Martedì 22 Maggio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
Luci e ombre di Benedetto XVI

Il Papa migliore

14 Aprile 2010
Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.jpg

Non tutti erano sempre d’accordo con Papa Giovanni Paolo II, ma tutti sembravano amarlo. Prestante e carismatico, con il fascino d’un attore e la sicurezza di uno statista, Wojtyla ha trasformato il papato da un anacronismo italiano in un fenomeno planetario. La sua autorevolezza ha consolidato una Chiesa in bilico, la sua personale spiritualità ha ispirato una nuova generazione di giovani cattolici. “Santo subito!” (in italiano nel testo, ndt) gridava la folla romana nelle ultime ore della sua vita.

La folla non griderà per Benedetto XVI. Per il mondo intero, Joseph Ratzinger è un Papa molto più difficile da amare: più introverso del suo predecessore, meno politico e meno viaggiatore, con le rughe e i tratti di un vecchio zio un po’ sinistro. Mentre Giovanni Paolo II si intratteneva con presidenti e rock star, il Cardinale Ratzinger badava alla ditta a Roma, duellando con i teologi liberali con il nomignolo di “Rottweiler di Dio”. Ci si aspettava che il suo premio fosse la pensione e il ritorno alle attività di insegnamento. Invece è stato chiamato al trono di Pietro, e – a quanto pare – al disastro.

Lo sgocciolare di casi di abusi sessuali dal passato di Benedetto è cominciato un mese fa con un serio incidente: un prete pedofilo restituito al servizio sacerdotale a Monaco per volere dei sottoposti dell’allora Arcivescovo Ratzinger e forse non a sua insaputa.

L’ultima “pistola fumante” a suo carico però produce più fumo che fuoco. Il Papa è oggi criticato non per aver consentito o coperto le azioni criminose, ma perché tra gli anni ’80 e ’90, la burocrazia vaticana si è mossa lentamente nel decidere la riduzione allo stato laicale di quei preti che erano già stati rimossi dal loro ministero. Ma anche il solo fumo è abbastanza dannoso. “Il fallimentare papato di Benedetto XVI” titolava una recente copertina di “Der Spiegel”, il settimanale della sua nativa Germania. Se si deve giudicare un pontefice dalla sue capacità espansive, vuoi verso i credenti più tepidi e verso il mondo secolare, questo giudizio è forse accurato. In mezzo a quest’ultima ondata di scandali, il cattolicesimo avrebbe avuto bisogno del magnetico Giovanni Paolo, maestro di grandi gesti e di commoventi atti di pentimento. Invece la Chiesa è incappata in Benedetto, libresco, sempre sulla difensiva e non all’altezza del compito.

Ma c’è un'altra storia da raccontare su Giovanni Paolo II e il suo assediato successore. L’ultimo Papa è stato un grand’uomo ma anche un debole amministratore: incapace di delegare e qualche volta pessimo giudice dell’altrui carattere.

I ritardi nelle risposte della Chiesa allo scandalo degli abusi sessuali è un lascito di questa debolezza. Lo stesso vale per l’amicizia tra Giovanni Paolo e Marcial Maciel Degollado, il fondatore dei Legionari di Cristo. Wojtyla lo ha amato e difeso. Ma noi oggi sappiamo che Padre Maciel era un sociopatico sessuomane. E grazie ad una recente inchiesta di Jason Berry per il National Catholic Reporter, sappiamo anche il segreto del successo di Padre Maciel in Vaticano: era uno straordinario fund-raiser, e i fondi che raccoglieva spesso fluivano verso la stretta cerchia di Giovanni Paolo II.

C’è solo una persona che da quell’inchiesta ne esce bene ed è Joseph Ratzinger. Jason Berry racconta di quando il futuro Papa tenne una lezione ad un gruppo di Legionari di Cristo e alla fine gli venne consegnata una busta di denaro “per il suoi usi di beneficienza”. Il Cardinale, dice un testimone, “fu spietato ma in modo molto cordiale” e respinse l’offerta.

Non è un caso isolato. Nel 1990, fu Ratzinger a spingere per una inchiesta approfondita sul caso di Hans Hermann Groer, il cardinale viennese accusato di pedofilia, ma fu il Vaticano a bloccare i suoi sforzi. E fu ancora Ratzinger a convincere Giovanni Paolo II nel 2001 a centralizzare nel suo ufficio il caotico sistema che la Chiesa usava nel gestire le accuse di abusi sessuali. Fu Ratzinger, nel 2004, a riaprire l’inchiesta dormiente contro Maciel Degollado, appena qualche giorno dopo che Giovanni Paolo II aveva onorato i Legionari di Cristo con una cerimonia in Vaticano. E fu Ratzinger, ormai Papa Benedetto, a spedire Maciel in un monastero e a ordinare una nuova e complessiva inchiesta sul suo ordine.

