Martedì 22 Maggio 2012
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Krauthammer: "Un anno sprecato"

Il 2009 dell'Iran finisce tra morti in piazza e le proteste dell'Occidente

28 Dicembre 2009

Se è vero ciò che scrive il sito di opposizione Jaras, cioè che le forze di polizia iraniane avrebbero iniziato a rifiutarsi di sparare contro i manifestanti che protestano in piazza (voci incontrollate parlano di 5 morti tra i dimostranti del movimento verde e svariati feriti tra gli agenti della sicurezza), sarebbe un ulteriore conferma che il 2009 è stato l’anno della grande rivolta contro il regime clerico-fascista di Teheran, ed avrebbe potuto essere di conseguenza il momento storico più propizio per un eventuale intervento dell’America e dei Paesi occidentali. Invece lo ricorderemo come l’anno della “mano tesa” di Obama ad Ahmadinejad, del decollo nucleare di Teheran e dunque del tradimento della rivoluzione verde, come ha scritto alla fine della settimana scorsa Charles Krauthammer sul Washington Post.

Dallo scorso giugno, le piazze iraniane si sono mobilitate in una serie di continue manifestazioni per denunciare i brogli elettorali, da quella, massiccia, del 15 giugno (20 morti nei giorni successivi), alle proteste delle ultime ore. Gli studenti e i giovani si sono ribellati, il dissenso è penetrato nell’establishment, il regime ha iniziato a perseguitare anche gli oppositori politici e gli ayatollah dissenzienti – dall’ex presidente Rafsanjani al leader ormai superato Mussavi (ieri suo nipote Ali è stato ucciso durante gli scontri), fino al divieto di manifestare imposto ai funerali del defunto Montazeri – ma il presidente Obama non ha fatto granché per favorire i verdi o gli ambienti conservatori che si oppongono alla Guida suprema Khamenei. Adesso forse qualcosa cambierà, almeno a parole. L'amministrazione ha denunciato la "ingiusta soppressione di civili da parte del governo iraniano", e il portavoce del National Security Council, Mike Hammer, ha detto che "la speranza e la Storia sono dalla parte di chi persegue in modo pacifico i propri diritti universali, e tra questi ci sono gli Stati Uniti", una frase che però non aggiunge molto di più nel cuore di chi sta manifestando a Teheran.

“Abbiamo perso un anno – rileva Krauthammer – ma non è stato un anno qualsiasi. E’ stato un anno di occasioni spettacolari che sono andate sprecate”. Tanto più che la dissuasione diplomatica messa in atto per contenere il programma nucleare iraniano, attualmente, può essere riassunta dalle dichiarazioni di Ahmadinejad, “continueremo a resistere” fino a quando gli Usa non si saranno sbarazzati delle loro 8.000 testate nucleari. Nel 2009 l’Iran ha proseguito nell'arricchimento dell'uranio e con i test missilistici, fingendo ogni volta di dialogare con l’Occidente. La Casa Bianca ha taciuto o usato parole riluttanti sia sul comportamento dei negoziatori iraniani sia sulla repressione interna del regime, e adesso - mentre la Clinton e Gates fanno la voce grossa - si preparerebbe un viaggio del vicepresidente Kerry a Teheran, per conferire legittimazione a “questi gangster”, come li chiama Krauthammer.

La strada resta quella di mettere al primo posto l’appoggio ai dissidenti, a chi manifesta e viene imprigionato. Nello stesso tempo spingere la comunità internazionale ad inasprire le sanzioni, tagliare i rifornimenti energetici di Teheran, fare pressione diplomatica sul regime. In alternativa, è logico pensare che gli attivisti dell’Onda si chiedano se Obama è con loro o contro di loro. Se aiuterà o meno il “cambio di regime”, l’unica vera speranza che resta all’Iran. Appoggiare la rivoluzione verde iraniana potrebbe innescare un movimento virtuoso destinato a riequilibrare anche gli assetti geopolitici dell’area compresa fra Afghanistan e Iraq, dal Libano a Gaza. In caso contrario prepariamoci a un 2010 “dominato dall’Iran”. Ma anche ad un possibile attacco preventivo di Israele sui siti nucleari iraniani.

