Il dossier Alitalia torna sul tavolo del Governo. Il piano Fenice messo a punto da Banca Intesa per salvare l'aviolinea sembra pronto al decollo e oggi è stato presentato ai soci privati della cordata dall'ad in pectore della nuova Alitalia, Rocco Sabelli in una riunione fiume che si è conclusa dopo oltre tre ore (nessuno dei partecipanti all'incontro ha rilasciato commenti all'uscita).
I cavalieri "certi" pronti a presentare un'offerta vincolante sono 15. Roberto Colaninno sarà l’azionista di riferimento della nuova compagnia: metterà sul piatto tra i 150 e i 200 milioni e assumerà anche la presidenza di Alitalia al fianco di Sabelli. Gilberto Benetton, Salvatore Ligresti, Gianluigi Aponte, Marcellino Gavio, Marco Fossati, Steno Marcegaglia e Marco Tronchetti Provera (tutti candidati da tempo a entrare nella cordata) dovrebbero contribuire al salvataggio con una dote che oscilla tra i 10 e i 40 milioni ciascuno. Ci sono poi i fondi Clessidra ed Equinox (Salvatore Mancuso, patron del fondo lussemburghese Equinox, ha confermato stamani il suo interesse per il dossier ed è presente alla riunione nella sede di Intesa a Milano). Soprattutto, c’è Carlo Toto, patron di AirOne: l’imprenditore abruzzese venderà la sua compagnia alla cordata e solo in un secondo momento potrebbe entrare nella Newco. Con i 300 milioni di ricavo dalla vendita, Toto dovrebbe coprire il debito personale pari a 115 milioni e investire appunto nella nuova società. Una fiche di 50-70 milioni dovrebbe poi far capo a Nomura e Morgan Stanley mentre Intesa e Mediobanca dovrebbero investire 100 milioni.
L’appuntamento di oggi con i soci privati serviva quindi a Sabelli per presentare il Piano messo a punto a Ca’ de Sass dal board di Corrado Passera, che prevede lo spacchettamento della compagnia: da una parte ci sarà la nuova società sostenuta dalla cordata italiana e integrata con AirOne, dall'altra la vecchia Alitalia, una "bad-company" carica di debiti e da liquidare.
I tempi: la proposta d’acquisto dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio di amministrazione venerdì, giorno nel quale il Cda (rinviato dall'8 al 29 agosto) sarà anche impegnato ad approvare la semestrale. Con l'esame dei conti al 30 giugno, si dovrebbe anche decretare che non esistono i presupposti di continuità aziendale e approvare quindi la procedura di amministrazione straordinaria che porterà al commissariamento della vecchia Alitalia; procedura che spianerà la strada per la nascita della nuova compagnia. Entrambi i passaggi necessitano però di un quadro legislativo certo, che tuteli gli investitori da una parte e il management dall’altra. Ecco perché l’attenzione è concentrata tutta sulle ventiquattrore precedenti la riunione del Cda. Giovedì il Governo dovrebbe infatti approvare il decreto legge per la modifica della Marzano che servirà per nominare il commissario straordinario (Augusto Fantozzi) che procederà alla messa in liquidazione di Alitalia e alla cessione degli asset fondamentali per far ripartire la nuova compagnia. Il condizionale però è d’obbligo, perché la modifica della Marzano potrebbe slittare ancora (la riunione del CdM resta in calendario per giovedì ma non è detto che sia l'occasione giusta per l'intervento legislativo).
«Quanto aspetteremo per una soluzione? Non molto. Stiamo lavorando. Faremo un altro miracolo e regaleremo all'Italia una 'sua', profittevole, compagnia di bandiera», aveva detto il Presidente del Consiglio Berlusconi. E, salvo sorprese, sembra che Alitalia abbia finalmente imboccato la strada giusta. Gli esuberi previsti dal Piano Fenice dovrebbero essere circa 5mila, ma considerato che con Air France tra esuberi e trasferimenti in Fintecna si sarebbe raggiunta quota 6800, il gioco, nonostante la partita sindacale resti ancora tutta da giocare, vale la candela. Al riguardo, si è espresso anche il ministro del Welfare Sacconi, che ha detto: «Le mie competenze entreranno in gioco quando ci sarà un piano industriale per valutare l'impatto sull'occupazione», e quanto alla possibilità di modificare la legge Marzano Sacconi ha risposto: «Non lo so».
C’è poi da superare lo scoglio legato al mercato, agli obbligazionisti e ai creditori della bed-company : la liquidazione della vecchia Alitalia sarà infatti uno dei banchi di prova più difficili per il neocommissario. Ma per il momento il faro degli investitori internazionali, dei nuovi soci e di quelli vecchi, è puntato sul Consiglio dei ministri di giovedì, il primo dopo la pausa estiva, quello forse decisivo per il futuro di Alitalia.


se un "impiegato" di banca