Martedì 22 Maggio 2012
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Gli Usa danno il PdL in netto vantaggio sul Pd anche al Senato

11 Aprile 2008

Ancora tre giorni. Tanto manca per chiudere la partita delle elezioni 2008 e per capire se davvero il Pdl riuscirà ad avere una solida maggioranza sia alla Camera sia al Senato.

Fino ad ora però è tutto un turbine di cifre, analisi e conteggi  fatti con sondaggi alla mano. Tanto nel lotf del Pd di Sant’Anastasia, dove il minimo sussulto su Palazzo Madama viene seguito con estrema attenzione, e tanto nel quartier generale del Pdl.

Come si sa la legge impedisce la diffusione pubblica dei sondaggi ma la circolazione non si è mai fermata. Tra questi ce ne è uno che nelle ultime ore avrebbe alquanto rasserenato l’orizzonte del Cavaliere.

Come sempre sono gli americani a venire in soccorso di Berlusconi. La scorsa volta furono proprio esperti di Oltreoceano a rassicurare l’ex premier della possibilità di vittoria finale. Una vittoria poi sfumata per pochissimo e con l’ombra di più di qualche broglio.

Nuovamente gli americani, quindi. Che lo rincuorano al punto tale da fargli intravedere quella doppia decina di senatori di vantaggio sul Pd che lui stesso ha confidato ieri a “La Stampa” in un’intervista “margine necessario per prendere decisioni difficili ed impopolari”.

Per la verità secondo i calcoli fatti dovrebbero essere in tutto sedici i senatori di vantaggio del Pdl. Un margine accettabile anche considerando che rispetto all’Unione del 2006 Berlusconi può contare su uno schieramento più compatto e composto da soli tre partiti: Pdl, Lega ed Mpa. Quindi sedici senatori di vantaggio in questa circostanza possono essere considerati più che sufficienti. Unica nota negativa, secondo il sondaggio americano, la possibile perdita del Senato nel Lazio, per un pugno di voti. Un sacrificio che non vanificherebbe il risultato a livello nazionale ma che indicherebbe quanto nella Regione ed a Roma il Pdl non è riuscito a sfondare.

Notizie che inoltre sarebbero confermate anche dalle voci provenienti direttamente da Roma e Provincia, e che per la verità non sarebbero delle più confortanti. Alemanno, infatti, sarebbe dietro Rutelli che pur in perdita di consensi manterrebbe un buon margine sull’ex ministro di An. Circostanza che farebbe ipotizzare un ballottaggio tra i due.

Più complicato, invece, il compito di Antoniozzi alla Provincia il quale sarebbe molto indietro rispetto al rivale Zingaretti, tanto che l’ipotesi che si profila è quella di una vittoria già al primo turno del candidato del Pd. Tornando ai dati nazionali la soddisfazione di Berlusconi fa da contr’altare all’umore mesto che si respira a Sant’Anastasia.

Al di là infatti dei toni dell’esterno, i vertici democratici sono ormai ben consapevoli che la fase di rimonta di Veltroni si è esaurita, al punto che da oltre due settimane non si registra nessun movimento. Unica consolazione sulla base dei sondaggi dei democratici è il dato pessimo di Sinistra l’Arcobaleno che non solo non sarebbe riuscita nell’intento di sottrarre voti al Pd ma avrebbe perduto anche il sostegno di quel mondo dei centri sociali e del movimentismo di sinistra che nel 2006 le garantirono un buon successo elettorale.

Le previsioni che circolano sono di non più di una trentina di seggi, si parla di 35 in tutto, alla Camera mentre a Palazzo Madama una decina di senatori. Sul lato opposto anche Forza Italia, in base ad i suoi dati, avrebbe una fotografia chiara del dato di Francesco Storace.

Alla Camera La Destra non dovrebbe essere in grado di raggiungere la soglia del quattro per cento, mentre al Senato potrebbe farcela eleggendo un senatore. Rafforzata la Lega che in particolare al Senato vedrebbe quasi raddoppiata la sua rappresentanza: da dodici a venti.

Infine c’è l’Udc. Qui sia Pd che Pdl sono abbastanza concordi nel ritenere che proprio il partito centrista sarà quello che uscirà più penalizzato da queste elezioni anche se Pierferdinando Casini nella conferenza stampa di due giorni fa su Rai Due ha ripetuto di essere ottimista ostentando cifre lusinghiere. La realtà però dovrebbe essere un’altra. Il leader dell’Udc alla Camera potrebbe contare al massimo su di una pattuglia di circa 30 deputati. A Palazzo Madama, invece, in tutto dovrebbero essere cinque i senatori di cui la metà provenienti dalla Sicilia e verso i quali c’è da tempo un corteggiamento dei vertici del Pdl.

Come detto queste le ipotesi che circolano sia a Sant’Anastasia che a Palazzo Grazioli. Ma c’è anche un’altra riflessione che in queste ore viene fatta. Infatti qualora fossero confermati questi dati sarebbe chiaro che quasi il 90 per cento delle preferenze in questa campagna elettorale si è alla fine concentrato sulle due forze politiche maggiori. Da qui una notevole semplificazione del quadro politico rispetto al passato ma soprattutto ottenuta indipendentemente da riforme elettorali e referendum. Un aspetto, fanno notare sia al Pd che nel Pdl, di cui tenere conto quando nella prossima Legislatura ci si troverà di nuovo di fronte alla questione referendaria.

A conferma che non sempre è necessario rincorrere nuove formule ed espedienti per far funzionare le istituzioni. Basta un pò di buona volontà.

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