Commenti
28/12/09 11:09
Dopo più di sei mesi dalle
Dopo più di sei mesi dalle elezioni che hanno riconfermato al potere Ahmadinejad, la protesta non si placa, anzi, è ormai una bellissima protesta di massa non più guidata manco da Mussavi, poiché è una primavera iraniana che non ha più dei leader, visto che ha scelto di far esplodere i suoi fiori migliori di inverno in armonia con una spontaneità di massa che è totalmente incurante delle barbarie con cui, da parte del governo di Khamenei e Ahmadinejad, vengono assassinati, torturati e violentati, tanti giovani che senza paura protestano per conquistarsi una democrazia. Il régime attuale, è in un veicolo cieco poiché non ha un interlocutore: chi gli si oppone, a mani nude contro armi da fuoco e forche, urla Morte al dittatore! L’unica soluzione che i tiranni di Teheran potranno mettere in atto contro il proprio popolo, per far cessare questo canto di libertà, che ormai li spaventa, è quella di una guerra contro Gerusalemme, con cui potrebbero, forse, disperdere l’ira di un popolo tiranneggiato fino al punto di non poter più evitarsi di esplodere a un livello tale da provocare un implosione interna così dannosa per il governo attuale. Davanti all’innegabilità dei crimini contro l’umanità che Teheran sta commettendo, Obama, protesta, la Ue pure. Protestano, protestano, e protestano: stanno sempre a protestare..davanti al miracolo dell’onda verde ma, ancora non capiscono che, il militare che deporrà il duo Khamenei- Ahmadinejad, vanificherà tutto e s’incoronerà come il nuovo tiranno. E l’anima più vera dell’onda verde, quella più bella, ne rimarrà sepolta. Così come son rimaste sepolte le anime dei martiri della Birmania quelle del Tibet e quelle del Darfur.
Anonimo
28/12/09 12:26
Protestiamo per le elezioni
Protestiamo per le elezioni iraniane, ma non ci vergognamo che Berlusconi vada a stringer la mano a Lukaschenko (Bielorussia) o a Gheddafi (!!!) o al premier Kazako... lì non ci frega niente dei diritti umani, lì le elezioni erano regolari? E i dissidenti come sono trattati? è come quando dobbiam fare i sorrisi davanti ai cinesi e poi, alle spalle, sottovoce, criticarli per come si comportano con il proprio popolo e con i dissidenti. Odio questi due pesi e due misure, è tipico degli occidentali vederci fin troppo bene da un occhio, ed esser ciechi dall'altro!
vanni
28/12/09 13:23
Quanti toni di grigio fra il bianco e il nero
Anonimo 28/12/09 12:26 si informa giustamente all'etica della convinzione. Con tristezza dirò solo che fra Ahmadinejad e Lukashenko, quest'ultimo mi dà minori - egoistiche – preoccupazioni. Pensi che bella roba già facciamo non facendo in Sudan, tanto per dirne una.
Anonimo
28/12/09 21:06
e il traditore Berlusconi che fine fara'?
e il traditore Berlusconi che porta la distruzione,l'arresto,le carceri e la pena di morte contro l'opposizione in Iran,che cosa fara?
Pierpaolo
29/12/09 09:57
Le foto sul Corriere della Sera
Dalle foto apparse sul Corriere della Sera http://www.corriere.it/gallery/esteri/12-2009/protesta_iran/2/teheran-violenza-vittime-_89ae834a-f2d6-11de-98ab-00144f02aabe.shtml#4 risulta incontrovertibilmente che la polizia ai moti di piazza a Teheran è andata priva di armi da fuoco. Questo è già sufficiente a spiegare perchè non ha sparato e perché non spara.
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