Martedì 22 Maggio 2012
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Premi di cubatura al traguardo

Berlusconi chiama per fare pace ma a Fini ancora non basta

10 Settembre 2009
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Sembrava che lo strappo fosse destinato ad una ricucitura rapida. Al botta e risposta a distanza tra Berlusconi e Fini era seguito il paziente lavoro dei "pontieri" del Pdl. Dal vertice di Palazzo Grazioli il premier, i coordinatori nazionali, i capigruppo e i loro vice alla Camera e al Senato erano usciti con la consapevolezza che il clima fosse destinato a rasserenarsi, che le frizioni fosssero vicine alla ricomposizione nell'alveo della dialettica politica che in una forza politica del 40 per cento rappresenta il valore aggiunto del confronto democratico.

E questa era la mission - non irrigidire le posizioni - assegnata dal Cav. ai suoi, in vista del meeting di Gubbio (al quale Fini partecipa oggi) e del faccia a faccia col numero uno di Montecitorio che lo stesso premier aveva annunciato per sabato (al G8 dei parlamenti) e per la prossima settimana. Del resto, il colloquio telefonico intercorso tra i due proprio durante la riunione nel quartier generale di Berlusconi, aveva dato conferma di segnali distensivi. Ma nello spazio di poche ore tra Palazzo Chigi e Montecitorio è tornato il gelo.

Dal palco di Atreju al debutto della Giovane Italia (il movimento giovanile del Pdl) il presidente del Consiglio dice che il Pdl "non è una caserma ma un movimento liberale di massa dove tutti hanno il diritto di esprimere le proprie idee; quanto ai temi etici c'è libertà di coscienza. E' chiaro che il movimento ha una linea, una posizione ma alla Camera e al Senato chi non ci si riconosce può esprimersi liberamente». C'è poi un altro aspetto che sottolinea non senza un riferimento ironico: "Non è detto che nel Pdl tutte le opinioni siano identiche. Forza Italia era un partito monarchico, perchè il monarca ero io, ma anche anarchico. Nel Pdl deve essere ancora di più così: anche se Fini o altri su certi temi hanno una loro posizione, che può anche essere diversa da quella del premier, l'importante è che si vada d'accordo sui temi più importanti".

Berlusconi parla poi del suo rapporto col presidente della Camera e l'intento è quello di superare le imcomprensioni. Spiega che con  Fini "lavoro ormai da quindici anni" e ribadisce che tra i due "c'è stato un fraintendimento. Con lui ho avuto una telefonata cordiale e simpatica. Aveva frainteso una frase che avevo detto in buona fede". Chiarisce che anche sui temi dell'immigrazione c'era stato un ''equivoco'' perchè il suo attacco era indirizzato solo all'opposizione. La versione del Cav. lascia qualche perplessità tra gli ex An che, invece, al suo arrivo al Parco del Celio non avevano risparmiato applausi e i tradizionali cori "Silvio, Silvio". 

C'è di più. Le parole del premier non convincono affatto Fini il quale, a stretto giro e per due volte nello spazio di ventiquattro ore, affida ai cronisti una replica destinata a riaccendere le tensioni: "Per quanto l'ottimismo di Berlusconi sia proverbiale, definire fraintendimento le tante valutazioni di carattere politico su cui nel Pdl è necessario discutere, è non soltanto riduttivo ma soprattutto rischia di non contribuire a risolvere i problemi". Se sull'immigrazione tra Berlusconi e Fini un chiarimento sarebbe effettivamente avvenuto, resterebbero da chiarire (e risolvere) quei "problemi politici" nel Pdl sui quali il presidente della Camera ha posto l'accento.

La nuova stoccata del presidente della Camera avrebbe lasciato sorpreso il premier che non a caso, lasciando la kermesse dei giovani ai cronisti ribadisce il concetto: "Rispetto le posizioni espresse in questi giorni da Gianfranco Fini, sarei io il primo a difendere la sua libertà di espressione. Siamo pronti a lottare perchè ciascuno possa esprimere le sue opinioni". Il faccia a faccia con Fini resta confermato nell'agenda del premier ma resta anche la preoccupazione per il rischio che le tensioni se non superate, possano ripercuotersi sulla stabilità degli equilibri interni al Pdl.

