Martedì 22 Maggio 2012
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L'uovo di giornata

Le "dieci domande" per cambiare il nostro stile di vita

8 Dicembre 2009

L’85 per cento degli italiani è pronto a cambiare il suo stile di vita e a ridurre i consumi per contribuire alla riduzione dei gas nocivi all’ambiente, dice un sondaggio apparso su Le Monde. Vegani, fissati del biologico e del differenziato, non sono più una minoranza. L’Italia è pronta alla rivoluzione del solare-fai-da-te. Peccato però che lo stesso sondaggio dica che il 67 per cento dei nostri concittadini non abbia la più pallida idea di cosa sia il “global warming” e di cosa discutano i leader riuniti nella capitale danese. Per questo vogliamo sottoporre un breve questionario a coloro che hanno manifestato l’illuminato proposito di rivoluzionare il proprio comportamento.

1) Sei pronto a farti stirare la camicia una sola volta alla settimana?
2) Quando vai dal parrucchiere gli chiederai di non metterti più la lacca fra i capelli?
3) Dividerai la tua auto nuova fiammante con dei perfetti sconosciuti per andare al lavoro in centro?
4) Sei disposto a pagare meno tasse solo a patto di fare la differenziata?
5) Indosserai abiti prodotti da cooperative eque e solidali?
6) Rinuncerai alle fragole d’inverno e alla carne tutto l’anno?
7) Trascorrerai le vacanze a montare un pannello solare sul tetto della tua casa in campagna?
8) Farai una donazione mensile a Greenpeace o al WWF?
9) A Natale, regalerai ad amici e parenti una copia dell’ultimo libro di Jeremy Rifkin?
10) D’ora in poi tirerai solo una volta lo sciacquone del bagno?

Forse Le Monde non sa che gli italiani sono un po’ anarchici. Dicono di voler cambiare il mondo e sono sempre sul punto di fare una rivoluzione ma in fondo preferiscono ancora tenere accese le care vecchie lampadine elettriche.

Commenti
Marco
08/12/09 17:22
non farò nessuna di quelle
non farò nessuna di quelle dieci cose lì. sono bravo, mica fesso...................
Anonimo
08/12/09 18:30
Ma come fate?
Ma come fate... a partorire delle idiozie così? State svegli la notte? Usate delle sostanze? Cosa dovrebbe rappresentare il vostro stupido questionario? Che nessuno è disposto a fare sacrifici per avere un pianeta più vivibile? Se il genio che lo ha pensato, se lo fosse tenuto per se, non si sarebbe consumata la corrente per scriverlo e pubblicarlo, questo si che sarebbe stato un vero risparmio, inoltre io non sarei qui a commentarlo, consumando così corrente anch'io... Vuol dire che domani tirerò lo sciacquone una volta di meno, a patto che voi scriviate qualche puttanata di meno.
Marco
08/12/09 20:26
anonimo denota evidenti
anonimo denota evidenti segni di chiusura mentale.
daniele
08/12/09 21:41
Onestamente,con tutte le
Onestamente,con tutte le vere e varie conseguenze che avrebbero accordi tipo Kyoto,se osservati,queste 10 domande sono ridicole."anonimo" non si preoccupi.Si parla di co2.Non fa male neppure a lui.Magari potrebbe rigenerargli un pò di quella materia che sembra mancargli.Se poi risparmia anche la luce,fa un grande piacere.
Alberto
09/12/09 08:45
Le "dieci domande" per cambiare il nostro stile di vita
Ma ci credete ancora a questa cavolata del global worming? Non avete letto degli hacker che hanno smascherato questa panzana divulgando le email di scienziati eminenti? Siete veramenente out!!!