Così, mentre Giovanni Paolo II volava alto e lasciava che gli scandali gli passassero sotto i piedi, l’ombroso Ratzinger rimaneva con i piedi per terra a ripulire. Questo modello di comportamento vale anche per altri problemi che l’ultimo Papa tendeva ad evitare, dalla destabilizzazione della liturgia cattolica al montare dell’Islam in un’Europa sempre più de cristianizzata. E si estende anche alla qualità e al calibro dei vescovi di Santa Romana Chiesa, con le nomine di Benedetto ampiamente considerate un miglioramento rispetto alle scelte del predecessore. Non è una coincidenza se alcune tra le più convincenti risposte ecclesiali allo scandalo degli abusi sono venute da voci vicine all’attuale papa.

Benedetto ha fatto abbastanza per ripulire la sua casa e mostrare pentimento? Purtroppo no. Il suo Vaticano ha risposto all’ultima tornata di scandali con risentimento e poco cristiana autocommiserazione? Assolutamente sì. Potrà questo pontefice riconquistare il tipo di fiducia e ammirazione per sé stesso e per il suo papato di cui ha goduto Giovanni Paolo II? Impossibile.

Ma per quanto possa sembrare strano dirlo oggi, Benedetto può già meritare di essere ricordato come il papa migliore.

Tratto da New York Times.

