Venerdì 10 Febbraio 2012
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Partita doppia

Il sogno di rovesciare Berlusconi in 3 fasi è caduto come le foglie in ottobre

13 Ottobre 2009
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L’economia italiana sta uscendo dalla crisi probabilmente molto meglio di altre economie europee ed occidentali e sicuramente meglio e prima di quanto avessero previsto l’opposizione e una parte rilevante dei giornali internazionali e degli uffici di previsione statistica.

Mentre ciò accade e sarebbe necessario che si attuasse uno sforzo generale per sorreggere la ripresa, interviene una ondata di attacchi sistematici al presidente del consiglio. Prima riguardanti la sua vita privata, poi le sue precedenti attività come imprenditore ed ora la sua stessa posizione di premier, allo scopo di distruggerne la figura morale, le proprietà economiche, la figura politica e i diritti di uomo pubblico. Questa azione sistematica di delegittimazione  aveva lo  scopo di ottenerne le dimissioni per sostituire il suo governo con un governo tecnico. Ed  interrompere poi la legislatura in modo da preparare la vittoria a un nuovo centro. Non è fantascienza: il più autorevole giornale inglese, il Times , ha chiesto le dimissioni di Berlusconi dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale.

Massimo D’Alema aveva previsto la fase 1, quella delle escort pugliesi, Carlo De Benedetti aveva innescato la fase 2, quella del Tribunale civile di Milano, che ha condannato la Fininvest a una cifra enorme  di risarcimento per il lodo Mondatori, con un calcolo palesemente sbagliato, di cui gran parte della stampa di opinione non ha rilevato i banali errori matematici. Il Tribunale di Milano aveva da tempo preparato la bomba od orologeria della fase 3 col ricorso di incostituzionalità contro il Lodo Alfano per il processo Mills. Bomba che poteva non funzionare, ma ha funzionato, al tempo giusto.

Il Times ha dato una valenza politica ed economica dirompente a questa sentenza in conformità a ciò che era nei voti di una parte rilevante della sinistra italiana e di operatori economici che la sostengono, chiedendo che il premier si dimettesse. Ma ciò non è accaduto e non accadrà perché l’effetto politico del Lodo Alfano della precedente sentenza civile su Fininvest nell’opinione dell’elettorato è stato l’opposto. E perché gran parte degli operatori economici e bancari ritengono  necessaria la continuità di governo.

Per il mondo industrial lo ha esposto in modo chiaro la presidente della Confindustria Emma Marcegaglia. E, nel loro modo cauto, lo hanno fatto capire anche importanti esponenti del mondo bancario. E del resto una  parte dei grandi gruppi di potere economico e finanziario aveva fiancheggiato questa manovra anti berlusconiana allo scopo di ricavarne comunque un frutto. O quello di prenotare una voce in capitolo per la formazione del governo di transizione e di farsi  meriti per il muovo centro. O quello di vedere indebolito il premier attuale.

Fare in modo  che i leader politici non diventino troppo potenti è una antica strategia italiana: “Divide et impéra”. Così il sogno di mezza estate di rovesciare Berlusconi mediante l’operazione in tre fasi si è infranto nella prima decade di ottobre, quando le foglie cominciano a cadere.

Ma la sentenza della Corte costituzionale ha comunque danneggiato la nostra economia presso gli operatori  internazionali interessati ad investimenti e contratti con soggetti privati e pubblici italiani. Infatti questa sentenza ha rovesciato il principio della precedente sentenza su lodo Schifani  per cui l’immunità penale temporanea delle alte cariche costituzionali  non era in sé in contrasto con le regole della costituzione. Principio accolto dal presidente della repubblica Napolitano che aveva firmato la legge che  conteneva il lodo Alfano. Il canone della continuità della giurisprudenza della Corte costituzionale è importante ai fini della certezza del diritto nelle sue regole fondamentali. Infrangendolo, questa Corte ha accresciuto la sensazione di instabilità e imprevedibilità del sistema giuridico italiano che pervade il giudizio internazionale corrente e che aggrava la valutazione del rischio di fare investimenti  e affari in Italia.

Si afferma che essendo i membri della Corte costituzionale attuale in gran parte differenti da quelli della Corte precedente non bisogna stupirsi se essa ha ribaltato la sua giurisprudenza. Tuttavia il principio di continuità della giurisprudenza di una Corte sarebbe misera cosa se fosse riferito puramente agli stessi giudici in carne ed ossa. Esso è riferito al giudice di una data Corte come figura che vale indipendentemente dagli individui che la compongono. D’altra parte non è neppure accettabile la debole tesi per cui la precedente Corte, giudicando del Lodo Schifani, non ha considerato la questione della incostituzionalità in quanto le bastava, per il sui rigetto, l’averne rilevato dei difetti di merito nella applicazione dei validi principi costituzionali. La Corte suprema  in un ordinamento basato sulla continuità e certezza del diritto, opera ai fini della corretta legislazione costituzionale mediante la abrogazione delle norme che, a suo avviso, non aderiscono alla costituzione.

