Martedì 22 Maggio 2012
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Il Senato incerto preoccupa il Cav.
Che corre ai ripari

21 Marzo 2008

Da giorni Silvio Berlusconi legge e rilegge i sondaggi. E come uno scolaretto delle elementari alle prese con l’ormai famoso problemino del fruttivendolo che va al mercato, i conti non tornano affatto. In particolare quelli del Senato, perché se per Montecitorio la situazione si può ritenere sufficientemente tranquilla, con un vantaggio per il Pdl rassicurante, a Palazzo Madama l’incertezza continua a regnare sovrana.

Al centro delle sue preoccupazioni uno scarto di voti troppo ridotto rispetto al Pd di Veltroni, ma soprattutto nel complesso in riferimento a quella che potrebbe alla fine diventare la nuova opposizione della XVI legislatura: Sinistra Arcobaleno, Partito Democratico, Udc e La Destra di Storace. Appunto pure il partito dell’ex governatore del Lazio che nelle proiezioni che all’inizio di questa settimana hanno consegnato al Cavaliere sarebbe accreditato di due o tre senatori. Uno nel Lazio, dove Storace ha un bacino elettorale molto forte, ed uno, ma forse anche due, in Abruzzo dove grazie all’aiuto di Teodoro Buontempo e di molti fuoriusciti da An può fare incetta di voti. Numeri che sarebbero confortati anche dal dato nazionale della Camera dove Storace potrebbe toccare quota 2-3 per cento. E’ chiaro che si tratta di sondaggi, ripetono molti forzisti, e quindi da prendere con estrema cautela. Una proiezione simile – ragionano a via dell’Umiltà - significa che il partito storaciano sia in terra laziale che abruzzese dovrebbe prendere più dell’8 per cento, come prevede la legge. Obiettivo non facile ma qualcuno non esclude che possa accadere visto che per quanto riguarda la partita dei senatori si giocherà tutta a livello locale.

Ad esempio nel Lazio il fatto che si voti contemporaneamente sia per il sindaco di Roma sia per il presidente della Provincia potrebbe dare una grossa mano a Storace. Da settimane gli uomini del Cavaliere stanno notando come lui stia facendo una campagna elettorale porta a porta. Visite su visite. Contatti su contatti. Un giorno a portare cioccolatini agli anziani ricoverati nelle case di cura. Un altro a visitare gli ammalati in uno dei cinque ospedali che proprio lui come governatore ha aperto. E lo stesso sta facendo Teodoro Buontempo candidatosi alla guida della provincia. Per questo qualche sorpresa è possibile. Ma la gran parte dello stato maggiore azzurro cerca comunque di gettare acqua sul fuoco ripetendo, soprattutto al Cavaliere, che alla fine i sondaggi sono sempre sondaggi.

Non che non credano alle proiezioni elettorali di Berlusconi. Dopo le scorse elezioni nessuno ha più intenzione di contraddirlo ma il ritornello che viene ripetuto per mitigare la sua preoccupazione è l’esperienza della Mussolini alle elezioni regionali del 2005. “Allora i sondaggi davano addirittura l’8 per cento alla nipote del Duce – ricorda un plenipotenziario azzurro - . E come è finita? Con un risultato elettorale molto simile ad un prefisso telefonico”. Ragionamenti che il Cavaliere ascolta ma che non lo tranquillizzano fino in fondo. La Mussolini non è Storace ripete ai suoi e la candidatura della Santanchè “è una mossa azzeccata”. Ecco perchè ha deciso di correre ai ripari. Subito nuovi sondaggi, richiamando quella società americana che centrò il risultato elettorale del 2006 con così largo anticipo. Una proiezione che dovrebbe essere pronta subito dopo Pasqua e che darebbe un quadro più chiaro e si spera più fedele della realtà. Poi cambiare strategia elettorale. Niente più messaggi improntati a “la vittoria è a portata di mano”, e nemmeno “abbiamo in tasca l’elenco dei futuri ministri”.

