un dramma. Soprattutto se esistono organi che le maggioranze e le minoranze le registrano, senza drammi, per l'appunto.

Le sue sacrosante richieste, però, sarebbero ancora più forti se accompagnate dalla consapevolezza che nella democrazia degli elettori del XXI secolo i partiti non possono essere più quel che erano nella prima parte della storia della Repubblica. Hanno il compito di orientare. Ancor più quello di formare e selezionare la classe dirigente. Hanno anche l'obbligo di discutere. Ma non hanno la possibilità di stravolgere gli impegni assunti con gli elettori. Perché quelli possono modificarsi solo attraverso un nuovo pronunciamento della sovranità del popolo.

Tutto ciò si chiama democrazia, non populismo. E se non fosse stato chiaro, assai probabilmente non si sarebbero potuti conseguire i risultati straordinari di quest'ultimo anno e mezzo. Non si sarebbe potuto fare fronte a incredibili emergenze internazionali e nostrane: la crisi economica, i rifiuti, il terremoto. E non si sarebbe neppure potuto trasformare un federalismo a vocazione secessionista in un federalismo solidale, che rafforza la coesione della nazione.

Fini queste cose le sa bene. E anche noi, che qualche volta dissentiamo lealmente da alcune sue prese di posizione, lo sappiamo: senza la sua determinazione il PdL non sarebbe mai nato. E il film della politica italiana non sarebbe andato avanti. Teniamo tutti il fermo immagine su questa consapevolezza, almeno per un attimo. Sarà così possibile impedire che interpreti troppo zelanti e arruffatori di pseudo-concetti finiscano col dare man forte a quanti - assai più scaltri - vorrebbero negarci il lieto fine.
 

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Commenti
15/09/09 08:36
Gianfranco Fini, va rispettato!
E’ chiaro che, ormai, il quotidiano dei Berlusconi, il Giornale, diretto dal dott. Vittorio Feltri, sta più appresso alla Lega Nord che al Pdl, poiché espellendo i propri, ‘inutili’, veleni contro Gianfranco Fini, fa ciò che sta più cuore alla Lega che al Partito del Pdl fondato da Berlusconi e Fini. An e Forza Italia. Feltri, è una volpe che vorrebbe trascinare in una rissa da bloggers, così come gli riuscì con Boffo, il Presidente della Camera, che peraltro non si scompone, lo ignora, e cammina dritto sul proprio percorso. Facendosi sentire. Feltri, minaccia di poter tirar fuori un dossier a luci rosse; un dossier presunto.. del 2000, un dossier di 9 anni fa è inutile, ammesso che ci sia, e ammesso che riguardi Fini. Feltri lo sa bene che, qualsiasi cosa abbia, è cosa inutile: dunque, Feltri, non stia lì menar tanto il can per l‘aia ammonendo di non svegliare il can che dorme, poiché al suo proverbio e al suo rumore, c’è un detto che fa eco e, ci ricorda tanto che, il can che abbaia, non morde
Giovanni Formicola
15/09/09 09:13
Fini
Mah! Capisco le ragioni "politiche". Ciò nondimeno, questo "ottimismo" su Fini e il suo "pensiero" mi sembra assolutamente infondato. Comunque, chi vivrà, vedrà. Certo si è che il quadro politico è fortemente inquinato - oltre che da quella monnezza diversa dalla napoletana e diversamente da questa non rimossa (anzi), che ci ammorba dai mass media - dalla presenza dell'UDC. Eppure basterebbe poco per liberarsene: un "gentlemen's agreement" con il PD (sarebbe anche nel loro interesse!), in nome del bipolarismo, che li escluda da qualunque alleanza per le regionali, ed ecco l'esplosione del "grande centrino" con la corsa ad arruolarsi nell'uno o nell'altro dei due partiti maggioritari (e così dopo la monnezza dalle strade, saremmo, noi campani, finalmente liberi da De Mita e soprattutto dal mastellismo). Temo però che non si "porti".
domenico
15/09/09 09:55
machiavelli
La dico così: è materialmente impossibile che quagliariello abbia letto machiavelli, altrimenti gli sarebbe scoppiata la testa. Machiavelli dice: "A tutti puzza questo barbaro dominio": ci sono la puzza, e tanta, e il barbaro dominio sub specie 'lo scopatore senza paura'.
Anonimo
15/09/09 12:42
pax
Ecco che arriva la "pax berlusconiana"... prima ti infango tramite un mio uomo (che si dichiara un "libero pensatore" ma che è in busta paga con la famiglia Berlusconi) per sviare l'attenzione dalle accuse che mi riguardano e per discreditare l'alleato scomodo (due piccioni con una fava), nel frattempo mi dichiaro estraneo dalle accuse del "libero pensatore" di cui prima e poi giungo come il messia portatore di pace con larghe intese, compromessi accettabili, ecc. con l'unico scopo di dare un bel colpo di spugna su tutta una serie di vicende... siete alla frutta: Vergognatevi una buona volta.
Anonimo
15/09/09 13:13
dimenticavo!
ovviamente la "pax" BISOGNA accettarla! Altrimenti si passa irrimediabilmente dalla parte del torto...
Mirko
15/09/09 18:05
Fini
salve caro Silvio non esagerare Mirko
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