Giovedì 9 Febbraio 2012
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Gli Usa cambiano uomini e strategia

In Afghanistan arriva un generale americano senza guanti di velluto

14 Maggio 2009
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Strategia nuova, capo nuovo. Ha applicato questo semplice principio il segretario alla Difesa americano Gates, mandando a casa il comandante di ISAF generale David McKiernan e sostituendolo con il generale Stanley McChrystal.  Gates ha spiegato che con l'inizio di una nuova strategia in Afghanistan era anche necessario avere «una nuova leadership militare». «Era il momento giusto per un cambio di leadership», ha affermato Gates rifiutando di indicare motivi specifici per la rimozione del generale. La notizia è clamorosa perché McKiernan era in carica da meno di 11 mesi. Il Washington Post ha  scomodato addirittura la Storia facendo un parallelo con la vicenda del generale MacArthur, dimissionato dal presidente Truman durante la conduzione della guerra di Corea per quel complesso di protagonismo che, in alcune occasioni, porta i generali ad andare al di là del proprio ruolo, spingendosi su un terreno di competenza esclusiva della politica. Le colpe di McKiernan sono altre. Il comandante di ISAF non si è contraddistinto per sconfinamenti politici, ma ha pagato in ogni caso l’insoddisfacente andamento della guerra in Afghanistan – che negli ultimi due anni ha visto l’aumento esponenziale dell’insicurezza e delle violenze in tutto il Paese – e, forse, il raid aereo di Bala Baluk con la strage di oltre 100 civili.

Fatto sta che il pragmatico Gates ha deciso che fosse giunta la sua ora. Al posto di McKiernan arriva il generale Stanley McChrystal, uno specialista dei conflitti asimmetrici e delle operazioni di counter-insurgency. Il suo curriculum parla per lui. Uscito da West Point nel 1976, McChristal ha passato una vita tra parà della 82ª divisione aerotrasportata e Rangers, le forze speciali dell’US Army. Uomini da sempre abituati a fare la guerra senza guanti di velluto. Il 1° gennaio 2001 è stato nominato generale, grado con il quale è tornato all’82°, come vicecomandante, e poi al vertice del 18° Corpo Aerotrasportato, in qualità di capo di stato maggiore. Fino alla nomina definitiva alla guida del Comando Interforze Forze Speciali. Organismo diretto dal 2003 al 2008. Durante questo periodo, McChristal ha colto grandi successi come l’arresto di Saddam Hussein e l’uccisione di Zarqawi – dirigendo sul campo gli uomini della segretissima Task Force 6-26 – l’unità speciale composta da Delta Force, Navy Seal, ST6 (Seal Team Six), Rangers e paramilitari della CIA, creata per dare la caccia a terroristi e baathisti in Iraq – ma ha subito anche molte critiche per i metodi non ortodossi usati dai “suoi” uomini sul campo, accusati di non andare troppo per il sottile con i prigionieri e in diversi finiti sotto inchiesta per lo scandalo di Abu Ghraib.

Tant’è. Il segretario Gates non è tipo che si fa condizionare. La situazione che si è venuta a creare in Afghanistan non consente di indulgere troppo in formalismi e l’esperienza di un uomo del calibro di McChristal potrebbe tornare utilissima per risollevare le sorti di un conflitto trasformatosi in un pantano. Finora l’approccio adottato per rintuzzare i talebani – basato su una presenza militare concentrata in grandi compound dai quali si esce solo per andare a cercare il nemico e pattugliare – non ha dato risultati lasciando di fatto troppo terreno alle iniziative ed al mordi e fuggi talebano. Adesso, appunto, si cambia. Il generale Petraues, dall’alto della sua posizione di comandante del Comando Centrale Americano, il comando responsabile per tutte le operazioni in Medio Oriente e Asia Meridionale, ha chiesto di invertire la rotta e puntare tutto su una strategia non convenzionale. Più presenza nei villaggi, più basi avanzate e nel complesso più azioni condotte da piccole unità dotate di alta mobilità/trasportabilità e potenza di fuoco. Qualcosa di molto simile a quanto già fatto dalla stesso Petraeus in Iraq. Ma per imprimere la giusta spinta ad una sterzata del genere occorreva uno specialista del settore e non un ufficiale come il generale McKiernan: un tradizionalista con una carriera tutta all’insegna del comando di unità corazzate e meccanizzate. Ecco allora spiegata la nomina dell’altro “Mc”, McChristal. Il generale senza guanti di velluto.

Commenti
Daniele58
17/05/09 18:25
Nuova strategia in Iraq
Be certo mi sembra che era ora di acmbiare marcia. Per troppo tempo abbiamo assistito alle scorrbande dei talebani. E' ora di darci un taglio e farla finita. Anche perchè non è che le truppe occidentali potranno rimanere li in eterno. La faccenda deve trovare una soluzione pregmatica e realistica. Ma naturalmente l'Occidente non si puo permettere il lusso di perdere una guerra che tutto sommato e di medie dimensioni e per di piu su mandato ONU con il compito di ripristinare la democrazia.
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