Mercoledì 8 Febbraio 2012
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Berlusconi: che fare?/3

Il premier deve resistere, resistere, resistere con lo scopo di logorare Fini

8 Settembre 2010

Il mio consiglio a Berlusconi è di non mollare, ma di “resistere, resistere, resistere”, con lo scopo di logorare l’avversario.

La tesi per cui occorrono elezioni anticipate per evitare di farsi logorare è sbagliata perché parte dal presupposto che la parte debole, suscettibile di logorio, sia la coalizione del PDL con la Lega Nord, guidata da Berlusconi e che la parte forte sia costituita dalla ala scissionista di FLI, mentre è vero l’opposto, perché questa coalizione è un blocco compatto, a differenza del gruppo potenzialmente scissionista, che non lo è.

Questa coalizione ha un programma basato su principi generali e i potenziali scissionisti non ne hanno. La attuazione del programma è una sfida permanente, da attuare con pazienza, portando a casa, man mano, risultati positivi.

La pazienza, la capacità di incassare e resistere e poi di agire, con tenacia, per i propri obbiettivi è un plus di Silvio Berlusconi, che contribuisce a farne un grande leader. E’ ciò che ora ci si attende da lui, dimostrare che va avanti, testardo, con il suo programma.

Se FLI, di fronte a una sfida programmatica concreta importante dice di no, e all’elettorato di centro destra quel no è generalmente sgradito, allora è il momento della rottura, con la richiesta di elezioni anticipate, perché è FLI che ha decretato l’ingovernabilità.

Il punto fondamentale, insomma, è quello di mettere FLI di fronte a vari aut aut, che non si prestano a strumentalizzazioni, come il “processo breve” , ma che riguardano questioni cruciali su cui se non si ha il consenso, si può andare alle elezioni chiedendo al paese più voti per il programma necessario al benessere nazionale. 

Ma in ogni caso, bisogna essere certi che

a) alla rottura seguano elezioni anticipate non un governo diverso: questo è il logorio peggiore che possa capitare a Berlusconi e sopratutto al PDL;

b) che la rottura avvenga su un fatto clamoroso, che comporta una crescita di consensi del PDL e della Lega e non su cose minori, perché allora c’è il rischio di non vincere.

Ed è in questi due “passi falsi” che sperano gli avversari di Berlusconi, compresi i suoi falsi amici e gli esperti falsamente imparziali.

 

Commenti
daniele
08/09/10 09:42
Ecco l'anima politicante,e
Ecco l'anima politicante,e perdente,del pdl.Il provvedimento sulle intercettazioni e quello sul processo breve hanno insegnato nulla.Il tempo,non immenso,che il governo ha davanti,sarebbe speso allo stesso modo.E gli elettori del pdl,già stufi dello spettacolo dato fino ad ora,hanno bisogno di tutto,meno che di questa ripetizione del peggio della vecchia politica.Quella che,purtroppo,tanti esponenti del pdl,continuano a rappresentare.
Andy
08/09/10 11:26
Stufi del penoso spettacolo
Stufi del penoso spettacolo messo in scena nell'ultimo anno e mezzo, io ex elettore di Berlusconi non voterò più PDL (per me ha tradito l'elettorato, un po' asservendosi alla Lega, che dista anni luce da posizioni accettabili socialmente, un po' continuando ad occuparsi dei problemi personali di Silvio, che hanno stufato gli italiani con eccessive dosi di vittimismo). Fini mi piace come politico, è più presentabile agli occhi del mondo rispetto a Berlusconi, e ha posizioni più in linea con il centro-destra europeo, in cui mi identifico maggiormente. Se Fini farà un suo gruppo lo voterò, e sentendo qua e là le voci, non credo che saemo in pochi a farlo.
vanni
08/09/10 12:31
Arcistufi del penoso spettacolo
Stufo del penoso spettacolo messo in scena nell'ultimo anno e mezzo, io ex elettore di sinistra voterò per il PDL (Berlusconi per me è l'unico che fa riferimento al popolo e dista anni luce dalla casta politica che continua ad occuparsi di spartagna del potere con annessi e connessi vantaggi, una casta di piccoli e grandi rubagalline, che hanno stufato gli italiani con eccessive dosi di egoismo sulle spalle dei lavoratori). Berlusconi mi piace come politico, è più presentabile agli occhi del mondo rispetto a Bersani Dipietro e Fini, e ha posizioni più in linea con il progresso del popolo europeo, in cui mi identifico maggiormente. Se Berlusconi continuerà con il suo gruppo lo voterò, e sentendo qua e là le voci, non credo che saremo in pochi finora a sinistra a farlo.
Massimo V.
08/09/10 14:19
Arcistufo dei falsi
Arcistufo dei falsi moralismi e del perbenismo di facciata di certi politicanti, da ex elettore di sinistra voterò per Berlusconi. Il Cav. è stato tanto criticato ma alla fine ha dimostrato che le donnine è meglio prenderle a ore e pagarle bene anzichè portarle a casa con tutta la famiglia e farsi mandare in rovina.
Anonimo
09/09/10 09:48
Un uomo che rinnega il suo
Un uomo che rinnega il suo passato politico e gli ideali per cui ha combattuto, non è degno di attenzione. Forse abbiamo dimenticato che in età avanzata ogni individuo si rifà alle sue origini: fascista era e fascista resta. Non lo è, considerando il comizio di Mirabello secondo cui il suo mentore è stato pubblicamente sbeffeggiato per averlo sdoganato, non lo è se pensiamo a quanto affermato da donna Assunta... Non a caso il suo ateismo coincide con i disvalori occidentali per cui, ricercando una nuova identità si affida ad un ‘futuro’ nebuloso come quello dell’appeasement col mondo islamico. Una contraddizione in termini che, alla luce degli eventi internazionali economici e sociali non regge. Un ingrato di tal fatta non può aspirare a gestire gli italiani. L'italiano non ha bisogno di saccenti moralisti a l Governo, ma di chi sappia rimboccarsi le maniche...
Giorgio
09/09/10 12:57
La solita ignoranza sul centro-destra europeo
Ecco che Andy ripete a pappagallo la solita panzana raccontataci dalla sinistra e dai finiani: Fini sarebbe in linea con il centro-destra europeo... ma per favore! e quale sarebbe questo centro-destra europeo, quello di Sarkozy per caso? chiunque anche solo minimamente conosce la politica estera europea sa che in realtà non esiste un centro-destra europeo, ma diversi partiti di centro-destra che fra loro hanno tra l'altro non poche differenze; ad ogni modo la linea politica di Fini (su immigrazione, cittadinanza, patriottismo costituzionale ecc.) più che alla loro assomiglia a quella liberal-progressista del PD dal quale è del resto così tanto amato.
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