L’"opinionista di Micromega" (così si definisce con eccessiva modestia Pierfranco Pellizzetti, avrebbe potuto presentarsi altresì, e a ragione, come la mens più geniale di ‘Critica liberale’!) che spesso e volentieri scrive articoli esilaranti per ‘Il Secolo XIX’, nell’articolo del 19 giugno u.s., Il videopopulismo crepuscolo della democrazia, denuncia il "sistematico silenziamento dell’informazione pubblica" contenuto nelle "norme criminalizzanti, quali le recenti disposizioni in materia di pubblicazione delle intercettazioni". Come sosteneva il compianto Norberto Bobbio, la generazione dei diritti - come gli esami della commedia di Eduardo - "non finisce mai". Quello che ora ci viene proposto, last but not least, è il diritto alla gogna mediatica. E’ il trionfo di quel garantismo che trovò ieri in Saint-Just oggi nel più modesto Di Pietro i suoi più intransigenti assertori.


PIGRIZIA E CIALTRONERIA
Non capisco tutta questa
Ultimamente comincio a pensare che gli italiani siano davvero un popolo di ladri e mafiosi se tutti hanno paura di queste fantomatiche intercettazioni.
Le nostre attuali leggi sono abbastanza evolute da evitare cose che accadono nel paese più "democratico".
Spero solo che l'Italia apra gli occhi prima del disastro, giusto per rendersi conto dell'accaduto.
norme anti-intercettazioni
Non bisogna permettere,
MARCO TRAVAGLIO