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L'uovo di giornata

Franceschini e l'imbroglio europeo

24 Marzo 2009

Dario Franceschini ha giurato che per tutta la campagna elettorale per le Europee griderà ai quattro venti contro "l'imbroglio Berlusconi", per ricordare agli elettori che voteranno per il presidente del Consiglio che questi non potrà rispettare l'impegno di parlamentare europeo a causa dell'incompatibilità con l'incarico di governo.

Franceschini così vuole additare all'opinione pubblica che nelle liste del Pdl, a cominciare da Berlusconi, per finire con ministri e governatori, molti dei candidati, una volta eletti, saranno costretti a dimettersi.

Ammettiamo pure che Franceschini non abbia tutti i torti e che la pratica di candidare a Bruxelles personalità di richiamo elettorale ma incompatibili con quel ruolo non è proprio il modo migliore per porre al centro dell'appuntamento elettorale l'Europa, il suo governo e il suo futuro. Bisognerebbe però ricordargli che in casa Pd le cose non vanno in modo molto diverso.

E' evidente a tutti infatti come le elezioni europee rappresentino per il partito di Franceschini una sorta di "congresso anticipato", in cui si gioca soprattutto la partita sulle future leadership del Pd. Tutto, dalle dimissioni di Veltroni, alla scelta di evitare il ricorso alle primarie, rinviare il congresso di fondazione, fino all'elezione di Franceschini, tutto è stato fatto e pensato tenendo conto del voto europeo. Difficile dunque sostenere come sembra voler fare il segretario del Pd, che dalle loro parti si ha a cuore l'Europa mentre nel Pdl si pensa solo al ritorno di politica interna.

Ma c'è un altro aspetto forse più sostanziale. Nel 2004 l'Ulivo presentò alle elezioni europee il meglio dei suoi uomini e delle sue donne affinchè rappresentassero l'Italia in quel consesso al meglio delle loro possibilità. Quegli uomini e quelle donne raccolsero insieme milioni di voti di preferenza personale.

Ma poi cosa è successo? Vediamolo: Massimo D'Alema è stato eletto al Parlamento Europeo nel giugno 2004 e si è dimesso nell'aprile 2006 per entrare come ministro nel governo Prodi. Lo stesso è accaduto per Pierluigi Bersani ed Enrico Letta: dimessi anche loro dopo meno di due anni con destinazione governo. Mercedes Bresso, anche lei eletta nel 2004, resiste anche di meno: a maggio del 2005 si dimette per fare il governatore del Piemonte. Dura un po' di più Marta Vincenzi che lascia nel 2007 per fare il sindaco di Genova. Più recentemente si sono dimessi anche Lapo Pistelli, per fare il deputato italiano e Nicola Zingaretti per presiedere la provincia del Lazio.

Ma non basta, vi ricordate di Michele Santoro? La vittima del famigerato "editto di Sofia" venne trionfalemente portato a Strasburgo da ben 730.000 voti di preferenza. Ma si dimette e torna in tivvù appena gli è possibile, lascia infatti già nell'ottobre del 2005 per fare l'ospite di Celentano a Rockpolitik. Va un po' meglio con un'altra eroina del piccolo schermo, Lilly Gruber, che, grazie ai suoi 1.100.000 voti, resiste fino a settembre 2008.

Insomma, chi prima, chi dopo, chi per un motivo chi per l'altro, gli uomini e le donne migliori dell'allora Ulivo, hanno tutti mollato anzitempo. Oggi se si paragonano gli eletti che ancora siedono al Parlamento Europeo con le liste presentate nel 2004, si trovano ben poche corrispondenze.

Negherebbe il buon Franceschini che anche qui gli elettori hanno subìto più di un imbroglio?

Si potrebbe anzi dire che si tratta di un imbroglio più grave: gli elettori che voteranno per Berlusconi sanno che il Cav. non andrà a fare il parlamentare europeo. Sarà magari un voto di testimonianza e di apprezzamento per l'anno di governo appena passato o semplicemente il segno che le alternative non convincono. Chi nel 2004 votò per quei candidati dell'Ulivo poteva legittimamente aspettarsi che portassero a termine il loro lavoro.

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Commenti
vanni
25/03/09 11:05
Vuoto pneumatico
Se finalmente Franceschini la smettesse di impiegare il suo tempo con il bambolotto voodoo di Berlusconi gingillandosi con gli spilli! E anche tanti suoi colleghi di parte potrebbero cominciare a far politica e ad interessarsi concretamente dei mille problemi sul tappeto, se ne sono capaci. Sennò fuori dall'Italia e via in Europa (sempre nella speranza che non sia ancor peggio).
Roberto
25/03/09 14:53
Malcostume e Indulgenze
..se è per questo c'è anche la promozione dei trombati..Livia Turco che perse le elezioni regionali piemontesi fa il Ministro (gov. D'Alema) o, più di recente, il trombatissimo Fitto promosso agli affari regionali (A.D. 2008 gov. Berlusconi). A dire il vero coglierei una non trascurabile gradazione di indecenza tra i casi citati (deputati europei che lasciano per altri incarichi)e le impresentabili (in senso letterale) candidature ipotizzate dal PDL per le prossime europee...ma si sa il Cav. ci ha abituati a molto peggio e merita la consueta indulgenza plenaria...e perpetua. PS Probabile che non abbia cercato bene, ma non ho trovato nulla riguardo la proposta dell'election day e le argomentazioni governative avverse alla proposta. Mi piacerebbe conoscere la posizione del giornale e dei lettori
magister3
25/03/09 17:49
il vero 'imbroglio europeo del PD
Franceschini ha anticipato "l'imbroglio europeo del PDL" a motivo delle candidature incompatibili del premier Berlusconi e dei suoi ministri. L'elettore di centro destra sa bene queste cose e non ha bisogno di specchietti per le allodole. Mi pare invece più grave e sottile "l'ìmbroglio" che si appresta a regalare ai suoi elettori Franceschini, il quale nasconde loro, che una volta eletti, i rappresentanti del PD andranno di fatto a confluire nel PSE. Lo stesso partito che si distingue per il indifferentismo etico, per il disconoscimento delle radici cristiani dei popoli europei, per gli attacchi ideologici alla Chiesa e al Papa. Tutto ciò non farà nessuna difficoltà per chi proviene dal PCI-PDS-DS e ora PD. Ma gli elettori della Margherita, che tengono tanto alla loro "cattolicità" trovano del tutto naturale identificarsi in Europa nel Partito Socialista?
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