Venerdì 10 Febbraio 2012
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Il 25 aprile è sempre più la festa
de "l'Unità"

25 Aprile 2008

Vecchie streghe e antichi stilemi. Il 25 aprile per la Sinistra, ormai extraparlamentare, e per il Pd sconfitto da Berlusconi e dalla Lega, si carica di significato. E diventa, per l’ennesima volta, una ricorrenza condannata dagli uomini e dalle esigenze politiche del momento a dividere piuttosto che a unire. La scintilla parte dal sito dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani. Sulla home page, nella presentazione della Festa della Liberazione, si legge testuale: “A sessant’anni dal primo gennaio 1948, da quando la Costituzione entrò in vigore, l’Italia sta correndo nuovi pericoli. Emergono sempre più rischi per la tenuta del sistema democratico. Per questo motivo, per difendere nuovamente le conquiste della democrazia, il 25 aprile assume il valore di una ricorrenza non formale. Ci rivolgiamo ai giovani, ai democratici, agli antifascisti, per una mobilitazione straordinaria in tutto il Paese”.

Allarme rosso, insomma. E il motivo? Semplice, la vittoria elettorale del centrodestra, conseguita in libere elezioni con un consenso schiacciante. Ma non è finita qui perché il manifesto è firmato praticamente da tutto il centrosinistra, dal Pd, al Prc, allo Sdi, al PdCI, Sd, Verdi, Italia dei Valori, Cgil, Cisl e Uil. Una quasi assoluta unanimità (la Uil decide, infatti, di dissociarsi da “un giudizio politico non corretto”) che rappresenta la prova che il vecchio sport della demonizzazione dell’avversario, con l’equazione vittoria del centrodestra uguale fine della democrazia, continua ad essere praticato e riesumato alla prima occasione utile.

La polemica assume diverse forme, o meglio si aggrappa a ogni pretesto disponibile. C’è l’indignazione per l’assenza di Letizia Moratti, pure presente alle ultime due manifestazioni. Il sindaco fa sapere: "Non sarò a Milano, ma la giunta sarà rappresentata alle celebrazioni della Liberazione". Moratti, poi, è "fuori città", anche il primo Maggio. L'Anpi, l'associazione dei partigiani, con un comunicato si dice "rammaricata". A Roma, s'intreccia con la vigilia dell’infuocato ballottaggio tra Francesco Rutelli e Gianni Alemanno. Il Manifesto rilancerà l'appello di Valentino Parlato: "Tutti a Porta San Paolo, il 25 aprile per una manifestazione tutt'altro che rituale visto il voto che ci sarà due giorni dopo". Mentre lo spareggio per il Campidoglio tiene con il fiato sospeso il centrosinistra, si mobilitano anche i centri sociali. Da Indymedia parte un tam-tam. Assemblea al centro "Cortocircuito" con Francesco Caruso, il no-global ex deputato del Prc e Andrea Alzetta detto Tarzan. Lo slogan è: "Ricominciamo da qui, ora e sempre Resistenza". Qualcosa di simile al 25 aprile del 1994, dopo la prima vittoria di Berlusconi.

Quattordici anni fa, il Manifesto aveva chiamato alla mobilitazione a Milano; adesso, a Roma. Tuttavia Alberto Asor Rosa pensa che non ci sarà "quella gigantesca presenza del '94. Oggi lo spirito è più ripiegato, deluso frustrato". Non c'è stato neppure il tempo per prepararlo un grande appuntamento. A dare la misura, c'è la stanchezza di Bertinotti, dopo la resa dei conti interna al suo partito e la vittoria di Paolo Ferrero. Un ex ministro che non trova niente di meglio che invitare a mobilitarsi contro una "destra razzista, che ricorda i movimenti filonazisti degli Anni Venti: noi siamo abituati a un 25 aprile contro la nostalgia del fascismo", però questa volta è peggio, sostiene, è in atto "una rivoluzione conservatrice", con rigurgiti "pericolosi".

Non si può non esserci, aggiunge Giovanni Berlinguer di Sd: "Ho letto delle posizioni del Pdl e della Lega che chiedono di cancellare dai libri di storia la Resistenza, questo mi indigna. Essere in piazza per la Liberazione è un modo per riaprire una strada che sul piano parlamentare è stata bloccata". Ad Alghero, dove il sindaco ha vietato di cantare "Bella ciao" ci sarà un "contro corteo" ed è scontro tra il primo cittadino forzista Marco Tedde, Antonello Cabras per il Pd e la Sinistra. La colpa di Tedde? Avere scelto l’inno nazionale, con la sua carica di unità, concordia e fratellanza.
Le manifestazioni si susseguono in tutt'Italia. Corone, omaggi ai caduti, cortei, fiaccolate, proiezioni di film, spettacoli: tutta l’Italia, dal nord al sud della penisola, si appresta a celebrare, con una sorta di tam tam della memoria, il 25 aprile, data che ricorda la liberazione del Paese dal fascismo. Il presidente Giorgio Napolitano sarà a Genova, dopo la cerimonia all'altare della Patria a Roma con i ministri Giuseppe Parisi e Giuliano Amato, dove sarà anche Walter Veltroni. Rutelli forse concluderà con un comizio la sua campagna il 25 aprile, Veltroni sarà con lui. Gianni Cuperlo alla Risiera di San Sabba. Rosy Bindi a Sant'Anna di Stazzema.
 
