Mercoledì 23 Maggio 2012
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Crolli

In difesa di Sandro Bondi e contro l'uso politico di Pompei

11 Novembre 2010

Alle 18:00 del 15 aprile 2001, un’uggiosa domenica di Pasqua, a Roma un tratto di venti metri delle mura Aureliane cede di schianto tra porta Latina e porta San Sebastiano. In pochi secondi un’onda alta sei metri di malta, mattoni e terra si abbatté sul prato scosceso fino a raggiungere il marciapiede, mentre una nube acre di polvere rossiccia avvolgeva rapidamente le rovine. Le piogge battenti dei giorni precedenti, complice le radici della sregolata vegetazione cresciuta su gran parte dell’antica cinta muraria, avevano infiltrato il materiale di riempimento ingrossandolo e creando così una forte spinta verso l’esterno, causa primaria del cedimento. Ma nessuno in quel momento, in piena campagna elettorale per le politiche, avanzò la richiesta di dimissioni nei confronti dell’allora Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giovanna Melandri. Nemmeno un mese dopo, il 7 maggio, sei giorni prima della tornata elettorale, quando un crollo alla Domus Aurea provocò la chiusura temporanea del monumento, il livello della discussione politica arrivò ai toni esasperati che in questi giorni stanno avvelenando il clima intorno al Ministro Bondi. Tantomeno il cedimento delle mura poligonali di Amelia, di epoca etrusca, provocò nel 2006 un simile clamore contro l’allora ministro Buttiglione.

I sopralluoghi congiunti dei tecnici della Soprintendenza di Pompei e del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale hanno stabilito che il collasso della casa dei Gladiatori è dovuta al peso eccessivo del tetto in cemento armato realizzato nel corso del restauro del 1946. Inoltre l’edificio, ad esclusione di uno zoccolo perimetrale originale dell’altezza di un metro e mezzo, è quasi interamente frutto, come ha ricordato l’archeologo Andrea Carandini, di una discussa ricostruzione moderna, promossa dall’allora Soprintendente Amedeo Maiuri negli anni Quaranta. Come se non bastasse, il livello di allarmismo è tale che alcuni organi di stampa riportano oggi la falsa notizia del crollo della Casa del Moralista, coinvolta nel cedimento dell’antistante Casa dei Gladiatori. Non un solo mattone della Casa del Moralista, come ha dimostrato l’immediata verifica degli archeologi di Pompei, è crollato.

Ma questo non importa a fronte di una battaglia che è esclusivamente politica, come dimostra il fatto che a Pompei, tra il 2003 e il 2009, sono avvenuti 14 eventi simili senza che un rigo travalicasse le cronache locali. E che nessuno ha raccolto l’allarme lanciato da Bondi nell’aula della Camera riguardo la diminuzione delle risorse umane e finanziarie del Ministero dei beni culturali. Un allarme che in altri tempi avrebbe provocato ben altre reazioni oggi così si perde in un parlamento che usa pretestuosamente il caso di Pompei, dimostrando un cinismo politico che mal si concilia con l’amore per il patrimonio culturale.

Commenti
Inge
11/11/10 12:25
è indifendibile
tanto è idiota la posizione delle opposizioni che chiedono le dimissioni di Bondi per una situazione non creata ma perpetrata nella identica gestione dei precednti ministri (di tutti gli schieramenti)... altrettanto incomprensibile la difesa dello stesso ministro da parte della maggioranza che da "noi" elettori aveva mandato di cambiare una situazione (soldi buttati alvento, centinaia di dipendenti pagati per non fare nulla, inefficienza e incapacità sovrabbondanti in tutte le sopraintendenze) che è rimasta totalmente immutata...
Anonimo
11/11/10 12:31
Come per l'Aquila,
Come per l'Aquila, Piscicelli e Gagliardi si saranno scompisciati?
vanni
11/11/10 15:50
?
Di Anonimo 11/11/10 13:31 si capisce a sufficienza e si apprezza vivamente il commento, ma non capisco il senso del primo commento di Inge: Bondi sarebbe da spedir via d'ufficio comunque per demeriti conclamati pregressi e le richieste di dimissioni da parte dell'opposizione idiote?
enzo sara
11/11/10 15:59
Proviamo a riderci sopra
Giallo a Pompei. Smentite le notizie sul crollo della "Casa del Moralista". A Montecarlo, però, sono ancora in corso accertamenti statici.
Inge
11/11/10 19:45
x vanni
il senso è che la sinistra dovrebbe acclamrlo visto che nulla ha modificato delle precedenti gestioni, noi invece che abbiamo votato questo governo per "rivoluzionare" la gestione della cosa pubblica, dovremmo essre i più arrabbiati. Non per il fatto in se (il crollo) ma perchè, a quanto mi risulta nessuno dei pubblici funzionari che (non) gestiscono il sito di Pompei sia stato cacciato e messo, finalmente, a lavorare..!!!!!!!!
simone
11/11/10 20:48
viltà politica
Ma nel 2001 e nel 2007 con la melandri e rutelli al posto di bondi,dopo i crolli delle mura aureliane e domus aurea qualcuno a sinistra ne ha chiesto le dimissioni? VILI.
vanni
12/11/10 12:15
Forza mediatica e imposizioni
Inge grazie, ma... . A simone 11/11/10 21:48 dico che “vili” può anche essere, ma interessa poco. Il problema è che non è accettabile dare continuamente enfasi alle polemiche che l'opposizione butta strumentalmente come lacci fra i piedi. Facciano quanto vogliono e possono fare in parlamento, e si reagisca nel modo appropriato senza farsi trascinare in querelle forzose e strumentali. La forza mediatica e la pervasività dell'opposizione negli apparati della società detta l'ordine del giorno del dibattito. Non è sensato farsi coinvolgere in questo modo sclerotizzandosi su estri e intimazioni altrui.
Anonimo
13/11/10 00:22
Andrea Carandini (per chi
Andrea Carandini (per chi ignora chi sia: un bravissimo Archeologo classico "padre" della moderna archeologia stratigrafica Italiana e esperto bravissimo e tale universalmente riconosciuto che il Ministro Bondi ha investito di grandi responsabilità entro il Ministero dei BB.CC.) ha testualmente detto di sua sponte (cioè non richiesto da nessuno ): "I custodi del Sito (Pompei n.d.r.) sono di un assenteismo incredibile". ("Corriere della Sera" 10 novembre u.s.). Licenziare immediatamente questi fannulloni atomici. Naturalmente dopo avergli ripreso almeno gli stipendi rubati negli ultimi tre anni. A titolo di simbolico risarcimento del danno creato da questi fancazzisti ai VERI lavoratori che si fanno il mazzo. Non averlo fatto è l' unica vera colpa di Bondi e del governo cui appartiene.
Lino
14/11/10 09:40
Far fare a un deficiente
Far fare a un deficiente come bondi il ministro dei beni culturali e come far fare a Topolino il presidente degli Stati Uniti, perchè, se premetti che all'interno di un sito archeologico lavorino mezzi che producono un mare di vibrazioni come delle ruspe, sei un deficiente. Già che c'erano, lo potevano usare come sito per far brillare ordigni inesplosi...
Pippo
20/11/10 01:45
Bondi, hai i giorni contati....
La Cultura attende un ministro capace. Auguriamoci che al più presto, gli incapaci come Bondi, possano andare a spaccare le pietre a pane e acqua.
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