In attesa del faccia a faccia con Fini dal vertice a Palazzo Grazioli era uscita solo la decisione di calendarizzare periodicamente "le riunioni della direzione nazionale, dell'ufficio di presidenza" e gli incontri "dei coordinatori nazionali con i capigruppo e i loro vice di Camera e Senato", spiega il premier davanti alle nuove leve del Pdl. E sulle regionali assicura di "non aver parlato di alcuna candidatura" anche perchè la prossima settimana ci saranno nuovi incontri con gli alleati, Lega in testa. Ma due nomi il Cav. li fa, sottolineando che si tratta del suo pensiero anche se su entrambi auspica l'accordo di tutti: Roberto Formigoni in Lombardia e "il sindaco di Reggio, Scopelliti in Calabria". E alla domanda di un giovane militante sull'ipotesi di un ritorno di Casini alla casa madre, il premier preferisce glissare concentrandosi sull'importanza di valorizzare le giovani leve secondo valutazioni meritocratiche nella formazione della classe dirigente.

Ad Atreju nella lunga conversazione con il ministro della Giovenutù Giorgia Meloni nella veste di coordinatrice nazionale della Giovane Italia, il presidente del Consiglio traccia il bilancio delle cose fatte dal governo, in politica estera, per contrastare gli effetti della crisi, sostenere famiglie e imprese, per rimettere in moto il Sistema Italia e ricostruire l'Abruzzo devastato dal terremoto. E nel lungo elenco degli "obiettivi raggiunti" e delle "promesse mantenute", c'è anche la notizia dello sblocco - quindi del possibile varo a breve - del decreto legge sulla semplificazione edilizia, provvedimento sul quale non era ancora stato raggiunto l'accordo con le Regioni (troppo distanti, finora, le posizioni sulle autorizzazioni paesaggistiche e sulle procedure per i progetti in zone sismiche). L'annuncio ufficiale non c'è ma l'ottimismo del premier sui premi di cubatura lascia intendere che gli ostacoli lungo la strada sono stati  rimossi: "Chi lo vorrà, presto, prestissimo, potrà presto ristrutturare il proprio immobile con un ampliamento della volumetria del 20% e fino al 35% in caso di demolizioni", ha assicurato il Presidente del Consiglio.

Si completa quindi il piano casa del governo dopo l'accelerazione impressa da Berlusconi appena una settimana fa sugli alloggi a canone moderato che consentiranno anche alle persone meno abbienti di acquistare un'abitazione. Ora si aspetta solo l'annuncio del varo del decreto (secondo indiscrezioni potrebbe arrivare già venerdì) sulle volumetrie e un'accelerazione da parte delle regioni (ad oggi solo 12 hanno approvato la legge, mentre le altre sette hanno semplicemente varato in Giunta un disegno di legge). Come dire, anche l'edilizia potrà presto ripartire.

Finale in surplace, con Berlusconi che ai giovani del Pdl racconta una barzelletta, duetta con la Meloni sul concetto di "attimo fuggente" e del "non sedersi sugli allori", senza rinunciare alle stoccate a Rep ("ho fatto un gran lavoro nell'interesse degli italiani e mi hanno detto che ero malato, figurarsi cosa avrei fatto se malato non fossi") sulla campagna mediatica sferrata contro di lui e sul "catastrofismo di certa stampa che fa il tifo per la crisi".

C'è spazio ancora per rivendicare che "gli italiani si riconoscono in me, sono uno che si è costruito da solo e che è stato povero, ho i loro stessi sentimenti e interessi" e per raccontarsi con una battuta che serve anche ad esorcizzare le tensioni degli ultimi giorni: "Mi piace il calcio, amo la vita e divertirmi, amo gli altri e tra gli altri amo soprattutto le belle donne, come tutti gli italiani che si rispettano". Tutto il contrario, chiosa Berlusconi, della "tristezza" che si legge sulle facce degli ex comunisti e  dei cattocomunisti.



