Martedì 22 Maggio 2012
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'Compagni' di antiberlusconismo

Finiani e sinistra uniti nel codardo oltraggio al Pdl

10 Novembre 2010

Tutto fa brodo quando si è convinti che il nemico (politico) sia ormai moribondo. E poco importa la faccia o il nome dell’interlocutore che si ha davanti, specie se si sta nel salotto televisivo radical-chic di turno, meglio se dalle parti di ‘mamma Rai’. Basta solo che quella faccia, quel nome, sia targato Pdl e sia di comprovata fede berlusconiana. Perché è Berlusconi l’obiettivo finale e chiunque gli giri intorno non è che l’elemento contro il quale in quel momento ci si scaglia per fare in modo che il missile arrivi più in alto.

Esercizio nel quale la sinistra post-comunista-piddina con ciò che resta (ben poco in realtà) degli ex margheriti è maestra da sempre, con evidenziato in grassetto nel proprio curriculum vitae un master sull’antiberlusconismo lungo sedici anni. Esercizio che adesso piace tanto anche ai futuristi finiani che di questo premier ne hanno piene le tasche, al punto da andare a ingrossare le fila sinistrorse nella marcia su Palazzo Chigi (come si è plasticamente visto in questi giorni durante le votazioni alla Camera e nelle Commissioni) .

Qui non si tratta della difesa d’ufficio del Cav.  – non ci interessa e peraltro sa farlo da solo -, tantomeno di Sandro Bondi che martedì nel talk di Giovanni Floris (Ballarò) è diventato, suo malgrado, il bersaglio serale del tiro quotidiano al piccione sul quale i Di Pietro, i Giannini (direttore di Repubblica.it)  e le prof. Saraceno in collegamento da Berlino, hanno puntato dritto.

No, non è questo. Colpisce però un fatto: il disprezzo, il sottile dileggio, l’ironico sorrisetto che illumina i volti delle vecchie e nuove vestali del politically correct quando parla – o cerca di farlo – chiunque abbia a che spartire col Pdl e il Cav. Come è stato, per l’occasione, col ministro e coordinatore Pdl:  il tentativo, cioè, di ridurre a banalità, smontare, confutare a prescindere, tutto ciò che Bondi argomentava.

Non importa cosa, conta farlo e farlo vedere davanti alle telecamere in modo che il messaggio ‘buchi’ il video e arrivi dritto nelle case e nelle teste dei telespettatori. Ma a colpire di più,  è come lo stesso virus abbia ormai contagiato e attecchito anche a destra, in quella destra che Fini vuole e interpreta facendo il verso a Sarkozy (la differenza tra  l’originale e la copia va da sé). La stessa prosopopea di superiorità – culturale e morale – tanto cara alla sinistra, si è rivista in diretta tv nelle espressioni, nelle battute, nelle sottolineature dell’ancora in carica viceministro allo Sviluppo Economico Adolfo Urso, seduto accanto (ironia della sorte) proprio al ministro Sandro Bondi.

Emblematica da questo punto di vista la frase che a un certo punto ha regalato ai presenti guardando in faccia l’ex alleato: “Tu hai detto di aver lavorato per dieci anni ad Arcore. Io ad Arcore non ci sono mai entrato né c’entrerò mai”. Dov’è qui la politica? Dov’è la nuova destra, moderna, europeista, inclusiva, solidale che vuole costruire un futuro migliore e diametralmente opposto al presente berlusconiano? 

Se il punto è scansare come la peste, ripudiare con quasi un senso di schifo qualunque cosa o persona abbia un minimo comun denominatore col Cav., vale la pena di ricordare a Urso (evidentemente ha la memoria corta e all’epoca non era poi così schifato) che nel 2001 è stato viceministro per le Attività Produttive con delega al Commercio Estero del governo Berlusconi. Dal 12 maggio 2008 all’8 maggio 2009 è stato sottosegretario allo Sviluppo economico nel Berlusconi-quater e un mese dopo Berlusconi lo ha nominato viceministro dello stesso dicastero.  Ragion per cui, se il premier è diventato il male assoluto (la citazione finiana non è casuale)  perché Urso sta ancora sulla poltrona di via Veneto? Per coerenza poteva togliersi dall’impaccio e risolvere il suo disagio molti mesi fa, quando è iniziata la “guerriglia” futurista, prima dentro poi fuori il Pdl. “Servo encomio e codardo oltraggio” direbbe Manzoni.

E che dire poi della “Granata” quotidiana? Le agenzie battono le frasi del pasdaran finiano ospite di “Un giorno da pecora” (Radio 2) e tutto – semmai ce ne fosse bisogno – appare ancor più chiaro e netto: “Anche con Vendola, pur di battere Berlusconi. Se si va alle elezioni subito, noi dobbiamo creare presupposti per allearci con chiunque ci stia a creare una condizione di governo diversa. Io non ho preclusioni verso Vendola. Però credo di essere tra i pochi di Fli a non averne”.

Alla domanda su chi in Fli è più a sinistra, il vicepresidente della commissione Antimafia (candidato ed eletto nelle liste pidielle con ‘Berlusconi presidente’) risponde serafico: “A sinistra ci stiamo io e Briguglio, al centro c’è Bocchino”. E Fini dove sta?

