Nei primi mesi del 2010 è probabile un nuovo rialzo dei prezzi. Almeno secondo l'Isae, che ha commentato così il dato storico (inflazione ai minimi dal '49) diffuso oggi dall'Istat e relativo all'anno appena trascorso.
Secondo l'Istituto Nazionale di Statistica infatti il 2009 ha fatto registrare l'inflazione più bassa da 50 anni a questa parte. L’indice dei prezzi al consumo ha registrato nei 12 mesi scorsi del 2009 una variazione del +0,8%, segnando un record dal 1959 quando fu pari a -0,4%. Tuttavia, a dicembre si è registrata una lieve accelerazione: l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), a dicembre ha segnato un aumento dello 0,2% rispetto a novembre, mentre su base tendenziale è cresciuto dell'1% (era +0,7% a novembre). In base alla stima provvisoria, l'indice armonizzato Ipca registra una crescita dello 0,2% su base mensile e un aumento del 1,1% su base tendenziale. L'inflazione al netto dei prodotti energetici è aumentata dell'1,2%.
La previsione per il nuovo anno. L'andamento dell'indicatore destagionalizzato, si legge in una nota dell'Isae, suggerisce che all'inizio del 2010 la dinamica dei prezzi potrebbe registrare nuovi aumenti. Nei primi mesi dell'anno, del resto - spiega l'Istituto - si concentrano usualmente gli adeguamenti per diverse voci dei bilanci delle famiglie. "Per alcune di queste, sottoposte a controllo pubblico o delle Autorità competenti - ricorda l'Isae - sono già stati stabiliti i rincari da applicare in gennaio (+1,4% per il canone Rai; +2,8% per le tariffe del gas oltre agli aumenti dei pedaggi autostradali); per altre (come per quelli relativi agli ordini professionali) gli aumenti non sono ancora quantificabili".
In una prospettiva di breve termine, prosegue l'Istituto di studi e analisi economiche "anche le indicazioni che si ricavano dalle indagini congiunturali confermano una moderata risalita dell'inflazione nei mesi a venire. Riflettendo i movimenti più recenti delle quotazioni delle materie prime, le spinte alla riduzione dei prezzi lungo la catena dell'offerta si stanno infatti gradualmente riducendo".