E quando perciò esprime un giudizio negativo, esercita anche un magistero costruttivo ponendo in rilievo ciò che va modificato, se si vuole che la legislazione futura sia conforme ai dettami costituzionali, così come emergono nella sua interpretazione. I casi  dunque, sono due. O la Corte precedente ha scientemente occultato ovvero indicato in modo assai ambiguo e quasi enigmatico la esistenza di un principio generale di incostituzionalità di qualsiasi legge che sospenda i giudizi penali a carico delle alte cariche dello stato e si è solo soffermata su difetti applicativi di tale principio. Oppure non  ha ritenuto in sé incostituzionale tale principio. Nel primo caso essa ha generato una assurda incertezza del diritto, quasi una beffa, perché solo dopo fatte le modifiche che si desumevano dalla sua sentenza è emerso che c’era una questione pregiudiziale di “principiis obstat ” di cui essa non aveva avvertito in modo esplicito. Una preclusione occulta che rendeva inutile qualsiasi modifica. Può un operatore internazionale ritenere affidabile il diritto di uno stato in cui la Corte suprema fa circa la validità delle leggi di questo “gioco del gatto col topo”col  governo in carica e con la sua maggioranza parlamentare? Se lo fa la Suprema Corte non lo faranno anche le corti ordinarie e le autorità amministrative con i comuni cittadini?  Ma  è molto più plausibile  la seconda interpretazione. La Corte ha cambiato parere perché sono cambiati i giudici. Ed essi non si sono preoccupati della discontinuità giurisprudenziale non solo o non tanto perché appartenenti alla sinistra politica o per essa simpatizzanti. Ma perché imbevuti di relativismo. Lo è la sinistra giuridica con la sua concezione di diritto evolutivo, ad hoc . Lo è una vasta cultura intellettuale  dominante in Italia  fra spiriti che si ritengono iberali, perché liberi da ogni credo di base, salvo quello nella loro ragione ragionante, in un momento dato.

Il relativismo storicista e il relativismo intellettualista sono due estremi che si toccano. E così non importa a questi giudici che cosa hanno ritenuto i precedenti giudici. Non gli importa se nel testo originario della Costituzione vi era l’immunità dei parlamentari in carica che indica che il principio di eguaglianza non valeva per i padri costituenti nei confronti del potere legislativo e di chi, dotato di mandato parlamentare, esercitasse il potere esecutivo di governo e quello di iniziativa legislativa e conduzione del bilancio. Non importa a questi giudici che l’intero impianto costituzionale ricerca l’equilibrio fra poteri, per evitarne la reciproca  sopraffazione. Non gli importa che la legge elettorale abbia stabilito che i cittadini votano il premier oltre che i parlamentari e che in tal modo essa ponga, nel sistema legislativo ordinario, una diversa posizione del premier, come espressione della volontà popolare rispetto agli altri parlamentari e membri di governo. Loro, questi giudici, “pensano che sia giusto ” che il presidente del consiglio sia processabile penalmente e interpretano ad hoc formalisticamente l’articolo 3 della costituzione che stabilisce che tutti i cittadini sono eguali davnti alla legge. Eppure la carta costituzionale è piena di eccezioni a tale eguaglianza formalistica generalizzata.

L’elettorato attivo compete solo a chi ha almeno 18 anni di età. E ciò in dipendenza delle leggi ordinarie sulla maggiore età. L’elettorato passivo tocca solo a chi ha almeno 25 anni di età per la Camera e 40 per il Senato. I residenti  della Valle d’Aosta, della Sardegna, del Trentino Alto Adige, del Friuli Venezia Giulia e della Sicilia hanno regimi tributari e finanziari diversi da quelli delle Regioni a statuto ordinario. E tali regimi  sono diversi far di loro. Dunque l’articolo 3 va interpretato nel senso che l’eguaglianza vale a parità di condizioni, ricavate dal sistema costituzionale e da quello legislativo ordinario. Lo scrive la stessa corte nella sentenza sul lodo Schifani affermando che la constatazione di una differenziazione non conduce di per sé alla affermazione del contrasto con la norma con l’articolo 3 della costituzione. Il principio di eguaglianza comporta infatti che se situazioni eguali esigono eguale disciplina, situazioni diverse possono implicare differenti normative. Essa aggiunge che in tale ipotesi, tuttavia, ha decisivo rilievo il livello che l’ordinamento attribuisce ai valori rispetto ai quali la connotazione di diversità può venire in considerazione. Nel caso in esame sono fondamentali i valori rispetto ai quali il legislatore ha ritenuto prevalente l’esigenza di protezione della serenità dello svolgimento delle attività connesse alle cariche in questione.

