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Internet. La Chiesa è pronta al dialogo con la "web generation"

13 Novembre 2009

La Chiesa cattolica è pronta ad affrontare Internet e a tendere la mano ad una "web generation" che pensa e vive in modo diverso perché caduta da piccola, come l'Obelix del fumetto francese, nella "pozione" digitale. È quanto emerso da un incontro sui nuovi media tra i vescovi europei responsabili delle Comunicazioni organizzato per la prima volta in Vaticano alla presenza di esperti, quali un giovanissimo hacker svizzero e un responsabile dell'Interpol.

L'assemblea plenaria della Commissione episcopale europea per i media (CEEM), aperta ieri, proseguirà fino a domenica ma oggi, in una conferenza stampa tenuta alla Radio Vaticana, si è fatto un primo bilancio dell'incontro. "I giovani Obelix caduti nella 'pozione digitale' - ha detto il segretario generale della Conferenza episcopale del Quebec, Bertrand Ouellet, intervenuto in qualità di esperto - non organizzano le idee allo stesso modo di chi è nato all'epoca della radio o della televisione, non vedono il mondo allo stesso modo e il rischio, per chi non conosce i nuovi media, è di non riuscire a comunicare con loro". È perciò soprattutto per concentrarsi sull' ascolto, più che in un'intento di evangelizzazione, che la Chiesa deve avvicinarsi alle nuove tecnologie, una tendenza, peraltro, incoraggiata anche dal Papa in diversi suoi interventi.

Un invito accolto in pieno dal presidente della CEEM Jean-Michel di Falco Leandri, profilo su Facebook in questi giorni preso d'assalto, che spiega come la Chiesa debba "cendere dal suo piedistallo e 'uscire dai suoi ghetti'. E soprattutto non può non stare in Internet tanto e quanto non può non stare nella società".

Una questione, quella dell'attenzione ai nuovi media - è stato ricordato - emersa con forza, ultimamente, in almeno tre occasioni: le dichiarazioni negazioniste del vescovo lefebvriano Richard Williamson, la scomunica della bambina di Recife che aveva abortito e le affermazioni del Papa in Africa sul preservativo. Un'assenza, quella della Chiesa in Internet, che ha contribuito ad alimentare equivoci e ha rivelato una distanza che lo stesso Papa, dopo queste vicende, ha invitato a colmare al più presto.

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