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Giovedì 18 Marzo 2010
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Inflazione pressoché nulla

Il vero regalo di Natale? Un'economia sotto controllo

24 Dicembre 2009

Evviva! E’ in arrivo il S. Natale e anche quest’anno: doni per tutti sotto l’albero! Saranno doni giudicati più o meno importanti a seconda dei gusti, delle preferenze, degli stati d’animo con cui ci apprestiamo a vivere questo S. Natale, ma son pur sempre doni!

Il primo dono per tutti noi è che, nell’anno trascorso, non c’è stato il “meltdown” e, nonostante le preoccupanti e catastrofiche aspettative di molti osservatori, il sistema dell’economia di mercato ha tenuto e mostra segni di ripresa.

Il 26 ottobre del 2008, intervistato dal Sunday Times, il prof. Nouriel Rubini, soprannominato “Mr. Doom”, ci ammoniva che “l’economia mondiale è vicina al punto di rottura, … i mercati sono in caduta libera, ci avviciniamo al momento del panico generalizzato”. Insomma, secondo l’economista che aveva già predetto l’uscita dell’Italia dall’euro: “Il peggio deve ancora venire”. Per fortuna sotto l’albero troviamo che le cose non sono andate così male. Anche se piano, si è ripreso a crescere. In novembre, l’indicatore delle previsioni congiunturali relative all’area dell’euro (€-coin) è ulteriormente salito segnando il terzo dato positivo consecutivo e delineando una crescita di fondo nell’area dell’euro di poco superiore al 2% in ragione d’anno. Non dimentichiamo che nel momento di maggiore gravità della recessione la velocità annualizzata di caduta del PIL ha toccato il 6 per cento negli Stati Uniti e in Europa, mentre in alcuni paesi asiatici ha superato il 20 per cento. Dopo avere sfiorato gli abissi, il fatto che da qualche mese il PIL cresca con un segno positivo, piccolo o grande, è sufficiente per consideralo un dono graditissimo.

I consumatori - e siamo tutti consumatori – sotto l’albero troveranno un’inflazione pressoché nulla, anzi in alcuni mesi dell’anno anche negativa. Conforta, poi, leggere nell’ultimo Bollettino della Banca Centrale Europea quel che la variazione dei prezzi depurata della sua componente più volatile (alimentari e energia) è in costante calo e non mostra segnali di inversione del ciclo. Prezzi sotto controllo vuol dire potere di acquisto salvaguardato e tassi di interesse bassi ancora per qualche tempo. Mica poco come regalo! Ci saranno certamente i brontoloni che si lamenteranno che questo dono non vale nulla perché conseguenza della scarsa dinamicità della crescita, della difficoltà delle imprese a vendere i loro prodotti, di consumatori attenti a fare la spesa. Ma è anche vero che in passato abbiamo subito episodi di recessione accompagnata da inflazione - vedi gli anni settanta -  e che una fiammata di aspettative di inflazione ci si poteva attendere già da subito, vista la quantità di carburante immesso nel sistema dalle banche centrali, il che avrebbe complicato non poco la conduzione della politica economica. Che ciò non sia accaduto deve essere motivo di consolazione anche per gli inveterati malpancisti.

Gli italiani che nonostante la crisi hanno mantenuto il loro investimento sui mercati azionari, e non sono pochi considerato che circa il 15 per cento della ricchezza finanziaria italiana è impiegata in azioni quotate o fondi azionari, troveranno sotto l’albero un bel rimbalzo delle quotazioni. L’Indice aggregato del livello dei corsi (S&P 500), caduto a 875 a ottobre del 2008 nel pieno della crisi, sceso ai minimi di 730 a febbraio 2009, è ora risalito a circa 1100. Una soddisfazione inaspettata per quanti hanno avuto il coraggio di tenere o rientrare. Recentemente, inoltre, le quotazioni hanno mostrato capacità di tenuta anche a fronte di episodi di dissesto finanziario in Dubai, segnale positivo che i comportamenti di irrazionale contagio, che avevano caratterizzato le fasi acute delle crisi lo scorso anno, non si sono manifestati.

C’è poi un dono particolare per noi italiani sotto l’albero. Un dono prezioso, di cui dobbiamo essere grati al Ministro Tremonti. Il rigore nella politica di bilancio. Come attestato anche dalla Commissione europea il nostro paese, pur in una fase così difficile per i conti pubblici, ha tenuto botta! Meglio di paesi  a suo tempo considerati virtuosi. E’ un dono di cui molti non apprezzeranno la portata, ma che va evidenziato.

Senza il rigore della politica di bilancio il nostro paese minato da un imponente debito pubblico rischiava di avere difficoltà a finanziarsi a tassi di interesse contenuti. Tassi più elevati sulle emissioni del nostro debito avrebbero comportato “ceteris paribus”un innalzamento di tutta la curva dei tassi italiani, con effetti a cascata per le imprese, per le famiglie indebitate, che avrebbero rischiato di vanificare le manovre di sostegno faticosamente varate dal governo. Basta vedere quanto sta accadendo in questi giorni al tasso di interesse sul debito della Grecia. Per questo motivo siamo riconoscenti a Tremonti e gli perdoniamo – siamo pur sempre a Natale! – le sue sortite sul “posto fisso” o “ la speculazione, peste del secolo”.

A tutti, quindi, Buon Natale e la preghiera al Bambinello che per l’anno che viene preservi e rafforzi i doni già elargiti e ci dia la saggezza di aspettare con umiltà nuovi doni, non miracoli. 

 

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