Venerdì 10 Febbraio 2012
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Islam e libertà d'espressione

In Inghilterra se si discute su Maometto si rischia il carcere

14 Ottobre 2009

Era iniziata come una tranquilla discussione a colazione tra marito e moglie sul rapporto tra Cristianesimo e Islam, sulla pretesa dei musulmani che Gesù sia soltanto un profeta minore, sulle donne e il burqa, e sul fatto che Maometto non disdegnasse la guerra come strumento di conversione. Tutto apparentemente consentito, finora, nel Regno Unito.

Il fatto è che i coniugi Ben e Sharon Vogelenzang gestiscono a Liverpool una struttura ricettiva, il Bounty House Hotel, e la mattina della delicata discussione, al loro dialogo - nel quale sono poi intervenuti alcuni clienti dell'hotel - ha assistito anche un’avventrice musulmana dell’hotel.

Offesa dal contenuto della discussione privata tra i coniugi Vogelenzang, la donna ha sporto denuncia a loro carico. L’esito di questa discutibile iniziativa legale ha dell’inverosimile.

I coniugi Vogelenzang sono stati arrestati dalla polizia per il reato di “religiously aggravated public order offence” (reato contro l'ordine pubblico con l'aggravante religioso, ndt), a norma dell’art.5 del Public Order Act 1986, e degli articoli 31 (1) (c) e (5) del Crime and Disorder Act 1998. Il processo è fissato per l’8 ed il 9 dicembre prossimo davanti al "Liverpool Magistrates' Court" e, se venissero confermate le accuse, la sfortunata coppia rischia una condanna penale ed una multa di 5.000 sterline.

Ma non è tutto. Indicati al pubblico ludibrio come islamofobi, i coniugi Vogelenzang hanno subito gravi ripercussioni economiche nella loro attività commerciale, arrivando a perdere l’80% della clientela e ad essere costretti a vendere l’hotel. Tutto questo per aver osato mettere in discussione la religione islamica e aver espresso giudizi ritenuti poco riguardevoli nei confronti del Profeta Maometto.

Per un giorno Liverpool sembra essersi trasformata nella Teheran degli ayatollah, tanto da far sorgere il dubbio se la Gran Bretagna possa ancora considerarsi un Paese davvero laico.

Dopo la nomina del fondamentalista musulmano, Aaquil Ahmed, alla carica di responsabile dei servizi religiosi della BBC; dopo il riconoscimento della sharia come fonte normativa utilizzata nelle controversie legali di competenza dei "Muslim Arbitration Tribunals", organi che oramai fanno ufficialmente parte dell’ordinamento giuridico inglese; dopo il declassamento del Natale a “festa della luce invernale”; dopo il divieto imposto ai consiglieri comunali dei municipi a maggioranza musulmana di non consumare cibo nel corso delle sessioni comunali durante il mese di Ramadan; dopo i biglietti di auguri per la festa del Ramadan (e per nessun’altra festività cristiana) inviati ufficialmente alle ambasciate dal Foreign Office; dopo la sostituzione nelle scuole delle tradizionali festività natalizie e pasquali con il termine “fine della pausa semestrale”, e dopo il conoscimento ufficiale dei matrimoni poligami (contratti nei paesi musulmani), nel Regno Unito mancava soltanto la discriminazione nei confronti dei cristiani attraverso l’arma della giustizia penale.

Bisogna, comunque, prendere atto che l’Islam ha una capacità di penetrazione nelle società occidentali decisamente maggiore di quanto ne abbia il Cristianesimo. O, forse, semplicemente dilaga laddove il Cristianesimo è stato sostituito dal vuoto assoluto.

* Presidente di Scienza e Vita di Grosseto.

 

