Martedì 22 Maggio 2012
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Forza Italia non c'è più ma la rivoluzione del Cav. continua nel Pdl

25 Novembre 2008
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Nel momento in cui Forza Italia si è sciolta, la scelta di Berlusconi di rileggere la dichiarazione che segnò il suo ingresso in politica è stata da più parti giudicata un atto di sufficienza, di superficialità, di arroganza. Credo che questo giudizio sconti un'incomprensione profonda per quanto sta accadendo nel centro-destra: per le potenzialità di una nuova fase e per i suoi rischi. Provo a spiegarmi.

La nascita del Popolo della Libertà è un atto di cambiamento, ma anche di continuità con la rivoluzione berlusconiana. E' il proseguimento della rivoluzione dei semplici e del buon senso, che nel 1994 impedì che il nostro Paese, contro la storia, finisse nelle mani di chi dalla storia era stato sconfitto. E' un nuovo traguardo della rivoluzione dei tenaci: di quei cristiani che non hanno accettato che la loro fede scadesse a progressismo politicamente corretto; di quei socialisti che non si sono fatti criminalizzare; di quei liberali che hanno continuato con orgoglio ad essere e definirsi liberali anche quando ciò era considerato poco più che una parolaccia. E' la rivoluzione di un Paese che, nonostante tutto, non vuole tornare indietro.

Le ultime elezioni politiche ci hanno consegnato un Parlamento e un'Italia con volti nuovi. Per comprendere la portata del cambiamento bisogna andare molto indietro nel tempo. Non si tratta soltanto della semplificazione in senso bipolare, quasi bipartitico, della nostra rappresentanza istituzionale. C'è qualcosa di più profondo. In Parlamento non siedono più le forze comuniste, e neanche la loro versione post-moderna nascosta dietro l'ideologismo ambientalista; ed è stato risolto una volta per tutte l'equivoco del partito unico dei cattolici, poiché si è dimostrato che i cattolici, in politica, possono stare da una parte e dall'altra, e non hanno bisogno di auto-confinarsi nel minoritarismo identitario, in quella che è solo la versione in scala di una grande esperienza del passato giustificata da ragioni storiche che oggi non ci sono più.

Andando verso il PdL, Forza Italia rispetta e anzi consolida il percorso indicato dagli elettori. Di più: nell'attesa che nelle sedi opportune si individui la strada per adeguare la nostra architettura istituzionale e le relative regole di funzionamento al nuovo assetto politico, la nascita del Popolo della Libertà è il primo atto di costituzione materiale che vada esattamente in questo senso.

A ridosso del 13 e 14 aprile, con la costituzione del Pd, sembrava che anche i nostri avversari avessero trovato il coraggio di fare lo stesso, e ne avevamo dato loro atto. Ma, giunto a metà del guado, il partito di Veltroni ha scelto di tornare indietro. Ad aprile noi abbiamo rifiutato l'alleanza con formazioni nazionali che non avevano aderito al progetto del PdL; loro si sono uniti in matrimonio con Antonio Di Pietro. Nei nostri gruppi il partito unico si costruisce un po' ogni giorno, e ci si amalgama sempre più; loro si sono divisi, e risolvono le controversie interne attraverso processi ed espulsioni. Noi confermiamo quotidianamente la volontà di parlare ai moderati; loro si estremizzano perseverando nell'alleanza con l'Italia dei Valori, che ogni giorno introduce elementi eversivi nella vita politica del nostro Paese; nel primo appuntamento importante dopo le elezioni di aprile, in Abruzzo, noi abbiamo confermato la nostra scelta di semplificazione del quadro politico, e abbiamo assunto le nostre decisioni in un'ottica che andasse oltre la logica della sommatoria tra partiti; loro, in nome del veltronismo, sono tornati a proporre agli elettori una nuova versione dell'Unione prodiana.

Fin qui, le differenze tra "noi" e "loro". E' necessario, però, che il legittimo e doveroso orgoglio per i passi avanti compiuti rispetto al processo involutivo dei nostri avversari - che, è bene ribadirlo, non è un fatto positivo per nessuno - non ci distolga dalla consapevolezza del lavoro che resta ancora da fare. Il grande partito moderno e carismatico che stiamo costruendo, infatti, è e deve restare un partito. Dunque, deve porsi positivamente il problema del radicamento territoriale, raccogliendo la sfida che a nord, e se non faremo attenzione presto anche a sud, gli alleati ci stanno lanciando; e deve porsi il problema del rapporto tra governo, maggioranza e partito in un quadro politico e istituzionale profondamente mutato, quantomeno sul piano sostanziale.