La Corte aveva ritenuto che il lodo Schifani a tal fine incidesse sulla obbligatorietà dell’azione penale di cui all’articolo 112 in modo eccessivo, non che non potesse effettuarsi una sospensiva di tale azione, pur mantenendone l’obbligo. Sarebbe interessante capire quale è la nuova posizione della nuova corte. La serenità dello svolgimento delle alte cariche ritenuta rilevante dalla precedente sentenza non conta più nulla? Nel mondo relativista i principi generali stabiliti dalle precedenti sentenze si mandano in soffitta perché si è cambiato parere?

 

Commenti
Autores
13/10/09 13:10
i prodotti di Israele per la Palestina
Certo il prodotto di Israele fa mangiare anche il popolo della Libia.
Giorgio Frabetti
13/10/09 14:02
IL PECCATO ORIGINALE DELL’ANTIBERLUSCONISMO
L’articolo di Francesco Forte richiama con grande lucidità la strumentalità degli attacchi contro Berlusconi. Mi permetto, comunque, di tentare richiamare la necessità di portare l’analisi alle cause di questa ‘campagna di odio’ verso il premier: una campagna che va avanti da ormai 20 anni e che difficilmente può essere spiegata solo facendo riferimento a contingenti vicende scandalistiche, ma che evidentemente affonda le sue origini in cause politiche e strutturali di medio- lungo periodo. Io ravviso queste condizioni di breve-lungo periodo nell’ASIMMETRIA che la presenza di Berlusconi nello scenario politico ha determinato tra Destra e Sinistra: tra una Destra capace, attraverso Berlusconi, di impostare la lotta politica in termini di DEMOCRAZIA DIRETTA (tramite l’investitura PERSONALE e CARISMATICA del premier) e una Sinistra, invece, che, complice della sua formazione ELITISTA (vedi De Felice in intervista al ‘Corriere della Sera’ dell’08 settembre 1993), riesce ad esprimere una lotta politica per lo più in termini di DEMOCRAZIA INDIRETTA (vedi grande rilievo delle Segreterie nelle decisioni politiche e dei ‘dossier’ giornalistici usati in forma politica: vedi ‘repubblica’ e dintorni). Trattasi di due sistemi politico ben distinti, non comunicanti tra loro, se non in competizione, che dal 1993, data convenzionale di nascita della cd. II Repubblica, si contendono, attraverso la COMPETIZIONE BIPOLARE, l’egemonia politica; naturale, quindi, lo scontro quando di tali principi si cerca una declinazione in termini di programma di governo; naturale, in particolare, che iniezioni di DEMOCRAZIA DIRETTA determinino ‘crisi di rigetto’ quando se ne tenti l’adattamento alle strutture costituzionali vigenti, concepite su una MENS elitista, affine ai modelli di DEMOCRAZIA INDIRETTA. Gli esempi non mancano e sono trasversali a destra e sinistra: ricordo che, caso uni coche raro, Romano Prodi vanta il ‘record’ di essere l’unico Presidente del Consiglio ad essere stato sfiduciato dal Parlamento e dalla propria maggioranza (09 ottobre 1998; 25 gennaio 2008), quasi a sottolineare la crisi di rigetto della maggioranza; una ‘crisi di rigetto’ credibile, quasi che il centro-sinistra faccia pagare a Prodi di essersi spinto troppo in là nella pretesa di essere il ‘leader’ carismatico della coalizione. L’ultima vicenda della sconfessione del ‘lodo Alfano’ né è un’importante riprova: dietro il LEGALISMO ESASPERATO della Corte non si può leggere che la paura che una volontà legislativa ‘troppo forte’, per l’investitura maggioritaria mediata dal CARISMA del ‘premier’ possa alterare gli equilibri costituzionali. Evidentemente, dietro la competizione tra Centro-destra e Sinistra e dietro i TONI ULTIMATIVI di cui si è evidentissimanente caricata tale competizione negli ultimi 20 anni, c'è quella che Max Weber chiamava una LOTTA DI DIVINITA’ POLITEISTE: c’è il conflitto tra due modi di intendere il gioco politico (DEMOCRAZIA DIRETTA ed INDIRETTA):il segno evidente di uno STATO ANCORA FLUIDO DEL Ns. ORDINAMENTO COSTITUZIONALE, ALL'INDOMANI DALLE RIFORME IN SENSO MAGGIORITARIO DELLA LEGGE ELETTORALE. Urge, quindi, una riforma in senso presidenzialista che elimini asimmetrie nel gioco politico e ponga fine al conflitto.
Erasmo
13/10/09 14:10
Il Maestro Forte e i moralisti politici al servizio del Principe
