Martedì 22 Maggio 2012
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Italia nucleare

La risposta di Berlusconi al FT:
"Il nucleare porta lavoro ed è sicuro"

1 Ottobre 2010

Se anche il Financial Times di Londra se ne accorge vuol dire che sotto c'è qualcosa di importante. In un articolo dei giorni scorsi il giornale finanziario londinese dichiara che il nucleare è al centro della rinascita politica ed economica in Italia. Anticipando le dichiarazioni fatte ieri dal premier Berlusconi che ha confermato il piano nucleare italiano, rilanciandolo.  

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Se anche il Financial Times di Londra se ne accorge vuol dire che qualcosa di importante c’è sotto. In un articolo dei giorni scorsi il giornale finanziario londinese dichiara che il nucleare è al centro della rinascita politica ed economica in Italia. Attraverso il nostro dossier nucleare abbiamo presentato più e più volte la necessità di un rilancio dell’energia nucleare in Italia.

I motivi sono molti – ambientali (si veda solo il recente articolo “Cominciamo col dire che il nucleare fa bene all'ambiente e riduce le emission” fra i molti), di sicurezza energetica, ed economici (si vedano gli studi dell’ Istituto Bruno Leoni ed il recente studio di Ambrosetti House). In aggiunta un industria nucleare dimostrebbe le capacità tecnologiche ed innovative del nostro paese e fungerebbe da catalizzatore per un progresso di innovazione economica con enormi benefici per l’Italia. Non siamo solo noi a dire questo, ma scienziati, industriali, economisti e molti altri.

La lunga attesa, però, sta lentamente ma inesorabilmente esaurendo la pazienza dei ‘supporters’ del nucleare. L’impasse politica nel Ministero dello Sviluppo Economico e nel lancio dell’ Agenzia Nucleare sta mettendo a rischio l’intero programma. Il Financial Times riporta la frustrazione sia di Emma Marcegaglia, in rappresentanza dell’industria, che di Chicco Testa. La speranza è che il voto di fiducia di mercoledì sblocchi una serie di provvedimenti accumulate negli ultimo mesi. Il primo su tutti deve essere la nomina del Ministro per il MSE e a seguire le nomine a capo dell’Agenzia.

Il Sottosegretario Saglia ha recentemente affermato che la Strategia Nucleare è quasi pronto, in attesa del lancio ufficiale dell’ Agenzia. Tutto allora potrebbe ripartire veloce a seguito del voto di due giorni fa. Ma come si sa il tempo vola, e di tempo ne è rimasto poco se si vuole avere la prima central operative per la fine del decennio. Difficile dire quando è il momento di ‘non-ritorno’, ma se le nomine e la strategia non sono in piedi per i primi di novembre (e di certo prima di Natale) il futuro del nucleare in Italia sarebbe a rischio. E come dice il Financial Times non è solo il futuro dell’energia nucleare, ma è anche in parte la speranza per sbloccare l’Italia verso un percorso di competitività e crescita economica.

 

Commenti
Anonimo
02/10/10 11:42
Allora
propongo dei siti: il parco della Villa di Arcore il parco della villa della Maddalena... Tanto è sicuro, no?
Ezio Bussoletti
03/10/10 17:18
L'articolo mi è piaciuto
L'articolo mi è piaciuto molto; mi permetto però di commentare che se le preoccupazioni della Marcegaglia vanno prese sul serio, visto quello che lei rappresenta, riesco a dormire serenamente invece pur informato di quelle di Testa. Il personaggio ha già fatto notevoli danni nella sua vita, coperto dai suoi vari sodali di partito che ne condividevano le scelte. Il suo "ravvedimento" postumo va rispettato, come quello di chiunque ritenga di cambiare idea, ma non lo considero così strategico per il paese da meritare gli onori della cronaca. Nonostante il livello medio di molti sedicenti opinion makers italiani non ritengo Testa uno di loro ma piuttosto qualcuno che è bene che faccia il suo businness, e taccia.
Anonimo
04/10/10 16:13
Perchè mai
non leggere la notizia originale? Non è proprio uguale uguale a quello che riportate voi :D -------------------------------------------------- Hopes rise over end to Italy paralysis By Guy Dinmore in Rome Published: September 28 2010 19:43 | Last updated: September 28 2010 19:43 Scandals and bitter infighting within Silvio Berlusconi’s centre-right government have yielded memorable moments of political theatre. But behind the headline-grabbing spectacle, Italy’s business leaders are growing impatient with months of paralysis and hoping a showdown in parliament on Wednesday will break the impasse. Mr Berlusconi’s presentation of his government’s agenda, expected to be followed by a vote of confidence, should reveal whether his coalition has the numbers to struggle on. Alternatively the stage could be set for early elections which few seem to want, not least the business community. Meanwhile, a list is growing of key decisions and appointments waiting to be made – for an industry minister to succeed Claudio Scajola, who quit over a property scandal in May, a new head of the stock market regulator Consob, and a new chairman for the antitrust authority. Venting her frustration, Emma Marcegaglia, head of Confindustria, the main employers’ association, is urging politicians to stop their “show” and get on with business. The patience of enterprises, workers and families was being exhausted, she said last week. Stalled plans to relaunch Italy’s nuclear industry illustrate the sense of stasis. The government is more than seven months late in creating a nuclear safety agency, a crucial step towards identifying sites for nuclear waste and four nuclear power plants to be built by a joint venture of Enel, the domestic utility, and France’s EDF, which announced their plans more than 18 months ago. According to Chicco Testa, managing director of Rothschild in Rome and head of a lobby representing major companies in the nuclear industry, Mr Berlusconi has put such appointments on hold until he resolves the shifting balance of power. Existing and new allies need to be rewarded with plum posts. Gianfranco Fini, the prime minister’s former ally who now leads a breakaway faction, dubs it the Standa system, after a supermarket chain Mr Berlusconi used to own. “Italy has the problem of choosing the right people for really independent agencies. Friends get appointed instead of experts in the public administration,” says Mr Testa. Italy’s failure to complete major infrastructure projects is systemic and Mr Berlusconi has failed to deliver, he adds. “No one in this country is in favour of change or modernisation. We are full of conservatives,” he explains. Mr Scajola, the driving force behind Italy’s nuclear renaissance who was replaced “temporarily” by Mr Berlusconi himself, is sorely missed by the industry. Many would like his job. Massimo Calearo – elected to parliament for the opposition Democratic party in 2008 but considering switching his support to Mr Berlusconi – says in a newspaper interview there is a “queue” for the post and he would gladly consider it. Once a leader in nuclear power, Italy decommissioned its four power stations after Italians voted for a moratorium following the 1986 Chernobyl disaster. Mr Testa was then a leading anti-nuclear campaigner. He now argues that Italy needs to go nuclear again to be price competitive, cut greenhouse gas emissions and, as the only country in the G8 leading industrial nations without it, to “build its muscle” on the international stage. Copyright The Financial Times Limited 2010.
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