La nascita del Pdl ma anche uno sguardo all’opposizione con un fendente lanciato a Veltroni giudicato “leader inesistente”, senza dimenticare però anche la questione della legge elettorale per le Europee con l’ipotesi di uno sbarramento fissato al cinque per cento. Silvio Berlusconi non si risparmia per la prima riunione del “Comitato dei 100”, e davanti al parlamentino del Pdl riunito ieri nel Tempio di Adriano tocca tutte le questioni ora al centro del confronto politico.
Un intervento che poi qualche collaboratore giudicherà anche meno pungente di quello che aveva preparato nei giorni scorsi. Fatto sta che comunque il premier affronta tutti i punti all’ordine del giorno dell’agenda politica e chiaramente primo fra tutti quello della costituzione del Pdl. Come da programma il Cavaliere chiede ai “suoi” costituenti di “lavorare in fretta e di lavorare per il futuro” mettendo “uno stop al chiacchiericcio della politica e delle parole”. Per il momento però di date ufficialmente ancora non si parla. Troppo presto per cerchiare in rosso gli appuntamenti sul calendario e così meglio delineare una road map che a grandi linee indichi il da farsi. Ed allora Berlusconi individua come primo passo la definizione dello statuto che dovrà incassare il via libera definitivo del “Comitato” nei prossimi mesi, mentre a fine anno sono previste le assise di Forza Italia ed An per decretare lo scioglimento dei due partiti. Invece per quanto riguarda il congresso di costituzione del Pdl lo sguardo è rivolto a fine gennaio inizi febbraio del 2009 con la prospettiva di celebrare la prima festa nazionale a ridosso delle elezioni europee e quindi verso maggio 2009. Una tabella di marcia serrata quella che il Cavaliere detta al “suo pubblico” tra cui molto folta è la pattuglia dei ministri. Non mancano nemmeno deputati e senatori ed alcuni “esterni” come il governatore del Veneto Galan e quello lombardo Formigoni, da molti indicato come il futuro vicepresidente del Pdl.
Messa da parte la questione date il Cavaliere passa ad affrontare l’argomento della futura forma del nuovo partito. Pure qui nessuna certezza anche se i contorni della nuova creatura iniziano a delinearsi. “Una forza politica aperta che possa riferire a tutti gli elettori attraverso siti internet, sedi locali, circoli che manterremo vivi” spiega il premier che ormai guarda con insistenza all’esperienza americana. Ed infatti l’ipotesi è quella di costruire un partito con iscrizioni online che come spiega lo stesso coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini, a margine dell’incontro, consentirà a “milioni di persone di essere ricontattate, consultate e regolarmente coinvolte nella vita del nuovo soggetto politico”. Insomma un partito leggero, ben lontano da quello immaginato da An, e che sotto molti aspetti ricalcherà la struttura di Forza Italia. Un profilo in linea con gli ambiziosi obiettivi che si pone il Cavaliere sempre più orientato in un’ottica bipartitica: “Ora siamo al 40 per cento e dobbiamo puntare al 60 recuperando il consenso di tutti i moderati che non si riconoscono in questa sinistra che ha profondamente deluso gli italiani e che non andrà mai al governo perchè è legata alla vecchia linea e ai vecchi vizi”. E proprio alla sinistra ed al Pd il Cavaliere non dimentica di rivolgere accuse, attaccando frontalmente il suo leader Walter Veltroni colpevole di aver aperto al dialogo, per poi cominciare a rincorrere Di Pietro. “Veltroni è veramente inesistente – ha detto il premier - Dimentichiamo ogni speranza di poter collaborare con loro”. Dialogo finito, quindi, per il Cavaliere che spiega quanto la sinistra non sia minimamente capace di governare. “Se il Pd è questo- ha continuato - dimentichiamoci l’alternanza e prepariamoci a governare a lungo, per i prossimi 10-15 anni”. Da qui il riferimento all’azione di governo del centrodestra che fino ad ora il premier giudica positiva confermata anche dai sondaggi che evidenziano un indice di gradimento al 63,7 per cento, “un record nella storia d’Italia e della democrazia”.
Infine un accenno pure alla questione della legge elettorale per le prossime elezioni europee. Anche qui il Cavaliere sembra avere le idee chiare convinto che “lo sbarramento più logico per le elezioni europee è almeno al 5 per cento, per avere nel Ppe una grande maggioranza relativa capace di orientare la politica dell'Unione Europea”. Nessun dubbio anche sul fronte preferenze visto che “il sistema delle liste bloccate permette di avere professionisti che possono autorevolmente rappresentare il Paese all’interno delle commissioni del Parlamento europeo”. Adesso, chiusa la prima riunione del “Comitato”, il prossimo appuntamento è ai primi giorni di ottobre, a Milano, per la tradizionale Festa di An che diventerà una “cinque giorni Pdl”, alla quale interverranno Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, ministri ed esponenti di punta del Pdl. Un’altra occasione per parlare del progetto Pdl ed indicare le future tappe di avvicinamento.


