Roma, 17 dicembre: in un’affollata conferenza stampa fiume nel Salone del Collegio Romano il neo direttore generale per la valorizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Mario Resca, ha presentato alla presenza del Ministro Bondi e del Sottosegretario Giro la nuova campagna di comunicazione con la quale intende colpire l’immaginario degli italiani e riportarli a visitare i musei e i siti archeologici nazionali. Immagini shock, che nelle prossime settimane vedremo campeggiare nei mega totem girevoli della stazione Termini a Roma e nel circuito Telesia degli aeroporti.
Due le locandine presentate alla stampa: in una campeggia il Colosseo, sovrastato da un cielo plumbeo illuminato a giorno dai fari di un cantiere animato dalle braccia di gigantesche gru che ne smontano ad uno ad uno i blocchi di travertino, in un’altra il David di Michelangelo sorvola imbracato in un’ardita operazione di elitrasporto il cielo di Londra. Lo slogan perentorio recita “Se non lo visiti lo portiamo via”. Una provocazione forte, che ha quasi il tono di un’intimidazione e che ha indotto la dura reazione dell’ex Sottosegretario ai beni culturali del secondo Governo Prodi, Andrea Marcucci. “Se è con una sorta di terrorismo psicologico – dice il deputato PD – che il Ministro dei Beni Culturali crede d’invogliare i cittadini a visitare le opere d’arte, c’è da chiedersi quale sia il suo rapporto con la cultura”.
Parole forti, che quasi fanno da contraltare a una comunicazione senza dubbio coraggiosa della nuova direzione generale per la valorizzazione. Una comunicazione, però, che trova conforto nei dati:da un’indagine quantitativa sui comportamenti turistici degli italiani in vacanza prodotta da Unioncamere in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale del Turismo emerge che solo il 14% dei connazionali che sceglie di rimanere in Italia si dedica durante le ferie ad attività culturali, contro il 46,5% di coloro che invece vanno all’estero. Servirà la minaccia paradossale di portare i nostri monumenti all’estero per convincere gli italiani ad amarli e frequentarli un po’ di più?
La sensazione è che Resca, costretto dalle ristrettezze di bilancio in cui si trova l’amministrazione pubblica e da un budget – 3 milioni di euro per tutto il 2009 - non certo incoraggiante per la sua direzione, si trovi nella condizione di dover fare notevoli sforzi di fantasia per arrivare a raggiungere l’obiettivo che si è prefissato: portare in tre anni i visitatori dei luoghi statali della cultura dagli attuali 32 milioni a oltre 35 milioni, con una crescita pari al 10%. Per questa prima campagna infatti, prodotta dall’agenzia milanese DDB, l’investimento è nell’ordine delle decine di migliaia di euro. Ribaltando il motto di Lenin, questa volta la qualità dovrà far aggio sulla quantità.