Al corteo romano dell'Anpi, inevitabilmente, saranno presenti molti leader del centrosinistra e sindacalisti. Giordano osserva che è la prima occasione, con il primo Maggio, per "ridare vita e forza alla sinistra. Fini ha detto che il 13 e 14 aprile è stata la liberazione dell'Italia. No. Dopo un voto tanto drammaticamente spostato a destra, va ricordato che la nostra Liberazione è il 25 aprile e non bisogna consegnare Roma alla destra di Alemanno". Ugualmente, Giovanni Russo Spena chiama alla mobilitazione in nome dei valori fondanti della democrazia. E Liberazione, nel suo titolo d’apertura, detta il suo invito ai lettori. «Adesso andiamo in piazza (e, per favore, votate Rutelli)». «E’ il 25 aprile” scrive il quotidiano del Prc. “C’è chi vorrebbe cancellare la memoria del fascismo. Rispondiamo con i cortei e le manifestazioni. E, a Roma, bocciamo Alemanno». Una sovrapposizione tra passato e presente, tra storia e cronaca, tra vetero-ideologia e realtà che si muove sempre sullo stesso spartito e produce sempre la stessa musica: quella di un 25 aprile che a 63 anni di distanza continua a dividere il Paese, nell’eterna ripetizione del già visto.

Commenti
25/04/08 09:38
Liberazione..
Finalmente oggi possiamo celebrare la nostra liberazione: la liberazione dal parlamento di partiti che si rifacevano chiaramente e orgogliosamente al comunismo. Questa è una liberazione. E invito tutti a festeggiare non solo il 25 Aprile ma anche il 9 Novembre, caduta del Muro di Berlino, come anniversario della libertà!
celestino ferraro
25/04/08 10:10
25 aprile: mistificazione della storia
E' assurdo, non impareranno mai questi sinistri rancorosi: hanno perso il cavallo e schioccano la frusta. Paranoia o psicodramma degli appiedati? Si coalizzassero con Grillo, è il personaggio adatto per ogni TRAVAGLIO.
tacitus
25/04/08 10:38
La sinistra non cambierà
La sinistra non cambierà mai: per loro l'avversario politico è un nemico da abbattere con qualunque mezzo. Dopo che il Paese reale li ha spazzati via in libere elezioni,non trovano di meglio che seminare odio sventolando frusti vessilli di miti e agiografie che all'Italia produttiva e liberale non interessano minimamente. Il 25 Aprile di 63 anni fa si è chiusa una tragica guerra civile : dopo tanti anni sarebbe invece ora di rappacificare, non di rinfocolare nefaste divisioni.
Gianfranco
25/04/08 12:10
Viva il 25 Aprile ma anche Viva il 14 Aprile
Ormai la sinistra "intelluttuale" non ha più argomenti validi per controbattere le semplici parole di libertà, sviluppo e sicurezza che sono le parole chiave della vittoria del PdL. Così il 25 Aprile cade come il "cacio sui maccheroni" per ricompattare le fila con la porola d'ordine dell"antifascismo", che va sempre bene! Quando non sanno più cosa dire si ritira fuori la parola magica "anfifascismo", come se vi fosse nella abbondante maggioranza degli italiano che li hanno mandati a casa, una voglia o nostalgia di un fenomeno ormai fuori dal tempo e fuori dalla nostra storia contemporanea! Quanti sono i nostalgici di fascismo in Italia... 1-2%? forse nemmeno! Sicuramnente i nostalgici di un comunismo, condannato ancor più duramente dalla storia, sono molti di più! Quindi ben venga la celebrazione del 25 Aprile come festa di liberazione dal fascismo, ma proponiamo anche il 14 Aprile come festa di liberazione dal Comunismo in Italia! Infatti questa data ce la ricorderemo come quella che ha segnato la scomparsa delle liste con la parola "comunista" da tutti gli schieramenti rappresentati nel parlamento italiano! Viva il 25 Aprile e Viva il 14 Aprile!
gwath
25/04/08 13:20
Il 25 aprile non deve
Il 25 aprile non deve perdere le sue nobili origini, che sono quelle di aver segnato la fine di un pensiero totalitario, e oggi occorre rinverdire questo spirito contro i totalitarismi, contro il nuovo capitalismo e le ingerenze religiose
Tiberio
25/04/08 14:11
Purtroppo tutto vero, di una
Purtroppo tutto vero, di una amarezza che indigna, gli unici depositari della lotta al fascismo i comunisti!! Ed oggi proclamano una liberazione da fantomatiche forze che attentano alla democrazia, sventolando le solite falsità. Falso e vomitevole , come la loro ideologia. Grazie a l'Occidentale e a chi vi collabora
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