Ritornare a fare campagna elettorale come si faceva un tempo. Come la sta facendo Storace, sul territorio senza sufficienza e svogliatezza. Intanto, però, iniziare a ragionare anche con uno scenario dove La Destra al Senato possa essere effettivamente forte di due senatori. Contatti diretti con l’ex governatore non ci sono stati. Almeno per il momento, ma alcuni emissari del Cavaliere qualche battuta con uomini dell’entourage di Storace l’hanno scambiata. Non si pensa ad un ingresso nella lista ministeriale ma ad un ipotetico appoggio al Senato che troverebbe come ricompensa quella di un posto da sottosegretario. Non per Storace, certo, che di questa partita sarebbe solo l’abile tessitore, ma di un personaggio noto anche ad An. I rumors fanno il nome di Andrea Abodi, membro del Coni Servizi Spa, nominato proprio dal governo di centrodestra nel 2005. Uomo quindi dal pedigree affidabile con una vita spesa nel mondo politico della destra, prima in An e poi al fianco di Storace.

Potrebbe essere questo il nome su cui puntare ma come detto ancora nessuna trattativa si è ufficialmente aperta. Il Cavaliere, infatti, spera di potercela fare anche al Senato con le proprie forze anche perché teme che l’apertura di trattative post voto con Storace possa innescare gravi ripercussioni in An e da qui sul futuro Pdl. Per questo ha deciso pure di mettere mano personalmente all’agenda degli appuntamenti elettorali delle ultime due settimane concentrandosi soprattutto nelle regioni più a rischio. Appunto Lazio, Abruzzo ma anche Liguria e Basilicata. Qui l’ex premier focalizzerà lo sforzo finale puntando a fare il pieno di voti e di consensi. Evitando così scomode trattative ad urne chiuse.

Commenti
marco
21/03/08 17:53
Mai capito il senso dello
Mai capito il senso dello sbandierare i sondaggi.Per la sinistra è uno stimolo ad andare a votare,perchè ci si può fare,per la il pdl uno stimolo a rimanere a casa,tanto un voto non sposta una vittoria.E poi scoprire ora che si fa campagna muovendosi?Che fanno candidati e dirigenti?E poi Storace andava bene quando era con Fini.Ma se Fini rivaluta anche il '68!Qui non è l 'eredità missina,semplicemente un pò di decenza.Non voterò Santanchè,ma la preferisco a Fini cento volte.
ALDO82
21/03/08 22:50
la differenza la farà la
la differenza la farà la mentalità bipolarista,ormai consolidata, e ben al di là delle mere diatribe tra i partitini nostrani..sarà Berlusconi a prevalere proprio perchè è lui l'inventore di un cosi sano bipolarismo!
margherita
25/03/08 08:35
ma vogliamo lavorare?
Nel Lazio, in provincia di Roma non c'è nessuna campagna elettorale del PDL. Antoniozzi mette qualche manifesto, ma non si vede, non va nei comuni, non si fa sentire. Non si vedono banchetti o gazebi Pdl. Nessuno parla con la gente, non si chiede niente ai cittadini, non si illustrano intenzioni e programmi. E' come se si fosse deciso che non vale la pena di stare tra la gente, di girare per le strade, di parlare dalle piazze. Altro che porta a porta! Ma insomma, c'è qualcuno che ha voglia di lavorare per vincere?
artemisia
25/03/08 20:25
contatto con la gente
ha ragione Margherita. C'è un disorientamento dell'elettorato Pdl a Roma, per la provincia. Guardiamo Zingaretti, avanti nei sondaggi e sempre presente ovunque. Sul web, comunica, si fa strada. Bisogna lavorare di più, ascoltare, proporre. Riprendiamoci la Provincia, riprendiamoci Roma e i comuni più piccoli. L'attesa è tanta, le nostre proposte locali latitano.
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