E dobbiamo fare in fretta. La transizione verso la seconda Repubblica nel nostro Paese è durata anche troppo, dunque per il bene dell'Italia dobbiamo fare in modo che la gestazione del grande partito maggioritario dei moderati e dei liberali sia la più breve possibile. Potremo ricevere in ciò un aiuto indispensabile nella spinta propulsiva del carisma berlusconiano che continua e che Berlusconi ha inteso emblematicamente ribadire riandando alle origini della sua presenza in politica. Non gli si può chiedere di più. Come sedimentare e dare durata a quella epifania spetta a noi. Se sapremo dimostrarci in grado.

 

Commenti
diabolick
28/11/08 11:11
é incredibile come un
é incredibile come un professore di tal rango veda nella storia politica italiana la rivoluzione di Berlusconi. La nascita di cosa?Di quale partito? La nascita del nulla,o meglio la solita magia berlusconiana che, nel mondo onirico in cui siamo piombati, incanta i più ma si rivela per quel che viene a rappresentare :pochezza politica aggiunta ad una buona dose di cinismo. E dunque ecco intervenire l'uomo politico del Centro-Destra che si afretta a dichiarare : "Signori bisogna evitare il Cesarismo" nel nuovo partito. Con quale partito del pdl dobbiamo confrontarci Egregio Prof,se nel centrodestra non esiste un "assise" (le vostre cariche sono di facciata) , con quali uomini confrontarci nei terriotori se il vostro radicamento è composto da circoli fasulli e gonfiati di numeri. Al grido: "comando io" tutte le prefiche che avevano "strombazzato" in televisione tornano nelle loro sedi. Domanda spontanea: aspetterete un alta rivoluzione per creare un nuovo Berlusconi??? Certamente non si può non definire rivoluzionario il modo vincente del sign Berlusconi nel costruire un ectoplasma racchiudendo tante essenze che Lei ricorda. I vari Turati, Don sturzo e Croce,non sarebbero contenti di ritrovarsi tutti insieme nello stesso partito. Nessuna offesa per cartà, ma un fatto lo voglio rimarcare. L'unico punto vincente o rivoluzionario è stato quello di creare, un modello culturale dove il più furbo riesce a spuntarla sempre con vecchi metodi ancora attuali. Strategia vincente,ahimè,per un Italia che non avendo una ben precisa identità storica collettiva non può essere immune da virus letali.
Cristian Rovito
02/12/08 19:15
controrisposta
Prendo piacevolmente spunto dal precedente commento. Ossia di qualcuno che è rimasto ancora e purtroppo ancorato agli albro della preistoria comunista e della demonizzazione dell'avversario specie se pur con mille difficoltà riesce a raggiungere qualche buon risultato. Vorrei chiedere al "compagno" che cosa ne pensa lui della politica in generale e soprattutto qualisono, a suo modesto avviso, i prcorsi che tutta la classe politica attuale dovrebbe percorrere per una nuova politica. Credo gli farebbe molto bene leggere Don Luigi Sturzo e Benedetto Croce piuttosto che limitarsi soltanto a citarli, esponendosi con nome e cognome. Sarebbe corretto e molto più leale considerato che proprio grazie al Presidente Berlusconi si è fortunatamente evitato il rischi di vivere in un regime comunista, quello che gli attuali cavalieri mascherati di nuovo del PD (partito di cosa... da dove viene e dove vuole andare???? non l'ho ancora capito!!!) avrebbero voluto realizzare e che molti italiani coscienziosi hanno evitato. Per quanto riguarda il pensiero critico del prof. Quagliariello credo che sarebbe molto opportuno per te informarti su chi è e su quello che prima di definirlo come l'hai definito usando un fraseggio elegante ma molto denigrante. Noi siamo il Popolo delle Libertà..... non è un caso che noi siamo liberali e voi COMUNISTI nel sangue e sempre tendenti a nascondervi nella demonizzazione dell'aversario... nell'antiberlusconismo!!!! Ormai il tempo è passatto... come direbbe qualche vostro caro parette non ci azzecca più!!!!!
04/10/09 21:15
la crisi
carissomo ministro,essendo che sono un cittadino come tutti, e come vi o detto dalla vita o ricevuto "diciamo"un brutto compito salvare il mondo.io so come voi gia lo sapete che la crisi non e stata ancora risolta"oggi come ieri si diceva sempre che il peggio e passato,pero come noi sappiamo il peggio deve ancora arrivare, oggi i risultati si vedono quali sono ,voi i risultati di domani non li conoscete ancora" con il mio progetto la crisi a veramente i giorni contati. tutte le mie inform. personali sul sito e dovetroverete il link che vi portera alla paggina dove si trova il fac-simile del progetto http://fransua.beepworld.it
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