I carabinieri del Ros, su disposizione della Procura della Repubblica di Roma e guidati dal colonnello Angelosanto, stanno perquisendo gli uffici e l'abitazione di Gioacchino Genchi, il superconsulente dell'inchiesta "Why Not" indagato per abuso d'ufficio e violazione della privacy. Gli uffici dove si sono recati i militari si trovano in piazza Principe Camporeale. Lo riferisce l'Adnkronos.
Il superconsulente informatico si troverebbe in queste ore fuori Palermo, a quanto pare a Milano ma starebbe già facendo ritorno in Sicilia. Ad accogliere i carabinieri, che stanno eseguendo la perquisizione su mandato della Procura di Roma, è stato uno stretto collaboratore di Genchi.
Intanto Genchi continua nella sua linea e respinge le accuse secondo le quali avrebbe "tracciato" milioni di utenze. "Erano poco più di settecento" afferma il consulente dell'ex pm Luigi De Magistris in un'intervista sul settimanale Left. Genchi respinge anche le accuse di Francesco Rutelli, presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica): "Mai fatta un'intercettazione in vita mia - assicura Genchi. - Anzi no, una l'ho fatta, quando mi sono ritrovato ad ascoltare per errore una conversazione fra mia moglie e sua madre".
E lancia una chiara contraccusa contro gli stessi Ros quando afferma che "si sono voluti pulire i coltelli perché è dal 1989 che mi imbatto in porcherie fatte dal Ros. Mi hanno voluto colpire per quello che rappresento e ho rappresentato, e per il ruolo che ho avuto all'interno della polizia di Stato".
"Tutti i soggetti a cui sono stati trovati paramenti massonici - aggiunge - sono stati sempre prosciolti. De Magistris, e nel mio piccolo forse anche io, ha avuto il primato di individuare delle logge, delle consorterie massoniche che poi possono chiamarsi Compagnia delle opere o Opus dei". Genchi conclude parlando degli effetti della sua partecipazione alla trasmissione televisiva Matrix: "Sarà un caso - afferma - ma dopo la mia partecipazione a Matrix, Mentana è stato costretto a dimettersi".