Commenti
Anonimo
15/10/09 10:22
Spaventevole. Ne avevo già
Spaventevole. Ne avevo già sentito parlare, ma a quanto pare ci stiamo coltivando in casa la nostra stessa fine. Possibile che ci debba essere ancora una guerra per consentire ai Cristiani di esistere?
Erasmo
15/10/09 10:36
I barbari interni riportano l'Europa ai secoli bui
L’Europa anticristiana, svuotata e devastata dal laicismo relativista e nihilista, si sta rivelando un vuoto culturale che l’Islam sta riempiendo con la sua assertività assolutista utilizzando le norme europee sulla libertà di religione e di culto e la tolleranza a senso unico, che esso non riconosce nè ai non musulmani, nè ai “cattivi musulmani” (cioè ai musulmani laici). Il segno più evidente della debolezza del pensiero unico (il relativismo assoluto, difeso significativamente dai teorici del “pensiero debole”) europeo è il fearful thinking, il “pensiero tremebondo”, che spera inutilmente di ridurre l’aggressività musulmana, con atti di buona condotta preventiva, che dovrebbero prevenire presunte “offese” all’Islam ed ai suoi fedeli. Al fine di “ingraziarsi” gli umori degli immigrati musulmani si gettano nella pattumiera della storia le tradizioni cristiane che dell’Europa sono l’identità più profonda, si crea una discriminazione ai danni dei cittadini europei (ridotti progressivamente allo stato di “dhimmi”, cioè “tollerati”) che in quelle tradizioni si identificano e si distrugge la libertà di espressione ed il carattere liberale e laico degli stati europei con l’introduzione di reati di opinione, come l’islamofobia. Il risultato è, però, che un numero crescente di musulmani può dirsi così, con crescente e presunta legittimità, “offeso” dalle manifestazioni stesse della cristianità e l’Islam diventa di fatto la religione più protetta, mentre verso il cristianesimo prevale il vecchio atteggiamento voltairriano di “ecraser l’infame”. Anzi l’Islam si appresta così a diventare, di fatto, grazie anche alla crescente e feconda immigrazione ed alla sua assertività assolutista, la religione semiufficiale dell’Europa. Tuttavia, non possiamo rimproverare ai musulmani di essere quelli che sono e di perseguire i comandamenti egemonici del loro Dio e della loro religione. Se l’Europa rischia di tornare ai secoli bui e teocratici del passato, lo si deve ai suoi “barbari interni”: cioè ai suoi laicisti anticristiani, nihilisti, multiculturalisti e illiberali.
domenico
15/10/09 11:03
quando i cattolici inglesi
quando i cattolici inglesi cominceranno ad usare la stessa legge per difendersi dagli attacchi continui che il cattolicesimo riceve?
Claudio
15/10/09 16:12
L'islamically correct in Gran Bretagna
In Gran Bretagna, specialmente dopo gli attentati del 2005, si teme la nutrita comunità islamica interna, si teme che possano creare disordini, quindi si fa di tutto per accontentarla, si accoglie ogni pretesa proveniente dalle associazioni islamiche locali nella speranza di tenerle a bada, questi sono i risultati... Da laico convinto non condivido diverse posizioni dell'associazione Scienza e Vita, ma condivido il pensiero di Gianfranco Amato quando si chiede se la Gran Bretagna sia ancora un paese laico.
Marco Andreacchio
15/10/09 19:47
Laicita' e
La laicita' delle nazioni Europee tuttora prostrate di fronte ad aspettative islamiche, non e' capace di reggersi da sola. Troppo spesso ci si dimentica che cio' che e' "laico" ossia "popolare" presuppone di necessita' cio' che e' "ecclesiastico" nel senso di "religioso" e "sacro". Non esiste uno stato puramente laico, dal momento che l'uomo fallisce nel tentativo di imporsi come Autore assoluto della vita civile--di una vita che a ben riflettere e' dialettica tra due poli, quello laico-popolare e quello ecclesiastico-religioso. La vera crisi delle nazioni Europee odierne giammai fu di natura economica, ma LEGALE e FILOSOFICA. Cio' che viene meno e' la "religione civile" ossia la "religione delle leggi" che non resiste il logorio della barbarie se non e' assistita dalla buona filosofia. Ma (parafrasando Vico) con la corruzione delle Filosofie, si corrompono anche i Dotti (di leggi), e quindi il popolo che si sfalda, vittima del cinismo e dell'amor proprio, mentre sopraggiunge l'impero di un despota che, per quanto barbaro, ha piu' forza mentale del pagliaccio europeo che, alla stregua di Machiavellici demagoghi, ripone nel popolo, ossia nella laicita', l'autorita' suprema.
Ritvan Shehi
16/10/09 18:02
Pena alternativa al carcere
