Venerdì 10 Febbraio 2012
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L’attacco all’Hotel di Mogadiscio

Il kamikaze nascosto dal velo è il simbolo macabro del Jihad in Somalia

4 Dicembre 2009

Fra i ranghi e nella leadership del gruppo islamico Al Shabaab – “il partito della giovinezza” che controlla tre quarti della Somalia imponendo la Sharia – si contano un gran numero di militanti della internazionale jihadista, provenienti dal Golfo Persico, e spalleggiati dai fondamentalisti arabi ed egiziani. Al Shabaab, il “Movimento Popolare di Resistenza nella Terra delle Due Migrazioni” – è una filiazione delle Corti Islamiche che hanno controllato per anni il Paese durante la Guerra in Somalia degli ultimi quattro anni. Migliaia di giovani guerriglieri, fra locali e mercenari quaedisti, che combattono contro “i nemici dell’Islam” e tengono sotto scacco l’esercito regolare e le forze armate etiopiche.

Gli uomini di Al Qaeda nel Corno d’Africa sono esperti nelle tecniche di guerriglia a base di attacchi bomba suicidi, com’è avvenuto ieri, nell’Hotel Shamo di Mogadiscio, quando uno di loro – travestito da donna, sotto un velo integrale – si è infiltrato durante una cerimonia di laurea per studenti in medicina, facendosi esplodere e lasciando sul terreno qualche decina di vittime (il numero dei morti non è ancora stato confermato definitivamente). Alla cerimonia erano presenti tre ministri del debole governo di transizione somalo, che sono stati falciati dal kamikaze. La telecamera di uno dei giornalisti presenti (ammazzato anche lui) ha continuato a girare vorticosamente per terra trasmettendo il delirio di questa scena sanguinolenta.

Voci incontrollate dicono che nei circuiti delle intelligence circolava già da giorni la notizia dell’attentato, che adesso viene condannato con forza dall’Onu e dalle cancellerie delle grandi potenze. Il Dipartimento di Stato americano considera “il partito della giovinezza” un gruppo terrorista, perseguito anche dai governi australiano, norvegese e svedese; ma al di là delle doglianze di prammatica, resta l’immagine macabra di quel travestimento, la donna sotto il burqa, il simbolo di una sottomissione che sparge la morte intorno a sé.
 

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