Venerdì 10 Febbraio 2012
Per ricevere la Newsletter dell'Occidentale
Fibrillazioni a Montecitorio

Miccichè sfida il Cav. e la Lega apre ma prepara le sue contromosse

27 Luglio 2009
MICCICHE.jpg

Il Sud vuole contare di più, il Nord apre ma avverte. Azione concentrica su Palazzo Chigi, fibrillazioni nella maggioranza. Il quadro che ormai da qualche settimana ruota attorno alla questione meridionale, si traduce una nuova sfida per il Pdl  e in un’altra mission per il Cav.

Berlusconi è concentratissimo – dicono alcuni fedelissimi – sul piano per il Mezzogiorno che porterà al prossimo Consiglio dei ministri (probabilmente già venerdì) con l’elenco delle cose fatte, dei soldi stanziati, dei progetti in campo e quelle da fare per avviare “la fase due”: dalle infrastrutture strategiche a forme di fiscalità di vantaggio per rimettere in moto l’economia locale, attrarre nuovi investimenti; insomma rendere il Meridione più competitivo. Sa perfettamente, il Cav., di essere il punto di mediazione tra tutte (tante) le posizioni in campo, ma un conto è fare sintesi, altro è vedersi sui quotidiani un giorno sì e l’altro pure moniti e pseudo-ultimatum, cui si aggiungono i “segnali” in Parlamento. Come quelli di Lombardo e Miccichè, venerdì sulla fiducia al decreto legge anticrisi: il governatore siciliano con la sua pattuglia di deputati è uscito dall’Aula al momento del voto, mentre tra le file dei “miccicheiani” doc si contavano numerose defezioni (difficile pensare ai tradizionali “impegni improcrastinabili”). 

Stessa scena ieri, sempre a Montecitorio: governo battuto su un ordine del giorno Pdl-Pd presentato, tra gli altri, da due deputati siciliani della maggioranza: Fabio Granata  e Antonino Russo (entrambi pidiellini). Il governo aveva chiesto di riformulare l’ordine del giorno che lo impegna “ad individuare la città di Palermo come sede del Forum permanente sullo sviluppo nell’area del Mediterraneo”, subordinando a questo il parere favorevole. Ma i deputati che hanno presentato il testo si sono opposti e si è così passati alla votazione: 216 sì contro 210 no. Determinanti  sei astensioni, tra le quali quelle di alcuni fedelissimi di Miccichè.

Una conferma della linea aventiniana (il monito sulla costituzione del movimento  Forza Sud  e l'altolà sul decreto anticrisi lanciati sul Sole 24 Ore sono chiari) scelta, per ora, dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Cipe. Tutto questo, nonostante la disponibilità del Cav. a lavorare ad un piano “innovativo” per il Sud che si aggiunge ai provvedimenti già varati in questo anno e mezzo. La linea “dura” di Miccichè da un lato e di Lombardo dall’altro (i rumors di Palazzo non escludono alla fine una convergenza tra i due) non è piaciuta al premier che non l’ha mandata a dire, ribadendo con decisione il suo no al partito del Sud : “Non mi preoccupano le uscite e i comportamenti che sono con evidenza riconducibili a recriminazioni e a richieste di potere di tipo personale  e che si è invano cercato di coprire come fossero attenzioni verso il destino del Mezzogiorno”. Parole che bollano come velleitarie certe spinte sudiste - fuori e dentro il Pdl - e come tali sganciate dal contesto nazionale nel quale, invece, devono essere ricondotte ed elaborate.

Ma il punto è un altro: c’è nel primo partito nazionale una classe dirigente in grado di raccogliere le istanze legittime del Mezzogiorno per rilanciare un’azione politica efficace ed incisiva sul territorio? Per il momento, al di là delle dichiarazioni quotidiane dei vari esponenti del Pdl quello che c’è è il pacchetto di misure al quale il premier sta lavorando e il “manifesto” per il Mezzogiorno che impegna i gruppi parlamentari di Camera e Senato.

Fin qui, il Pdl. Ma la Lega non sta a guardare. Bossi apre al Sud e diversamente dal passato, oggi dice che la questione meridionale esiste e va affrontata. Tattica? Probabile, visto che il Carroccio in queste settimane è finito nel mirino di Lombardo e Miccichè, insieme al ministro Tremonti “colpevole” di non scucire le tasche per il Meridione. Sul piatto della politica che sta a cuore ai leghisti c’è infatti il grande capitolo delle riforme: dall’applicazione del federalismo fiscale che tuttavia nelle sue parti attuative potrebbe arenarsi proprio sui lidi siciliani, alle riforme istituzionali, solo per citare due macro-temi. Probabile che l’apertura nei confronti del Sud faccia parte di una strategia per ottenere da Berlusconi la stessa disponibilità sui temi cari al partito di Bossi (che qualche rivincita se la vuole prendere dopo la delusione incassata ad esempio sulla vicenda delle nomine Rai).

Probabile  rientri nella medesima logica l’esternazione del ministro leghista Castelli, per nulla gradita dai vertici del Pdl, quando ha detto che “se partito del Sud significa una Lega del Sud che vuole più autonomia e federalismo e non più sprechi, ben venga. Se invece deve nascere il partito del Sud per l'antico meridionalismo piagnone, allora non ci siamo proprio”. A sentire i commenti dei leghisti in Transatlantico la tattica “è l’arte della politica” e il partito del Senatur finora ha dimostrato di sapervi ricorrere, eccome. Viene spiegata così anche l’uscita del ministro Calderoli sull’Afghanistan che ha rinfocolato la polemica col Pdl. “Pura tattica”, ripetono minimizzando alcuni parlamentari padani più preoccupati  per  le “mosse” in Aula degli uomini di Miccichè e Lombardo. E la riprova sta nel fatto che a un certo punto della giornata i big del Carroccio si sono passati un di ordine di scuderia: adesso stop alle dichiarazioni sull’Afghanistan.  