-----Era iniziata come una tranquilla discussione a colazione tra marito e moglie sul rapporto tra Cristianesimo e Islam, sulla pretesa dei musulmani che Gesù sia soltanto un profeta minore, sulle donne e il burqa, e sul fatto che Maometto non disdegnasse la guerra come strumento di conversione….------ Beh, più che “tranquilla discussione” mi sembra un cumulo di menzogne islamofobe bell’ e buono. Perché: 1. E’ falso che nell’islam Gesù sia considerato un “profeta minore”. Anzi, insieme ad Abramo, Mosè e – ovviamente – Maometto (e forse qualcun altro che non ricordo) non solo è considerato fra i profeti maggiori di Allah, ma anche l’unico di nascita miracolosa da madre vergine per volere dello stesso Allah. 2. E’ stranoto a chi conosce la storia dell’islam che il burqa è una tarda invenzione di signorotti afgani e non esisteva né ai tempi di Maometto e né ai tempi dei suoi successori e califfi. 3. La storiella secondo cui “..Maometto non disdegnasse la guerra come strumento di conversione” è una bufala colossale. Intanto la guerra gliela dichiararono i meccani pagani che costrinsero all’esilio Maometto e i suoi e confiscarono i loro beni in patria. E Maometto – dopo aver punito duramente, come s’usava a quei tempi, una tribù ebraica che s’era unita al nemico, tradendo il patto stretto prima coi musulmani - non pretese mica la conversione degli ebrei all’islam, anzi, restituì ai superstiti i libri sacri dell’ebraismo che erano stati presi dai suoi guerrieri come preda di guerra! Detto quanto sopra, io spero che il giudice di Sua Maestà britannica si limiti a imporre alla coppia di affittacamere solo un periodo di studio a loro spesse presso qualche seria facoltà di islamologia del Regno Unito. Così, in futuro, se proprio non resisteranno di nuovo alla tentazione di fare inutilmente IN PUBBLICO i teologi/storici al pudding:-), almeno non spareranno tali mostruose corbellerie offensive per il prossimo e per la verità dei fatti.
max
16/10/09 19:50
Una piccola osservazione,che
Una piccola osservazione,che nulla toglie alla spaventevole situazione in cui le così dette classi dirigenti europee stanno portando eurabia:Il Corano non considera Gesù un profeta minore,anzi,riconoscendo che è l'unico profeta nato da madre vergine.Ovviamente non lo considera Figlio di Dio,come del resto neppure gli ebrei.Ma questo c'entra nulla con la vicenda dei coniugi inglesi e con le aberrazione che si compiono in Gran Bretagna,ancora di più che in altri paesi,che pure non scherzano.Mi domando come la ue,così pronta ad intervenire sui diritti umani,possa tacere.Ma è una domanda retorica.In eurabia solo gli europei liberi non hanno il diritto di stare.
Giorgio B.
16/10/09 23:44
repressione islamically correct
Quindi Ritvan, per te è normale che la polizia arresti ed un giudice debba giudicare persone che in pubblico (cioè nel loro hotel) discutendo con alcuni clienti commettono presunte inesattezze storico/religiose? buono a sapersi, Eurabia è sempre più vicina, ma meno male che ci sono i moderati come te che non pretendono la galera ma una pena alternativa per codesti terribili criminali.
Lochagos
17/10/09 13:24
Commento di Ritvan Shehi 16/10/09 19:02
Non voglio qui disquisire sull'uso della violenza da parte di Maometto e dei suoi successori (anche se certe affermazioni appaiono francamente ridicole a chi, oltre al Corano, abbia letto almeno un testo di storia non edulcorato). Comunque, vere o meno che siano queste affermazioni, è la conclusione che dimostra come l’ideologia del loro autore non trovi posto nella nostra civiltà. Auspicare che la libera espressione della propria opinione possa, qualora la stessa non sia conforme ai canoni fissati da un'autorità (in questo caso, nemmeno politica), venire punita con la "rieducazione" (in un'istituzione notoriamente finanziata da un paese pluralista come l'Arabia Saudita) è di vari ordini di grandezza molto più grave di qualunque inesattezza storica o offesa alla sensibilità religiosa si possa concepire. Chi è portatore di concezioni del genere si dichiara nemico della democrazia, del pluralismo e della tolleranza.
Claudio
19/10/09 14:47
repressione islamically correct
Quindi Ritvan, per te è normale che la polizia arresti ed un giudice debba giudicare persone che in pubblico (cioè nel loro hotel) discutendo con alcuni clienti commettono presunte inesattezze storico/religiose? buono a sapersi, Eurabia è sempre più vicina, ma meno male che ci sono i moderati come te che non pretendono la galera ma una pena alternativa per codesti terribili criminali.
Ritvan Shehi
20/10/09 18:13
Pav condicio
Caro Claudio, sempre in deficit di spirito tu, eh! Beh, se in alcuni Paesi dell’Europa Civile, Democratica, ecc., ecc. viene sbattuto in galera chi dice “presunte inesattezze storico/religiose” sull’ebraismo (vedi alla voce “Olocausto”), chi propone come pena alternativa solo corsi a pagamento di tasca propria per quelli che dicono lo stesso sull’islam mi sembra un moderato. O no?