Grisostomo
09/12/09 09:28
Babbei anonimi e verdi
Anonimo è la dimostrazione scientifica che l'ambientalismo, nella sua versione più stolida e feroce del sedicente "riscaldamento globale", è proprio l'ultimo rifugio dei babbei, orfani delle ideologie omicide del secolo scorso e tanto bisognosi di crearsene un'altra. Non c'è niente di vero nelle palle galattiche che Al Gore spara e che sono servite a ingrassargli il conto in banca. Il mondo non si scalda, semmai si raffredda; e ciò all'interno di un ciclo naturale di dimensioni così gigantesche che la piccola presunzione che sia attribuibile all'uomo è semplicemente folle e diabolica nella sua protervia. La vera "ciccia" di questo nuovo business delinquenziale è il desiderio di sottrarre altre risorse all'Occidente (vero e unico motore del mondo) e fare un po' di respirazione bocca a bocca all'ONU -la più vasta organizzazione criminale del mondo, che dopo le ultime figuracce sul terrorismo, sull'eccidio biblico dell'aborto, sui diritti umani affidati a Gheddafi e compari, aveva bisogno di un po' di rianimazione-. Si parla già di tasse, che saremmo sempre e solo noi a dover pagare alla Cina e all'India - dopo che già ci fottono il lavoro e la vita. Un consiglio agli anonimi babbei: state un po' zitti,e, se ce la fate, provate un po' di orrore di voi stessi.
Anonimo
09/12/09 10:22
ma perché si deve sempre buttarla in burletta?
Non capisco perché si debba fare dell'ironia di così bassa lega, dando per scontati i difetti italiani e anzi vantandosene. La raccolta differenziata la si fa in gran parte del paese, oltretutto senza che ci sia nessuna diminuizione delle tasse a incentivarci (purtroppo). Ma è necessaria e la si fa, o vogliamo finire coi mucchi di rifiuti in strada come a Napoli? E l'"auto nuova fiammante"? Non siamo mica tutti piccoli borghesi anni '60, che ripongono il proprio orgoglio nelle cromature della 600 nuova. Anche qui, mi pare che la parte più moderna del paese abbia orizzonti un po' più ampi. Sulla lacca nei capelli, poi, no comment: c'è davvero qualcuno che la usa ancora?? Il prossimo articolo sarà in difesa del piegabaffi? E cosa c'entra fare una donazione agli estremisti di Greenpeace con avere un livello di consumi sostenibile? Come dire che davvero chi non ama Greenpeace e Rifkin è un inquinatore? Insomma: l'articolo vorrebbe essere divertente ma non lo è. Una parte d'Italia ancora guarda avanti ed ha per modello la Baviera, non la Sicilia. Ed è, fra l'altro, la parte che ha fatto vincere questo governo sperando nelle riforme, non nell'autocompiacimento per i propri difetti.
vanni
09/12/09 15:10
C'è chi può e chi non può
Egregio Marco, egregio Daniele come vi permettete di risentirvi? Così antropologicamente superiore, Anonimo ha la prerogativa, l'autorità, il diritto di insultare. Anzi: il dovere etico, trascendente, ineludibile.
Algonautic
09/12/09 15:25
Domande non particolarmente "acute" ma rispondo...