Oggi a Montecitorio il voto finale sul dl anticrisi, resta l'incognita su cosa farà la pattuglia dei deputati meridionali, intenzionati ad ottenere garanzie sulle modifiche al provvedimento in partenza per il Senato. Garanzie chieste e negate dall'esecutivo (Tremonti in primis) sulle quali ora il partito del Sud e il movimento per il Sud potrebbero concentrare il primo round di un match con Roma che già si preannuncia lungo. E imprevedibile. 

Commenti
Marino
28/07/09 10:33
Partito del sud
Meglio la secessione.
Anonimo
28/07/09 12:43
meridionalismo? no grazie
sono meridionale. i meridionalisti di professione mi fanno senso, i vari lombardi, miccichè, poli bortone, cito ecc tanto per faRE ALCUNI ESEMPI ILLUSTRI, hanno vomitato nel truogolo della politica ( arricchendosi). chiedete alla poli dopo i 15 anni di politica di destra all'ombra di berlusconi quanti quattrini ha preso dal parlamento europeo senza andarci quasi mai, e poi lasciamo perdere il resto se no vado in bestia. questi meridionalisti demagoghi e populisti da quattro soldi insieme a mafia, criminalità diffusa e amministrazioni corrotte sono il poker " vincente" che il sud si prepara e sdoganare alla politica nazionale. manco il senso di vergogna li assiste. 60 anni di mafia, di sprechi, di falsi invalidi di scandali 488, inps,malasanità,casi campania ecc ecc. non li fermano questi omuncoli e queste donnicciole, rappresentanti degni di altrettanti omuncoli e donnicciole di cui si ricorderà solo il piagnonismo, e l'odio per i migliori, saranno questi la nuova classe dirigente meridionale? mi vergogno ancora di più di essere nato al sud. evvero, alla faccia tosta non ci sono limiti e il bello ,che pur di continuare a rivoltarsi nel truogolo della politica assistenziale e mafiosa, non si fanno nessuno scrupolo di distruggere l'unico governo che possa ( anche se molto lentamente) cacciare l'italia dalla melma dello statalismo catto-comunista che ci stà allontanado sempre di più dalla libertà e dalla democrazia e ci stà avvicinando a passi da gigante verso un chavezismo, criminale e consociativo ( chiedete ai vari casini poli ecc ecc con che si alleano se non vengono accontentati come i bimbini mocciosi, chedetelo, e poi forse se avete a cuore la libertà vomiterete anche voi,) grazie a chi mi ha ascoltato. forse per il sud non c'è davvero nessuna speranza.
Gianfranco LILLO
28/07/09 13:56
...e se Bossi pensasse alla polenta di casa sua?
Si continua a fossilizzare le DUE SICILIE fra Lombardo e Miccichè per distogliere l'attenzione dalle richieste di INDIPENDENZA dall'italia che nascono dal profondo della NAZIONE DUOSICILIANA. Bossi pensasse alla "polenta" di casa sua perchè non esiste una "questione meridionale" ma esiste solo la richiesta di INDIPENDENZA DELLE DUE SICILIE! Il Sud, la sua gente, chiede a gran voce lo strappo dall'italietta di Garibaldi, dei savoia, dei de Gasperi, dei Craxi, dei Bossi e Berlusconi. Tutto fecciume che non ci riguarda, tutta fogna che lasciamo all'italia, all'italietta delle tangenti milanesi, all'italietta dell'industria assistita dallo Stato per 148 anni, incapace di assumersi l'onere del "rischio di impresa", incapace di essere competitiva col resto del mondo e divoratrice di risorse pubbliche. Fogna che lasciamo all'industria buona solo ad esportare prodotti in un mercato protetto e chiuso (SUD), per volere confindustriale del nord, impedendo, con programma scientifico pianificato nei minimi termi, la nascita dell'industria meridinale per non avere concorrenti e fare del Sud un semplice bacino di consumo dei prodotti scadenti che escono dalle industrie del nord, garantendosi una rendita parassitaria a spese del SUD. Questi imprenditori tricolorati che vendono le aziende allo Stato tricolore quando sono alla bancarotta e a pezzi da capoggiro e poi, le riacquistano a quattro soldi dopo che lo Stato ne ha azzerato i debiti scaricandoli sui contribuenti. Questa è la cultura imprenditoriale padana...ladri, assistiti in regime di monopolio, buoni a socializzare le perdite e a privatizzare gli utili. Lombardo e Miccichè sono i mercenari al soldo del nord che vogliono, con la loro subdola manovra, spegnere i fuochi dell'INDIPENDENZA che qui, ormai, sono una realtà ma che, grazie al MINCULPOP dei partiti tricolorati, si cerca di nascondere attraverso la censura di regime. Lo STATO delle DUE SICILIE vede come unica soluzione, ai problemi che lo affliggono da 148 anni, l'INDIPENDENZA e la conseguente chiusura di ogni rapporto col nord, causa delle sue sciagure passate e presenti. Il resto, sono solo passerelle di lacchè e servi sciocchi del potere padano!
l'Occidentale è protetto da Kaspersky
© 2007-2011 Occidentale srl. Tutti i diritti riservati. redazione@loccidentale.it
L'Occidentale è una testata giornalistica registrata. Direttore responsabile: Giancarlo Loquenzi.
Registrazione del Tribunale di Roma n° 141 del 5 Aprile 2007
Concessionaria in esclusiva per la pubblicità: Arcus Pubblicità srl