Francesco Forte non è solo un professore insigne, ma anche un Maestro. Chapeau. L’opportunismo dei principi è sempre segnato dal relativismo dei valori ed è la cifra doppiopesista del moralismo politico. I moralisti politici sono sempre, come insegnava Raymond Aron, “intellettuali al servizio di un principe”. La Sinistra è il moderno principe collettivo a cui alcuni procuratori, giudici (anche costituzionali), giornalisti e conduttori televisivi, riservano lo stesso deferente omaggio che si riserva a un Cavaliere inesistente. Continuano a combattere e non si accorgono che è già morto.
tommy
13/10/09 15:00
il vostro articolo
Sono un pensionato che deve fare i conti giornalmente per fare quadrare il bilancio familiare.Quando sono andato in pensione 10 anni fa riuscivo a vivere discretamente, con la liquidazione avevo investito in titoli quasi sicuri,l'ammontare della pensione mi permetteva di vivere benino e fare qualche viaggetto.sono andato in pensione il 1999 ed è andata benissimo fino al 2001( nel frattempo sono andato in canada,usa,inghilterra dove ho dimorato causa il lavoro di mia figlia)...poi la catastrofe... dal 2001 ad oggi ho perso tutto quello che avevo investito, e con la pensione un tempo ( 10 anni fa) buona ora assottigliatasi, riesco ad arrivare a stento (ma spesso vado a rosso) a fine mese.Cosa è successo? O cosa non è successo...quello che è successo lo sappiamo tutti ( a proposito i nostri presidenti del consiglio portano scalogna) quello che non è successo sono i ...miracoli...capiamoci!
Algonautic
13/10/09 17:29
Io la penso diversamente...
Che qualcuno dell’opposizione faccia di tutto per far cadere Berlusconi mi sembra cosa abbastanza scontata, come del resto faceva lui all’epoca per far cadere il governo Prodi e in quel caso abbiamo visto (anzi sentito) anche come, se si ricorda una delle intercettazioni con Saccà quando il Cav raccomandava un’attricetta allo scopo di far passare dalla sua parte un senatore votato con il centrosinistra (alla faccia del tanto vituperato metodo del ribaltone…). Dal mio punto di vista, rimane piuttosto azzardata e molto difficilmente dimostrabile la tesi che tutti i giudici che hanno emesso sentenze o portato avanti processi sfavorevoli a Berlusconi siano di sinistra, altrimenti, parimenti, ogni volta che Berlusconi è stato assolto, o stralciato dai processi, dovremmo pensare che quei giudici erano filo berlusconiani. In realtà, la magistratura è stata storicamente appartenente, dal punto di vista culturale, in maggioranza più alla destra che alla sinistra italiana e se (forse) oggi potrebbe essere più di sinistra (ma, ripeto, sarà poi vero?) non è certo per compiacersi il Bersani o il Franceschini di turno (e tantomeno per il loro potere di convincimento), ma forse è proprio lo stesso Berlusconi che con le sue azioni politiche porta naturalmente uno che si occupa di giustizia dall’altra parte politica. Io, che mi si creda o no, conosco più di un magistrato che ha idee politiche nettamente di destra ma mi hanno confessato che sono finiti a votare partiti antiberlusconiani o addirittura di sinistra (turandosi il naso) pur di contrastare la politica berlusconiana specialmente in tema di giustizia. Questa rimane comunque un’anomalia, ma, ripeto, non è stata determinata dalla folgorazione della magistratura verso la sinistra, e credo che, per dire, ipotizzando in un futuro un Tremonti o Fini leader del PdL, anche quest’anomalia finirebbe e credo non parleremmo più di sinistra giudiziaria e di facezie simili (ah che bello…quando lo vedremo questo giorno??). Se è azzardata la tesi che la magistratura sia diventata di sinistra, è ancora più azzardato pensare che anche tutta la stampa estera sia diventata improvvisamente di sinistra o di centro, per cui si scrive che Berlusconi si deve dimettere perché magari ci si auspica un governo centrista o tecnico (per compiacersi chi? Casini? Montezemolo? Ma per carità…). In realtà chi dall’estero guarda con occhio abbastanza distaccato e disinteressato le faccende italiane, sia esso di cultura conservatore o liberal, non può non notare, il grande “appannamento” (a voler essere cauti) che ha la figura del nostro attuale Premier per le note vicende sia personali sia istituzionali che, in altre democrazie occidentali, sarebbero