1) la stessa camicia già non mi viene stirata più di una volta alla settimana 2) la lacca non contiene gas serra, ma quelli responsabili del buco nell'ozono: se ne può comunque fare a meno 3) al lavoro in centro non si va con l'auto (fiammante o meno che sia) ma con i mezzi pubblici 4) assolutamente sì 5) sì 6) sì 7) già fatto, ma il montaggio non l'ho fatto io, bensì un tecnico specializzato che ha impiegato una sola giornata (non tutte le vacanze) 8) già iscritto al WWF di cui visito spesso con i figli le Oasi che l'associazione ben gestisce 9) può essere una buona idea 10) uso già lo sciaquone con parsimonia facendo in modo di utilizzare l'acqua strettamente necessaria. Il tutto non mi costa grandi sacrifici e farei anche di più se potesse servire a far in modo di poter vivere io e, spero, i miei figli in un mondo più pulito e più equilibrato da punto di vista ambientale. Un po' meno di opulenza, di sprechi inutili e di incivile egoismo ci farebbero vivere tutti meglio... Per finire dico: relativamente al tema del riscaldamento globale forse non ci sono prove sicure, ma un'infinità di indizi e di segnali che fanno protendere la maggioranza degli scienziati verso la constatazione della gravità del fenomeno. In ogni caso, seppur vogliamo parlare di dubbio, per un fenomeno così importante, varrebbe il principio della cautela, per cui meglio, credo, limitarci un po'. Detto questo mi chiedo: il tema potrebbe essere assolutamente trasversale dal punto di vista politico, ma perchè questa destra berlusconiana e questo giornale in particolare ironizza su un tema così importante e lo lascia alle formazioni politiche oggi all'opposizione? Mah...
Grilloz
09/12/09 16:58
Risposte
1) Si 2) Gia' non vado dal parrucchiere da molto tempo 3) No, ma se lavorassi in centro al lavoro ci andrei coi mezzi pubblici (risparmierei stress da traffico e il costo del parcheggio per l'intera giornata) 4) Si, gia faccio la differenziata, figuriamoci se avessi anche degli incentivi 5) No 6) alle fragole d'inerno si, alla carne tutto l'anno no 7) non posseggo una casa in campagna, ma se mi facesse risparmiare perche' no? 8) No, ma non vedo come queste donazioni potrebbero limitare l'effetto serra 9) Non so manco chi sia. 10) Cioe'? una volta al giorno? comunque credo che l'igiene debba avere la priorita'
Daniele59
09/12/09 20:31
Summit copenaghen
Adesso qualche domanda la voglio fare io: 1) Siete disposti a spendere 40.000 euro x una macchina elettrica che rende come una 500? 2) Siete disposti ad avere vicino a casa una centrale nucleare che vi da la luce senza piu dipendere dal gas russo o dal petrolio della Arabia Saudita? 3) Siete disposti a pagare una tassa robusta x finanziare nei paesi del terzo mondo teconologie pulite x ricavare energia?
Massimo V.
10/12/09 10:06
Ritengo che alcune domande
Ritengo che alcune domande siano fuorvianti; perchè devo finanziare il businees dell'equo e solidale tagliando fuori le nostre aziende produttirci? semmai bisogna coinvolgerle e istituire una certificazione di ecocompatibilità senza la quale si applica al produttore una imposta "ecologica", e questo vale anche per le merci di importazione. La domanda se dividero' l'auto con sconosciuti per andare in centro non ha senso se si vieta l'accesso al centro alle auto con meno di tre persone a bordo, saranno le amministrazioni a imporre la regola e allo stesso tempo a potenziare e migliorare i servizi pubblici. Come posso rinunciare a certi alimenti stagionali se non viene imposta una etichettatura di provenienza seria? Perchè cedere a WWF e Greenpeace la legittimazione a rappresentarci quando dovrebbe essere lo stato a denunciare gli abusi e fare sue quelle iniziative alla quali ha aderito? Insomma, stiamo parlando di una politica di tutela ambientale che comporterà il cambiamento delle nostre abitudini di vita e lasciamo intendere che in tutto questo lo stato sarà latente delegando ogni buona azione all'iniziativa del singolo o di associazioni? Perchè mi sembra sia questo che viene fuori dalle dieci domande. Messa in questi termini io non ci sto. Ritengo che si sia dato sin troppo potere ad associazioni private che fanno carte false pur di portare acqua al proprio mulino. Non mi piace l'idea di uomini di affari travestiti da benefattori che vanno in africa o sudamerica a trovare interi villaggi che lavorino per loro per rivendere i prodotti in Europa a caro prezzo, concendendo loro migliori condizioni di vita in cambio della rinuncia a sviluppare una propria classe manageriale. Mi era parso che si stesse parlando di estendere certe regole a tutte le aziende presenti nei singoli Paesi che aderiscono all'iniziativa, siano esse di produzione o di distribuzione, ed i comportamenti virtuosi a tutti i cittadini, regolamentandoli con la legge, e invece c'è ancora chi ci chiede se vogliamo trasformarci tutti in terzomondisti per portare avanti una battaglia contro noi stessi.
