Martedì 7 Febbraio 2012
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Dai Balcani al Caucaso

Il Kosovo non è l'Ossezia

23 Agosto 2008
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Putin l’aveva detto: l’indipendenza di Pristina sarà un precedente per accendere l’irredentismo nel Caucaso e nelle ex-repubbliche sovietiche oggi alleate dell’Occidente. In Georgia, la Russia si è presa la rivincita, favorendo i separatisti ossetini. Ma ogni situazione internazionale ha la sua storia, e il paragone tra Kosovo e Ossezia non regge.

Negli anni Novanta, gli albanesi-kosovari furono perseguitati in modo così brutale dal governo di Milosevic che la NATO attaccò la Serbia per mettere fine a quella che numerosi osservatori hanno definito una “pulizia etnica”. Le atrocità serbe nella ex-Jugoslavia non possono essere confrontate con le operazioni militari condotte dalla Georgia in Ossezia, nonostante la propaganda russa abbia parlato di migliaia di vittime ossetine nei primi giorni di guerra (se mai bisognerebbe tornare ai primi anni Novanta, i più cruenti del conflitto). A differenza della NATO, poi, la Russia è scesa in campo massicciamente, con l’aviazione, l’artiglieria pesante e i carri armati, violando l’integrità territoriale georgiana e lasciando mano libera ai cosacchi.  

Il Kosovo era una provincia autonoma della Jugoslavia, come sancito dalla Costituzione del 1974 che riconobbe a Pristina gran parte dei diritti di cui godevano le altre repubbliche della Federazione. L’autonomia concessa da Tito garantiva il rispetto della identità kosovara, della propria integrità territoriale, e della rappresentanza in tutti gli organi jugoslavi. Con lo smembramento della Federazione, la Serbia venne meno a questo patto avanzando rivendicazioni storiche sul Kosovo. Dal 1989 i kosovari iniziarono una lunga lotta di liberazione, con le armi e con mezzi pacifici, fino alla conquista dell’indipendenza da Belgrado.  

L’Ossezia del Sud non godeva degli stessi diritti all’interno dell’Unione Sovietica. Secondo la Costituzione del 1979, solo le 15 repubbliche che formavano l’Unione avevano il diritto alla secessione, ed è in questo contesto – mentre crolla l’URSS – che matura l’indipendenza della Georgia: nel grande gioco delle frontiere del Caucaso, l’Ossezia diventa una regione controllata da Tbilisi. 

In questo ventennio, il Kosovo ha progressivamente adempiuto alla maggior parte delle condizioni che la Convenzione di Montevideo del 1933 ritenne indispensabili per il riconoscimento internazionale di ‘nuovi’ stati: avere un territorio definito, una popolazione residente permanente, quella albanese (1,8 milioni di persone), un governo esclusivo, la capacità di intrattenere rapporti diplomatici con altri Paesi. Il Kosovo ha seguito e rispettato le diverse tappe del processo di “nation-building”, passando attraverso libere elezioni, la costituzione di un governo democratico, e la stesura di una carta costituzionale.  

L’Ossezia ha una propria integrità territoriale, ma non ha una popolazione permanente (gli ossetini hanno in prevalenza passaporto russo). Il suo governo provvisorio è isolato dal punto di vista internazionale ed è stato riconosciuto soltanto dalla Russia (quello di Pristina invece da 20 dei 27 membri dell’Unione Europea). Il Kosovo è stato per anni un protettorato delle Nazioni Unite ed oggi è uno stato sotto la tutela dell’Europa. La secessione dell’Ossezia del Sud non è mai stata nell’agenda del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che ha archiviato la questione com’è avvenuto con la Repubblica turca di Cipro del Nord.  

Gli Stati Uniti, il più fedele sponsor di Pristina, non si sono mai comportati come i russi. Per molto tempo hanno cercato di evitare che la Federazione Jugoslava implodesse tra guerre, caos e pulizia etnica; in Kosovo hanno  appoggiato (anche) movimenti pacifici, che si sono battuti per ottenere l’indipendenza con la resistenza passiva e altri metodi non-violenti.  

