Venerdì 10 Febbraio 2012
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Cosa c'è dietro il gesto della Finocchiaro

Il Pd ha paura delle procure ma non ha coraggio né idee per contrastarle

13 Novembre 2009

Il gesto di Anna Finocchiaro che, persi i nervi, scaglia la proposta di legge sul “processo breve” contro il muro in sala stampa del Senato è la fotografia perfetta dell’impotenza politica del Pd, di Bersani, di D’Alema e dei dalemiani (come la Finocchiaro, appunto).

Da anni, tutta questa componente del Pci-Pds-Ds sa benissimo (ma lo ammette solo a quattr’occhi) che il protagonismo politico delle Procure è senza controllo.

Da due anni –ma sono gli unici a sinistra a ricordarlo- hanno ben compreso di essere loro stessi nel mirino di questo illegittimo “partito dei Pm”.

Lo hanno capito con l’affaire Unipol, lo hanno capito quando il governo Prodi è stato impallinato e tutta la coalizione a cui avevano lavorato è crollata per le spallate di un magistrato di Vallo di Lucania (sì, Di Vallo di Lucania, o giù di lì) che si è inventato un incriminazione per Mastella che non ha retto lo spazio di un mattino.

Lo capiscono oggi quando le loro liste in Puglia saranno fatte, da Vendola in giù, sotto dettatura delle decisioni dei Pm, e così sarà anche in Lazio, dove le sventure di Marrazzo non paiono poi tanto casuali, a testimonianza che i guai per le liste non sono solo a destra in Lombardia e in Campania.

Il dramma è che alla piena comprensione del problema, non consegue un’azione politica conseguente. Peggio ancora, la prima reazione di Bersani alla decisione di Berlusconi di mettere al riparo la politica dall’impropria invasione della magistratura, in piena sintonia con la Finocchiaro, è stata improntata al “Lodo Di Pietro”. Peggio del peggio: a sinistra, Luciano Violante –che in questa vicenda può essere accusato di aver giocato il ruolo dell’apprendista stregone- ha da alcuni anni compreso i rischi della deriva giustizialista e elaborato proposte. Ma Violante è isolato, isolatissimo nel Pd.

Né Bersani, né D’Alema mostrano il minimo intendimento di contrapporre a Berlusconi e alle sue leggi, delle leggi alternative, una soluzione politica alternativa al conflitto politico e istituzionale con la magistratura che sanno benissimo essere ormai devastante. Bersani e la Finocchiaro e il “loro” Pd continuano a sostenere in pubblico come il problema della giustizia sia tecnico, di tempi, di risorse, mentre sono in cuor loro assolutamente certi che invece il problema sia ormai di equilibrio tra i poteri. Ma hanno paura di Di Pietro, hanno paura del clima giustizialista che loro per primi hanno cavalcato per anni per agguantare un potere che il consenso popolare insufficiente non gli permetteva di prendere in mano.

Così facendo, però, non solo danno spazio a Berlusconi per imporre le sue soluzioni, ma esauriscono nel nulla il loro ruolo, fanno fare al Pd la brutta copia di Di Pietro. Un sommesso e umile consiglio, dunque: vadano a lezione dal professor Luciano Violante. E gli diano retta

 

Commenti
Simone Trinchero
13/11/09 14:12
incriminazione politica?
Mi pare che i fatti giudiziari di cui si parla in relazione al signor Mastella abbiano prodotto nel maggio del 2009 un rinvio a giudizio, come si può facilmente verificare con una rapida ricerca su internet. Dire che “l’incriminazione non ha retto lo spazio di un mattino” è quantomeno indice di cattiva informazione. Inoltre le dimissioni che hanno fatto cadere il governo Prodi sono state causate da un preciso calcolo politico, nascosto dietro al pretesto della “mancata solidarietà per le questioni giudiziarie”, come implicitamente dimostrato dall’incarico che il signor Mastella sta svolgendo al Parlamento Europeo militando con gli avversari del PD. Io sono saldamente schierato a destra, ma per affermare certe cose c’è da essere ciechi e sordi!
Yanez
13/11/09 15:23
Da destra a destra...
Da destra a destra, faccio notare a Simone Trinchero che l'onorevole Mastella, prima, era ministro della Giustizia, che è un po' meglio che europarlamentare.
vanni
13/11/09 15:39
Cecità e sordità difformi
Sarà, ma senza essere saldamente ancorato, mi pare da sordi e ciechi non accorgersi che i magistrati - un partito di casta - fan politica irregolare.
vanni
13/11/09 15:50
Are they fit or unfit?
Egregio Panella, voglio crederle che i comunisti abbiano ora paura del partito dei magistrati; e questa è una notizia. Che non sappiano che cosa fare e che cosa hanno fatto, in questo come in altri frangenti, invece non è una notizia. Sono lustri che somministrano solo droga in dosi crescenti e ormai imponenti, agli italiani tutti - in maggioranza in crisi di rigetto - e in particolare ai loro elettori, fra i quali quelli confusi e “strafatti” sfuggono al controllo, quelli perplessi pure sfuggono al controllo. Questa somministrazione non nasconde più la loro inettitudine a misurarsi con i problemi italiani e internazionali (o tout court a vederli). E' pur vero che per sfortuna loro (e pazienza) si sono formati e “perfezionati” a scuole frattocchiane in epoca brezhneviana. Ma pure per sfortuna nostra. Speriamo che Bersani Fassino Finocchiaro D'alema Veltroni... sessant'anni e dintorni di stagnazione e vecchiaia politica, ricevano un foglio di sfiducia dagli elettori.
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