state più che sufficienti a provocarne le sue dimissioni. In Italia questo non accadrà e Berlusconi rimarrà comunque in sella, per cui non succederà come nel ’94 quando fu costretto a lasciare, ma non per gli attacchi subiti (di cui il Cav se ne fa un baffo, anzi li usa retoricamente a suo vantaggio) bensì solo perché Bossi decise di abbandonarlo. Infine, credo che servino a poco le discussioni se le sentenze della Corte Costituzionale siano più o meno “politiche” e cambino anche con il variare degli orientamenti dei loro componenti. Io sono uno di quelli che crede che chi che fa politica o, addirittura, sia capo di Stato o di Governo, debba semmai avere meno possibilità di svincolarsi dalla legge o dai processi, rispetto ad un cittadino qualsiasi. E se c’è la minima ombra di comportamento illegale sul suo presente o sul suo passato si deve dimettere, anche se ha preso valanghe di voti, e questo va fatto proprio per dimostrare di amare il proprio Paese e non solo se stessi…Avrò forse un’idea un po’ ingenua o romantica della politica, ma io la penso proprio così.
Autores
13/10/09 19:07
Chiarezza e riposo,prima di tutto
prima di tutto il riposo e'lo scandire delle vere idee che si hanno in testa e queste sono da valutare con della serena costanza non attribuita al nervoso che ha colpito la cronaca.E'logico che i statisti vogliono fare il colpo di Stato ma al Governo e' Berlusconi,colpito nel ingiusto.Allora quando ci si rasserena ci si ricorda anche dei altri,per esempio non ci si dimentica di affrontare le cose e non di gettarle.Affrontate la stampa come per l'Italia quella del Estero ma donate la comunicazione al Estero per diventare come siamo noi,perche' loro tramite la stampa cercano di cumunicare a noi.Invece di abortirli se li tenga e domandi a loro qualche cosa alla comunicazione aperta al nostro popolo,come i commenti,i forum ecc.ecc.la comunicazione insegna la democrazia al Estero e al nostro Paese.non si preouccupi della cronaca e' un tentato colpo di stato da parte dei statisti.
Federico da Miami
13/10/09 21:41
Romantico?
Sig. Algonautic, non mi sembra che lei sia ne ingenuo ne romantico nei confronti della politica, ma piuttosto voglia, col suo modo di "metterla giu", convincere i piu' che con altro personaggio, naturalmente molto vicino a Berlusconi, al comando del Governo le cose cambierebbero in meglio. Le cose invece non stanno per nulla cosi'. Berluscini non e' al momento sostituibile, egli e' unico, accomuna in se troppi di quei pregi utili a trasferire la politica italiana da decennali fasi di ingovernabilita', utili ai mestieranti della politica ed ai poteri forti per i loro profiqui intrallazzi, ad una attesissima, da parte dell`elettorato, fase di buon governo. Vista, questa fase, da qerst`ultimi, in Italia ed all`estero, come la fine delle "vacche grasse" ed il richiamo al servizio per i cittadini, usati sin`ora solo per il loro democratico voto a paravento dei loro loschi affari. In piu' Berlusconi e' autosufficente, non deve vivere della politica, sa fare e bene, molte altre cose. E' inattaccabile e irriccattabile in politica perche' non compromesso in teoremi ed intrallazzi dell` italico passato politico. Ama l`Italia, il benessere dei suoi cittadini e si sta' sacrificando per questo. Infine la maggior parte d`essi se ne son accorti e lo sostengono consci che sta' operando per loro. Se dura cosi' addio alle vacche!
Pierpaolo
14/10/09 09:26
E Fini ci è rimasto con un palmo di naso
Alla fase 4 contava sul proprio intervento: rimpiazzare Berlusconi dopo le dimissioni. Poteva sostenere di rappresentare "degnamente" la maggioranza elettorale. In più avrebbe raccolto consensi anche dalla così detta opposizione. Momentaneamente, fino alle elezioni del 2012. Ma Fini ha altre agende, diverse da quelle della maggioranza degli italiani.
Palinson
14/10/09 09:42
rinascita popolare
di entusiasmo coraggioso e maturo per Berlusconi,uomo della sovranità della gente e della libera volontà nazionale,di italianità originale,a arginare le chiacchiere di Fini e le acrobazie comuniste di Napolitano che mirano a proteggere la loro leadership e la loro riuscita egoista
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