Curioso, se mai, è il modo con cui la comunità internazionale ha accettato l’intervento russo in Georgia. Un tacito consenso determinato dal menefreghismo verso quello che accade nel Caucaso. Ha scritto Anne Applebaum parlando del comportamento delle potenze occidentali: “Hanno prevalso la codardia, la debolezza, la mancanza di idee, ma soprattutto la distrazione verso eventi che dovevano essere prevenuti con un impegno più serio. E ora potrebbe essere troppo tardi”.  

Dopo infinite discussioni, la Risoluzione 1441 delle Nazioni Unite minacciò Saddam Hussein di gravi conseguenze se non avesse messo fine ai suoi programmi di riarmo a base chimica, biologica e nucleare – ma quando gli Usa invasero l’Iraq, per rovesciare una tirannia, si alzò un coro unanime di critiche e di proteste contro l’unilateralismo americano. Mosca è penetrata con i suoi carri armati nel cuore della Georgia senza aprire neppure una discussione all’interno delle Nazioni Unite sulla legittimità dell’intervento nella ex-colonia – uno stato sovrano membro dell’Onu. Cos’è stata quella di Putin se non un’azione unilaterale, condotta in spregio delle più basilari norme del diritto internazionale?  

Negli ultimi dieci anni, le potenze occidentali hanno cercato di normalizzare la situazione nei Balcani, di attutire le divisioni etniche e favorire le comunità che avevano raggiunto una riconciliazione (per esempio spingendo serbi e albanesi a cooperare in Kosovo). Questa politica ha avuto i suoi limiti, e sarebbe stupido guardarla con occhi romantici. Ma è meglio o peggio del post-imperialismo russo nel Caucaso? Qui la normalizzazione è avvenuta esaltando i settarismi, il nazionalismo, le opposizioni religiose. 

Sulle pagine del Corriere della Sera, Pierluigi Battista ha criticato “l’assolutismo etico” di quanti, in Occidente, si sono battuti per la libertà degli iracheni, dei ceceni e dei kosovari, e oggi – invece di schierarsi dalla parte dei più deboli (gli ossetini), stanno con il più forte (i georgiani). Peccato che in Ossezia c’è un partito, anzi, il partito chiamato Russia.  

“C’è davvero qualcuno disposto a pensare che Putin si sta battendo per l’indipendenza dell’Ossezia? – si è domandato Christopher Hitchens in un articolo apparso sulla rivista americana Slate – al contrario, questo popolo sarà semplicemente riassorbito nell’impero russo”. Allora chi è il Davide e chi il Golia nella battaglia tra georgiani e ossetini? 

 