Marco
10/12/09 10:43
permettemi di intervenire di
permettemi di intervenire di nuovo, volevo solo dire che tutte insieme le dieci domande sembrano il decalogo del vero fanatico ecologista; quanto alla 3 chi va al lavoro in tram fa bene ( e ci mancherebbe....) ma da come é formulata la domanda l'uso dei mezzi pubblici non sembra contemplato, perciò mi viene da rispondere no. quanto alla 4 non dice se si tratta di imposte in genere o della tassa rifiuti, se fosse quest'ultima sarebbe logico, sempre a patto che differenziare costi meno che mandare in discarica, altrimenti ci farebbero pagare di più da un'altra parte. per le altre la risposta è semplicemente no ( ma per la 10 dico che si può economizzare l'acqua senza essere così drastici!)
fede
10/12/09 12:12
nucleare
Ma perchè parafrasre decaloghi a cui non è stato risposto: diciamolo chiaramente in Italia qualcuno ha deciso per il nucleare e questo dobbiamo avere. Gli altri si stanno indirizzando verso le energie alternative, noi impianteremo centrali nucleari che nessuno vuole più: la Francia ringrazia!!
Andrea Spanu
10/12/09 12:23
Perché sfottere la morigeratezza?
Non capisco perché si debba fare ironia sull'attenzione a non sprecare. Mia nonna mi ha insegnato che non si butta mai via il pane, e non certo perché fosse ossessionata dal global warming, bensì per ricordarmi il valore di quello che abbiamo a disposizione e che ci sembra sempre così scontato. Al di là delle considerazioni ambientalistiche, il punto è che non c'è nulla di male nella parsimonia e nell'utilizzo oculato delle risorse, anche dal punto di vista etico e della crescita personale. Tessere le lodi dello "sprechismo" è diventato di moda perché si fa un ragionamento stupido: "Se spreco, mostro che posso permettermelo". Conosco persone MOLTO benestanti che invece odiano buttare il cibo nella spazzatura, fanno scrupolosamente la raccolta differenziata, usano i mezzi pubblici senza vergognarsene come se fosse una cosa da plebei. Far passare l'attenzione all'ambiente e lo scrupolo nell'utilizzare le risorse come "cose da sfigati" (che mi sembra l'intenzione di fondo di questo articolo) vuol dire sposare una visione del benessere materiale che sconfina proprio nel materialismo (che tante volte vedo criticato su questo stesso sito).
Marco
10/12/09 16:32
per Andrea: non è mia
per Andrea: non è mia intenzione fare l'elogio dello spreco (anzi......), ma se dei comportamenti del genere diventassero obbligatori che ne sarebbe della libertà di tutti noi? questo credo che sia il vero problema.
Fabio
10/12/09 18:05
E chi sta nel mezzo?
rispondo: 1) dipende, io i vestiti li lavo e stiro quando sono sporchi, nè prima nè dopo. 2) mai messa 3) neanche morto, ma se lavorassi in centro non userei mai la macchina. 4) già la faccio in maniera diligente 5) no perchè di solito sono orrendi 6) alle fragole sì alla carne no 7) già fatto 8) Nein. Però ogni Natale dono sempre qlc a wwf o lipu. 9) Non so neanche chi sia. cmq no. 10) non ci penso nemmeno. Amo la pulizia Ecco, ho paura che il 95% degli Italiani risponderebbe + o - come me. Basta opposti estremismi sull'ambiente, è una cosa ridicola!
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