Lucia Bigozzi

 

Commenti
domenico
11/11/10 09:33
calma
Lucia! perché non ti calmi? Senti a me: metti in vacanza il tuo cervello! Ti farà solo bene.
daniele
11/11/10 11:08
Il pdl non è una indifesa
Il pdl non è una indifesa giovinetta che un bruto può "oltraggiare" facilmente.Se il pdl si fa "oltraggiare" così spesso e così facilmente, vuol dire che è fatto da un insieme di insipienti esponenti che rappresentano al peggio chi li ha eletti.
Piccolapatria
11/11/10 11:37
Gratis per Domenico
Caro signor Domenico mi annoveri pure tra coloro che devono esercitarsi nella calma, in quanto, per suo scandalo apprezzo questa giornalista e condivido il presente articolo che, anche se lei è volutamente cieco, non rappresenta altro che la verità dei fatti. Per quanto riguarda l'invito inopinato di mettere il (nostro) cervello a riposo, mi viene ancora meglio poterle dire che forse lei ha il cervello affaticato o probabilmente in statico ozio. Infine credo anche che la giornalista , quanto me medesima, sappia chiaramente quello che le fa bene o meno. Se l'è voluta!
Francesco
11/11/10 11:37
si vede quel che valgono
Come il PCI assassinando il PLI poi non ne riuscì a catturare l'elettorato, così questa gente non riuscirà mai ad avere i voti degli elettori delusi dal PDL. Li vedo come l'ennesima squallida banda che compone il desolante panorama politico italiano. Molti moralisti, qualche mariuolo, e un paio di poveri liberali destinati a non contare nulla come al solito.
marina
11/11/10 11:42
lucia sono assolutamente
lucia sono assolutamente d'accordo con te . il numero dei vigliacchi e dei disonesti è impressionante e la loro impunità è quello che fa male alla gente qualunque.
Francesco
11/11/10 11:43
correzione
intendevo PSI non PLI ovviamente, dannate sigle dei partiti di una volta
vanni
11/11/10 11:53
Déjà vu
Dall'evocazione di scenari apocalittici alla canzonaturina puerile. Autoreferenziali ed esaltati, vivono nel loro mondo. Sono i superiori antropologicamente, neofiti e collaudati, sono quelli che si preoccupano con commiserazione del cervello altrui. Alle verifiche della realtà - da decenni e decenni - subiscono ricorrenti attacchi di fegato. È una zavorra sterile della quale farsi carico con pazienza, limitando il freno e il danno (sempre meglio delle crisi di bile però).
Piccolapatria
11/11/10 12:03
Della Vedova
Infatti mi chiedo e mi richiedo che ci fa Della Vedova, liberale convinto ( a parole?), nelle fila degli adepti del conducator Fini.
Andy
11/11/10 12:45
Avere un nuovo nemico:
Avere un nuovo nemico: questo accomuna le sinistre ed il Pdl. Le sinistre sono morte nel dare peso al Berlusca, fino a farne l'ossessione che li ha cancellati. Il Pdl fa con Fini ciò che la sinistra fa con Berlusconi, non avendo un'opposizione vera e reale, la si inventa all'interno. Non cascate nella trappola, il pdl se ne può infischiare di Fini, che al massimo arriverà al 6 o 7%... ma se si crea un fantasma, se lo si colpisce con accanimento cieco, ecco che esso prende corpo e forma, può far male. Il pdl eviti di fare come la sinistra, e l'Occidentale purtroppo sta sempre più scivolando in questo sporco errore...
vanni
11/11/10 13:23
Fiducia doppia
Noto solo ora nella foto all'inizio un Fini composto e a proprio agio vicino a Dipietro. Nelle pause avranno parlato in totale relax di disponibilità e scambio di appartamenti e pied-à-terre?
fulvio
11/11/10 16:27
FLI Sfiducia
Roma, 11 nov. (Adnkronos) - Granata FLI se il premier non si dimette pronti a votare la mozione di sfiducia delle opposizioni
simone
11/11/10 20:03
Fini come la sinistra
L'unica cosa che riconosco a Fini è la stessa vilta della sinistra nell'attaccarsi a tutto pur di speculare politicamente,farà la sua stessa fine.
gianniB
11/11/10 23:44
oltraggio al PDL
In qualsiasi Istituzione o corpo sociale la sinistra(cioè i comunisti:perchè è il comunismo che è morto mentre i comunisti sono vivi e vegeti)abbia esercitato la propria egemonia culturale:scuola,università,giustizia,mondo del cinema,ecc..il risultato è sempre stato uno solo:scadimento della qualità,risultati estremamente modesti e soprattutto sfiducia da parte dell'opinione pubblica.
Paolo P
12/11/10 00:28
La la la
Il governo cadrà, la la la il nano malefico a casa se ne andrà, senza scudi o impedimenti di sorta della galera si aprirà la porta, gli leveranno le scarpe coi tacchi, tanto non servono se il sole è a scacchi... La la la
Nanni
12/11/10 23:29
Omnia munda mundis
Fini sta nel mezzo. Non al centro: nel mezzo. Come il noto buco.
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