Commenti
mauro
23/08/08 10:51
russi
Pensavamo che la Russia avesse accettato la sconfitta nella Guerra Fredda e metabolizzato le enormi perdite territoriali. Non era così, stavano semplicemente preparandosi a riprendersi tutto a tempo debito, non necessariamente con la conquista militare ma con l'intimidazione e il ricatto energetico prossimo venturo. Fecero lo stesso alla fine della Prima Guerra Mondiale, cedettero tutti i territori richiesti per avere l'armistizio, poi se li ripresero appena possibile. Per un russo la riserva mentale è la regola prima. Credevamo che la benevolenza mostrata dall'Occidente verso l'antico nemico vinto e la sua accettazione nel consesso delle nazioni democratiche fosse stata apprezzata. Niente di tutto questo: l'odio e il rancore sono ben evidenti nei comportamenti e soprattutto nelle sfacciate e arroganti dichiarazioni russe. Uomo avvisato, mezzo salvato, ora non potremo più dire che non sappiamo con chi abbiamo a che fare.
Andrea-F
23/08/08 10:58
L' "Ossezia non ha una
L' "Ossezia non ha una popolazione permanente"? Cosa vorrebbe dire cio? Gli Osseti sono un'antichissima popolazione indoeuropea e cristiana, che discende dagli Alani, e che etnicamente non ha nulla a che spartire con i Georgiani. Prima di scrivere certe cose sarebbe meglio informarsi e conoscere un po' di storia ed etnografia.
Il Discobolo
23/08/08 17:30
Il Kosovo non è l'Ossezia
L'articolo è un divertente esempio di arrampicarsi sugli specchi per celare il tipico doppio standard. Ma è corretto nel titolo. Il Kosovo non è l'Ossezia, ovvero l' Ossezia non è il Kosovo. Infatti in Kosovo la Russia poteva solo reagire a parole. Per la Georgia sono gli "altri" a non poter far altro che chiacchiere... Naturalmente, ci son sempre i missili a testata nucleare se qualcuno avesse voglia di alzare troppo la voce. Ma a chi conviene? Non ai russi che stanno facendosi finalmente case nuove e belle, nè agli americani che si vedono la loro sottratta perchè non hanno per pagare il mutuo. E nemmeno a noi europei dell'Ovest, che sempre con più difficoltà arriviamo a fine mese. Pensiamo alle cose serie, a risolvere i problemi del mondo, ad un sistema internazionale equilibrato e armonicamante interdipendente, e mandiamo i vari Saakascavoli in un negozio di cravatte per curarsi il nervoso.
Giovanni da Roma
24/08/08 06:31
Il vero problema è l'ampliamento della NATO ad est.
Condivido in gran parte le osservazioni dell'autore. Ma mi chiedo anche perchè i russi di Ossezia e Abkazia - maggioranza nelle due regioni - non possano ricongiungersi alla madrepatria. E poi che significano le basi NATO alle frontiere della Russia, finora definita amica dalle diplomazie occidentali ? C'è molta ambiguità, poco rispetto e nessuna real-politik verso Mosca, che sembra aver scelto i tempi giusti per la "sua" politica estera: Afganistan e Pakistan esplodono; Tibet e Sinkiang svergognano Pechino; Teheran continua ad armarsi mentre il petrolio manca agli altri, non certo ai Russi. Saluti
Anonimo
25/08/08 16:13
Articolo di Santoro
Santoro non conosce nè la storia, nè il diritto internazionale.
Anonimo
27/08/08 08:57
Anche la Serbia è uno stato
Anche la Serbia è uno stato sovrano e allora.Bombardamento della Serbia è un crimine enorme.19 paesi senza permesso di OUN hanno distrutto un paese libero e sovrano per regalare alla mafia albanese lo stato fasulo.Occidente è nient'altro che un gruppo dei potenti criminali che usano doppio standard e gioccano con la storia dei diritti umani secondo i proprii interessi.Basta ipocrisia!Adesso andiamo a vedere la indipendenza della Corsica,Padania,Baschia,scioglimento di UK(finalmente la caduta di tirania peggiore di tutti i tempi)e sarebbe anche utile indipendenza della California e Texas.Basta con dollarocrazia il mondo è stanco di falsa democrazia occidentale!
carlo
27/08/08 12:44
il Kosovo non e' l'Ossezia...