Commenti
Bobo
14/04/10 15:45
Articolo fantastico
Avete fatto benissimo a tradurre questo articolo. Ho sempre amato di + Benedetto XVI che non il suo predecessore... Non conoscevo tutti i fatti che vengono raccontati qui, ma un po' li intuivo... A Giovanni Paolo II perdonavano moltissimo, a Ratzinger non solo non perdonano niente, ma gli accollano colpe non sue...
Euplio Franco
15/04/10 07:34
Perdonare a chi ?
Bobo, ho l'impressione che la retorica dei giornali ti abbia portato fuori strada. Fai mente locale e torna a qualche anno prima che Wojtyla morisse: gli articoli della nostra stampa "progressista" erano tutti di critica alla posizione del Papa, alla sua chiusura verso le istanze del modernismo, alla caparbietà con cui impediva alla Chiesa di appoggiare posizione moderne ormai irrinunciabili (penso al diritto ad abortire). E se leggi il famoso New York Times di quegli anni, non trovi di meglio: ti ricordi le proteste delle associazioni dei gay quando Giovanni Paolo II andò negli USA? La verità è che per questa gente l'unico Papa buono è un Papa morto. E credimi, non lo dico come facile battuta.
Bobo
15/04/10 21:16
Euplio, sulla stampa
Euplio, sulla stampa progressista sfondi una porta aperta con me. Ma quelli, perdonami, non fanno testo: sarebbero contenti solo se vedessero diventare Papa Hans Kung, o forse neanche...La tua frase finale è tristemente azzeccata, purtroppo. quello che intendevo dire è che Giovanni Paolo II godeva, anche per meriti propri ovviamente, di un "ombrello" mediatico che si è volatilizzato con la sua morte. Anche all'epoca emergevano scandali nella Chiesa (finanziari, sessuali,etc) ma i grandi media "neutrali" (ripeto, non parlo di Repubblica) , pur dandone notizia, non li enfatizzafano, e soprattutto li trattavano come casi sporadici, senza incorniciarli in un atto di accusa sistematico alla Chiesa e al Papa.
S/R
16/04/10 10:02
Ci si marcia..
Posto che la Chiesa è un'organizzazione politica fatta da uomini e di uomini, sono innegabili peccati, scandali e crimini. Ovviamente questi vanno puniti e corretti, e i responsabili devono essere soggetti alla legge. Non ci piove. A me Ratzinger non è mai piaciuto, e non sono il migliore dei fedeli. Detto ciò, vorrei anche però far notare che il battage mediatico anticlericale è insopportabile. Oggettivamente, tutto questo polverone – per quanto gravissimo e serio nel modo più preoccupante – legato agli abusi perpetrati sui minori forse nasconde anche qualcos'altro (oltre a una piaga – la pedofilia- che non è certo esclusiva degli ambienti ecclesiastici, ndr). Credo infatti che in tempi di mediatizzazione selvaggia e decadimento di ogni valore che non sia quello puramente materiale e legato all'immagine, un'organizzazione come la Chiesa, e un Papa poco ruffiano come Ratzinger, siano assai scomodi. Dunque, quale modo migliore per delegittimare l'istituzione e allentare ulteriormente i legami di una società che si sfalda ogni giorno di più, se non cavalcare ogni possibile scandalo? E quale mezzo migliore dei soliti mass media? Sono in parte d'accordo con l'articolo; questo Papa è meno tollerante (ma chi ha detto che quando tutto intorno va allo sfascio forse forse non sia quello che ci vuole?) ma forse più attento in altri ambiti che siano più urgenti di quello dell'immagine. E forse anche questo al giorno d'oggi è una colpa.
S/R
16/04/10 10:03
Ci si marcia..
Posto che la Chiesa è un'organizzazione politica fatta da uomini e di uomini, sono innegabili peccati, scandali e crimini. Ovviamente questi vanno puniti e corretti, e i responsabili devono essere soggetti alla legge. Non ci piove. A me Ratzinger non è mai piaciuto, e non sono il migliore dei fedeli. Detto ciò, vorrei anche però far notare che il battage mediatico anticlericale è insopportabile. Oggettivamente, tutto questo polverone – per quanto gravissimo e serio nel modo più preoccupante – legato agli abusi perpetrati sui minori forse nasconde anche qualcos'altro (oltre a una piaga – la pedofilia- che non è certo esclusiva degli ambienti ecclesiastici, ndr). Credo infatti che in tempi di mediatizzazione selvaggia e decadimento di ogni valore che non sia quello puramente materiale e legato all'immagine, un'organizzazione come la Chiesa, e un Papa poco ruffiano come Ratzinger, siano assai scomodi. Dunque, quale modo migliore per delegittimare l'istituzione e allentare ulteriormente i legami di una società che si sfalda ogni giorno di più, se non cavalcare ogni possibile scandalo? E quale mezzo migliore dei soliti mass media? Sono in parte d'accordo con l'articolo; questo Papa è meno tollerante (ma chi ha detto che quando tutto intorno va allo sfascio forse forse non sia quello che ci vuole?) ma forse più attento in altri ambiti che siano più urgenti di quello dell'immagine. E forse anche questo al giorno d'oggi è una colpa.
S/R
16/04/10 10:07
Ci si marcia..
Posto che la Chiesa è un'organizzazione politica fatta da uomini e di uomini, sono innegabili peccati, scandali e crimini. Ovviamente questi vanno puniti e corretti, e i responsabili devono essere soggetti alla legge. Non ci piove. A me Ratzinger non è mai piaciuto, e non sono il migliore dei fedeli. Detto ciò, vorrei anche però far notare che il battage mediatico anticlericale è insopportabile. Oggettivamente, tutto questo polverone – per quanto gravissimo e serio nel modo più preoccupante – legato agli abusi perpetrati sui minori forse nasconde anche qualcos'altro (oltre a una piaga – la pedofilia- che non è certo esclusiva degli ambienti ecclesiastici, ndr). Credo infatti che in tempi di mediatizzazione selvaggia e decadimento di ogni valore che non sia quello puramente materiale e legato all'immagine, un'organizzazione come la Chiesa, e un Papa poco ruffiano come Ratzinger, siano assai scomodi. Dunque, quale modo migliore per delegittimare l'istituzione e allentare ulteriormente i legami di una società che si sfalda ogni giorno di più, se non cavalcare ogni possibile scandalo? E quale mezzo migliore dei soliti mass media? Sono in parte d'accordo con l'articolo; questo Papa è meno tollerante (ma chi ha detto che quando tutto intorno va allo sfascio forse forse non sia quello che ci vuole?) ma forse più attento in altri ambiti che siano più urgenti di quello dell'immagine. E forse anche questo al giorno d'oggi è una colpa.
17/04/10 20:16
MA QUALE MIGLIORE
E che dire delle due bambine australiane, ripetutamente violentate a Melbourne dal loro insegnante elementare padre Kevin O’Donnell tra il 1988 e il 1993. E perché il cardinale di Sydney George Pell ha insabbiato l’inchiesta ed altri come questi? Perché ha ostacolato gli indennizzi alle famiglie? Il colpevole si era macchiato di un duplice stupro su Emma e Katherina Foster. Emma si è impiccata nel 2008, non riuscendo a superare il trauma, e l’altra, Katherina, ha avuto problemi con l’alcool e, a seguito di un incidente stradale, ha riportato danni cerebrali. Due vite spezzate, a cui però nessuno renderà giustizia. Per otto anni i genitori hanno dovuto combattere un’aspra battaglia legale per ottenere i giusti risarcimenti dalla Chiesa cattolica locale. Nel corso della Giornata Mondiale della Gioventù, tenutasi a Sydney dal 15 al 20 luglio 2008, i genitori delle due bambine hanno cercato inutilmente di farsi ricevere da Benedetto XVI per avere le scuse dal pontefice . Avevano preso l’aereo da Londra. Macché, neppure un pietoso sguardo cristiano dal Pontefice, troppo impegnato a festeggiare i giovani, a parole! da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/ www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php http://shop.nexusedizioni.it/index.php/controller/product/product_id/424
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl