Mercoledì 23 Maggio 2012
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Le prime minacce

Il terrorismo islamico ha già dato il benvenuto a Obama

20 Gennaio 2009

 

“Presidente degli Stati Uniti Barack Hussein Obama! Tu sei il primo nero nella storia degli Stati Uniti che abbia preso controllo della Casa Bianca; potresti aggiungere un’altra novità nella storia americana, diventando il primo presidente ad accettare la Verità abbracciando la vera fede dell’Islam …”

Inizia con un’invocazione a convertirsi la prima lettera aperta di minacce pubblicata dai talebani sul loro sito e resa pubblica da Memri, l’istituto israeliano che monitora la jihad, il mondo arabo islamico e tutto quanto si muove in Medio Oriente a livello di comunicazione.

L’originale è stato pubblicato lo scorso 30 dicembre su www.toorabora.com a cura di Maulawy Anwarulhaq Mujahid, comandante in capo del “Campo di Battaglia di Tora Bora”, il quale la ha diffusa in pashtu, urdu ed inglese.

E oltre a queste formule di saluto, contiene ovviamente vere e proprie minacce di nuovi atti di terrorismo isalmico per ora solo evocati per allusioni: “Situazioni come quella di Helmand e Fallujah si ripeteranno in città come New York e Washington…”

Le minacce contenute nella lettera aperta, che si dice ispirata direttamente dal famigerato e a tratti fantomatico Mullah Omar, sono di quelle che vanno prese sul serio. Due i passaggi che inquietano di più: uno sull’America e Israele e l’altro sull’Afghanistan.

Nel primo si leggono tra l’altro queste affermazioni: “tu sai  che la tua nazione è stata spinta in una guerra contro una Ummah che è come un unico corpo; c’è un inizio a questa guerra, ma non c’è una fine.”  E ancora: “L’America pensa che un attacco verso un paese islamico sia come un attacco verso un singolo paese; questa idea è sbagliata; questa è la ragione per cui la guerra sta durando più di quanto ti aspettassi, i rifornimenti alle truppe sono stati più di quanto ti saresti aspettato e le perdite di vite di soldati sono state più di quanto stimato. Questa non è una nostra affermazione, ma è una verità che è stata accettata anche da Bush”. “Ogni incidente ha una sua causa – prosegue la minaciosa lettera - e fintanto che queste cause non sono eliminate, nessun incidente contro gli Stati Uniti può essere evitato. Gli attacchi dell’11 Settembre negli Stati Uniti e tutti gli attacchi hanno una causa o un’altra. Per portare la pace alla tua nazione e dei benefici all’America, devi trovare ed eliminare queste cause; una è la politica fallimentare americana con Israele. Israele è fonte di problemi e di conflitti non solo in Medio Oriente, ma in tutto il mondo".  “L’appoggio americano a Israele – spiegano ancora i talebani - si può rivelare costoso per gli USA. Sarebbe estremamente folle considerare il problema di Baitul Muqaddas (Gerusalemme, ndr) come un problema che riguarda solo la Palestina o solo il mondo arabo; è un problema che riguarda l’intera Ummah islamica.”

Ecco la conclusione: “Fintanto che Baitul Muqaddas rimane sotto occupazione, Israele e i suoi sostenitori non vivranno in pace ...”

La lettera chiede infine il ritiro delle truppe dall’Afghanistan: “Abbiamo sentito che hai deciso di ritirare le truppe dall’Iraq. Togliere le libertà altrui, calpestare i loro diritti, far piangere la gente, ucciderla e distruggere i loro paesi, queste sono le cose che uniscono il mondo contro gli Stati Uniti… Dovresti quindi prendere una decisione simile anche in Afghanistan e ritirare il prima possibile le tue truppe dalla nostra amata nazione. Forse non hai studiato con attenzione la posizione geografica dell’Afghanistan ... è impossibile che l’Afghanistan si arrenda a causa [della tua decisione di mandare altre truppe]. Non fare passi falsi come quelli di Bush altrimenti il risultato sarà simile ...”

Insomma il benevenuto del terrorismo islamico è già arrivato e Obama deve ancora insediarsi. Che avesse ragione l’ormai quasi ex presidente George W Bush che nel discorso di addio aveva già preconizzato tutta questa situazione?

 

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