Mi sento di ringraziare R.Santoro per il suo articolo che, con discreto equilibrio tenta di fornire una chiave di lettura della situazione geopolitica attuale. Mi permetto, però, di fare alcune osservazioni visto che, soprattutto leggendo l'animosità di alcuni commenti, le iniziative intraprese dagli organismi internazionali in passato sembrano aver scontentato una gran parte degli interessati. In particolare, ritengo che i kosovari di etnia serba si siano visti negare la possibilità di decidere il proprio destino in una regione che andava disgregandosi. Non voglio entrare affatto nel polverone che si alza ogniqualvolta si è tentato di individuare le responsabilità del conflitto con la serbia per la "liberazione" del kosovo, certo è che non è stata data alcuna possibilità concreta ai profughi serbi di rientrare nelle loro case. Ricordo anche, per esperienza personale, che quando alcune centinaia di questi si sono presentati ai confini fra il kosovo e la serbia gli è stato negato il diritto di accedere ad una porzione di territorio ancora formalmente indiviso. Sono convinto che, ancora oggi, se le migliaia di serbi costrette ad allontanarsi dalle loro case in kosovo tornassero a bussare ai confini del neo stato si vedrebbero la strada bloccata da Kps e Kfor. E questo, indipendentemente dall'essere pacifici e inermi, semplicemente perchè nessuno sarebbe in grado di frenare la carneficina che ne seguirebbe. Dopo questa premessa, è evidente che la Russia abbia agito con la solita grazia che la contraddistingue da secoli, ma è innegabile che non è il tempo a rendere lecita una determinata azione che nasce con presupposti che, in punta di diritto (internazionale), sono perlomeno contestabili. Oggigiorno, trovo sempre più ridicolo continuare a parlare di sovranità territoriale o di risoluzioni ONU...la Turchia bombarda il nord dell'Iraq, il medio oriente è settimanalmente infiammato da interventi armati sovradimensionati, gli USA presentano coalizioni di stati per giustificare gli interventi in Iraq e Afganistan, anche quando i contingenti di supporto sono spesso costituiti da meno di dieci unità. Onestamente, ritengo che molti di questi interventi fossero necessari, anche se forse non opportuni o adeguati, ma voler interpretare il diritto internazionale a proprio piacimento mi sembra una pericolosa forzatura, tant'è che lo spirito indipendentista di piccoli angoli della terra sta prendendo sempre più piede. Forse, il kosovo non è l'ossezia solo perchè simili sono le distanze, in termini fisici, fra gli indipendentisti e i paesi che li appoggiano ma ben diverse erano le possibilità di intervento in serbia per la russia rispetto a quelle che gli usa hanno in georgia. Resto però fiducioso che il braccio di ferro in atto si limiterà alla semplice esibizione dei muscoli...magari in previsione di qualche futuro sviluppo in altre aree.
Anonimo
27/08/08 13:47
Basta con doppi standard
Signor Santoro farebbe bene informarsi prima di scrivere.
giorgio
28/08/08 07:47
paragoni
Su una cosa sola si puo' essere d'accordo: il paragone non regge! Per il resto l'articolo riferisce punti di vista molto parziali e informazioni inesatte: 1) la repressione yugoslava in Kosovo non e' stata per niente piu' brutale di quella georgiana in Ossezia, ma neanche di quella turca in Kurdistan, o di quella inglese in Irlanda o di quella americana in Iraq o di quella della NATO in Afghanistan 2) non c'e' stata nessuna pulizia etnica ai danni degli Albanesi (l'esodo e' successivo all'inizio dei bombardamenti: e' l'inversione del rapporto causa-effetto!), semmai dopo la conquista da parte della NATO ai danni dei Serbi 3) non esiste nessuna "identita' kosovara": c'e' solo una forte maggioranza di Albanesi e una minoranza di Serbi e di altri gruppi etnici... 4) non c'e' stata nessuna "conquista dell'indipendenza" da parte degli Albanesi: c'e' stata un occupazione militare straniera a seguito di una sostanziale capitolazione venuta dopo 78 giorni di bombardamenti di tutta la Yugoslavia 5) il Kosovo non ha un territorio definito (non esercita nessuna sovranita' sulla parte nord), la popolazione non e' "permanente" (sono stati cacciati via 200mila cittadini e non e' noto il numero di immigrati illegali), non ha un governo esclusivo (ha due assemblee e il "governo" non e' riconosciuto tale da tutti), non e' in grado di intrattenere relazioni diplomatiche con 145 paesi al mondo! 6) gli Stati Uniti (e l'europa) sono i principali responsabili della guerra civile nella ex YU: l'hanno innescata con il riconoscimento sconsiderato delle secessioni, l'hanno fomentata impedendo di fatto il raggiungimento di un accordo (vedi Bosnia) e infine l'hanno combattuta in prima persona (con l'attacco illegale del 1999). Cio' che ha fatto l'occidente in Yugoslavia e' scandaloso e ancora piu' disdicevole e' l'atteggiamento di ergersi ora a vestali della legalita' internazionale. Ben venga la mossa della Russia se servira' a riportare almeno un po' di decenza nei rapporti tra nazioni e nelle dichiarazioni dei nostri sciagurati governanti.
carlo
01/09/08 14:21
Il Kosovo non è l'Ossezia