Claudio
27/10/09 17:54
islamically correct in Gran Bretagna
Ritvan: innanzitutto negare l'olocausto non ha nulla a che vedere con la religione ebraica, comunque io sono sempre stato coerentemente contrario ai reati di opinione e sono per la loro abolizione, ai deliri negazionisti si risponde con argomentazioni storico-scientifiche, non con la galera. Ad ogni modo il negazionismo dell'Olocausto non è reato in Gran Bretagna dove è l'Islam l'unica religione ad avere questo particolare status di intangibilità tale da far rischiare la galera a chi non ne parla in termini propriamente positivi, tutto questo islamically correct è forse causato anche dal fatto che i fedeli islamici sono gli unici a poter creare particolari problemi di ordine pubblico? P.S. E' vero che certe norme in Gran Bretagna valgono in teoria per qualunque religione, ma chissà come mai vengono fatte effettivamente valere solo quando la religione "colpita" è l'Islam.
Claudio
27/10/09 18:02
un esempio di autocensura islamically correct in Gran Bretagna
Bbc, «invito» ai comici: «Meno gag sull'Islam» «Più attenzione alle minoranze». «No, solo paura» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE LONDRA — Il senso dell'umorismo è una delle caratteristiche di cui gli inglesi vanno più fieri. Ma ora la Bbc ammette che i suoi autori di programmi, sempre pronti a inventare battute sui cristiani, devono essere molto più cauti quando si tratta di musulmani. Lo ha detto Mark Thompson, il potente direttore generale della tv pubblica. Thompson stava tenendo una conferenza su televisione e teologia quando gli è stato chiesto di commentare un'accusa rivolta da Ben Elton, scrittore e attore comico, secondo il quale «la Bbc ammette gli scherzi sui parroci ma non lascia passare una gag sugli imam». La risposta del dirigente: «Non c'è ragione per cui una qualsiasi religione debba essere immune dalla discussione, ma non voglio dire che tutte le religioni siano uguali. Penso che essere una minoranza ponga una prospettiva leggermente differente». Il ragionamento di Thompson è che siccome l'Islam ha 1,6 milioni di fedeli in Gran Bretagna ed è quindi minoritario rispetto al Cristianesimo, l'atteggiamento della televisione nei suoi confronti deve essere «più sensibile», per evitare di offendere l'identità di un gruppo etnico della società. Il direttore generale assicura che non ci sarà alcun limite ai programmi di informazione che critichino l'Islam, purché siano di sufficiente qualità. Ma lo scherzo, la satira, è meglio riservarli ai cristiani, che essendo maggioranza, sono meno suscettibili. Naturalmente Ben Elton non è soddisfatto: «Alla Bbc possono fingere che si tratti di sensibilità morale, ma non è così. La verità è che hanno paura: io li conosco bene». Polemica anche dal gruppo di pressione Christian Voice: «Ogni religione dev'essere trattata allo stesso modo. La Bbc è semplicemente terrorizzata all'idea di poter offendere i musulmani». «Non si possono fare distinzioni: o la tv è imparziale oppure non lo è», dicono a Mediawatch. Qualche settimana fa c'è stato un esempio di questa ipersensibilità. EastEnders, una delle soap opera più popolari della Bbc, ha fatto commettere un peccato a uno dei suoi personaggi, il postino asiatico Masood Ahmed. Il copione lo ha costretto a violare il Ramadan, il mese di digiuno islamico che impone a ogni fedele di non toccare cibo dall'alba al tramonto: il buon Ahmed non ha resistito al richiamo di uno spuntino. Alla redazione di EastEnders sono arrivati un centinaio di messaggi di protesta di telespettatori. Alla puntata successiva il peccatore ha espresso pentimento e gli autori si sono scusati per aver offeso parte del pubblico. Il direttore generale Thompson, cattolico praticante, però mantiene il punto: la Bbc non ha paura, dice, si rende solo conto che l'Islam deve ricevere un trattamento differente. Nei programmi di intrattenimento, non in quelli giornalistici. Thompson sostiene che nel 2005, durante la crisi internazionale causata dalla pubblicazione su un giornale danese di vignette sul profeta Maometto (seguirono violenze e minacce), l'emittente di Stato britannica mostrò più immagini «blasfeme» di ogni altra tv del Regno. Guido Santevecchi, Corriere della Sera, 17 ottobre 2008 http://www.corriere.it/esteri/08_ottobre_17/bbc_comici_2642924c-9c0b-11dd-962f-00144f02aabc.shtml
05/12/09 14:53
non posso credere
INCREDIBILE!!!!!!!!
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