 

Commenti
ALESSANDRO
10/09/09 10:19
Fini-??
Voglio fare una piccola precisazione il mio primo voto l'ho dato al MSI avevo 18 anni adesso ne ho 43.. quando Fini prese nelle mani il partito appoggiai con convinzione le sue virate, e credetemi di mal di pancia allora verso Gianfranco erano tanti.. Ma io ero convinto che ci voleva una destra moderna..Ora francamente a furia di virate. Fini si ritrova su rotte parallele a Bersani&C. Adesso non capisco Berlusconi tende a smorzare le polemiche e lui continua a prendere le distanze, come se la sua intenzione è rompere con il premier... Certo si parla di bocciatura del lodo Alfano.. Di nuovi pentiti di mafia che portano a Dell'Utri (berlusconi).. Come diceva il Divino Giulio a pensar male e peccato.. Non è che il caro Gianfranco si prepara ad essere premier di un governo di larghe intese.. vedesi scosse profetizzate dal baffino pugliese.. se così fosse dopo 25 anni di fedeltà verso Fini dovrò chiederne il divorzio... Alessandro
antonella
10/09/09 11:59
Fini ha stancato e non merita attenzione
Fini sogna di diventare premier in modo ignobile, con gli appoggi della sinistra e venendo meno al programma che i cittadini hanno votato. prla come i laici fanatici di estrema sinistra perche' conta sul loro appoggio per arrivare il Quirinale ma non comprende che la rovina della sinistra e' stata proprio il fanatismo per questo laicismo fondamentalista per cui credo che Qualcuno lo fermera. Alla fine si ritrovera' con un pugno di mosche in mano.
Ross
10/09/09 12:27
Il Presidente Fini sta
Il Presidente Fini sta giustamente prendendo le distanze da un premier sempre meno credibile, a cui manca il profilo e lo stile istituzionale che invece Fini ha (al di là delle escort, dal 2001 in 6,5 anni di governo cosa ha ha combinato di significativo Berlusconi?). Per cui è giusto che finalmente si faccia avanti. Se con larghe intese o senza, sicuramente Fini ha veramente il carisma che serve per fare le cose.
yussindaco
10/09/09 14:11
sono cristiano cattolico
sono cristiano cattolico anzi per dirla tutta laureato in scienze religiose quindi, gioco forza, non posso essere un elettore di destra (sono consapevole che la consecutio può non sembrarvi lapalissiana), riconosco e conosco tuttavia una certa nobiltà e dignità alla storia politica orientata in quel senso, non tutta ovviamente ma certa parte si, mi domando come sia possibile aver dato e contiuare a dar credito ad un soggetto così palesemente e sfacciatamente menzognero come s.b., davero la Vs. buona fede e il Vs. intelletto merita questo colossale e al tempo grossolano insulto? Ero giovane quando lo vidi apparire le prime volte per autopromuoversi e, senza l'aiuto di Repubblica o di chicchesia dissi al mio amico Peppe:chi è questo ciarlatano viscido? parla come uno che ha grossi problemi con la sua persona, sembra essere solo un puttaniere...! Mai avrei potuto immaginare che in Italia sarebbe diventato ciò che sappiamo (magari in Corea, in Centro-America, in Africa),un Almirante, uno Spadolini, un La Malfa l'avrebbero preso a pedate in qualsiasi luogo e in diretta. Con stima per la Vs. storia e per la Vs. buona fede salvatevi da questo cialtrone, sarà solo il Signore ad avere il potere post-mortem di non perderlo, io non lo voglio certo agl'inferi e figuriamoci Dio, ma al momento è solo il più goffo tentativo d'emulazione dell'anticristo.
yussindaco
10/09/09 15:02
.... ma su temete anche me?
.... ma su temete anche me? non avete pubblicato il mio commento! va bene la disperazione e la vergogna ma un sussulto d'orgoglio una volta nella vita?
Carlo
10/09/09 15:24
Fini
Fini si rende conto che sta solo tirando la volata alla Lega?
RICCARDO
10/09/09 15:34
Larghe intese?No meglio il
Larghe intese?No meglio il consociativismo o la solidarietà nazionale o perchè no un governissimo. E'stupefacente come si vogliano riesumare certe anticaglie appartenenti ad un politichese passato e da dimenticare.Ancora più stupefacente prendere per oro colato le esternazioni del Sign.Fini che in un passato non del tutto remoto definì Mussoli come il più grande statista della storia salvo poi ripensarci sopra pochi anni dopo allorchè bollò il fascismo come male assoluto.Salto mortale triplo!Vallo a capire questo sussiegoso Presidente della Camera.