il commento di Giorgio ripercorre magnificamente gli eventi del kosovo e di altre regioni, anche se, a dire il vero, l'interpretazione si presta ai polveroni che tanto vorrei poter lasciare fuori dalle tranquille discussioni che mi propongo. Dovrebbero servire ad evitare gli errori del passato più che a far perdere energie ai vecchi contendenti. Non credo che la Russia sia attualmente interessata a riportare in auge il diritto internazionale...ha solo bisogno di una rinnovata sfera d'influenza. Certo che le risposte dell'UE sembrano metterla alle strette e non mi pare che abbia altro da mettere sul piatto della bilancia (a parte gas e mercato). La vera tragedia è per le popolazioni coinvolte, già affamate prima della guerra...ma anche questo è business, immaginate l'interesse per UN e le sue agenzie, prima fra tutte l'UNHCR, per OCSE e per tutte le NGO trascinate più dal voler fare che dal saper fare...una nuova occasione per fare esperienza e per costruirsi un CV, tanto nessuno controlla i risultati
Martino
20/09/08 14:31
bravo Giorgio!
Bravo Giorgio! Che le tue parole rimbombino nelle orecchie di tutti, poiché la verità è questa, e va raccontata come tale. Prima o poi si ritirerà quella cortina di fumo che tuttora avvolge molte rievocazioni della vicenda kosovara da parte della stampa, che come dici tu troppo spesso distorce e ribalta le sequenze e il rapporto causa-effetto. Abbiamo un grande debito nei confronti della Serbia, ricordiamocelo.
03/10/08 20:07
Ciechi e sordomuti...
Giusto ! Kosovo si e Ossezia no. Perché si dovrebbe ragionare allo stesso modo ? In kosovo c’era la Nato e in Ossezia la Russia… Ah.. già che la Russia ha più forze militari della Nato (che sarebbe tutto il mondo!) Peccato che chi scrive non sia stato giorno e notte per 78 giorni sotto le bombe Nato che non sono diverse da quelle americane, russe o di vatte la pesca.. le bombe uccidono e basta.. chiunque le tiri.. Le atrocità della ex yu non sono come quelle dell’Ossezia perché in ex yu le persone sono differenti, sono piu’ buone, sono… ??? Ma perché quando si muore in un posto o in un altro che differenza c’è ??? Se nel 1989 i kosovari iniziarono… nel 1999 la risoluzione Onu lascia il Kosovo alla Serbia. Le “libere elezioni”, la “carta costituzionale” alle quali si è arrivati con mezzi pacifici e con le armi (già qui c’è da ridere) sono state fatte dall’U.C.K, la mafia pura e semplice. Le persone oneste legate al partito di Rugova sono sottoterra e non possono neanche più esprimere il loro parere. Gli Stati Uniti non si sono mai comportati come i Russi ? Ma se hanno nel Kosovo la loro più grande base in Europa e da questa base spariscono anche i criminali incarcerati. Piuttosto dite che “per fortuna” i russi non si sono comportati come gli americani e ringraziamo il cielo ! Se l’occidente volesse aiutare i balkani non starebbe indifferente davanti al pogrom che i serbi stanno subendo in kosovo. Qui chi è il Davide e chi è il Golia adesso ???
04/10/08 11:05
kosovo/ossezia
Giusto ! Kosovo si e Ossezia no. Perché si dovrebbe ragionare allo stesso modo ? In kosovo c’era la Nato e in Ossezia la Russia… Ah.. già che la Russia ha più forze militari della Nato (che sarebbe tutto il mondo!) Peccato che chi scrive non sia stato giorno e notte per 78 giorni sotto le bombe Nato che non sono diverse da quelle americane, russe o di vatte la pesca.. le bombe uccidono e basta.. chiunque le tiri.. Le atrocità della ex yu non sono come quelle dell’Ossezia perché in ex yu le persone sono differenti, sono piu’ buone, sono… ??? Ma perché quando si muore in un posto o in un altro che differenza c’è ??? Se nel 1989 i kosovari iniziarono… nel 1999 la risoluzione Onu lascia il Kosovo alla Serbia. Le “libere elezioni”, la “carta costituzionale” alle quali si è arrivati con mezzi pacifici e con le armi (già qui c’è da ridere) sono state fatto dall’U.C.K, la mafia pura e semplice. Le persone oneste legate al partito di Rugova sono sottoterra e non possono neanche più esprimere il loro parere. Gli Stati Uniti non si sono mai comportati come i Russi ? Ma se hanno nel Kosovo la loro più grande base in Europa e da questa base spariscono anche i criminali incarcerati. Piuttosto dite che “per fortuna” i russi non si sono comportati come gli americani e ringraziamo il cielo ! Se l’occidente volesse aiutare i balkani non starebbe indifferente davanti al pogrom che i serbi stanno subendo in kosovo. Qui chi è il Davide e chi è il Golia adesso ???
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