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La mancanza di libertà religiosa

I primi a proteggere i cristiani perseguitati dovrebbero essere i Paesi occidentali

16 Gennaio 2010

Non avrei timore ad affermare che il principale problema dell’umanità di oggi è la mancanza di libertà religiosa nel mondo. Nei giorni scorsi tutti siamo stati colpiti dalle notizie che arrivavano dall’Egitto, ove, presso Luxor, alcuni musulmani armati hanno aperto il fuoco contro la comunità cristiano copta che stava uscendo dalla Chiesa ove aveva celebrato il Natale copto che ricorre il 7 gennaio. Alcuni cristiani sono rimasti uccisi.

La persecuzione dei cristiani copti da parte dei musulmani è purtroppo una storia antica: si calcola che negli ultimi 30 anni le vittime siano almeno 4 mila. Mons. Youhannes Zakaria, Vescovo Copto Cattolico di Luxor, nell’Alto Egitto ha ricordato che anche la Pasqua scorsa era stata attaccata la comunità cristiana nel villaggio di Naghamadi e nella sparatoria tre giovani cristiani persero la vita. Il vescovo Kirollos della diocesi di Nag Hamadi, ha dichiarato che “E’ in corso una guerra religiosa per far fuori i cristiani in Egitto”.

Negli ultimi giorni del 2009 sono stati pubblicati tre importanti Rapporti su questioni connesse con la libertà religiosa (purtroppo quest’anno non abbiamo potuto leggere il tradizionale Rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre).

Il primo di questi Rapporti è stato preparato dall’agenzia Fides che, come fa ogni hanno, ha tracciato il bilancio dei missionari cristiani morti nel 2009: 30 sacerdoti, 2 religiose, 2 seminaristi, 3 volontari laici. Sono quasi il doppio rispetto al precedente anno 2008, ed è il numero più alto registrato negli ultimi dieci anni. Ben 23 di questi operatori pastorali sono caduti in America Latina, precisamente in Brasile, Colombia, Messico, Cuba, El Salvador Guatemala e Honduras.

Il secondo Rapporto dal titolo Global Restriction on Religion è stato pubblicato dal Piew Forum on Religion and Public Life di Washington. Il 32% degli Stati pratica un alto livello di intolleranza religiosa. Questo 32% corrisponde al 70% della popolazione mondiale. Significa che miliardi di persone non godono di questo fondamentale diritto. Se a ciò si aggiunge la percentuale dei paesi ove l’intolleranza c’è anche se non in modo acuto, si raggiungono cifre enormi. Il Rapporto Pew dice anche che le aree di maggiore libertà sono quelle ove sono presenti i cristiani: Europa, Americhe, Australia, Africa sub sahariana.

Il terzo Rapporto è stato preparato dal Christian Security Network secondo cui negli Stati Uniti si è registrato un aumento di violenze a parrocchie, Chiese e organizzazioni cristiane: 1.200 crimini nel 2009. Non solo in Malaysia, dove nella notte del 7 gennaio sono state attaccate tre chiese protestanti e una cattolica, ma anche nell’Occidente cristiano, anche se con minore efferatezza, i cristiani sono danneggiati e perfino perseguitati.

La comunità internazionale fa molto male a non affrontare in modo adeguato questi problemi che, tra l’altro, hanno una enorme influenza anche su altri come per esempio la guerra, i ritardi nello sviluppo, le lotte civili, il degrado dell’ambiente. Come ha scritto il papa nella Caritas in veritate, il non rispetto del diritto alla libertà religiosa provoca innumerevoli danni allo sviluppo.

Realisticamente parlando non si può non notare la grave situazione di persecuzione dei cristiani nel mondo. Dall’ Iraq, ove l’antica comunità cristiana è in via di estinzione, alla Malaysia, all’India, al Pakistan, all’Egitto sui cristiani si avventano sia i governi (come in Cina o in Vietnam) sia gruppi della società civile (come in India o Bangladesh), oppure tutte e due come in Arabia Saudita. Altrettanto realisticamente ci si chiede chi debba proteggere i cristiani perseguitati. La Chiesa fa quello che può con i mezzi che le sono propri. Qualcuno fa giustamente appello alla Comunità internazionale. Ma questa è in gran parte composta da Stati che praticano l’intolleranza religiosa.

Qualcuno, altrettanto giustamente, si appella all’opinione pubblica internazionale. Ma questa è costituita per il 70%, come abbiamo visto, da persone che vivono in situazione di illibertà religiosa. Senza nulla togliere alla Comunità politica internazionale e alla Opinione pubblica internazionale a me sembra che un ruolo primario dovrebbero averlo i paesi occidentali, quelli che al cristianesimo devono la propria civiltà e tra i cui frutti annoveriamo anche i diritti dell’uomo e lo Stato di diritto. Dovrebbero essere questi i primi a muoversi di comune accordo

© ZENIT

Commenti
Anonimo
16/01/10 17:35
Ben detto, ma ...
Ben detto Mons. Crepaldi, ma come fare se sono proprio i paesi occidentali ad aver inventato l'aberrazione del c. d. "multiculturalismo" (inteso non come pluralismo, del quale è la negazione, ma nella sua accezione deteriore di "diversificio" che crea una molteplicità di società chiuse in perenne conflitto tra loro), e nella maggior parte dei quali è assurto al rango di dogma da non contraddire, pena la "damnatio memoriae"? Secondo questi "illuminati" pensatori e politicanti, i nostri valori non possono essere superiori a quelli delle altre culture. Ed allora, posto che nella cultura islamica i comandamenti etici hanno valore solo tra musulmani, e non è un disvalore (anzi, spesso è un merito) uccidere un infedele, secondo loro non resta che prendere atto di ciò e rispettare la loro cultura. Questo è il motivo per cui non verrà mai fatto niente, a meno di profondi cambiamenti nella nostra identità collettiva. E certe prese di posizione di parte della Chiesa non sono certo di aiuto a ciò.
STANISLAO
27/01/10 00:52
i cristiani perseguitati.
Sono alcuni anni che cerco di contare quanti sono i cristiani perseguitati nel mondo dai tempi dei tempi ad oggi. Vorrei inoltre sapere ufficialmente dove e da chi e' iniziata la persecuzione.Io ho sempre saputo che Jesus e' stato arrestato dai Romani ma su richiesta dei capi Ebraici di allora, i quali hanno chiesto la sua morte a voce di popolo. Allora,non capisco perche' si debba ricordare i 6 milioni di Ebrei uccisi da Hitler e non ricordare i milioni di Cristiano uccisi, a seguito delle persecuzioni dei Romani e degli Ebrei. Se vogliamo proteggere i cristiani dobbiamo ricordare sempre, quanti sono morti, come sono morti, e dove sono morti, e per colpa di chi....
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