antonella
10/09/09 16:18
ma quale carisma? Dall'ipocirsia al ridicolo
I valori che aveva MSI sono ormai solo della Lega Nord perche' AN con il buffone di Fini e' diventato il partito radicale ma con una differenza, Pannella faceva ridere senza essere ridicolo ed invece Fini e' talmente ridicolo da far vergognare coloro che lo hanno votato. Con la carica che ricopre dovrebbe stare zitto ed invece parla piu' del dovuto. Noi italiani non siamo dei lecconi come FINI e questo vorremo che fosse chiaro, non andiamo ad Israele con la cricca! http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-varie-2/fini-reagisce/fini-reagisce.html
Daniela Santus
11/09/09 19:45
Già, a Fini non basta
Già, a Fini non basta... e così Feltri e Il Giornale cercano nuovamente di "farlo rientrare nei ranghi", ma forse il premier Berlusconi non ne sarà di nuovo informato. D'altra parte, dopo aver consigliato ai giovani di non leggere i quotidiani, forse avrà deciso di non leggerli neppure più lui e di evitare così di sfogliare anche quelli di famiglia. So che il mio modo di scrivere può apparire provocatorio e irriverente, ma quando l'irritazione è troppa l'unico modo per riportare le cose entro i suoi giusti limiti appare proprio la satira. D'altra parte la storia ci insegna che l'informazione, il dibattito e il libero confronto (anche talvolta il civile scontro) fanno male: conducono alla riflessione e in qualsiasi regime tendente ad affossare le più elementari regole della democrazia vanno imbavagliati. I portatori di libero pensiero vanno dileggiati, oscurati, nella peggiore delle ipotesi internati come folli, quando non - in alcuni Paesi - incarcerati. Come vanno messi a tacere i giudici, soprattutto se rispolverano vecchie e scomode inchieste di mafia. Come non deve esserci rispetto per le convenzioni internazionali che garantiscono asilo ai rifugiati politici (da non confondersi ovviamente con gli immigrati clandestini che fuggono non tanto dalle guerre, ma dai mandati di cattura dei loro Paesi perchè macchiatisi di reati importanti). Come deve esserci assoluta e totale genuflessione nei confronti dei temi etici cari alla Chiesa Cattolica, leggasi testamento biologico, pillola RU 486 e simili. Pochi giorni fa l'accanimento di Feltri nei confronti della terza carica dello Stato si era esplicitato soprattutto nell'uso del termine “compagno”, adoperato come insulto per il semplice fatto che Fini è persona stimata e apprezzata dagli italiani a prescindere dalla loro scelta partitica al momento del voto. La grossolanità delle affermazioni veniva poi rimarcata da Laura Cesaretti che si rivolgeva ai “piddini” come a dei poveri smarriti che “se anche [Fini] gli avesse detto che Hitler e le SS non erano malaccio in confronto a Berlusconi, quelli avrebbero applaudito comunque”. Oggi Feltri e Il Giornale da lui diretto, dopo l'ottimo discorso di Gubbio del Presidente Fini, tornano all'attacco arrampicandosi nuovamente sui vetri e mettendo allo scoperto una verità importante: attaccano la persona perchè non possono attaccarne le idee. "Il compagno Fini spara sul centrodestra", "C'era una volta il dittatore del partito. Fini.", "Fini spara ma perde ancora colpi". Eppure Gianfranco Fini raccoglie consensi. Al contrario del Premier Berlusconi - che ad ogni uscita pubblica trova, accanto ai sostenitori, nutriti gruppi di oppositori - Fini riceve soltanto applausi. E’ persona stimata e apprezzata dagli italiani di ogni colore politico. E’ amato - checchè voi de L'Occidentale possiate pensare - da valdesi, cattolici, ebrei, islamici, laici. Giancarlo Lehner, deputato PdL, sostiene - sempre sulle pagine del quotidiani diretto da Feltri - che "Gianfranco fa lo struzzo e finge di non sapere che, senza Silvio e senza Umberto, avrà sì un grande futuro, ma sulle panchine dei giardinetti pubblici a conteggiare gli atterraggi dei piccioni". Davvero, caro Onorevole? Vuole scommettere con me? Cordialità, Daniela Santus
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